Fake Games

Scritto da:  | 28 Marzo 2022 | 5 Commenti | Categoria: Mediogioco, Partite commentate, Teoria e Studio, Zibaldone

Durante la finale del 59° Campionato Italiano per corrispondenza, iniziato nel 2009 e terminato nel 2011, ebbi modo di vincere una partita notevole contro un ex campione italiano. L’incontro si concluse con una serie di sacrifici alla Morphy da parte mia, cosa piuttosto rara nell’odierno gioco per corrispondenza. Inutile dire che la cosa mi diede un’enorme soddisfazione personale.
Il momento saliente si ebbe in questa posizione. Il Nero ha appena giocato 29. … Da2-a3

Fabio Andrea Tomba vs Francesco De Filippis, 1-0

Guardando la posizione con occhio critico si può notare subito come quasi tutti i pezzi del Nero siano posizionati sull’ala di donna, mentre l’arrocco è invece piuttosto sguarnito. Se fossi riuscito a “far saltare” il pedone f7, caposaldo della difesa dell’arrocco nero e a prendere il controllo della diagonale b1-h7 con la batteria Ac2-Dd3, avrei potuto imbastire un attacco molto forte, probabilmente da matto. Pertanto, dopo lunga analisi, giocai l’incredibile 30. Cd6!! mettendo in presa il Cavallo. Come tema tattico potremmo definirlo un “sacrificio di sgombero”, visto che libera la diagonale b1-h7. Inoltre ora si minaccia 31. Cxf7 per cui la replica 30. … cxd6 è praticamente forzata. 31. Cxe6+! Ecco un altro vantaggio della mossa precedente: ora la colonna d è chiusa e il Cavallo d4, non essendo più inchiodato dalla Torre in d8, è libero di immolarsi per “minare” definitivamente lo scudo pedonale a protezione del Re nero. 31. … fxe6 32. Ac2 Ho due Cavalli netti in meno ma conta poco visto che il Re avversario è “nudo”, mentre il mio attacco è devastante, dato che tutti i pezzi del Nero, in particolare la Donna, sono tagliati fuori dal gioco. Ora minaccio di far piazza pulita dei pedoni neri e6, g6 e h6. 32. … Ad5 33. Dxg6+ Rf8 34. Dxh6+ Re8 35. exd6 Axd6 36. Dg7! Minacciando 37. Ag6 matto 36. … Tdc8 forzata 37. Ta1! Dc5 Il Nero non può mollare la diagonale a3-f8 con la Donna per via del matto 38. Ag6+ Rd8 39. Ah4+ Ae7 40. Dxe7# 38. Txa5! Concludo in bellezza con un classico “sacrificio di deviazione”. Il Nero abbandona perché c’è il matto di prima dopo 38. … Dxa5, mentre dopo 38. … Dc7 si vince con 39. Ag6+ Rd8 40. Ah4+ Ae7 41. Df8+ Rd7 42. Dxe7+ Rc6 43. Txc5 e dopo 38. … Axg3 si vince con 39. Txc5 Axf2+ 40. Rxf2 Txc5 41. Dg8+ Rd7 42. Dxb8.
Tutto molto bello vero? Peccato che si tratti di un “fake”. O meglio la partita l’ho vinta veramente, ma le cose non sono andate affatto così! Il mio avversario non ha giocato 29. … Da3 ma 29. … Txd4!? (e che cavolo …. 29. … Da3 non era forzata?! Ricordo ancora l’estrema delusione provata quando mi arrivò la risposta: la mia combinazione non avrebbe mai visto la luce!). Ecco l’intera partita così come è stata effettivamente giocata.

Ho presentato le mie analisi del tempo solo per dimostrare quanto sia facile creare un falso negli scacchi. L’irrefrenabile bisogno di autocelebrazione è un comportamento umano del tutto comprensibile ma nell’ambiente scacchistico è particolarmente sentito. A quale giocatore non è mai successo di vantarsi, al circolo o, come ho fatto io, in un articolo come questo di quella data partita che avrebbe potuto concludersi con una splendida combinazione che porta al matto o comunque ad un grande vantaggio, se solo l’avversario si fosse preso la briga di “assecondarlo” nei suoi piani?
Fino a che sono io a creare un falso … amen, non può importare a nessuno, ma quando a farlo è un campione del mondo, per di più in un libro pubblicato, la cosa si fa molto seria. Alexander Alekhine fu un vero e proprio maestro nell’arte del fake, anzi un Grande Maestro! Nella sua opera del 1927, “My Best Games of Chess 1908 – 1923” se ne contano infatti ben due.

