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Questione di tecnica

Scritto da:  | 16 aprile 2010 | Categoria: Libri, Partite commentate

Esistono due tipologie di libri di scacchi: quelli scritti dai Grandi Maestri e quelli scritti dagli istruttori. Questi ultimi talvolta sono anche Grandi Maestri. I primi non sempre sono dei grandi istruttori.

Il libro di natura didattica è lettura d’impegno, di fatica, non di puro diletto, spesso tendente al pesante, col rischio di mal di testa incipienti ed accantonamenti precoci. Sta al grande istruttore addolcire la pillola, spianare la strada, rendere comprensibile l’incomprensibile, chiarire i punti oscuri, semplificare il complesso. Nessuno meglio di lui conosce gli scogli dell’apprendimento scacchistico, i segreti processi mentali che portano alle nuove conoscenze, nulla è dato per scontato, meglio una parola in più che due in meno, meglio la battuta, l’exemplum, la citazione, l’aneddoto che s’abbarbica alla memoria.

il GM Jacob Aagaard

Jacob Aaagaard appartiene a pieno titolo ad entrambe le categorie da noi citate. Il suo mestiere di istruttore e la sua categoria di Grande Maestro sono un doppio biglietto da visita che merita l’acquisto delle sue opere.

Tra queste, “Questione di Tecnica” (Caissa Italia, 2006) merita un posto d’assoluto rilievo. Qui Aaagaard, che in passato si è dedicato al perfezionamento di tattica e strategia, compie un passo ulteriore, quasi verso l’ignoto diremmo, cercando di introdurci nel campo della tecnica per farci “vincere le partite vinte”. Inevitabile il passaggio nel mondo del finale, deserto sconfinato, governato da leggi proprie, dove abbisogniamo di viveri, bussole e guide di provata esperienza. Per sopravvivere all’impatto il Grande Maestro di origini danesi ci offre nella Prima Parte “Sette strumenti tecnici” (Pensare per schemi, Le debolezze, La dominazione, Non avere fretta ed impedire i controgiochi, I pedoni passati, Come disporre i pedoni nel finale, Aspetti singolari del finale), dove i grandi virtuosi della tecnica si alternano a giocatori meno noti, per illustrare al meglio la perizia e lo sbaglio, la saggezza e l’abbaglio. Per poi passare alla Seconda Parte, dedicata alle “Idee avanzate”, in cui non mancano gli esercizi che mettono alla prova lo studioso.

In Questioni di tecnica Aagaard ci fa conoscere oltre alle partite d’alto valore didattico, le opinioni ed i consigli di vita scacchistica, indispensabili per il nostro cammino, dal paradosso di Bent Larsen “Non è essenziale avere una posizione vinta, è sufficiente aver possibilità di vincere.”, al disincanto di Ludger Keitlinghaus “Gli scacchi per certi aspetti sono come il calcio, se guadagni un pedone e non succede niente, vinci”, solo per citarne alcuni. Lo stile, rispetto anche ad altre sue opere precedenti, si è fatto più attento, più maturo, amplificato  ed arricchito da un’esperienza in costante crescita, da uno scrupolo e da un’attenzione costante verso tutto ciò che è nuovo.

La copertina, poi, con Botvinnik e Fischer di fronte, è una delle più belle in assoluto.

"Questione di Tecnica" Caissa Italia editore

L’aver conosciuto personalmente Jacob Aagaard a Bologna nel 2006, in occasione di alcune sue lezioni dimostrative, mi ha confermato una volta di più l’atmosfera che si respira nei suoi libri. Il GM naturalizzato scozzese preparò con massima cura la lezione, come ebbi modo di notare arrivando in anticipo nella sede dell’Accademia, per prendersi una pausa a base di lampo giocate assieme al sottoscritto, dove dimostrò la sua simpatia ed amabile disponibilità, doti non sempre comuni nei grandi della scacchiera.  La lezione fu piacevole e stimolante, con esempi puntuali e pertinenti all’argomento trattato, quello relativo ai “pedoni passati”. La professionalità di Aagaard volle pure che gli esempi non fossero tratti dal libro che presentava quella sera stessa, ma fossero altri più recenti, ricavati dalla sua costante opera di ricerca e di classificazione. Da aggiungere che a tutti fu spedita una raccolta delle partite trattate nella lezione. E questa è un’altra caratteristica straordinaria, che ci fa apprezzare una volta di più Jacob Aagaard.

