Non è vero ma ci credo

Scritto da:  | 22 Gennaio 2022 | 28 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

Tutti conosciamo Mihail Tal per le sue strabilianti partite d’attacco, le sue magiche combinazioni destinate a creare posizioni inestricabili in cui solo il “Mago di Riga” riusciva a venirne a capo scatenando i suoi terribili attacchi e gettando nel panico gli sbigottiti avversari.
Tuttavia, forse non tutti sanno che Tal è stato anche un fantastico giornalista e scrittore, autore di numerosi testi scritti con passione e fine umorismo. I suoi libri si leggono con grande piacere; egli riesce a cogliere i risvolti psicologici delle sfide sulla scacchiera e a rendere umanamente comprensibili anche al grande pubblico i momenti cruciali delle sue famose partite. Uno di questi libri, che mi è capitato di sfogliare recentemente, è “Tal Magia dell’Attacco”, scritto assieme a Jacob Damskij in cui il grande maestro di Riga ripercorre le fasi cruciali della sua carriera e commenta con stile dinamico e spigliato numerose partite. Spesso vengono descritti i retroscena più interessanti degli incontri che aiutano a comprendere gli stati d’animo dei protagonisti, le scelte di gioco nei momenti decisivi e la genesi di tante fantastiche creazioni.
Ed è proprio sul Tal scrittore, sagace e acuto osservatore, che intendo ora soffermarmi. Una premessa: mi sono sempre chiesto come mai un talento così grande possa essere stato sconfitto nettamente nel match di rivincita disputato nel 1961, appena un anno dopo la conquista del titolo.
Il Tal che aveva sconfitto Botvinnik nel 1960, diventando a 23 anni campione del mondo, aveva incantato il mondo degli appassionati dimostrando una netta superiorità sul suo avversario in tutte le fasi di gioco e lasciando presagire (considerata anche la non più verde età di Botvinnik) che sarebbe rimasto a lungo sul trono scacchistico mondiale (al tempo la stella di Fischer era solo da poco apparsa all’orizzonte).
Ebbene, scherzosamente, lo stesso Tal fornisce inizialmente due divertenti anche se poco convincenti spiegazioni della sua cocente sconfitta.
La prima, davvero curiosa, riguarda la presunta (e mai documentata) intolleranza di Botvinnik alle … canzoni napoletane!
Infatti, in occasione del primo incontro l’allora campione del mondo e lo sfidante avevano alloggiato presso lo stesso albergo, l’Hotel Mosca, probabilmente in stanze adiacenti e qui il secondo di Tal soleva rallegrare Tal cantando a squarciagola (saremmo curiosi di sapere se Koblentz fosse o meno intonato) canzoni napoletane prima di ogni partita.
Non sappiamo quali, Tal non lo dice, ma possiamo immaginare che fossero brani in cui occorreva fare sfoggio di una voce forte, tenorile (proviamo a indovinare: “Core ‘ngrato, O’ sole mio, I’ Te vurria vasà”?). Fatto sta che nel match di rivincita Botvinnik (il quale verosimilmente amava la musica classica oppure deve aver considerato le esibizioni canore del team del suo rivale come un vero e proprio tentativo di stalking, chissà) cambiò albergo per evitare tali inconvenienti migliorando così, a detta di Tal, la propria performance.
Per quanto mi riguarda, da buon napoletano appassionato di quelle immortali melodie, la mia ammirazione incondizionata verso Tal, alla lettura di questo aneddoto, è aumentata a dismisura.
La seconda scusa poco “ufficiale” riguarda lo smarrimento di una matita portafortuna di Tal al termine dell’ottava partita del match, brillantemente vinta dallo sfidante che riportiamo al termine del nostro articolo.
Tal sospetta che sia stato un sostenitore di Botvinnik a compiere il misfatto ed ancora una volta, da buon napoletano seguace del motto “Non è vero, ma ci credo…” non posso che esprimergli piena solidarietà!

In realtà il gioco di Tal nel match di rivincita apparve a tutti stranamente incerto, egli giocò a corrente alternata ed in varie partite fu semplicemente irriconoscibile. In parte (lo ammise egli stesso) ciò fu merito del suo avversario che giunse all’incontro agguerrito, molto meglio preparato teoricamente rispetto al precedente match e disposto ad accettare, se necessario, posizioni tatticamente complicate. Ma lo stesso Tal scrive che egli non sottovalutò il suo avversario e che aveva svolto una preparazione non inferiore rispetto al primo incontro; tuttavia, aggiunge di essersi trovato impreparato a fronteggiare la metamorfosi tecnico-caratteriale di Botvinnik.
Alla fine, quasi si percepisce che il grande Mihail mal sopportò la pressione che derivava da un nuovo lungo match mondiale nel quale non partiva più da pericoloso outsider, ma da campione del mondo da tutti osannato come il talento più geniale apparso sulla scena scacchistica dopo Alechine. La conquista del titolo più ambito indubbiamente carica sulle spalle del detentore una mole enorme di responsabilità e la pressione può diventare intollerabile quando non si possiede il carattere di ferro, la disciplina rigorosa e la forza d’animo di un Botvinnik.