A pag. 240, nelle note alla sua partita contro Teichmann dopo 7.Ca4 il Nero giocò 7. … a6 e Alekhine riporta una sua partita contro Oscar Tenner, Cologna 1911, conclusa col matto da parte del Bianco in 15 mosse: 7. … exf4 8. Cxc5 dxc5 9. Axf4 Ch5 10. Ae3 Ce5?? 11. Cxe5 Axd1 12. Axf7+ Re7 13. Axc5+ Rf6 14. 0-0 Rxe5 15. Tf5 matto. Diversi anni dopo, Arnold Denker portò a conoscenza del pubblico scacchistico che Tenner gli aveva fornito le prove che la partita giocata da Alekhine non era in realtà mai stata giocata, trattandosi invece di un’analisi post – mortem della partita Alekhine – Tenner, Cologna 1911 conclusasi con un pareggio alla ventitreesima mossa nella quale venne giocata la corretta 10. … De7 (al posto di 10. … Cxe5) e che proseguì così: 11. Ab5 f5 12. Axc6+ bxc6 13. Dd2 fxe4 14. Cg5 0-0 15. Cxe4 Tae8 16. Af2 Dd6 17. De3 Dg6 18. 0-0 Af3 19. Ag3 Cxg3 20. hxg3 Axe4 21. Txf8+ Rxf8 22. Dxc5+ Rg8 23. Dxe4 Dxe4 1/2 – 1/2.

Ancor più scandalosa la fake alla partita 26, dove troviamo la Tarrasch – Alekhine, Pietroburgo 1914 che inizia con 1. e4 e6 2. d4 d5 3. Cc3 Cf6 4. Ag5 Ab4 e su 5. exd5 giocata da Tarrasch, Alekhine annota: “interessante è anche la continuazione di Chigorin 5. e5 h6 6. exf6 hxg5 7. fxg7 Tg8 8. h4 gxh4 con il miglioramento 9. Dg4! invece di 9. Dh5. Una partita giocata dall’autore a Mosca nel 1915 continuò come segue: Alekhine – N.N., Mosca 1915 9. … Ae7 10. g3 c5 11. gxh4 cxd4 12. h5 dxc3 13. h6 cxb2 14. Tb1 Da5+ 15. Re2 Dxa2 16. h7 Dxb1 17. hxg8=D+ Rd7 18. Dxf7 Dxc2+ 19. Rf3 Cc6 20. Dgxe6+ Rc7 21 Dxf4+ Rb6 22. Qee3+ Ac5 23. g8=D b1=D 24. Th6!!

Un “coup de repos”, come lo defìnì lui stesso; una mossa tranquilla di Torre nel bel mezzo dell’immenso potenziale di cinque Regine. Minaccia semplicemente 25. Dd8 matto e il Nero perde in tutte le varianti: A) 24. … Axe3 25. Dd8+ Rc5 e ora il Bianco può scegliere tra due matti diversi in tre; 26. Dfd6+ Rd4 27. D8f6+ Ce5 28. Dfxe5#, oppure 26. Dxd5+ Rb6 (26. … Rxd5 27. Dd6#) 27. Dd8+ Rc5 28. Dfd6# B) 24. … Dxf1 25. Db4+ Db5 (25. … Tec7 26. Dg3+ con veloce matto) 26. Dd8+ Ra6 27. Da3+ con matto in due. C) 24. … a6 (o 24. … a5) 25. Txc6+ bxc6 (25. … Rxc6 26 De6+ e matto in due) 28. Dd8+ Ra7 29. Dde7+ Ab7 e il Nero ha evitato il matto immediato, al prezzo di essere sotto di una Regina nel finale. D) 24. … De4+ 25. D3xe4 dxe4+ 26. Rg3 Dxf1 27. Db3+ e il Bianco vince facilmente. Il tutto corredato da ben tre diagrammi, tanti quanti quelli utilizzati per illustrare la Tarrasch – Alekhine stessa, una partita di ben 49 mosse.

Questo gioco divenne famoso col nome di “partita delle cinque Regine” e per molto tempo è stato un mistero il fatto che sia sempre stato conosciuto come Alekhine – Grigoriev, visto che Grigoriev non viene citato nel libro di Alekhine. Lo troviamo infatti pubblicato in un libro di Julius du Mont del 1925, cioè prima dell’uscita del libro di Alekhine del 1927.

