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Storia di una partita a scacchi che ha rovinato una amicizia e di un sistema di accoppiamenti….

Scritto da:  | 8 luglio 2010 | 39 Commenti | Categoria: Cronaca, Nazionale, Partite commentate, Regolamento, Tornei

…che umilia la sana competizione degli scacchi.

Gojko studia con attenzione gli avversari

Il motivo principale per cui mi rivolgo al pubblico scacchistico italiano è il bisogno di esprimere la voce comune degli scacchisti sugli esperimenti nel sistema di accoppiamento ai tornei open. Ormai esiste un gruppo di arbitri che non riesce a concludere un torneo in maniera normale se non inserisce sistemi di accoppiamenti strani o almeno un sistema di classifica diverso da quello accettato da tutti: il Bucholz cut 1. Per loro, che dovrebbero svolgere un semplice lavoro tecnico, è diventata una questione personale, emotiva, come se loro fossero i giocatori direttamente interessati.
Le spiegazioni sono diverse, tipo: “Le Prime Nazionali perdono lo stesso con questo abbinamento contro i Maestri Internazionali e i Grandi Maestri!”. Quale e il problema allora? Ho veramente un arsenale di esempi assurdi nei tornei che ho giocato negli ultimi due anni, ma lo conservo per un’altra occasione, nel caso in cui l’argomento si dimostri interessante per i nostri lettori.
Qui racconterò la storia del Torneo Internazionale a Viterbo, svolto dal 26 al 29 Giugno 2010. Nel Torneo A si sono presentati 44 giocatori. Sistema svizzero, variante olandese (un sistema che dicono sia proposto dalla federazione come esperimento).  In realtà una cosa penosa che bisogna urgentemente buttare fuori dai tornei. Quindi il numero di partecipanti non era alto e con 7 turni di gioco e la presenza di due GM, 4 MI, 3 MF e diversi CM, la classifica finale oggettiva era già stata garantita. In un torneo con il Sistema normale Svizzero anche 5 punti su 7 con un buon Bucholz sarebbe bastato per vincere.
Però… il vincitore del torneo, il GM filippino Sanches Joseph, 6 punti con Buc1 26 punti, rispetto ai primi 5 premiati ha giocato solo contro il quinto, cioè contro di me.  Il secondo, Duilio Collutiis, 5.5 punti con Buc1 27.5, ha giocato con il terzo e con il quinto.  Il terzo, Antonio Martorelli, dopo aver perso la partita contro di me al terzo turno, che analizzeremo di seguito, ha vinto tre partite di fila pescando da sotto ed ha finito il torneo con una patta veloce contro Collutiis con 5.5 punti e Buc1 27. Il quarto, Virgilio Vuelban, 5.5 punti con Buc1 24, ha giocato solo con me dei primi 5 premiati.
Alla fine io, con 5 punti e Buc1 32! Ho giocato contro tutti i premiati. Sesto Djuric, 5 punti, il primo non premiato con Buc1 30. Ha giocato contro i primi 5 in classifica! Questo giocatore, che ha viaggiato per tutto il Globo, su e giù per tornei internazionali di scacchi, incontrando anche campioni del mondo, diceva che gli accoppiamenti sono sbagliati. Quando gli dicevo di andare a protestare dall’arbitro, mi rispondeva: “Vado, però serve poco perchè loro non capiscono”. Doveva giocare contro di me l’ultima partita. Eravamo entrambi neri nel penultimo turno e, per fortuna, a me hanno dato il bianco. Stefano sapeva che, se la partita fosse finita patta, sarebbe forzatamente andato fuori dai premiati. Ha provato a resistere un pochino, poi alla fine doveva difendere una posizione inferiore per pareggiare. Non entrare nei premiati, per noi professionisti, è un fatto umiliante, anche quando si parla di premi bassi.
Come mai è uscita una classifica sbilanciata? A chi serviva? Non credo che all’organizzatore stia bene avere vincitori con un molti punti che non si siano incontrati tra loro, in un torneo di 7 turni, che sono parecchi! Tutto colpa di un sistema di accoppiamento sbagliato, l’olandese, e di un arbitro che non e stato capace di intervenire con buon senso, sulla base della mia richiesta esplicita, prima dell’ultimo turno. Gli ho detto che il turno era sbagliato. Poi gli ho chiesto se l’arbitro principale avesse la facoltà di cambiare i turni, oppure decideva il computer e basta. Mi ha risposto che poteva intervenire, ma dopo aver visto il tabellone dopo pranzo.
Siamo stati oltre un’ora a pranzo, parlando di questo accoppiamento a tavola insieme ad alcuni altri maestri. Tutti erano contrari a questo sistema strano che si sta adottando. Proprio non si capiva che senso avesse. Vediamo velocemente cosa è successo dopo il penultimo turno: Gruppo a 5 punti su 6 in ordine di Elo: Sanchez, Collutiis, Martorelli. Non hanno giocato neanche una partita tra loro fino ad ora. Giocavano tutti con il bianco nel penultimo turno e non sarebbe stato un caso grave se uno di loro avesse avuto due volte lo stesso colore in fila. Secondo gruppo di 4.5 su 6 in ordine di Elo: Laketic, Djuric, Vuelban, Chiaretti. Ora accade una cosa che non ho mai visto in tutta la mia carriera scacchistica. Il primo, Sanchez, salta i giocatori del gruppo a 5 punti e pesca l’ultimo di Elo nel gruppo inferiore perchè aveva già giocato contro di me e Djuric e con Vuelban non andava, forse per il colore della pelle!
Ho detto all’arbitro che questo era uno scandalo. L’ultimo turno è sacro e non si può far scendere il primo in un gruppo con mezzo punto di meno, nel caso in cui i primi non abbiano giocato tra loro. Mi e stato risposto che Collutiis e Martorelli già nel corso del torneo avevano pescato avversari con mezzo punto di meno e non potevano farlo piu! Si, aveva ragione Djuric. “Loro non capiscono l’anima del torneo”. Poi hanno giocato Martorelli contro Collutiis e Laketic-Djuric. Invece l’accoppiamento normale, giusto anche con i colori era il seguente: Collutiis-Sanchez; Djuric-Martorelli (Martorelli pesca il giocatore con l’Elo piu alto e va bene anche con il colore) e Chiaretti-Laketic. Io ormai avevo giocato contro tutti. In questo caso l’organizzatore del torneo avrebbe avuto un vincitore giusto e l’arbitro si sarebbe salvato da una figuraccia.
Noi scacchisti ormai siamo stanchi di esperimenti e di sistemi sbagliati. Lo svizzero normale, con il Bucholz cut 1 è la cosa migliore che abbiamo in questo mondo. Basta. Per gli “innovatori” che insistono ancora, propongo di indovinare un sistema di accoppiamento in cui lo scopo è definire quanti vincitori possono uscire da un torneo di sette turni con punteggio pieno, cioe 7 su 7. Il numero di partecipanti potrebbe variare. Alla salute!