D’altro canto, la stella di Tal continuò a brillare a lungo e lui stesso ci dice che pochi mesi dopo la sconfitta nel match di rivincita contro Botvinnik vinse, senza accusare contraccolpi, il grande torneo di Bled (davanti a Fischer, un altro grandissimo che mal sopportò il peso della corona mondiale uscendo addirittura dalla scena agonistica a 29 anni) mostrando a tutti che il suo straordinario stile di gioco non si era affatto appannato.
Concludiamo ora mostrando una partita (l’ottava del match) giocata nello sfortunato incontro di rivincita in cui il campione di Riga infligge al suo avversario una sonora sconfitta.
Egli vinse 5 partite in questo match, una in meno rispetto all’incontro vittorioso del 1960, ma, ahimè, ne perse ben 10. A rivederla sembra che il campione in carica non abbia di fronte un vero e proprio monumento della storia scacchistica, ma un qualunque maestro intimorito davanti al “genio della scacchiera”, tanto appare schiacciante la superiorità del Mago di Riga (sarà stato per merito della famosa matita fortunata o per la cattiva forma di Botvinnik in quella giornata, non lo sapremo mai):


avatar Scritto da: Paolo Landi (Qui gli altri suoi articoli)


28 Commenti a Non è vero ma ci credo

  1. avatar
    Uomo delle valli 22 Gennaio 2022 at 18:20

    fantastico
    davvero un bel ricordo di questo grande campione che abbiamo tutti nel cuore
    benarrivato

    • avatar
      Paolo Landi 24 Gennaio 2022 at 12:51

      Grazie, mi fa piacere che il mio esordio giornalistico :) sia piaciuto, l’episodio svela davvero un lato del carattere ironico e sornione del grande campione; spero di scovarne altri altrettanto piacevoli da leggere

  2. avatar
    Vince 23 Gennaio 2022 at 08:52

    Splendido affresco su questa illustre figura del firmamento scacchistico.
    Anche da parte mia un caloroso benvenuto e, spero, che la serie continui a lungo.
    Grazie
    Vincenzo

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      Paolo Landi 24 Gennaio 2022 at 12:57

      Grazie Vincenzo , quando si parla di Tal c’è sempre voglia di scoprire nuovi aspetti dell’uomo e del campione

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    Fabio Lotti 23 Gennaio 2022 at 09:41

    Un grazie e un benvenuto a Paolo Landi.

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      Paolo Landi 24 Gennaio 2022 at 13:00

      Grazie per il benvenuto , vi leggo spesso anche io con grande piacere

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    Fabio Andrea Tomba 23 Gennaio 2022 at 12:21

    Grazie per il ricordo di questo campione, di gran lunga il mio giocatore preferito.

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      Paolo Landi 24 Gennaio 2022 at 13:09

      Grazie Fabio , il suo stile di gioco degli anni d’oro è inarrivabile. Nel periodo successivo Tal ha giocato e vinto tante partite anche in stile tipicamente posizionale. Purtroppo, com’è noto, le sue condizioni di salute e qualche “vizietto” di troppo (fumo e alcol in particolare) sono stati un vero handicap per la riconquista del massimo titolo

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    The dark side of the moon 24 Gennaio 2022 at 11:01

    Si, ma gli occhi? Sono sempre stato affascinato dall’intensità dello sguardo di Misha, lì è racchiuso il segreto del suo genio: quando guarda la scacchiera sembra che veda cose che gli umani non possono vedere.
    Forse per questo e non a caso era chiamato il “Mago di Riga”.
    Bisogna considerare che quest’uomo è stato un visionario dal talento smisurato, parlare di Tal è rischioso perché qualsiasi aggettivo risulta riduttivo per esprimere ciò che è stato.
    Sarebbe come voler descrivere la forza dello splendore del sole o l’attrazione esoterica della luna.. : impossibile.
    Comunque, parlando di dettagli: l’ottava partita Tal l’avrebbe persa per colpa dello smarrimento della matita portafortuna ma da come risulta l’ha vinta in bello stile.
    Ho capito male io?
    Complimenti a prescindere per il bell’articolo e soprattutto per i curiosi aneddoti.

