Come due gocce d’acqua…

Scritto da:  | 12 Giugno 2021 | 7 Commenti | Categoria: Finali

ovvero: la misteriosa coincidenza della combinazione duplicata

Alzi la mano chi non conosce la posizione del diagramma sottostante!

Si tratta della partita Ortueta – Sanz – Madrid 1933, un finale con una delle più belle e famose combinazioni di sempre, conosciuta in tutto il mondo e che tantissimi anni fa mi ha fatto letteralmente innamorare degli scacchi.

Venne pubblicata per la prima volta nel 1934 nel numero di agosto della rivista di scacchi belga L’Echiquier con le annotazioni di Tartakover e, quasi nello stesso tempo, nel numero di agosto – settembre 1934 della rivista nazionale di scacchi rumena. Se ne trova traccia anche nella rivista Schachzeitung Wiener, nel numero di dicembre 1934, dove viene menzionata come “il finale di partita più bello dell’anno”.

Il passaggio chiave della combinazione è: 1 … Txb2!! la mossa che rese immortale Sanz (che fu anche campione di Spagna nel 1943), trovata dopo quarantacinque minuti di riflessione. 2. Cxb2 c3 3. Txb6 (oppure 3. Cd3 c4+ 4. Txb6 cxd3 e vince) 3. … c4 4. Tb4 unica 4 … a5! il punto cruciale della combinazione e, come più tardi disse Sanz, il più difficile da trovare 5. Cxc4 (oppure 5. Txc4 cxb2 e il Nero promuove a Donna) c2. Alcune fonti dicono che il Bianco abbandonò qui, altre che continuò a giocare ancora per qualche mossa; poteva seguire 6. Tb3 c1=D+ 7. Rf2 Dxc4 e il finale Donna contro Torre si vince senza troppi problemi.

Si narra che quando Petrosjan la vide per la prima volta all’età di 10 anni a Tbilisi, ne rimase entusiasta, tanto da sostenere di essergli rimasta impressa per tutta la vita. Mentre Alexander scrisse: “Ho sempre problemi a credere che questo finale sia realmente potuto accadere in un partita, e non nel corso di un post-mortem”. E quando Tartakover chiese al grande compositore di problemi Rinck se questo finale non potesse essere trasformato in qualcosa di veramente bello, questi rispose che “nulla doveva essere aggiunto, e nulla doveva essere tagliato”.

L’intera partita venne pubblicata per la prima volta nel febbraio del 1936 nella rivista spagnola di scacchi Ajedrez Español con i commenti niente popò di meno che di Capablanca. Secondo Capablanca si trattava della sesta partita di un match play-off per il Campionato di Castiglia (ma successivamente Ortueta affermò che fosse solo un match d’allenamento).

Tuttora quando esamino la posizione a partire dal diagramma iniziale dopo la 4ª o la 5ª mossa non mi pare possibile che i due pezzi in più del Bianco non riescano ad avere la meglio sui pedoni doppiati e disuniti dell’avversario.

La posizione deve aver impressionato anche Ian Timman tanto da fargli pubblicare uno studio molto bello ispirato a questa combinazione nel 1997 su New in Chess.

Molto meno nota di questa combinazione, ma altrettanto interessante, è il mistero della duplicazione (o falso?) che la circonda.

Mai sentito parlare di Wojciechowski?

Antoni Janusz Wojciechowski (1905-1938), fu uno tra i più forti scacchisti polacchi intorno alla metà degli anni Trenta, più volte campione di Poznan, sua città natale. Possiamo trovare il suo nome nell’ottava scacchiera del team polacco giunto secondo dietro l’Ungheria alle Olimpiadi di Monaco 1936. Vinse contro giocatori del calibro di Spielmann, Najdorf e Przepiórka e pareggiò con Rubinstein. Ma”, come scrisse il suo vecchio amico di scacchi di Poznan, Boleslaw Rozanski (che giocò nel Campionato polacco del 1954) “Wojciechowski era anche un uomo povero, con una salute cagionevole e, nel gennaio del 1938, un brutto attacco di polmonite lo uccise. La sua situazione di vita non era semplice e, purtroppo, prima della guerra non c’erano soldi nel nostro paese per aiutare i grandi talenti come lui. Era un giocatore geniale, con uno stile d’attacco e un grande dono per la combinazione.

Guardiamo la seguente partita

Quando vidi per la prima volta la posizione del diagramma della partita Tylkowski – Wojciechowski nel libro di Irving Chernev: “Wonders and Curiosities of Chess” (1974) il mio primo pensiero fu: mistificazione!

