URSS vs Resto del Mondo

Scritto da:  | 17 Ottobre 2021 | 12 Commenti | Categoria: C'era una volta, Stranieri, Tornei

Belgrado (Jugoslavia), marzo-aprile 1970. In piena Guerra Fredda l’Unione Sovietica sfida il Resto del Mondo in un match scacchistico!

I migliori scacchisti sovietici si battono contro i migliori scacchisti non sovietici. Il Campione Mondiale in carica è il sovietico Boris Spassky. L’olandese Max Euwe (Campione Mondiale negli anni 1935-37) è il capitano della squadra del Resto del Mondo. L’ordine delle scacchiere della sua squadra viene stabilito in base alla graduatoria Elo, il sistema ideato da Arpad Emrick Elo – tuttora utilizzato dalla FIDE, Fédération Internationale des Échecs, quale indice di forza degli scacchisti –, ungherese naturalizzato statunitense, docente universitario di Fisica e buon giocatore di Scacchi. Lo statunitense Robert James (detto ‘Bobby’) Fischer dovrebbe sedere in prima scacchiera, ma Euwe decide di schierarlo in seconda assegnando la prima al danese Bent Larsen, a motivo dei recenti successi scacchistici di quest’ultimo; dopo varie trattative Fischer accetta e il match si può disputare.

URSS: B. Spassky, T. Petrosian, V. Korchnoi, L. Polugaevsky, J. Geller, V. Smyslov, M. Taimanov, M. Botvinnik, M. Tal, P. Keres; riserve: L. Stein, D. Bronstein.

Resto del Mondo: B. Larsen, B. Fischer, L. Portisch, V. Hort, S. Gligoric, S. Reshevsky, W. Uhlmann, M. Matulovic, M. Najdorf, B. Ivkov; riserva: F. Olafsson.

L’URSS vince di stretta misura: 20,5 a 19,5.

Riporto una delle partite del match che reputo più interessanti, con un mio commento:

Riguardo all’Apertura 1.b3, ne Il Libro Completo delle APERTURE (Ed. Le Due Torri 2010) il Maestro Claudio Pantaleoni scrive: «Giocata già da Nimzowitsch in tre occasioni negli anni ’20 del XX secolo, questa apertura porta giustamente il nome di Bent Larsen. Il Grande Maestro danese infatti, negli anni ’60 e ’70, la adottò ai massimi livelli con assiduità e con buoni risultati, il che è sempre il modo migliore per vincere l’iniziale scetticismo» (p. 552).

Posizione dopo 12…h4

Spassky stava sfruttando il ritardo di sviluppo dell’avversario. Il Bianco avrebbe fatto meglio a catturare il Cavallo con l’Alfiere invece che con il Pedone, sebbene dopo 13.Axg4 Axg4 14.hxg4 hxg3 15.Tg1 Th2 16.Cc3 Tdxd2 17.Dxd2 Txd2 18.Rxd2 Dd7+ 19.Re1 Axe3 20.Tg2 Dxg4 21.Cxe4 (21.Cd1 Ac5) Df3 22.Txg3 Dxe4 si sarebbe ritrovato parimenti con una posizione irrimediabilmente compromessa.

Posizione dopo 14.Tg1

A questo punto Spassky ha effettuato una semimossa spettacolare: 14…Th1! Ricordo che, quando ho analizzato la partita per la prima volta, sono rimasto affascinato da tale semimossa…

Purtuttavia 14…Axe3 sarebbe stata anche più forte per il Nero! In caso di 15.dxe3, infatti, 15…Th1 sarebbe risultata ancor più letale, e la sequenza 15.Cc3 Af2+ 16.Rd1 Axg1 17.Dc1 Ae3 18.Cd5 Th1+ 19.Rc2 Txc1+ 20.Txc1 cxd5 21.dxe3 Dh4 22.gxf5 Dh2, ad esempio, avrebbe lasciato similmente il Bianco con una posizione senza speranza.