A seguire due esempi tratti proprio da quella serata.

Korneev O. (2638) – Sutovsky E. (2607)

Montreal, 2006

“Il Bianco ovviamente sta vincendo, ma il modo in cui lo fa è semplicemente classico.” (Aagaard) 69.h6! e2! Sembra che il Nero abbia trovato la giusta maniera per ribattere l’idea del Bianco… Naturalmente non 69…Rxh4? 70.h7 ed il Bianco promuove. 70.Rxe2! La punta della combinazione! “Dopo 70.Th1 e1=D 71.Txe1 Rxh6 72.Tb1 si dovrebbe vincere comunque.” (Aagaard) 70…Rxh4

il GM Oleg Korneev

71.Rd3!! ed il Nero abbandona in vista di 71…Aa1 72.Re4!! ed il motivo tattico del blocco va di pari passo con la promozione del pedone passato. (1/0) Oleg Korneev

Hutters T. (2430) – Aagaard J. (2245)

Copenaghen, 1995

40.bxc8=D+? La precipitazione della quarantesima mossa ed il fascino della promozione sono i presupposti psicologici di questo errore compromettente. “Il Bianco avrebbe vinto abbastanza velocemente con 40.Ta8! preparando la promozione del pedone ‘b’. Il Nero non ha reale controgioco, ma può cercare qualcosa con 40…Tg8 41.b8=D Rh3+ 42.Rf1 Rh2 dove il Bianco è chiuso in una rete di matto, ma il Nero può arrendersi dopo 43.Db6! Cxb6 44.Txg8 ed il Bianco ha una Torre in più.” (Aagaard) 40…Tfxc8 41.Txc8 Txc8 42.Cf2+ “42.Rf1 f3 43.Cf2+ Rg3 ed ancora sembra difficile per il Bianco difendersi contro il controgioco sulla prima e seconda traversa.” (Aagaard) 42…Rg3 La casa più precisa per far scorrere il pedone, che tra l’altro può fungere pure da schermo in favore del Re. 43.Tb3+ “43.Cd3 Tc4 dà comunque al Nero un compenso abbastanza sufficiente per il pezzo per pareggiare.” (Aagaard) 43…f3 44.Cd3 Tc4! La patta arriva dall’eliminazione dei pedoni avversari! 45.Ce1 “45.Rf1 e6! 46.dxe6 Txe4 ed il finale è una teorica, ed abbastanza facile, patta.” (Aagaard) 45…Rf4 46.Cxf3 Tc1+ 47.Rf2 Tc2+ 48.Re1 Rxe4 49.Cd2+ Rxd5 50.Re2 Tc8 (½/½)

l'indice del libro

Bilguer74, al secolo Riccardo Del Dotto (Elo 2199), oltre ad essere un giocatore di successo (vantando infatti vittorie di prestigio contro professionisti del mondo scacchistico internazionale tra cui IM e GM), già Dottore in Giurisprudenza, si dedica da parecchio tempo all’attività didattica ed è stato recentemente insignito dell’ambito riconoscimento da parte della Federazione Scacchistica Italiana quale migliore “Istruttore dell’anno 2009” per il Centro Italia.
(Per ulteriori note biografiche consultare la pagina della Redazione di Soloscacchi)
Riccardo è eventualmente disponibile per corsi on line, stage, seminari e lezioni personalizzate. Chi volesse contattarlo può farlo scrivendogli direttamente al seguente indirizzo di posta elettronica: bilguerscacchi@interfree.it

avatar Scritto da: Riccardo Del Dotto (Qui gli altri suoi articoli)


2 Commenti a Questione di tecnica

  1. avatar
    Luca 1 giugno 2010 at 19:15

    Una domanda da me che non sono granché come giocatore…. la foto della copertina è il famoso incontro Botvinnik-Fischer all’Olimpiade di Varna del 1962? Perché se è quella (che è inclusa sia nelle 60 partite di Fischer sia negli studi critici ed analitici di Botvinnik) non ho mai capito chi diavolo avesse ragione nella valutazione del finale: Fischer o Botvinnik (sapevo anche di una qualche analisi di Kasparov, boh…;)?




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  2. avatar
    cserica 2 giugno 2010 at 10:15

    Botvinnik e Fischer hanno giocato contro solo in occasione di quella Olimpiade.
    Per quanto riguarda quel famoso finale, con pareri di quel livello, non ti posso essere di aiuto…..




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