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      Paolo Landi 24 Gennaio 2022 at 12:55

      Grazie per i complimenti, in realtà l’ottava partita è stata giocata con la matita fortunata; al termine gli è stata sottratta e da allora sono iniziati i guai!

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        The dark side of the moon 24 Gennaio 2022 at 15:31

        Si, è vero: nella fretta ho saltato il passaggio (“al termine dell’ottava partita” ) che conferma la tua risposta.
        Come non detto 🙌

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    Paolo Landi 24 Gennaio 2022 at 12:52

    Grazie, mi fa piacere che il mio esordio giornalistico :) sia piaciuto, l’episodio svela davvero un lato del carattere ironico e sornione del grande campione; spero di scovarne altri altrettanto piacevoli da leggere

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    luca monti 24 Gennaio 2022 at 14:45

    Mi unisco piucchevolentieri a quanti salutano Paolo Landi. Anche gli autori nuovi servono a SoloScacchi come acqua nel deserto. Infatti, sarà la bravura del Landi o l’argomento dell’articolo, gli interventi sono schizzati in alto come ai bei tempi.

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    Massimiliano Orsi 24 Gennaio 2022 at 18:28

    E’ abbastanza noto che Tal ebbe per tutta la sua vita notevoli problemi di salute, che lui tra l’altro esacerbava non astenendosi dal bere e dal fumare in grandi quantità. Poche settimane prima del match di ritorno con Botvinnik dovette sottoporsi ad un intervento chirurgico. I suoi amici e secondi lo implorarono di chiedere un rinvio del match, ma egli si oppose. Di questi problemi non c’è traccia negli scritti di Tal, che era troppo amante del gioco e troppo signorile per utilizzarli come “scuse” per una sconfitta. Tuttavia vengono riportati in testi scritti da altri, non ultima la multibiografia Tal-Korchnoi-Petrosian-Spassky scritta da Andrew Soltis.

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      The dark side of the moon 24 Gennaio 2022 at 20:52

      Esatto.
      E questo è probabilmente il maggior rimpianto di tutti.
      Una volta Maradona disse: “Pensate che razza di giocatore sarei potuto essere se non mi fossi drogato..”
      Tal è stato un signore nella vita e sulla scacchiera e non ha mai tirato in ballo i suoi problemi di salute.
      Ma la stessa domanda sgorga spontanea : Che razza di giocatore sarebbe stato senza i suoi problemi di salute?
      Faccio notare che nella sua carriera dovette ritirarsi da numerosi tornei prestigiosi quando era in testa alla classifica e che vinse il suo ultimo torneo rapid (dove tra l’altro parteciparono fior di campioni) decenni dopo che la sua stella era tramontata, pochi anni prima di morire.
      L’ultimo lascito di una leggenda senza uguali.

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    nikola 24 Gennaio 2022 at 20:59

    Meglio un giorno da Tal che mille da Botvinnik.
    Ritorno a leggervi dopo che il buon Martin mi ha risvegliato dal torpore.
    Bellissimo articolo!

    Mi piace 1
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    Gino Colombo 25 Gennaio 2022 at 06:17

    Ottimo articolo!
    Qualcuno sa dirmi qualcosa circa le presenze di Tal in Italia?
    Io ricordo Milano ’75 e precedentemente una tournée verso la fine degli anni ’50 con la squadra nazionale del suo paese natale.
    Quali sono poi i nostri giocatori che ha incontrato sulla scacchiera? Mariotti sicuramente, poi mi sembra appunto Szabados. Qualcuno ne ricorda altri?

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      Fabio Andrea Tomba 25 Gennaio 2022 at 11:04

      Di sicuro Giustolisi a Roma nel ’57 e Scafarelli a Firenze, sempre nel ’57.

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        Gino Colombo 25 Gennaio 2022 at 21:45

        Grazie Fabio Andrea. Quindi a parte queste due incursioni risulta pure a te che non è più venuto?

        • avatar
          Fabio Andrea Tomba 26 Gennaio 2022 at 09:34

          Sì risulta pure a me, partite del ’57 per la squadra di Riga e torneo internazionale di Milano del ’75, poi più niente.