Posizione dopo 16.Tf1

Il Nero disponeva di una combinazione di Matto in 5 mosse: 16…Dh4+ 17.Rd1 gxf1=T+ (in partita il Pedone è stato promosso a Donna, ma sarebbe bastato promuoverlo a Torre: meglio fare economia di Pezzi…) 18.Axf1 Axg4+ 19.Rc1 De1+ 20.Dd1 Dxd1#.

L’alternativa 16.Tg1 avrebbe soltanto prolungato un po’ la partita: 16…Dh4+ 17.Rd1 Dh1 18.Dc1 Dxg1+ 19.Rc2 Dxc1+ 20.Axc1 Ah7 21.Aa3 Axe3 22.dxe3 g1=D, con posizione vincente del Nero.

 

Una digressione storica

Il 31 marzo 1970, lo stesso giorno nel quale fu giocata quella partita, ritornava sulla Terra l’Explorer 1, il primo satellite artificiale lanciato nello Spazio dagli Stati Uniti d’America, il 31 gennaio 1958. L’Unione Sovietica ne aveva lanciati due, rispettivamente, il 4 ottobre 1957 e il 3 novembre 1957: lo Sputnik 1, che aveva dato inizio all’esplorazione dello Spazio (orbitando intorno al nostro pianeta ma bruciando circa tre mesi dopo il lancio, mentre rientrava nell’atmosfera terrestre), e lo Sputnik 2 (ritornato sulla Terra quasi cinque mesi e mezzo dopo il lancio), a bordo del quale c’era la famosa cagnetta Kudrjavka (“Ricciolina”, di razza Laika) la quale, però, era morta poco tempo dopo il lancio stesso.

«Il 20 luglio 1969 – era domenica – per la prima volta un uomo calpestava la Luna. Quest’uomo si chiamava Neil Armstrong. […] Quando Armstrong con il piede sinistro toccò la Luna, erano passati 4 giorni, 13 ore, 24 minuti e 13 secondi dall’accensione dei motori del razzo Saturno 5 […]. Negli Stati Uniti era notte. In Italia albeggiava, gli orologi segnavano le 4:56:15 di lunedì 21 ma pochi dormivano. Nel mondo 580 milioni di persone stavano guardando in diretta tv le immagini sfocate dell’astronauta che, a gravità ridotta, camminava incerto sollevando nuvolette di polvere nel Mare della Tranquillità. Poco dopo lo avrebbe raggiunto ‘Buzz’ Aldrin. In orbita lunare seguiva trepidante la loro avventura Michael Collins» (Camminare sulla Luna. Come ci siamo arrivati e come ci torneremo di Piero Bianucci, Ed. Giunti 2019, p. 9).

Il secondo match scacchistico URSS vs Resto del Mondo si è svolto a Londra nel giugno 1984, quando il Campione Mondiale in carica era il sovietico Anatoly Karpov, ed è stato vinto nuovamente dall’URSS per 21 a 19.

Com’è noto, negli anni 1990-91 ha avuto luogo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, che ha portato alla costituzione degli Stati post-sovietici. Nel 1993 l’azerbaigiano Garry Kasparov, Campione Mondiale di Scacchi in carica, e il Grande Maestro inglese Nigel Short, in seguito a un contrasto con la FIDE, hanno provocato una scissione fondando la PCA (Professional Chess Association). Per alcuni anni la FIDE e la PCA hanno organizzato, ciascuna, un proprio campionato mondiale. Nel 2006 si è tornati a un titolo mondiale unico.

Nel settembre 2002 si è svolto a Mosca un terzo match scacchistico Russia vs Resto del Mondo (l’ucraino Ruslan Ponomariov era il Campione Mondiale in carica secondo la FIDE, succeduto all’indiano Viswanathan Anand, e il russo Vladimir Kramnik era il Campione Mondiale in carica secondo la PCA, succeduto a Garry Kasparov). Questa volta, il Resto del Mondo si è aggiudicato il match per 52 a 48.

avatar Scritto da: Giorgio Della Rocca (Qui gli altri suoi articoli)


12 Commenti a URSS vs Resto del Mondo

  1. avatar
    Fabio Lotti 17 Ottobre 2021 at 11:49

    Grazie per questi ricordi che mi riportano un po’ indietro…

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    Uomo delle valli 17 Ottobre 2021 at 14:53

    superlativo assoluto

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    Antonio Pipitone 18 Ottobre 2021 at 12:49

    Bravo, bravo, bravo!