Viterbo 2010     1 2 3 4 5 6  altri  totale
1 GM Sanchez     X       = =   5/5    6/7
2 MI Collutiis     X =   = =   4/4    5,5/7
3 MI Martorelli    = X   0     5/5    5,5/7
4 MI Vuelban           X = =   4,5/5  5,5/7
5 MI Laketic     = = 1 = X =   2/2    5/7
6 GM Djuric      = =   = = X   3/3    5/7

Ora analizzerò una mia partita dello stesso torneo contro Antonio Martorelli, in cui ho realizzato un concetto strategico contro l’Est Indiana. Prima della partita sapevo che il dottore si prepara moltissimo per ogni avversario. Dovevo decidere quale tipo di posizione avrei avuto. Ho capito che, nonostante la sua preparazione, dovevo andare verso una struttura Est Indiana con vantaggio di spazio, il tipo di posizione che mi piace e dove posso trovare le risposte contro alcune eventuali sorprese, conoscendo bene lo spirito dell’apertura.

IM Gojko Laketic (2453) – IM Antonio Martorelli (2259), 1-0

Viterbo 2010

1.d4 Cf6 2.c4 g6 3.Cc3 Ag7 4.e4 d6 5.Cf3 O-O 6.Ae2 Ca6

Una mossa buona ed elastica! Il mio sistema preferito contro l’Est Indiana e la variante Petrosian che parte dopo le mosse 6…a5 e poi 7.d5 del Bianco. In questo sistema ho vinto decine di partite contro GM e MI. Adesso pero il Bianco non riesce ad impostare lo stesso sistema e deve trovare altre strade.

7.O-O e5

Posizione dopo 7...e5

8.Te1!

Siccome il Nero non preme sulla casa centrale d4 con il Cavallo in c6, come nel sistema ‘Mar del Plata’, in questo caso aspettare con la chiusura del centro è per il momento la strategia migliore. Altrimenti il Nero avrebbe avuto un gioco semplice, con attacco sull’ala di Re, tramite la rottura f5, in caso della prematura d4-d5 del Bianco.

8…c6 9.Af1 Ag4

Costringe il Bianco a definire la struttura pedonale al centro. Però la posizione in g4 dell’Alfiere campochiaro del Nero, non e la migliore nell’Est Indiana.

10.d5!

Posizione dopo 10.d5!

Se il vostro computer consiglia di cambiare in e5, non credetegli. Sarebbe strategicamente sbagliato e spiegabile solo con la matematica del computer. Tutto il resto è antiposizionale.

10…c5

Chiude il lato di Donna (almeno vorrebbe farlo) e prepara l’espansione sull’ala di Re.

11.Ae2

[Credevo anche che h2-h3 andasse bene, però non volevo indebolirmi nel caso di futuri incontri taglienti sull’ala di Re. Era soltanto un ragionamento troppo generale. 11.h3!]

11…Ad7

Libera lo spazio per l’espansione tipica del Nero sull’ala di Re

12.a3!

Posizione dopo 12.a3!

Il piano giusto del Bianco è il gioco sull’ala di Donna con a3-b4 e Tb1, preparando un attacco posizionale.

12…Rh8

Credevo che volesse fare Cg8 e poi Ah6, con il cambio dei cosiddetti Alfieri cattivi. Ma sembrava che ci volesse troppo tempo e io comunque dovevo andare avanti con il mio piano.

13.Tb1 Ch5

Allora no.

14.b4 f5

Posizione dopo 14...f5

15.Af1!

Profilassi con una spiegazione precisa:

15…f4

Il Nero prepara il tipico avanzamento pedonale sull’ala di Re, però i suoi pezzi non sono ancora mobili per questa operazione che potrebbe, nel caso fosse giusta, diventare molto pericolosa per il Bianco. [In caso di 15…Cf4 che è spesso una mossa logica per il Nero nell’Est Indiana segue 16.g3! fxe4 17.Cxe4 Ch3+ 18.Axh3 Axh3 19.Cfg5 Af5 20.Ce6 Axe6 21.dxe6 la posizione del Bianco è stravinta a causa delle forti debolezze posizionali del Nero: Alfiere g7, pedone d6, e Cavallo a6.]

16.Cb5!

Una cosa che ho imparato decenni fa. Se il Nero dovesse privarsi dell’Alfiere campochiaro nell’Est Indiana, il suo attacco sull’arrocco bianco non sarà molto efficace!

16…Ae8

Prepara la spinta importante g6-g5

17.Ae2!

Posizione dopo 17.Ae2!

Impedisce la spinta g6-g5 a causa della cattura in e5 e poi in h5!

17…Af6 18.Tb3!!

Posizione dopo 18.Tb3!!

La mossa piu importante nella partita. Io, molto prima, analizzando la struttura pedonale, sapevo già che la avrei fatta. Le mosse del genere testimoniano la conoscenza profonda delle strutture pedonali. L’idea e di preparare l’eventuale raddoppio lungo la colonna “b”, ma anche di avere una influenza sulla terza traversa in caso di necessità; inoltre, preparare lo sviluppo dell’Ac1 in b2!

18…Ae7 19.Ab2

La diagonale legittima dell’Alfiere camposcuro del Bianco.

19…b6 20.h3

Come spiegare questa mossa? Io ho capito che la mia espansione sta per finire. Il Nero non mi permete di aprire la colonna ‘b’ e dall’altra parte lui ha una chiara idea di tutti i miglioramenti che potrebbe fare per organizzare l’attacco. Io invece con h3 faccio l’ultimo miglioramento prima della decisione di sacrificare un pezzo, in qualche modo, per due pedoni centrali! Altrimenti rimango fermo.

20…h6?!

Prepara la posizione piu sicura per il Re nero. Però la possibilità di catturare con Ce5 e poi anche in g6 in alcune varianti mi ha fatto finalmente decidere. Il sacrificio viene fatto!

21.Cxd6! Axd6 22.Cxe5 Cf6

Questa risposta mi ha sorpreso perche non me la aspettavo. Credevo che volesse cambiare in e5 e poi io avrei tolto l’Alfiere e spinto i pedoni. Qui non capivo cosa poteva succedere se avessi fatto Cg4 e ho deciso di fare b5, con l’idea di saltare in c6 avendo tre pedoni liberi e uniti nello stomaco del Nero. [22…Rh7 23.Cxg6 Axg6 24.Axh5 Erano le mie idee, però in posizioni simili ormai bisogna considerare cosa dicono i computer.]

23.b5! Axe5

[In caso di 23…Cc7 24.Cc6 +-]

24.Axe5 Cc7 25.Af3!

Posizione dopo 25.Af3!