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            Fabio Andrea Tomba 11 Febbraio 2022 at 16:18

            Rettifico quanto scritto sopra. Tal tornò a giocare in Italia nel 1976 per disputare il triangolare di Varese con Portisch e Petrosian. Larsen aveva vinto il torneo di Biel (1976) e Portisch, Tal e Petrosian si erano classificati in quel torneo ex aequo al 2°/4° posto. Poichè i primi tre classificati di quel torneo avrebbero dovuto qualificarsi come Candidati a sfidare l’allora campione del mondo Karpov, aggiungendosi al gruppetto di Grandi Maestri già qualificatisi precedentemente (Mecking, Hort, Polugaevsky, Fischer e Korchnoi), si era reso quindi necessario procedere ad uno spareggio tra Petrosian, Portisch e Tal per decidere i due contendenti che si sarebbero
            aggiunti a Bent Larsen.

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              Uomo delle valli 11 Febbraio 2022 at 18:26

              e lo spareggio come e’ terminato ?

              • avatar
                Fabio Andrea Tomba 11 Febbraio 2022 at 18:35

                Petrosian 4 e mezzo
                Portisch 4
                Entrambi si qualificarono.
                Tal 3 e mezzo rimase fuori

  11. avatar
    Giancarlo Castiglioni 26 Gennaio 2022 at 21:35

    Contedini mi raccontò la sua esperienza contro Tal, o forse sarebbe meglio dire con gli occhi di Tal, nel ’57 quando la squadra di Riga venne in Italia.
    Erano naturalmente in prima scacchiera e Tal aveva il bianco.
    Quando furono messi in moto gli orologi Tal si mise a fissare intensamente Contedini per qualche minuto.
    Non lo conosceva, evidentemente cercava di capire se l’avversario sarebbe stato più a suo agio rispondendo a e4 o d4.
    Vedersi fissato in quel modo fu anche abbastanza imbarazzante.
    Alla fine giocò d4 e Contedini mi disse che Tal aveva indovinato, perché avrebbe preferito difendersi da e4.
    Naturalmente Tal vinse.

    Mi piace 3
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      The dark side of the moon 28 Gennaio 2022 at 13:50

      E allora avevo ragione quando ho tirato in ballo lo sguardo!..
      Certo, trovarsi di fronte ad un campione del genere che ti fissa con quell’intensità quasi magnetica non è proprio piacevole.
      Bell’aneddoto pure questo, Giancarlo.

  12. avatar
    Enrico 28 Gennaio 2022 at 22:31

    Nelle note introduttive alla 17a partita del mio polveroso volumetto “60 partite da ricordare” di Bobby Fischer leggo che Tal alla richiesta di autografi al Torneo dei Candidati del 1959 firmava anche per Fischer ,spiegando che ne aveva diritto ,avendolo sconfitto a ripetizione.Beh , però Bobby aveva sedici anni…dagli tempo,Misha. E lo squadrone che avevi dietro dove lo mettiamo ? Non ti arrabbiare : in fondo sei il giocatore che ammiro di più .
    Wikipedia riporta il bilancio degli scontri a cadenza classica fra questi due Immortali della scacchiera , due caratteri diversi, due uomini accomunati da un tragico destino :

    Vittorie di Tal : 4
    Vittorie di Fischer : 2
    Patte : 4

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      Paolo Landi 30 Gennaio 2022 at 12:30

      Di episodi divertenti accaduti tra Tal ed il giovane Fischer se ne leggono parecchi: uno di questi , raccontato da Tal, vede il giovanissimo americano, che contendeva a Tal la vittoria del torneo (non ricordo ora quale) il giorno prima dell’ultimo turno,istruire il prossimo avversario di Tal, Najdorf, impartendogli lezioni sulla variante del pedone avvelenato, dopo aver preannunciato al russo che avrebbe sicuramente perso con l’argentino, mentre lui avrebbe pareggiato l’ultimo incontro, felice di condividere con lui la vittoria del torneo. Sta di fatto che Tal non aprì affatto con 1) e4, ma scelse 1) d4, vinse lo stesso, mentre Fischer fu di parola … e pareggiò davvero, ma il torneo lo vinse Tal!
      Per non parlare poi di un’altra sconfitta mitica di Fischer nel torneo dei candidati del 1959 con la famosa mossa scritta sul formulario dall’americano e coperta (ma non troppo) con la mano per vedere la reazione di Tal il quale si alzò dalla sedia come se niente fosse e Bobby, convinto che il russo avesse sorriso nel vedere la mossa “preannunciata”, cambiò idea all’ultimo momento sbagliando clamorosamente e perdendo la partita.
      Dicono che il Fischer adolescente fosse soggiogato da Tal e pendesse letteralmente dalle sue labbra al punto che Misha ad ogni sconfitta lo consolava e lo incoraggiava non sopportando di vederlo così distrutto.Poi certo anche Fischer ha ottenuto a suo tempo le sue belle rivincite…

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        Uomo delle valli 30 Gennaio 2022 at 14:09

        che belli questi aneddoti

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