La soluzione dell’enigma venne portata alla luce dallo storico americano di scacchi dott. Albrecht Buschke in una serie di articoli apparsi sulla rivista Chess Life all’inizio degli anni Cinquanta. Buschke scoprì che la partita delle cinque Regine era un falso, nel senso che non fu mai giocata. Come Alekhine abbia creato quella partita è davvero curioso.
Nel 1915, negli ultimi mesi dell’anno, venne giocato il campionato del Club degli scacchi a Mosca. In questo torneo dimenticato, vinto da Alekhine con 10,5 su 11, c’erano solo pochi altri giocatori i cui nomi sarebbero sopravvissuti: Zubarev, Nenarokov e, il più noto tra loro, N.D. Grigoriev (1895-1938). Grigoriev sarebbe diventato famoso come teorico e compositore di finali di partita (è ancora considerato una delle più grandi autorità sui finali di pedoni), e come pubblicista è stato per molti anni redattore di scacchi di Izvestya. Fu anche un forte giocatore e vinse il campionato di Mosca nel 1921 e nel 1924.
Nel sesto round di quel torneo del 1915, fu giocata la partita Grigoriev – Alekhine. Notate che Grigoriev era il bianco e Alekhine il nero. Si trattò di una partita interessante e Alekhine la analizzò per il numero di febbraio del 1916 del giornale nazionale di scacchi russo dell’epoca: Shakhmatny Vyestnik.
Grigoriev – Alekhine, Mosca, 13 novembre 1915
1. e4 e6 2. d4 d5 3. Cc3 Cf6 4. Ag5 Ab4 5. e5 h6 6. exf6 hxg5 7. fxg7 Tg8 8. h4 gxh4 9. Dg4 Ae7 10. g3 c5 11. 0-0-0 (e non 11. gxh4 come nella partita delle cinque Regine. Alekhine ha commentato: “Avevo programmato di rispondere a 11. gxh4 con 11…Af6, perché 11…cxd4 avrebbe portato a complicazioni molto difficili da calcolare e che probabilmente non sarebbero state vantaggiose per il Nero. Ecco un esempio delle fantastiche varianti che sarebbero potute scaturire dopo questa mossa.” E, mossa per mossa, diede il gioco delle cinque Regine, accompagnato da un diagramma dopo 23… b1=D con le parole Nero (Alekhine) sopra e Bianco (Grigoriev) sotto. (nella colonna a sinistra l’articolo del 1916 di Alekhine pubblicato sulla rivista Shakhmatny Vyestnik con tanto di diagramma, in quella a destra la partita Alekhine – N.N. tratta dal suo libro del 1927 e pubblicata sulla rivista sovietica Shakhmatny Listok)
Quindi, nella sua pubblicazione originale, Alekhine ha perso il gioco delle cinque Regine!
Nel frattempo, la vera partita Grigoriev – Alekhine continuava così (punti esclamativi ed interrogativi di Alekhine) 11…Cc6 12. dxc5 Da5! 13. Rb1 e5? 14. Dh5 Ae6 15. Cxd5? Axd5 16. Txd5 Cb4! 17. Txe5 Dxa2+ 18. Rc1 0-0-0 19. Cd3 Da1+ 20. Rd2 Dxb2 21. Re3 Bf6! 22. Df5+ Rb8 23. Te4 Cxd3 24. cxd3 Ad4+ 25. Rf4 Dxf2+ 0-1

Secondo Buschke, ecco cosa deve essere probabilmente successo: Alekhine analizza da sé in forma privata la partita con Grigoriev del 1915 nella quale aveva il Nero, si innamora delle finezze della posizione che scaturiscono dalla partita delle cinque Regine e, un po’ deplorando il fatto di non aver effettivamente giocato quella partita un po’ forse per salvare i suoi lettori dal dover condividere questa tristezza, decide di includerla nel suo libro del 1927 come Alekhine – N.N.. Inoltre ipotizza che Alekhine, in varie occasioni, avesse mostrato personalmente la partita a diversi conoscenti tra i quali a du Mont da qualche parte nel 1923. E il fraseggio sulla sua provenienza potrebbe essersi prestato a facili fraintendimenti: da “ecco cosa sarebbe potuto succedere in una mia partita contro Grigoriev” ad “Alekhine – Grigoriev” ovviamente il passo sarebbe stato breve.
Il fatto che Alekhine abbia aggiunto qualcosa alla letteratura scacchistica, che mai si sarebbe potuto vedere se fosse stato dato solo come variante (il che ci riporta al suo “vizietto” del fake), potrebbe anche essere confermato da quanto egli scrisse nel 1929 nella prefazione all’autobiografia del musicista e compositore di studi scacchistici francese Lazard “Mes problèmes et études d’échecs”.