Indagando più approfonditamente scoprii che anche i polacchi, molto tempo prima, avevano messo in dubbio la sua autenticità. Prendendo come riferimento alcune pubblicazioni apparse in Polonia nei primi anni Cinquanta, ecco un resoconto dettagliato della storia di questa misteriosa partita.

Lo scacchista polacco Andrzej Kwilecki, nel febbraio del 1952 pubblicò sulla rivista polacca Szachy la posizione della partita Tylkowski – Wojciechowski prima di 29. … Td2 dicendo che si trattava di una partita giocata a Poznan nel 1931 tra due Maestri. Diede anche la combinazione vincente, ma con un finale diverso: 37. … Dh5+ 38.Rg1 Dd1+ “e il Bianco abbandona”. Non citò la Ortueta – Sanz, Madrid 1931, probabilmente perché non la conosceva.

Nel mese di aprile del 1952, sempre sulla rivista Szachy, lo scrittore Stanislaw Gawlikowski, esperto di finali di partita, fece notare la somiglianza come due gocce d’acqua della posizione della fino ad allora sconosciuta, in Polonia e all’estero, partita Tylkowski – Wojciechowski, Poznan 1931 col famoso match Ortueta – Sanz, Madrid 1933, conosciuto invece in tutto il mondo, esprimendo i suoi dubbi circa la sua autenticità.

Nel mese di agosto del 1953, il MI Makarczyk pubblicò, per la prima volta, l’intera partita in Szachy, facendo notare che le mosse del finale erano diverse da quelle pubblicate originariamente da Kwilecki. Affermò di avere avuto la partita da un certo Adam Miesowicz, un amico di Poznan di Wojciechowski che gli aveva fornito le mosse dicendo che si trattava di una partita giocata nel Campionato di Poznan del 1931. Al contrario di Gawlikowski egli credeva nell’autenticità della partita, e si augurava che “forse alcuni enti locali avrebbero potuto produrre ulteriori dettagli su questa partita, circa il fatto se fosse stata pubblicata o meno in precedenza”.

In seguito a questa pubblicazione, nel mese di ottobre del 1953, di nuovo in Szachy, Rozanski affermò di essere stato un testimone oculare della partita e di aver visto Wojciechowski svolgere la sua combinazione. Scrisse: “Vorrei dire che l’autenticità della partita e la combinazione giocata nella posizione critica non può essere messa in discussione. La partita è molto conosciuta nei circoli di scacchi di Poznan ed è stata pubblicata anche in una colonna della rivista di scacchi Dziennik Poznansk. Affermò anche di aver avuto un ritaglio di quella colonna, ma di averla perduta, insieme con la sua intera collezione di libri di scacchi, durante la guerra. Sostenne inoltre che diversi altri giocatori di Poznan avevano assistito alla partita e si erano alla fine congratulati con Wojciechowski per la sua combinazione.

In due libri di scacchi editi a Poznan, uno storico, l’altro più tecnico, pubblicati nel 1990 e nel 1991, non si fa menzione della Tylkowski – Wojciechowski. Ironia della sorte, l’autore di questi libri, è Andrzej Kwilecki, professore di sociologia a Poznan, lo stesso che per primo aveva pubblicato la posizione della Tylkowski – Wojciechowski in Szachy nel 1952.

Successivamente Kwilecki affermò di essere convinto che la partita non fosse stata giocata nel Campionato di Poznan del 1931, come Miesowicz aveva dichiarato, ma che si trattasse di una partita amichevole, forse giocata in forma privata. Dichiarò di aver avuto anche lui da Miesowicz una copia della partita Tylkowski – Wojciechowski, ma di averla poi persa e di non ricordarsi esattamente cosa Miesowicz gli mostrò circa quarant’anni prima, al momento della stesura del suo articolo del 1952 (il che potrebbe anche spiegare la discrepanza tra le versioni di Kwilecki e di Makarczyk sulle mosse finali della partita). Non potendo verificare quanto dichiarato con Miesowicz (che nel frattempo era deceduto), decise di non pubblicare la partita nei suoi libri, perché tutta la vicenda era troppo dubbia.

Questa è la storia della partita, così come è stata conosciuta per lungo tempo; mai nessuno è stato in grado di esibire la famosa colonna della rivista Dziennik Poznansk (che magari giace sepolta da qualche parte in un archivio a Poznan) per cui i dubbi in Polonia permangono, circa la sua autenticità.

Personalmente sono convinto che la partita Tylkowski – Wojciechowski venne veramente giocata a Poznan nel 1931 e che Wojciechowski giocò effettivamente … Txb2 due anni prima di Sanz. Non ho motivo di dubitare che Rozanski, Miesowicz e gli altri testimoni, tutti conosciuti come persone serie ed oneste, avessero la necessità di creare un falso: e poi perché avrebbero dovuto inventare la partita? Forse per propaganda giornalistica, o forse in onore del loro vecchio amico Wojciechowski con l’idea di farne un mito locale?

