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L’Incorruttibile

Scritto da:  | 20 Febbraio 2021 | 9 Commenti | Categoria: C'era una volta, Circoli

Era l’anno 1740 quando gli scacchisti di Parigi lasciarono il café Procope per il café de la Régence che si trovava in Piazza del Teatro Francese e che il celebre romanziere Le Sage così descrive:
“Composto da due vasti saloni con arredi lussuosi e lucenti, occupati da una ventina di noti personaggi intenti al gioco della dama e degli scacchi su tavoli di marmo prezioso, attorniati da attenti spettatori che osservavano il silenzio più profondo, tanto che l’unico rumore era quello dei giocatori stessi quando muovevano i propri pezzi.”
Il primo gestore del Café de la Régence fu un certo Leclerc, il cui ricordo peraltro è più merito della moglie, una donna bellissima che attirava l’ammirazione di una quantità di galanti, tra i quali Philippe d’ Orleans, duca di Chartes, reggente del Reame di Francia.
Nel 1763 Leclerc lascia a certo Rey la gestione e nel frattempo diventa abitué del Cafè anche Diderot il quale scrisse così i suoi ricordi del tempo:
“Bello o brutto che fosse il tempo era mia abitudine, verso le cinque della sera, passeggiare sulla promenade al Palace Royal e, se il tempo era troppo freddo o piovoso, mi rifugiavo al Café de la Régence dove mi divertivo a vedere giocare a scacchi…” Parigi è l’ingresso del mondo e il Café de la Régence è l’ingresso a Parigi per i migliori giocatori di scacchi del mondo… Legal dal pensiero profondo… il sottile Phlidor … il solido Mayot…
Personalità, le più celebri, a fine 800 frequentanti il caffè erano anche Jean-Jaques e Jean Baptista Rousseau, Voltaire, d’Alembert, il maresciallo di Richelieu, Benjamin Franklin, Lafayette, Grimm e poi Beaumarchais, Desmoulins, Barras, Murat.
Malgrado la Rivoluzione in corso, il cafè continua ad essere frequentato ed uno degli assidui fu Maximilien de Robespierre.
A suo proposito fu raccontato un celebre aneddoto da Henri d’Yvignac:
Con la rivoluzione in corso, l’elogiato e terribile Robespierre era triste. Sembrava esserci una doppia personalità in lui: uno di ideologia settaria, inflessibile e freddo, provveditore della ghigliottina; l’altro portato a una visione idilliaca universale della vita.
Un giorno, mentre sedeva triste e solitario a un tavolo del Café, vide entrare e parargli contro un giovane di bell’aspetto il quale, toltosi il copricapo a tricorno e pronunciato un breve saluto lo apostrofa: “cittadino!” e poi, rivolto al gestore del Café chiede con voce imperiosa un giuoco di scacchi.
Robespierre non era abituato a simili comportamenti nei suoi confronti, pure lascia fare al giovane impertinente, quasi divertito, e con un gelido sorriso inizia in silenzio la partita, che perde.
“Vuoi tu, la rivincita, cittadino?” è la breve frase che il giovane impertinente pronuncia.
Robespierre un po’ nervoso, accetta e nel frattempo scruta con un po’ più di attenzione il suo giovane avversario il cui aspetto e soprattutto le sue mani lunghe ed affusolate lo rivelano un aristocratico.
Robespierre perde anche la seconda partita.
Di comune accordo, senza dire una parola, i due iniziano la terza partita. Questa volta Robespierre sta particolarmente attento ma… perde ancora e così pure una quarta partita.
“…e qual era la posta in gioco?” domanda Robespierre a denti stretti.
La testa di un uomo! risponde prontamente il giovane; e di rimando Robespierre esclama: “Che audacia!”
e il giovane di rimando osserva:
“…ho vinto quattro volte, cittadino e dunque ho ben meritato questa posta.”
– Domani verrò a riscuoterla.
– Di chi si tratta ?
– del conte di Romilly, padre della mia fidanzata
– che audacia! e tu credi che io possa concedere la grazia ad un aristocratico…
– no, non si tratta di grazia, ma di una posta in gioco da onorare… Firma, firma!
– tu sei un aristocratico, non è vero ?
– sono un cittadino, fidanzato con la figlia del conte che ha deciso di morire domani con lui ma quando ho appreso che giochi a scacchi, ho pensato, immaginato…in breve, sono venuto qui…
– E se avessi rifiutato di firmare la grazia?!?
Un baleno passò avanti gli occhi del giovane mente posava una mano alla cintola, e metteva in mostra il manico di un pugnale…

avatar Scritto da: Antonio Pipitone (Qui gli altri suoi articoli)


9 Commenti a L’Incorruttibile

  1. avatar
    Uomo delle valli 20 Febbraio 2021 at 19:50

    GRAZIE MAESTRO ;)

    Mi piace 1
  2. avatar
    Fabio Lotti 20 Febbraio 2021 at 21:54

    Finalmente Antonio! Era tanto…

    Mi piace 3
  3. avatar
    Gino Colombo 21 Febbraio 2021 at 17:37

    Anche a me è piaciuto moltissimo, grazie.

  4. avatar
    Sergio Pandolfo 21 Febbraio 2021 at 22:21

    Bellissimo aneddoto!

    Mi piace 1
  5. avatar
    The dark side of the moon 22 Febbraio 2021 at 10:21

    Sempre un piacere leggere il Maestro Pipitone ma.. com’è finita?
    Immagino sia stata concessa la grazia vero?

  6. avatar
    Antonio Pipitone 22 Febbraio 2021 at 10:51

    Il tomo che riporta l’episodio non lo dice: però la risposta lascia intuire che sì , la grazia fu concessa. L’alternativa era il …pugnale che fu fatto intravedere dal giovane ma non fu usato…..

    Mi piace 1
  7. avatar
    The dark side of the moon 22 Febbraio 2021 at 14:59

    Grazie, avevo qualche dubbio per il titolo dell’articolo.. ;)

  8. avatar
    Enrico Paganelli 23 Febbraio 2021 at 11:55

    Veramente grazie da uno dei frequentatori del circolo “Rapid” di Parma negli anni 70 , che è rimasto per sempre sburlalegna.
    Mio fratello Antonio era più bravo,giocò la Coppa Cussini insieme all’amico Vincenzo Menoni sotto le Sue direttive.

    • avatar
      Antonio Pipitone 23 Febbraio 2021 at 17:22

      Ad Majora Paganelli. Ricordarmi del Rapid mi fa tanta nostalgia. Chissà perchè il passato ci commuove così tanto…..Eravate ragazzini….

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