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    Giorgio Della Rocca 18 Ottobre 2021 at 19:11

    Ringrazio sentitamente Antonio Pipitone.
    Il primo bravo lo giro a Martin, il cui apporto agli articoli di SoloScacchi è notevole.
    Il secondo bravo lo giro a Fabio Lotti, uno degli autori e commentatori più presenti in SoloScacchi, e del quale ho letto con interesse gran parte degli articoli strettamente scacchistici.
    Il terzo bravo lo tengo per me: provenendo da uno scacchista Maestro ad honorem nel gioco a tavolino
    e Maestro Internazionale nel gioco per corrispondenza, mi gratifica in modo particolare.

    Saluto Uomo delle valli (l’ho già ringraziato abbastanza…).

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    Sergio Pandolfo 19 Ottobre 2021 at 20:50

    Conoscevo questa rapida sconfitta in cui incappò Bent Larsen… È la prova che certe aperture è meglio non giocarle contro i giocatori più forti. Mi chiedo se Fischer, in seconda scacchiera, non stesse rosicando, a vedere questa debacle del campione danese… :)

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      Giorgio Della Rocca 19 Ottobre 2021 at 21:45

      Occorre ricordare, comunque, che la prestazione di Larsen in prima scacchiera, nel complesso, fu soddisfacente: 2,5 punti su 4 (patta, sconfitta e vittoria contro Spassky nelle prime tre partite, vittoria contro la riserva Stein nella quarta)!
      In seconda scacchiera Fischer (Elo 2720) realizzò 3 punti su 4, vincendo le prime due partite e pattando le ultime due, tutte contro Petrosian (Elo 2650).

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    Giorgio Della Rocca 3 Marzo 2022 at 18:28

    Alla fine dell’articolo ho ricordato che, nel settembre 2002, si svolse a Mosca il match scacchistico Russia vs Resto del Mondo. L’ucraino Ruslan Ponomariov era il Campione Mondiale in carica secondo la FIDE e il russo Vladimir Kramnik era il Campione Mondiale in carica secondo la PCA: entrambi parteciparono al match.
    In quel periodo il Presidente della Federazione Russa era, come ora, Vladimir Putin.
    Non sono un esperto di politica internazionale ma anch’io, nel mio piccolo, intendo condannare l’azione bellica condotta attualmente dalla Russia contro l’Ucraina.

    Nel video seguente Anastasiya Petryshak, violinista ucraina perfezionatasi nel nostro Paese, esegue il brano Gabriel’s Oboe, facente parte della colonna sonora del film Mission (regia di Roland Joffé, 1986) composta da Ennio Morricone:

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    Giorgio Della Rocca 13 Marzo 2022 at 17:20

    Nel corso di un’intervista rilasciata da Anastasiya Petryshak a Laura Guerra e pubblicata l’altro ieri, 11 marzo, sul quotidiano il Resto del Carlino, alla domanda: «Suonare ed esibirsi le permette di non pensare al dramma [l’attuale conflitto armato in Ucraina], anche se solo per qualche ora, o la lega ancor di più alla sua terra?», la violinista ha risposto: «La musica per me è sempre stata un mezzo di comunicazione, è un linguaggio capace di parlare a tutti indipendentemente dal Paese, dalla cultura o dalla tradizione. Suonare significa anche fare ordine nelle mie emozioni, soprattutto ora che c’è molta preoccupazione, paura per i miei famigliari rimasti in Ucraina. La musica mi permette di liberare tutte queste emozioni. Quando suono i brani dei compositori ucraini ho i brividi. Improvvisamente mi tornano in mente tutte quelle ore di studio passate nella casa di Ivano-Frankivs’k, le lezioni con la mia insegnante Marta Kalynchuk, le difficoltà e le soddisfazioni. Tutto questo lo voglio condividere con il pubblico. Nei miei prossimi concerti omaggerò alcuni compositori ucraini anche per mandare un messaggio di vicinanza a tutti quelli che soffrono per questa guerra ingiusta».
    La Petryshak terrà un concerto al Teatro Nuovo di Ferrara il prossimo 26 marzo. Alla domanda: «A proposito di repertorio, ci saranno anche brani russi o li ha cancellati?», ha risposto: «Penso che non sia colpa di Čajkovskij, Šostakovič o Stravinskij. Non dobbiamo confondere le cose altrimenti si rischia di fare peggio. La cultura ha diritto di continuare a vivere e a farci del bene».