“Vorrei poter creare da solo, senza la necessità, come in partita, di dover adeguare i miei piani a quelli dell’avversario, per costruire qualcosa che resti. Oh! Questo avversario, questo collaboratore suo malgrado, la cui nozione di “bellezza” è sempre diversa dalla tua e i cui mezzi (forza, fantasia, tecnica) sono spesso troppo limitati per aiutarti efficacemente! Che tormento avere il tuo pensiero e la tua fantasia legati da un’altra persona!”
E poco importa se, molti anni più tardi, probabilmente con l’aiuto dei motori scacchistici, si scoprì che la Alekhine – Grigoriev non fu solo una delle maggiori bufale della storia degli scacchi, ma anche un caso di suggestione di massa! Eh sì perché, per dovere di cronaca, il bel “coup de repos” 24. Th6!!, che aveva fatto guadagnare ad Alekhine tanti punti esclamativi, probabilmente non vince in virtù della splendida 24. … Ag4+!!, che costa sì un’Alfiere ma consente al Nero di difendersi. Infatti dopo 25. Dgxg4 Axe3 26. Dxe3+ Dc5 (il Bianco ha un Alfiere in più, ma il Nero ha due pedoni passati uniti con la Torre ben posizionata dietro. Ora la migliore per provare a vincere sembra essere) 27. Dxc5+ Rxc5 28. Rg2 (per parare la doppia minaccia 28. Dxf1 e 28. Cxe5+) 28. …. Te8 (minacciando 29. … Te1) 29. Cf3 De4 30. Dg5 a5 (mettendo in movimento i pedoni sull’ala di Donna) 31. Th4 De6 (minacciando 32. … Tg8) 32. Dc1+ Rb6 33. Db2+ Ra7 34. Ad3 Tg8+ 35. Rf1 Cb4 36. Dd4+ Db6 37. Ae2 Dxd4 38. Cxd4 Cc6 39. Cb5+ Rb6 con posizione incerta e partita ancora tutta da giocare.

avatar Scritto da: Fabio Andrea Tomba (Qui gli altri suoi articoli)


5 Commenti a Fake Games

  1. avatar
    Uomo delle valli 28 Marzo 2022 at 22:22

    fantastico
    non so come altro definirlo

  2. avatar
    The dark side of the moon 29 Marzo 2022 at 09:52

    Bello ed originale l’articolo!
    Alekine è stato uno dei più grandi giocatori di sempre, abbassarsi a quei livelli non gli fa onore.
    Spesso i miti vengono costruiti da chi rientra nel giro anche economico del personaggio in questione.
    E’ la prima volta che mi capita di leggere che addirittura è il diretto interessato che autocelebrandosi (cosa che rientra come detto in una certa normalità) ricorre a stratagemmi scorretti.
    Perché non mettere le spettacolari varianti semplicemente nelle analisi?
    La verità prima o poi viene sempre a galla ed è sempre rivoluzionaria.

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  3. avatar
    Fabio Lotti 30 Marzo 2022 at 09:58

    Non ci si può fidare di nessuno…

  4. avatar
    Paolo Landi 1 Aprile 2022 at 10:52

    Interessantissimo articolo. Alekine resta sempre un genio…anche nelle malefatte, tant’è che ci sono voluti quasi 30 anni per smascherare il trucco (alla fine l’avversario fittizio, il prestanome, era fortunatamente uno sconosciuto N.N.). Di certo la tentazione di creare un piccolo falso gli sarà venuta per compiacere la sua vanità e soddisfare una sorta di piacere estetico. Ciò che gli perdono meno è il fatto di non aver visto la confutazione 24…Ag4+, cosa che peraltro, all’epoca della pubblicazione e senza i motori di oggi, forse nessuno sarebbe riuscito a scoprire.

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  5. avatar
    Sergio Pandolfo 27 Aprile 2022 at 21:03

    Credo che il fake, almeno negli scacchi, non tolga fascino alle partite. Si sa, ad esempio, che le partite di Gioacchino Greco erano degli studi, più che delle partite vere e proprie. Non mi stupisce che anche qualche campione più vicino a noi abbia realizzato qualche studio spacciandolo per partita.

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