Ma tu chi sei?

Scritto da:  | 23 Settembre 2021 | 11 Commenti | Categoria: Racconti

Una strana partita…


Da quanto tempo giocavano? Non si ricordava nemmeno come era cominciato. Solo una vaga reminescenza. All’improvviso era scoppiato un temporale, un lampo accecante, la finestra aperta dal vento che fischiava. E l’apparizione dell’uomo, o meglio della figura. Non l’aveva sentita bussare alla porta, non gli sembrava di avere aperto. Si era come materializzata, si era seduta davanti alla scacchiera che teneva sempre sul tavolo da gioco pronta con tutti i pezzi. Aveva scelto il nero ed era cominciata quella strana partita con uno sconosciuto tutto imbacuccato in un mantello scuro. Non gli sembrava nemmeno che muovesse i pezzi che avevano, come dire, quasi un’anima propria e si spostavano da soli. Almeno così gli pareva. Da qualche tempo la testa aveva cominciato a fare cilecca e non era poi così sicuro di quello che vedeva. Gli altri giocatori del circolo di scacchi se ne approfittavano, per vendicarsi delle loro passate sconfitte. Li ricordava tutti ad uno ad uno…battaglie, scontri, prese in giro, risate…c’era…c’era…i nomi però gli sfuggivano anche se ricordava le loro facce, i loro gesti, il modo di muovere i pezzi, i sorriseti smarriti e quelli beffardi, lo stringere delle mani, ora forti e sicure, ora esili e tremebonde e risentiva le loro voci e quelle dei commentatori del circolo…ma bravo, che bella pensata, ora sì che viene il bello, mossa alla Capablanca eh…
La testa, già la testa. Anche questa volta incominciava a fargli male, un dolore continuo, martellante dentro l’occhio destro che si irradiava sull’intera fronte. Sempre più forte. Infiammazione del nervo ottico, aveva diagnosticato il dottore, sorridendo. Niente di preoccupante. Per lui, per quel piccoletto borioso che saltellava come un merlo. Ma non per la sua testa e la sua vista che gli si annebbiava. Maledetti medici che non ci capivano nulla!
La partita era agli sgoccioli. Aveva lottato con tutte le sue forze per arginare l’attacco dei pezzi nemici, ma ora il suo Re era rimasto solo, accerchiato dalle Torri e dalla Regina nera. Il freddo, faceva sempre più freddo…forse il vento che entrava dalla finestra…eppure era estate…si scosse con un leggero fremito delle labbra in una smorfia dolorosa. Quanto aveva amato la vita! Ragazze tante che si annebbiavano però nel ricordo, un volto, un sorriso, il timbro di una voce, il senso morbido delle labbra, il calore dei corpi…ma non era riuscito a completare un rapporto concreto con il formarsi di una famiglia…le amicizie poi…destino era che rimanesse solo in una casa fredda e vuota…il freddo…troppo freddo…
Ed ora era lì solo, appunto, come il suo Re. Fece un ultimo disperato tentativo per salvarlo. Invano. Prima di prendere matto rivolse gli occhi verso l’ombra scura. “Ma tu chi sei?”, chiese con un pallido filo di voce.
La nera figura alzò il cappuccio, rivelando un teschio lucente.


P.S. Il racconto bonsai è stato pubblicato nell’antologia “Riso nero” di A.A,V.V. a cura di Graziano Braschi e Mauro Smocovich, Delosbooks 2010, e ora ho voluto farlo conoscere anche a voi.

avatar Scritto da: Fabio Lotti (Qui gli altri suoi articoli)


11 Commenti a Ma tu chi sei?

  1. avatar
    Uomo delle valli 24 Settembre 2021 at 22:07

    come sempre super lotti

    • avatar
      Fabio Lotti 25 Settembre 2021 at 09:57

      Come sempre troppo buono, ma va bene così…

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    Patrizia Debicke 25 Settembre 2021 at 09:58

    Che dire? fatalmente ineluttabile

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    Alessandro Patelli 25 Settembre 2021 at 12:39

    Brrrrr! Ma era solo la morte oppure ….. STOCKFISH?

    Mi piace 1
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      Fabio Lotti 25 Settembre 2021 at 13:19

      Già…anche Stockfish mette una certa ansia.

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    Zenone 1 Ottobre 2021 at 14:23

    Chissà se è davvero finita. Forse è in un’altra dimensione, dove neppure i volti vengono più riconosciuti. Forse adesso è nella sua stanza bianca, al secondo piano di un freddo istituto come tanti, seduto, senza motivo, su una sedia, davanti alla finestra a guardare un “fuori” che non riconosce e vedere alberi che non sa essere tali. Aspettando, come tutti noi.
    Lotti, come sempre, quando tocca i tasti dell’anima sa far riflettere.
    Molto toccante.

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    Sergio Pandolfo 14 Ottobre 2021 at 01:10

    Mi torna alla mente la famosa partita a scacchi del Settimo Sigillo di Bergman, tra il cavaliere Bloch e la morte… Anche quella metteva i brividi.

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      Fabio Andrea Tomba 14 Ottobre 2021 at 13:05

      Bellissimo quel film del 1957, che può senz’altro essere considerato il capolavoro di Bergman.

      https://www.youtube.com/watch?v=RxaYNy9ZSp4 Riporto il video della partita a scacchi con la morte.

      Nel film, il cavaliere Antonius Block torna dalle crociate e giunge in un paese dove imperversa la peste; qui si imbatte nella Morte che lo sfida a scacchi.

      Peccato che il regista si sia dimostrato incompetente, scacchisticamente parlando si intende!

      L’errore commesso è il posizionamento al contrario della scacchiera. Infatti al min. 3.50 si vede che la casa h1 è nera, mentre al min. 5.08 la Morte dà scacco matto con Th8, con la casa in questione che è bianca!

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        Sergio Pandolfo 19 Ottobre 2021 at 21:07

        Io invece so che la posizione in cui la Morte gioca Axb3, dopo che il cavaliere Bloch è stato a mangiare le fragole, è molto particolare. Nel medioevo l’alfiere si muoveva a salto di dama, e Bergman, nel fargli fare proprio quella mossa, mostra di conoscerla. Tuttavia l’alfiere parte dalla casa d5, e ciò è impossibile per le regole del tempo. Dunque è come se Bergman volesse dire allo spettatore: attento, perché la morte sta barando. E in effetti la morte è bastarda… Solo chi bara può vincere sempre, no? Anche più avanti, la morte bara. Quando Bloch fa cadere i pezzi dalla scacchiera volutamente, per salvare la famiglia dei saltimbanchi. La morte risistema i pezzi in maniera diversa da come erano prima, e per di più gli ruba il tratto! Beh, potrei parlare per ore di questo film, ma in genere di tanti film di Bergman. E poi c’è anche la partita a scacchi nella scena finale di “Un mondo di marionette”… Meno famosa, ma pure molto interessante…

  6. avatar
    Fabio Lotti 15 Ottobre 2021 at 20:40

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