I due pedoni centrali del Bianco sostenuti dalla coppia degli Alfieri dovrebbero guadagnare almeno un pezzo. E’ tutto quello che mi serve.

25…a6 26.Axc7! Dxc7 27.e5 axb5 28.d6 Da7 29.Axa8 bxc4 30.Tb1 Dxa8 31.exf6 Ac6 32.f3 Dd8 33.d7 Axd7 34.Te7 Af5 35.Dxd8 Txd8 36.Txb6 c3 37.Tc6 c2 38.Txc5 Td1+ 39.Rh2 c1D 40.Txc1 Txc1 41.Te8+

Purtroppo la sconfitta per il Nero ha avuto un effetto cosi forte che ha smesso di parlare con me nei giorni successivi del torneo. Dopo questa partita, il dottor Martorelli ha vinto altre tre partite in fila, superandomi addirittura in classifica, mentre io, nell’esperimento dell’olandese,incontravo tutti i titolati.

1-0

Scarica qui la partita in formato pgn

avatar Scritto da: IM Gojko Laketic (Qui gli altri suoi articoli)


39 Commenti a Storia di una partita a scacchi che ha rovinato una amicizia e di un sistema di accoppiamenti….

  1. avatar
    cserica 8 luglio 2010 at 09:35

    Premetto che non è mia intenzione attaccare l’operato di un arbitro, che naturalmente applica le regole che gli vengono imposte.

    Detto questo, il vero problema è quello del sistema olandese, perchè non è possibile che in un torneo di SETTE TURNI tra i primi 4 in classifica vi sia 1 solo scontro diretto su ben 6 possibili.

    • avatar
      alberto fragomeni 3 gennaio 2016 at 23:29

      Alberto F. 03.01.2016 C’era una volta il sistema italo-svizzero, nel quale, per gli accoppiamenti dei vari turni di gioco, non si guardava troppo per il sottile. L’Elo e l’alternanza dei colori contavano il giusto, cioè poco più di zero. Il vincitore del torneo era quello che se l’era sudata e meritata di più. Capitava di giocare, senza alcun problema, 2 volte di fila con il nero, oppure con il bianco. L’importante era di giocare con l’avversario che in quel momento aveva il tuo stesso punteggio in classifica, cosa che garantiva il giusto interesse alle partite. Poi un giorno una banda di innovatori, con tutta probabilità avvinazzati, non trovando di meglio da fare, si mise a variare, a implementare, a complicare, a inspiegabilmente tutelare i portatori (sani o no) di un Elo nobile. Sono sorti inevitabilmente svariati problemi, primo dei quali la scarsa sportività negli accoppiamenti dei turni di gioco. Il composto rammarico di Laketic è più che giustificato. E condivisibile.

  2. avatar
    Mandriano 8 luglio 2010 at 09:57

    …ma chi è l’ex amico??

  3. avatar
    cserica 8 luglio 2010 at 10:04

    ti è sfuggito, alla fine della partita:

    “Purtroppo la sconfitta per il Nero ha avuto un effetto cosi forte che ha smesso di parlare con me nei giorni successivi del torneo.”

  4. avatar
    Mandriano 8 luglio 2010 at 10:49

    …ecco, ecco, ecco!!!

  5. avatar
    Luigi Forlano 8 luglio 2010 at 12:34

    Buongiorno,

    non c’è torneo in cui un giocatore non si lamenti di un abbinamento che non considera normale. Quando le lamentele arrivano da giocatori non professionisti muoiono all’interno della sala di gioco. Quando vengono avanzate da qiocatori professionisti molto spesso acquistano impropriamente una certa valenza. Uno dei miti dell’ambiente scacchistico è che i giocatori professionisti comprendano di sistemi di abbinamento e la loro competenza è proporzionale all’elo posseduto. Si tratta di un semplice mito. Ma procediamo con ordine.

    1) I sistemi di abbinamento ed gli spareggi di un torneo li sceglie l’organizzatore, non l’arbitro.
    L’arbitre viene nominato DOPO che il torneo è pubblicizzato attraverso il bando nel quale, appunto, sono esplicitati sia il sistema di abbinamento che gli spareggio.
    L’organizzatore è libero di scegliere gli spareggi che più gli aggradano e di inventarsene di propri. E’ lui che decide come distribuire i propri soldi che mette in palio. Il giocatore può non accettare tale scelta e non partecipare al torneo.
    In genere si partecipa dopo aver letto il bando del torneo. Lamentarsi dopo, quando le cose non vanno come sperato, ha poco senso.

    2) Laketic dice che si è usato il “Sistema svizzero, variante olandese (un sistema che dicono sia proposto dalla federazione come esperimento)”. Dispiace vedere Gojko impegnato in una accusa così grave partendo da una semplice voce sussuratagli chissà da quale sprovveduto, per poi essere clamorosamente smentito.
    Il sistema svizzero variante olandese è quello ufficiale, per esempio, in Francia, Spagna, Austria, Germania… usato in tornei come il Moscow Open, Aeroflot, Pardubice, ecc… In genere, tutti i tornei gestiti da programmi come SwissMaster o SwissManager, implementano l’olandese. Tale sistema nasce come CORRETTIVO al primo sistema svizzero della FIDE, il Lim, che è quello ancora popolare in Italia. Credo che sia ancora in uso solo in Italia. Quando Laketic, che svolge la sua attività di professionista prevalentemente in Italia, pensa ad un sistema “normale” pensa proprio al Lim. Per intenderci, esso è quello in cui NON ci sono upfloater, downfloater… e si bada molto di più all’alternanza del colore. In effetti se si fosse usato il Lim l’abbinamento al settimo turno sarebbe stato quello voluto da Laketic.
    Ma ad esso ci siamo arrivati attraverso 6 turni generati con l’olandese. Se fossimo arrivati al settimo turno con sei turni di Lim non saremmo stati garantiti che il settimo turno non avrebbe dato fastidio a qualcun altro. Purtroppo nessun sistema è esente da problemi, e su 7 turni invece di 9 questi sono più frequenti.

    3) “Normale” significa “secondo norma”. Non vi è dubbio alcuno (chi non ci crede può verificarlo da se) che il settimo turno è secondo norma, cioè normale. Non vi è errore. In tutto ciò l’arbitro non c’entra nulla. Il suo compito è, in qualità di ufficiale di gara per conto della FSI/FIDE, assicurare che il tutto sia fatto nel rispetto dei regolamenti.
    Tutto il resto, cioè “il sentire” come giusto il settimo turno ai fini della definizione della classifica finale, può essere materia di piacevole discussione, e magari di un approfondito studio da inoltrare ai responsabili della FIDE per chiedere di apportare correzioni al sistema di abbinamento, ma non si può trascendere in inutili, sterili ed ingiuste accuse all’arbitro anche in sedi diverse della sala di torneo.

