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Ciao Piero

Scritto da:  | 26 Giugno 2020 | 3 Commenti | Categoria: C'era una volta, Italiani, Personaggi

Mercoledì 17 giugno ci ha lasciato Piero Grassi, figura di primo piano del movimento scacchistico ligure. Aveva 57 anni. È stato uno dei fondatori nel 1982 del Circolo Scacchistico Sammargheritese, di cui nel corso del tempo è continuato a rimanere l’anima. Grande è stato il suo impegno in particolare nel settore giovanile dove ha lavorato con grande slancio e competenza, distinguendosi per la sua capacità di avvicinare i giovani agli scacchi e di trasmettere loro i valori più veri e profondi del gioco. Grazie a lui il CIS di Santa Margherita è diventato il più importante appuntamento scacchistico ligure. È stato vice presidente per diversi anni del comitato regionale ligure, all’interno del quale ha sempre avuto un ruolo propositivo, talvolta critico ma sempre costruttivo. Lascia un grande vuoto in chiunque abbia avuto la possibilità di conoscerlo. Non a caso l’istituto comprensivo di Santa Margherita Ligure, l’amministrazione comunale, i ragazzi del circolo, i loro genitori, tutti i circoli della provincia hanno sentitamente partecipato al dolore per la sua scomparsa e unanimemente sottolineato l’eredità che Piero ha lasciato a tutto il movimento.

Le parole del MF Raffaele Di Paolo, delegato regionale:

Qualche giorno fa ci ha lasciati Piero Grassi. Per tutto lo scacchismo ligure è stata una perdita gravissima, prima di tutto per chi piange la scomparsa di un carissimo amico, generoso e disponibile, sempre diretto e sincero. Molti di voi lo ricorderanno, anche se le sue condizioni da tempo lo avevano costretto ad abbandonare l’attività agonistica, come membro del comitato regionale o nella veste di organizzatore del raggruppamento CIS di Santa Margherita. Anche in questo Piero sarà insostituibile: cominciava a lavorarci (ed a incazzarcisi) a novembre, curando ogni particolare, con la stessa precisione e la stessa passione che dedicava ad ogni cosa. Nel nostro piccolo mondo ci sono diversi organizzatori capaci (forse non tantissimi) e molte persone che condividono la stessa passione disinteressata, ma sono pochissimi a riuscire, come riusciva Piero, a conciliare le due cose.
Ancora, Piero si è speso, penso più che per ogni altra cosa, per il circolo di Santa Margherita, in nome di una visione sociale di quello che un’associazione deve rappresentare per la comunità. Per decenni si è dedicato all’insegnamento degli scacchi nelle scuole, riuscendo a creare a Santa una piccola realtà, che è finita per diventare tutt’altro che piccola e che, mentre scrivo, è la società più numerosa della nostra regione. Per i ragazzi dell’Ads Sammargheritese è un’eredità bellissima e allo stesso tempo difficilissima da portare avanti senza il suo aiuto. A loro in particolare credo che vada la vicinanza e la solidarietà di tutte le nostre associazioni.

Domenica 28 giugno: Memorial per Piero. Torneo on line standard 5+0
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avatar Scritto da: Marco Faggiani (Qui gli altri suoi articoli)