La letteratura scacchistica è piena di falsi storici, la maggior parte dei quali creati da scherzi di studenti o da furti di spezzoni di partita ma mi rifiuto di credere che qualcuno potesse costruire una bufala solo per ottenere l’immortalità di un amico che era morto tragicamente.

E ancora: una cosa è duplicare una combinazione, un’altra è comporre un’intera partita. Ho cercato anch’io di creare una partita con … Txb2, ma ho dovuto ben presto rinunciare.
La partita
Tylkowski – Wojciechowski appare invece come una partita di scacchi del tutto naturale, nella quale sono state giocate mosse ragionevoli e senza particolari errori.

Per concludere, l’ultima cosa che sarebbe interessante conoscere di questa intricata vicenda è se Wojciechowski avesse visto la combinazione di Sanz, nei pochi anni che aveva ancora da vivere tra il 1934 e il 1938, in una delle pubblicazioni che ho citato all’inizio dell’articolo.

Provate ad immaginare …un amico del circolo di scacchi di Poznan si avvicina a Wojciechowski con una rivista in mano e gli dice: “Ehi, Antoni, hai visto la posizione di questa partita? Qualcuno ti ha rubato la combinazione!” Chissà cosa avrebbe potuto rispondere. Forse avrebbe semplicemente alzato le spalle, d’altronde non avrebbe potuto immaginare che Sanz, con quella combinazione, si sarebbe coperto di gloria, né che lui sarebbe morto di lì a poco.

Probabilmente il vero miracolo è che la combinazione … Txb2 è stata giocata per ben due volte, unico caso al mondo nella storia degli scacchi.

Nel momento in cui la partita di Wojciechowski venne mostrata al compositore di finali di partita Harold Lommer, che era stato a Madrid per intervistare Sanz sulla sua partita con Ortueta, tutto quello che disse fu: “Bella partita, ma ci sono così tante partite meravigliose che non vedranno mai la luce del giorno”.

In definitiva poi perché la famosa combinazione della partita Ortueta – Sanz non potrebbe essere altro che una duplicazione di una combinazione giocata due anni prima a Poznan?

Oppure venne giocata una sola volta… ma in Polonia?

Quando Ortueta morì nel 1994 all’età di 92 anni, per rispetto degli scacchi lo scrittore spagnolo Pablo Morán pubblicò un necrologio in cui si chiedeva se la partita Ortueta – Sanz non potesse essere un falso!

avatar Scritto da: Fabio Andrea Tomba (Qui gli altri suoi articoli)


7 Commenti a Come due gocce d’acqua…

  1. avatar
    Uomo delle valli 12 Giugno 2021 at 10:49

    questa volta sento di sprecarmi: strepitoso

  2. avatar
    Fabio Lotti 13 Giugno 2021 at 08:49

    Interessante e bella lettura.

  3. avatar
    Fabio Andrea Tomba 13 Giugno 2021 at 09:49

    A dire il vero e per la precisione, la posizione principale che conoscevo io è quella del diagramma iniziale, ma senza i pedoni neri in e6 e g5. Questa versione “stilizzata” molto probabilmente è stata creata ad arte per assicurarsi che … Txb2 fosse l’unica mossa vincente.

    Purtroppo non ricordo in quale libro l’ho vista per la prima volta, dal momento che mia moglie, per dirla con un eufemismo, mi ha “ripulito forzatamente” di tutto il materiale scacchistico nel corso dell’ultimo trasloco. 😢

  4. avatar
    Martin 19 Giugno 2021 at 08:41

    Praticamente due soli commenti per un articolo come questo… direi che c’è da riflettere…
    Spero solo che nessun coccodrillo versi lacrime copiose quando non avrà più da leggere articoli come questo o come tutti gli altri…

  5. avatar
    lordste 23 Giugno 2021 at 10:49

    sul “mistero” della Ortueta-Sanz (o della gemella polacca) avevo letto più di un articolo, una delle ipotesi è che fossero ENTRAMBE dei fake costruiti ad arte. Vero è che le partite da cui sono ottenute le posizioni “da problema” sono quanto meno plausibili e quindi probabilmente il mistero rimarrà insoluto

  6. avatar
    Pasquale Colucci 22 Agosto 2021 at 10:13

    Un caro saluto all’amico Fabio Andrea, col quale ebbi il piacere di disputare una interessante partite per corrispondenza nel lontano 2006!

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