    Spero di aver dato qualche utile spunto di riflessione, e di non essermi inimicato Gojko che apprezzo moltissimo come giocatore, istruttore ed autore di libri di scacchi.

    Luigi Forlano

  6. avatar
    Claudio Evangelisti 8 luglio 2010 at 14:23

    Sfogo ineccepibile per l’evidente insufficienza del Sistema svizzero variante olandese ed interessante perché mi risveglia un dubbio sulla classifica dei tornei ( accantono per il momento il vero tema dell’articolo che è il sistema degli accoppiamenti).
    Ma non è possibile matematicamente, per chi se ne intende, ovviamente, sfruttare il bucholz non solo per lo spareggio ma anche per stilare una classifica più di merito che di fortuna abbinativa dell’avversario?
    Faccio un mero esempio con la tabella sotto riprodotta dove oltre la graduatoria reale risulta in ultima colonna la graduatoria che scaturisce dai punti conquistati + il Buc1/turni giocati.
    Con questo giochetto, che una qualche validità ce l’ha, Laketic sarebbe risultato secondo.
    Ci si potrebbe lavorare sopra?

    1 SANCHEZ 6 26 3,7 9,7 1
    2 COLLUTIIS 5,5 27,5 3,9 9,4 3
    3 MARTORELLI 5,5 27 3,8 9,3 4
    4 VUELBAN 5,5 24 3,4 8,9 6
    5 LAKETIC 5 32 4,6 9,6 2
    6 DIURJC 5 30 4,3 9,3 5

    Col.1 classifica reale
    Col2 giocatori
    Col 3 punti tot.
    Col 4 Buc1
    Col5 BUc1/n° turni
    Col6 somma punti + quota Buc1
    Col7 classifica riformulata

    • avatar
      Nessuno 8 luglio 2010 at 18:00

      Senza voler entrare in polemica con nessuno, e ben conscio che nessun sitema di accoppiamento è perfetto, mi sembra però strano proporre una classifica dove un giocatore con 5 punti stia davanti ad altri che di punti ne hanno fatto 5.5
      Lo spareggio tecnico esiste solo per attribuire i premi a parità di punti fatti. Laketic sarà anche stato sfortunato a pescare tutti i primi in classifica ma se avesse fatto 6.5 punti il primo posto non glielo toglieva nessuno.

      • avatar
        Davide C. 8 luglio 2010 at 18:11

        “Nessuno” wrote:

        > Senza voler entrare in polemica con “nessuno”

        Scusami per l’ovvieta’ della constatazione: ma se riesci a entrare in polemica con te stesso sei davvero prodigioso! 😉

        • avatar
          Nessuno 8 luglio 2010 at 18:32

          Il mio nick si presta molto bene a queste battute, non sei il primo nè sarai l’ultimo, sai non è colpa di …Nessuno 🙂

  7. avatar
    Mandriano 8 luglio 2010 at 14:50

    “…che umilia la sana competizione degli scacchi!!”.

    Secondo me Gojko continuerà a fare tutti i tornei che può, perchè ama giocare a scacchi, anche quelli con sistema di accoppiamento toghese… continuerà ad essere umiliato quando il primo incontra l’ottavo, il nono e il decimo classificato e non i primi sette… ed il primo non è lui!!!… o no??? Grande Gojko!!

  8. avatar
    Roberto Ricca 8 luglio 2010 at 15:06

    Sono Roberto Ricca, arbitro FIDE e autore del programma di abbinamenti che e` stato usato a Viterbo e che ha provocato alcune condivisibili (per me, almeno) contestazioni da parte dell’IM Laketic.

    Prima di arrivare a commentare queste, pero`, vorrei fare alcune considerazioni sull’algorimo olandese di cui in oggetto.

    Non si tratta di un programma sperimentale. Tutt’altro. E` l’algoritmo svizzero preferito dalla FIDE (Il capitolo C.04.1 dell’handbook descrive “esattamente” l’algoritmo olandese) ed e` il fulcro delle riunioni dello Swiss Pairing Commitee (che si riunisce una volta all’anno in occasione dei Congressi FIDE). E` l’algoritmo piu` usato nel mondo (anche se non in Italia). Il programma piu` famoso che lo implementa e` Swiss-Master, poi c’e` Swiss-Manager. Questi due sono programmi approvati dalla FIDE, ma ve ne sono anche molti altri che dichiarano di implementare l’algoritmo olandese (anche se poi forse non lo fanno, vista la non-ancora presente approvazione della FIDE). L’ultimo di questa famiglia e` JaVaFo, il programma scritto da me ed utilizzato a Viterbo attraverso Vega che lo ha integrato al suo interno (e che, nota di cronaca, in questi giorni ha iniziato il lunghissimo percorso che un giorno potra` forse portarlo all’approvazione da parte della FIDE).

    Grazie al Vega pre-JaVaFo (e parzialmente anche al Diena), l’algoritmo piu` usato in Italia e` stato sino ad oggi il Lim. La differenza fondamentale tra Olandese e Lim e` che il primo e` basato principalmente sul ranking, il secondo sui colori. L’esempio piu` tipico che faccio per dimostrare questa differenza e` un gruppo di dieci giocatori 1,2,3,4,5,7,8,9,10,11 coi dispari che aspettano bianco e i pari nero. Il Lim genera 1-8, 7-2, 3-10, 5-4, 9-11. L’Olandese 1-7, 9-2, 3-8, 11-4, 5-10.

    Quale dei due abbinamenti e` il piu` equo? Non mi si risponda il Lim, per cortesia.

    Il problema con l’Olandese sono alcuni paletti regolamentari che hanno l’intento di “proteggere” il giocatore, ma che finiscono per poi portare a situazioni abbastanza deprecabili, come quella verificatasi a Viterbo.

    I paletti sono dati dagli articoli B5 e B6 del regolamento. B5 dice che che un giocatore non puo` flottare nello stesso senso (essere pescato o pescare sotto) per due turni consecutivi. E fin qui, siamo tutti d’accordo. Sono note le proteste di giocatori che, col Lim, vengono pescati anche piu` volte consecutive, senza che il sistema faccia nulla; nel Lim, infatti, quello che e` impedito e` solo il pescare sotto in turni consecutivi.

    Poi c’e` il paletto B6 che, personalmente -ma io non conto nulla- ho sempre avuto difficolta` ad accettare: un giocatore non puo` flottare nello stesso senso in cui ha flottato due turni fa. Questo paletto porta effettivamente a turni che sono visti con occhio storto, perche’ non e` infrequente che il flottante possa pescare nel gruppo successivo qualcuno che magari e` in fondo a quel gruppo solo perche’ altri compatibili prima di lui sono stati pescati nel turno precedente *o in quello ancora prima*.

    Vogliamo contestare questa regola B6? Mi metto in prima fila, ma sino a quando essa esiste non ci si puo` rifiutare di applicarla.