    Oggi ricorre il 9° anniversario dell’elezione di Papa Francesco il quale, nelle riflessioni dopo l’Angelus del 6 marzo scorso e dopo quello odierno, ha deplorato l’attuale guerra in Ucraina utilizzando parole molto dure.

  8. avatar
    Giorgio Della Rocca 26 Marzo 2022 at 13:12

    With God on Our Side, Bob Dylan (1964)
    Contro tutte le guerre e le loro “benedizioni”, la canzone termina in questo modo:
    «Se Dio sta dalla nostra parte
    fermerà la prossima guerra
    ».

    Dal mio punto di vista,
    Dio può anche non riuscire a impedire una guerra o a fermarla prima che risulti devastante.
    Tuttavia, Dio sta sempre dalla nostra parte.
    O meglio, dalla parte delle vittime innocenti.

  9. avatar
    The dark side of the moon 27 Marzo 2022 at 21:22

    Io sto dalla parte della PACE e sottoscrivo le parole del Papa.
    Non mi schiero con nessuno perché nessuno è esente da colpe.
    Noto tristemente che il pensiero dominante sta facendo in modo che il popolino rincretinito dalla propaganda anti russa sia pronto a finanziare questa guerra decisa già da parecchio tempo.
    Gli americani la stanno facendo sulla nostra pelle, i cinesi stanno alla finestra aspettando che ci si scanni a vicenda e noi europei?
    Continuiamo ad inviare armi senza avere il coraggio di dire che prima della pace vorremmo togliere di mezzo un pericoloso dittatore che comunque ancora ci è utile per via del gas che continua a mandarci.
    Ma neanche si ha la decenza di ammetterlo..

    Mi piace 1
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      Giorgio Della Rocca 28 Marzo 2022 at 19:15

      «To stand with the world in strongly condemning Russia’s invasion of Ukraine, the works of Pink Floyd, from 1987 onwards, and all of David Gilmour’s solo recordings are being removed from all digital music providers in Russia and Belarus from today».
      Così ha twittato, l’11 marzo scorso, il noto gruppo musicale britannico a un famoso album del quale, uscito nel marzo 1973, fai pubblicità da vari anni con il tuo nickname e il tuo avatar…

      Io non approvo la rimozione operata da quel gruppo musicale.
      Più in generale, a proposito dell’ostracismo culturale verso la Russia, condivido pienamente l’idea espressa da Anastasiya Petryshak nell’intervista che ho riportato parzialmente nel mio intervento del 13 marzo scorso.

      • avatar
        The dark side of the moon 28 Marzo 2022 at 21:24

        David Gilmore parla a nome dei Pink Floyd perché ne detiene legalmente il marchio, nella band del ’73 c’era Richard Wright che è morto ma soprattutto c’era Roger Water che allora era la vera anima dei P.F. dopo l’abbandono di Syd Barrett. Boicottare tutto ciò che è russo è profondamente sbagliato: la cultura dovrebbe unire e non dividere i popoli, Gilmore ha sbagliato.
        Visto che sui P.F. posso fare tranquillamente lezione, resto in tema e ti consiglio di leggere questa splendida lettera che Waters che ha spedito ad una ragazza ucraina la quale gli chiedeva di schierarsi: https://www.capital.it/articoli/guerra-ucraina-roger-waters-contro-putin/

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