3 Commenti a Ciao Piero

  1. avatar
    Martin 26 Giugno 2020 at 12:16

    Piero in Liguria era più che un sinonimo di scacchi, come la Laterna per i genovesi, qualcosa di inamovibile, eterno, senza tempo… qualcuno che sapevi di trovar lì, senza mai esserti posto il pensiero da quando fosse arrivato, da dove, come…. di fatto un simbolo, non so, qualcosa che c’è sempre stato, come per i liguri appunto la focaccia, lo scoglio di Quarto, la passeggiata di Nervi… ci vai e li trovi, sono lì, come Piero… andavi a Santa e trovavi lui, quel gigante buono e un po’ burbero, dalla battuta sempre pronta ma se gli chiedevi qualcosa potevi star tranquillo che non ti avrebbe mai detto di no…
    L’ho incontrato per la prima volta quasi quarant’anni fa, a uno di quei mega tornei organizzati alla Fiera del Mare da trecento e passa giocatori, bei tempi, altri tempi… Categoria Esordienti, lui studente di liceo, io semplice scolaretto, ignorante e di scacchi e di mille altre cose, e ignorante come allora son rimasto. Giocava già allora sicuramente meglio di me, ma fece una svista e mi regalò la partita… ricordo, non senza una buona dose di vergogna, che nel giocare l’arrocco lungo -lui aveva il nero- spostò prima la torre e poi il re, io, ecco, forse l’unica cosa che potevo presumere di aver letto, non dico studiato, ma letto soltanto, era qualche rudimento di regolamento e ricordavo bene che c’era scritto da qualche parte che per effettuare quella bizzarra mossa occorreva prima prendere in mano il proprio re e solo poi farlo scavalcare in qualche modo dalla torre. Allora timidamente protestai, neppure troppo convintamente… ricordo che ne nacque una mezza discussione ma Piero mi sorprese già allora con quella semplicità disarmante che era una delle tante sue doti caratteristiche… non so cosa mi disse ma evidentemente quello che gli uscì fuori dalla bocca mi convinse completamente…
    In quarant’anni poi non lo affrontai mai più alla scacchiera eppure ogni anno immancabili erano le occasioni di incontro alle tante manifestazioni che, almeno un tempo, si organizzavano numerose qui in zona… E Piero ne era sempre uno degli animatori più attivi e instancabili, sempre al centro di tutto, ma mai con presunzioni di protagonismo o egocentrismo, inconfondibile alla vista solo per la sua stazza da orso buono, infaticabile promotore degli scacchi in quella riviera di Levante che tantissimo gli deve.
    Buono bravo e giusto, e, mio caro Piero, tu lo sai, non te lo dico perché ora sembra il momento, ma perché è il pensiero di tutti, punto.
    Ricordo quella volta che, rocambolescamente e fortunosissimamente vinsi un’edizione del campionato provinciale di Genova organizzato nella stupenda cornice di Villa Durazzo a Santa Margherita… fu la mia l’ultima partita a terminare, non c’erano ancora gli orologi digitali con l’incremento e, molto probabilmente, fu solo grazie alla loro assenza che il mio avversario, a corto di tempo, commise delle inesattezze e mi facilitò la vittoria… allora mi desti una enorme coppona, che ancora conservo con orgoglio, grossa quasi come te, e nella fretta di dover rimettere precipitosamente a posto pezzi, tavoli, borse e tutto, ti scusasti per la frettolosa cerimonia di premiazione… ma non saprai mai ora, che solo volevo abbracciarti per la gioia di una vittoria insperata e immeritata…
    E quanti CIS giocati insieme, prima con te nella squadra di Santa, in cui ormai neppure per eccesso di modestia, ti sentivi di giocar più, negli stanzoni dai soffitti alti del vecchio circolo, poi in giro per la Liguria quando ancora si giocava la domenica pomeriggio una bella partita lunga come si deve… in quattro in macchinata con partenza alla mattina per non farci scappare l’occasione di una bella mangiata tutti insieme prima dell’incontro… e se si perdeva chi se ne importava, la pancia piena e tante chiacchierate allegre sulla via del ritorno, magari imbottigliati nel traffico dell’autostrada piena di milanesi al rientro della domenica sera… poi, un giorno, per non saper dir di no a chi me lo chiese, ti feci l’affronto del passaggio al circolo rivale di Ruta di Camogli, ma da signore qual sei sempre stato non mi hai mai detto nulla, ben conscio che tanto non frequentavo praticamente mai, né Santa né Ruta, e che ormai in primavera il campionato regionale era per me l’unica occasione per metter il naso fuori dal paterno ostello… amico di tutti, benvoluto da tutti, Piero… che neanche l’Elo Fide poi hai voluto prendere, quando, mi ricordo dopo una super-tranche da 2100 e passa, hai lasciato perdere per non stressarti troppo…
    Piero, cosa si fa ora?!? La Lanterna è ancora lì, lo scoglio di Quarto pure… solo non so se la nostra focaccia della domenica mattina avrà, senza di te, lo stesso sapore… ti abbraccio forte fortissimo…

    Mi piace 1
  2. avatar
    Luca Monti 26 Giugno 2020 at 15:03

    Forse è una informazione già presente nel testo, per cui mi scuso se mi è sfuggita. Piero Grassi è figlio di Mario Grassi? Cordialmente, Luca Monti, Vallio Terme, BS.

    • avatar
      Vecchio camallo 26 Giugno 2020 at 15:12

      Credo che fossero semplicemente omonimi.
      57 anni il povero Piero, una perdita enorme, condoglianze alla famiglia e agli amici di Santa Margherita.

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