    La situazione e` poi “peggiorata” negli ultimi mesi. Perche’ nell’ultima riunione dello Swiss Pairing Commitee (ad ottobre dello scorso anno) e` stata approvata una modifica regolamentare che ha ulteriormente esaltato i problemi di cui sopra.

    Prima dello scorso ottobre, infatti, quando si arrivava all’ultimo turno i paletti B5 e B6 non venivano utilizzati nelle posizioni di testa (la lettera del regolamento era appunto: “B5 and B6 do not apply when pairing players with a score of over 50% in the last round”;). Ma ad ottobre questa norma (che poi era un’eccezione alla regola) e` stata abolita!

    Cosa e` successo a Viterbo? All’ultimo turno si sono presentati nella prima bracket (5/6) i numeri 1, 3 e 9 di tabellone, tutti in attesa di nero, mai incontratisi tra di loro. L’abbinamento ovvio era 3-1 col 9 a flottare, ma 3 e 9 avevano appena pescato sotto, quindi, dovendo applicare B5, non potevano farlo di nuovo. Ecco perche’ e` stato il numero 1 a flottare.
    Nella seconda bracket (a 4.5), poi, si trovavano 2, 4, 5 e 10, tutti in attesa di bianco, tranne il 5. L’unico avversario compatibile per il #1 (che aveva gia` giocato col 2 e col 4) era il 10, ed ecco perche’ si e` avuto 10-1 (ma si sarebbe verificato comunque, anche con la vecchia normativa; ovviamente, con la vecchia normativa, il flottante non sarebbe stato l’1 ma il 9). E` seguito 2-4 (unico abbinamento possibile; 5 aveva gia` incontrato entrambi) e 5 e` flottato al piano inferiore. Da li` in avanti tutto normale.

    Che poi nella classifica finale sembrino essere mancati gli scontri diretti lo definerei un accidenti. Il fatto e` che quando i primi continuano a pattare tra di loro, e` inevitabile che qualcuno da sotto recuperi. E a questo punto si` che il tutto diventa una lotteria, ma e` una conseguenza non evitabile. Cosa avrebbe potuto fare il sistema in alternativa?

    Proviamo a seguire il torneo passo a passo: i primi quattro del tabellone sono arrivati a punteggio pieno al terzo turno, si sono incontrati al quarto (pattando) e sono stati raggiunti dal quinto. Quattro di questi cinque si sono ancora incontrati tra loro (sempre pattando) ed in testa e` finito quello che aveva pescato sotto (#3). A 4/5 erano, nel frattempo, anche arrivati il #8 e il #9 (il 6 si era ritirato e il 7 era ancora indietro). Al sesto turno, di nuovo quattro dei primi cinque si incontravano tra di loro pattando; salivano cosi` in testa il #1 (che batteva l’8) e il #9 (che aveva pescato sotto). Quali critiche si possono realmente fare al sistema svizzero olandese?

    Concludo facendo notare ancora una cosa: l’abbinamento proposto da Laketic (3-1, 4-9, 2-10, 5 flottante) non e` propriamente corretto (2-10 non rispettano il colore): e` il 10 (numero piu` basso del gruppo dominante in colore) che dovrebbe flottare, ma non potendo farlo lui (9, 2, 4, 5 non sono abbinabili rispettando il colore), si deve prima passare al 4 (stesso problema), poi al 2. Quindi l’ultimo turno poteva essere 3-1, 4-9, 5-10 con 2 flottante (avrebbe affrontato il 7, penso). E` preferibile a 9-3, 10-1, 2-4, con 5 flottante (ha affrontato l’8)? Sicuramente, ma il mio punto e` un altro: siamo sicuri che qualunque combinazione di risultati non avrebbe potuto produrre una classifica finale che avrebbe comunque lasciato pensierosi?

    Sarebbe stata davvero colpa del sistema? Oppure non bisogna prendere in considerazione altri elementi come la fortuna (che e` cieca) o la sfiga (che -come noto- ci vede benissimo)?

    ================
    Roberto Ricca

  9. avatar
    Davide C. 8 luglio 2010 at 16:57

    Personalmente mi trovo abbastanza d’accordo con quanto
    espresso da Paolo Casaschi su IHS: nel senso che una certa
    “incertezza” del sistema svizzero e’ appunto intrinseca
    nel sistema stesso, maggiormente evidenziata tanto
    minore e’ il numero dei turni di gioco.
    Per un sistema piu’ “deterministico” e attendibile
    c’e’ il cosiddetto girone all’italiana in cui tutti
    giocano contro tutti.

    Per continuare il “parallelo” e’ un po’ lo stesso
    discorso che potrebbe fare una squadra di calcio
    eliminata nella vecchia Coppa dei Campioni al
    primo turno dalla squadra che poi vince la Coppa.
    Trattandosi di un torneo ad eliminazione diretta
    “ipoteticamente vale” quanto la squadra sconfitta
    in finale: entrambe hanno perso dalla medesima
    avversaria e basta, no?

    Col “girone all’italiana” che per ovvi motivi
    di tempo, etc. e’ praticamente impossibile
    da proporre nello spazio di due o tre giorni
    di gioco tutto questo non avverrebbe, lo sappiamo
    bene…

    Altrettanto palese mi pare il fatto che se uno decide
    di parteciapre comunque ai tornei con formula
    svizzera, gli open, tutti questi possibili rischi
    li ha ben chiari fin dal momento dell’iscrizione:
    gli puo’ andar male come invece no.

    Forse che il buon Gojko sia stato cosi’ sfortunato
    questa volta e’ stato un po’ un caso… tante
    alte volte, con pieno merito, gli e’ andata
    nettamente meglio, consideriamo questo…

    • avatar
      Davide C. 8 luglio 2010 at 17:03

      Forse piu’ che la vecchi Coppa dei Campioni di calcio potevo far l’esempio di uno qualunque dei tornei di tennis: quello eliminato al primo turno dal vincitore finale del torneo puo’ recriminare piu’ di tutti dato che “idealmente” avrebbe meritato la finale e nessuno puo’ dimostrare il contrario! 😉

  10. avatar
    YG 8 luglio 2010 at 19:49

    Che l’Olandese sia meglio del Lim è opinabile. Intanto, se non ricordo male, non è impedito flottare due volte sotto ma flottare due volte (il Lim ha tre “direzioni”;). Il Lim poi prevede alcuni casi speciali per l’ultimo turno e a mio avviso è efficace nel distribuire i colori. Io lo preferisco ad altri, ad esempio.

    Come sempre, ogni sistema ha i suoi pro e i suoi contro e quindi, se è vero che nel Lim il primo turno (uno dei meno influenti, si converrà) può sembrare meno razionale, la situazione si ribalta all’ultimo, quando il primo criterio è la parità di punteggio.

    Ad ogni modo, il vero problema degli svizzeri è la quantità di giocatori. A pochi giocatori e pochi turni corrisponde quasi sempre un risultato paradossale. Semplicemente, lo svizzero non è adatto a un torneo con pochi turni e pochi giocatori.

    Ma poi: un torneo con pochi giocatori e pochi turni, è adatto agli scacchi?! :)

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    Vincenzo 9 luglio 2010 at 00:37

    Scusate la mia ingenuità, ho letto la discussione in corso, e sinceramente rimango perplesso. Voi siete molto più esperti di me, e praticate il “nobile sport” da molto più tempo, ed arbitrate anche, però,se esistono software di programmazione, non sarebbe meglio prendere il top dei vari sistemi, inserirli in un elaboratore, e edere quello che ne esce fuori, così, tanto per prova?
    Le mie esperienze di vita mi hanno sempre portato alla riflessione che, qualsiasi sistema si usa, per stilare turni di gioco o di lavoro, ci sarà sempre chi è scontento, e chi, invece , è contento, ma anche, e forse sono i più, a cui piace semplicemente giocare, e qualsiasi sistema viene usato per accoppiamenti e classifiche, va bene, purché si porti avanti il “nobile sport”.
    Quindi, ogni discussione, va bene, purché i tornei si facciano, ed i giovani si avvicinano a questo sport… Ala fine, quello che conta, almeno penso, è farli i tornei, quindi giocare…
    E come provocazione, aggiungo: Ma perché gli esperti dei vari sistemi di assegnazione punti, accoppiamenti e classifiche, non si mettono tutti intorno ad un tavolo, magari accompagnando il tutto da un buon chiaretto fresco, e trovano un sistema nuovo che cerchi di accontentare tutti. Magari non accadrà nulla, forse finirà a tarallucci e vino, ma vuoi mettere…
    Scusate ancora il mio ardire, e grazie per l’ospitalità in questo forum. Saluto tutti e grazie ancora.
    Vincenzo il neofita

  12. avatar
    Gojko Laketic 9 luglio 2010 at 15:13

    Come già dicevo nella mia prima lettera, avevo altre cose da dire nel caso in cui l’argomento fosse stato interessante per il pubblico. Chiaramente ho letto tutti i commenti con molta attenzione. Alcuni sono stati profondi e evidentemente professionali, come il commento del signor Roberto Ricca, che ha esposto molti dettagli sul sistema che non mi sento neanche in grado di discutere. Alcuni commenti sono stati molto generici e anche non corrispondenti ai fatti.
    Vi presenterò, infatti, alcuni tornei open che ho giocato in questo anno e che mostravano anomalie comuni legate al sistema olandese, quindi è caso in cui un giocatore si lamenta e questo capiterà sempre.
    Noi professionisti abbiamo giocato per decenni moltissimi tornei open con il sistema svizzero. Abbiamo imparato benissimo il regolamento FIDE. Sono passati molti anni, tutto andava più o meno bene, finché non hanno cominciato a cambiare il regolamento FIDE. C’erano prima norme valide per molti anni, adesso ogni sei mesi apportano modifiche al regolamento. Perché? Quali cervelli ci sono dietro a questi cambi così numerosi? Sicuramente non geniali, altrimenti farebbero un regolamento valevole almeno per qualche anno.
    Poi hanno cominciato a toccare anche il sistema di abbinamento. È vero che i professionisti anticipavano i turni e che li potevano fare a mano, finché non sono cominciati a venire i “dottori” che si scocciavano di giocare a scacchi e cominciavano a sperimentare gli abbinamenti. Io ho paura che tra poco saranno cambiate anche le regole del movimento dei pezzi. Forse è anche giusto, potrebbe dire qualcuno. Forse io sono molto conservatore.
    Ma io non sono l’unico che si lamenta. Si lamentano praticamente tutti i maestri contro questi scherzi degli abbinamenti, soltanto che nessuno vuole sentirli. Io so che non esiste il sistema di abbinamento ideale. Sarebbe ideale il sistema tutti contro tutti ma anche in quel caso bisognerebbe fare due turni per colore, se proprio volessimo il sistema ideale. Però non è possibile avere questi tornei per diversi motivi. Allora rimane lo Svizzero, che andava bene per diversi anni. Perché dobbiamo cambiare un sistema non ideale con un altro peggiore?
    Torneo open di Salsomaggiore di maggio 2010.
    Nel secondo turno hanno accoppiato i primi 10 con Elo più alto. Siamo entrati al secondo turno dopo il primo che è finito tardissimo e non abbiamo visto il secondo turno via internet.
    Tutti sorpresi. Chiedevamo all’arbitro, la signora Franca Dapiran, come mai questa combinazione. In un torneo di 5 turni solo con moltissimi giocatori questo sistema poteva far arrivare forzatamente alcuni giocatori di metà classifica con 4 su 4 senza giocare contro i giocatori di Elo più alto, perche quelli vengono bloccati dalle partite tra di loro. Certamente i maestri si lamentavano: la signora Dapiran rispondeva che si sta sperimentando un sistema consigliato dalla Federazione ect.
    Poi il secondo torneo scandaloso.
    Torre di Bisaccia 2010. La prima cosa che era stata proposta dagli arbitri che dovevano guidare il torneo era il Sistema Amalfi, un sistema davvero sperimentale senza connessione con l’agonismo scacchistico (che spiegherò meglio in seguito).
    Per fortuna viene respinto dagli organizzatori perché avevano già sentito dei problemi connessi al Sistema Amalfi. Allora cosa fanno gli stessi arbitri? Inseriscono nel bando del torneo una frase sul sistema di classifica davvero incredibile: “il sistema di classifica verrà definito dalla direzione arbitrale al primo turno del torneo”. Era scorretto scrivere così nella locandina del torneo. L’anno precedente era uno svizzero, ripeto, normale Lim e sistema di classifica Bucholz cut 1. Ho paura di sbagliare il nome, ma questa volta hanno messo una cosa tipo Sonneborg-Berger cioè: dagli avversari con cui abbiamo vinto si prendono tutti i punti, con quelli che abbiamo fatto patta solo metà e con quelli che abbiamo perso non prendevamo punti. Così potrebbe andare bene in un sistema chiuso all’italiana (non so perché in Italia si chiama così, mentre all’estero è conosciuto come sistema Berger – cioè tornei chiusi dove giocano tutti contro tutti) in cui si hanno tutti gli stessi avversari. Invece qui, quelli che perdevano contro i vincitori risultavano penalizzati con un basso Bucholz perchè prendevano zero punti proprio dai giocatori che ne facevano molti. Veramente da ridere. Quindi non erano gli organizzatori a decidere, perché quando è stata scoperta la fregatura, nel penultimo e nell’ultimo giorno, tantissimi maestri andavano dagli organizzatori a protestare contro questa cosa mai vista come primo criterio in un torneo open. Li è scoppiata una forte discussione tra gli arbitri e gli organizzatori.
    Sapete cosa spiegavano i “dottori”? Ormai si fa cosi in Europa ect ect, parlando con tutti come si parlava ai tempi dei comitati centrali, cioè nel linguaggio della globalizzazione. Basta dire “Europa” e tutti gli altri devono stare zitti.
    Quindi un giocatore deve arrivare al primo turno per vedere come gli organizzatori hanno deciso di spendere i suoi soldi? Eri anche tu presente al torneo, Luigi?
    Per questa mentalità di essere cattivi e severi con i giocatori, nel regolamento Fide è stata inserita la cosiddetta regola “tolleranza zero”, che in realtà è una cosa incredibile e adesso ogni volta dobbiamo inserire nel bando l’indicazione su quanto tempo possiamo arrivare in ritardo per gestire una cosa che era impostata meglio tanti anni fa.
    Anzi a Viterbo non era neanche scritto sul bando che il tempo di tolleranza era di 30 minuti, quindi valeva la regola a tolleranza zero, però l’arbitro era bravo e ha detto di non preoccuparci perché avevamo 30 minuti.
    Io aprezzo moltissimo gli interventi dell’arbitro quando servono a migliorare le situazioni, altrimenti faccio una domanda: abbiamo bisogno di un arbitro oppure basta soltanto un pc e una stampante?
    Però la maggior parte dei arbitri ha forse paura di mostrare una certa autonomia, forse perchè sono insicuri nella problematica scacchistica.
    Terzo torneo.
    Bibbiena. Al secondo turno mi tocca giocare con il nero conto Leon Hoyos, GM messicano numero uno del torneo. Unico incontro dei favoriti. Tutti gli altri giocavano con avversari con Elo di gran lunga minore del loro. Perdo un finale con un pedone in più grazie ad una svista posizionale incredibile. Subito dopo mi pesca Davide Cappai, un maestro con mezzo punto di più che aveva appena pareggiato con il GM Kosic. Anche qui mi tocca la scelta peggiore. Ma non mi lamento perché già lo sapevo, era tutto logico, come funzionasse da sempre, era un svizzero normale. In alcuni open con lo svizzero normale spesso dipende molto dalla posizione dall’inizio e dal colore nella prima partita. Ci sono colpi di fortuna, è vero, ma non così esagerati come nell’olandese.
    Poi riguardo al torneo di Viterbo sono molto contento del mio gioco partendo dalla prima partita. Non mi lamento della forza dei miei avversari; io ho giocato tornei per le squadre in Serbia di 11 turni in cui nessuno dei miei avversari era sotto i 2500.
    Ora rispondo riguardo le patte tra i primi. Ho fatto solo due patte con poche mosse. Contro Collutiis essendo nero, dopo aver giocato oltre 20 partite di torneo contro Duilio. E contro Sanchez essendo bianco ma dopo aver avuto due stravinte partite in passato contro lo stesso e aver fatto solo mezzo punto. Contro Vuelban mancavo la vittoria in finale in una mossa e contro Djuric giocavo mentre la posizione non si era equilibrata, essendo sempre incazzato dalle discussioni riguardo l’ultimo turno. Se diamo un’occhiata ai campionati europei dove nei primi incontri di cento top gm escono 80 patte dopo aver giocato 5 ore allora risulta che la patta è un risultato normale e non deve essere criticata. La patta come risultato viene soltanto criticata dai dilettanti. Alcuni “dottori” hanno trovato la “medicina” anche per questo problema. Si fanno i tornei rovesciati in cui una vittoria vale 3 punti, la patta 1 punto e la sconfitta 0. Dicono che Karpov diceva ad uno di quelli quando gli chiedeva cosa pensasse del sistema di tre punti: “Mica siamo a pallacanestro?”
    Mi ricordo gli occhi dei filippini sorpresi quando hanno visto, a Viterbo, l’ultimo turno con la caratteristica chiusura fino ad una riga. Sì, loro hanno capito che era sbagliato ma andava bene per loro. Perché protestare, chi se ne frega.
    Alla fine, l’ultimo torneo con il sistema olandese in cui ero presente ma non potevo giocare, era la Semifinale del Campionato Italiano. Il difetto che ho notato lì è che da metà classifica verso il basso, i giocatori regolarmente avevano doppi colori cioè due turni bianchi e poi successivi due neri. Quanto sia questa cosa anormale con coloro che non capiscono l’importanza del colore negli scacchi, non ha senso neanche discuterne.
    Ora devo soltanto, come ho già detto, esprimere alcune considerazioni riguardo il sistema di abbinamento detto “Amalfi”.
    Ho giocato in diversi tornei in cui il professore Amalfi era l’arbitro principale. Una volta al torneo internazionale a Napoli giocai un finale lunghissimo contro il maestro Cocozza. Abbiamo fato molte mosse, anche ripetute. Volevo vincere a tutti i costi, ma non andava. Ad un certo momento il maestro Mario Cocozza chiede all’arbitro patta per ripetizione. Io non ero d’accordo ma dopo aver analizzato entrambi i formulari, abbiamo stabilito tre posizioni che si sono ripetute. E quando l’arbitro voleva concludere con la patta, io dicevo comunque che non andava bene perché il mio avversario aveva fatto la mossa che ripete la posizione invece di dichiararla come mossa che avrebbe voluto fare. Erano allora così le regole. Per un momento ho visto che il signor Amalfi si è fermato. Avevo ragione io. Però subito ha aggiunto: “Ma lei è un signore!”. Allora lì non potevo continuare. Era firmata la patta. Chissà cosa direbbe il signor Amalfi del sistema di accoppiamento che ha il suo nome…
    Racconto il mio primo incontro con il sistema Amalfi. Torneo lampo a Napoli. Nove turni. Vinco al primo turno. Non mi ricordo con chi. Ricordo soltanto che i miei avversari, in successione, giocavano sempre peggio di quello del primo turno. Io li battevo tutti e mi chiedevo come mai avessero fatto questi punti per poter giocare con me in prima scacchiera. Verso il quinto – sesto turno mi arrivava qualche CM. Chiedevo all’arbitro che scherzo si stesse facendo e mi rispondeva che si faceva il sistema Amalfi. Arrivo dopo il penultimo turno . Ho fato 8 sul 8 però ancora non sono il primo. C’era Dragojlovic, anche lui arrivato a 8 su 8 non giocando con me. Allora dicevamo che dovevamo decidere nell’ultimo turno in uno scontro diretto chi avrebbe vinto il torneo. Però esce una sorpresa: il computer dice che non possiamo giocare perché, se mi ricordo, c’era un problema di colore.
    Dicevano che quello era un buco del sistema che hanno risolto nei successivi aggiornamenti del sistema.
    Però io subito allora ho capito che si trattava di un sistema sbagliato. Non capivo quale fosse l’idea di quel sistema finché non ho letto alcuni articoli dei suoi sostenitori.
    La seconda prova del sistema che ho vissuto io si è fatta al semilampo a Giffoni nel novembre 2009.
    Eravamo parecchi giocatori, se non sbaglio una settantina. Io ero il numero uno sul tabellone con Elo tra 2620-30 e altri molto lontani da me.
    Chiedo scusa in anticipo perche non mi ricordo proprio tutti i dettagli. Il torneo non era debole. C’erano diversi maestri.
    Allora il primo turno contro il CM Alessando Della Corte, un giocatore di discreta forza con cui dovrei giocare solitamente in un torneo svizzero al terzo-quarto turno. Secondo turno il mio amico dottor Martorelli. La patta senza giocare. Terzo turno Nicolò Napoli. Patta dopo aver giocato. Ripeto, nel momento in cui giocavo sia con Martorelli sia con Napoli, c’erano moltissimi giocatori con lo stesso punteggio e in uno svizzero veramente non dovevo incontrare loro. Quarto turno, avendo due su tre, incontro Duilio Collutiis che è uno dei favoriti e ha punteggio pieno. Lui ride. Dice: “Guarda, a me al primo turno hanno dato un CM poi la prima poi la seconda ect”.
    Allora dico basta. Parlo con l’arbitro che questa volta è proprio la massima autorità, cioè l’autore. Gli dico: “Ma veramente mi prendi in giro? Perché devo giocare io con uno di massimo punteggio quando ci sono altri con massimo punteggio che non hanno giocato tra loro?” Ma qui niente da fare. Uno è convinto del sistema e basta.
    Ho finito il torneo come secondo per buholz. Pero mi hanno fato giocare proprio con tutti i più forti. Comunque, come dice uno dei lettori, se vincevo tutte le partite arrivavo primo e nessuno mi poteva fermare. Bravo!
    Allora quale è l’idea del sistema Amalfi? Dicono che bisogna rimandare i turni decisivi agli ultimi turni. Sbagliato!
    Ogni turno è decisivo. Mentre sono in carica devo vincere, devo incontrare quello che ha il massimo dei punti ect.
    Se devo perdere deve succedere all’inizio, così posso organizzare meglio la tattica del torneo. Non mi conviene perdere nel penultimo o nell’ultimo turno.
    Come quando ho fame: voglio mangiare subito. Mi dicono di no, perché è meglio qualche ora dopo, perché il cibo viene gestito meglio in quel caso. Oppure immaginate che siete innamorati e volete sposarvi. Dicono di no, perché siete ancora troppo giovani però vi garantiscono di conservare la stessa fidanzata per quando avrete l’età di 40 anni, perché proprio in quel momento saranno in atto le migliori condizioni, sia economiche sia biologiche per avere i figli.
    Quindi nel sistema Amalfi non c’è agonismo sportivo. I concorrenti non si incontrano subito tra loro, quando hanno la grinta, quando spaccano tutto sulla loro strada. Ognuno fa la sua corsa. Come se, invece di fare una corsa nello stadio olimpico con dieci atleti insieme, il famoso Amalfi prendesse ognuno separato per farlo correre e misurare il tempo trascorso. Poi lo paragona con gli altri e dichiara il vincitore.
    Una volta hanno portato un africano alle Olimpiadi perché ha saltato in lungo oltre 12 metri. Allora stava fuggendo da un leone, però nelle gare non era capace di saltare così, neanche in modo simile.
    Forse il sistema Amalfi gestisce il fatto che i giocatori abbiano gli avversari simili alla propria forza. Però questo sistema assolutamente non rispetta la psicologia del gioco e l’agonismo sportivo. Proprio a Viterbo mi diceva un amico, Vincenzo Bonanni: “Guarda, al campionato regionale hanno adottato il sistema Amalfi e questo ha fatto vincere un ragazzo che non è neanche bravo”. Si stanno lamentando dappertutto. Quindi al sistema Amalfi manca il Leone!
    Io ho soltanto deciso di fare una cosa in forma scritta per unire i numerosissimi lamenti sui disturbi inutili da parte delle innovazioni del sistema di accoppiamento. Sono forse l’unico che scrive di questo problema, ma ci sono tantissimi giocatori che si lamentano con nomi e cognomi precisi. Fate interviste. Chiedete. Ascoltate…. Trovate i Maestri a favore a questi sistemi strani…
    Alla fine, visto che i tornei con accoppiamento olandese in Italia escono come funghi dopo la pioggia, mi viene in mente l’idea che il sistema olandese non sia deciso dagli organizzatori, ma che sia invece imposto dall’esterno, e che gli arbitri lo usino sui propri computer senza capire cosa stanno facendo. Sbaglio o no, oppure quasi tutti gli organizzatori si sono improvvisamente messi d’accordo nel praticare proprio l’olandese…
    Nell’ambiente scacchistico italiano, in cui tornei tipo Viterbo sono uno dei più forti, oppure sopra la media, ci saranno sempre gravi disagi a causa del sistema di accoppiamento detto olandese.
    Grazie per la pazienza. Gojko Laketic

  13. avatar
    luigi forlano 9 luglio 2010 at 16:35

    Caro Gojko,

    ero a Bisaccia come giocatore e con aspettative diverse dalle tue.
    Quando me ne andai non sapevo ancora quale fosse il sistema di spareggio.
    Ad ogni modo i sistemi di spareggio devono essere noti prima, poiché fanno parte dell’offerta del torneo e non un semplice dettaglio. Se non sono specificati si assume il default, Bucholz cut 1. Se è andata come dici tu mi schiero con te.

    Sul sistema Amalfi devi considerare che si è trattato di una sperimentazione. Molte cose purtroppe le devi vedere funzionare sul campo perché i test non ti aiutano a prevedere tutto. I casi che hai citato saranno presi in considerazione da chi lo sta monitorando per una valutazione complessiva finale.
    Un giorno inventeranno il sistema perfetto. Ci proporranno di fare degli esperimenti e noi ci sottoporremo ad esso. In qualche torneo, prima di metterlo a punto, forse lo criticheremo pure. Voglio dire che non bisogna essere prevenuti sulle sperimentazioni.

    Purtroppo temo che lo svizzero olandese lo ritroverai ancora sulla tua strada. E comunque fuori dall’Italia è l’unico ad essere usato. Ci sarà pure un motivo. Forse bisognerà essere più attenti quando i turni sono 7 o di meno e preferire il Lim.
    Il Lim, come sai, produce un torneo durissimo per chi è il primo del tabellone, e via via meno forte per gli altri.
    L’olandese, invece, cerca di distribuire più equamente vantaggi e svantaggi in modo maniacale (upfloater/downfloater, ecc…;).
    Non serve a nulla dirti che l’olandese non è il mio preferito ma per motivi diversi dai tuoi.
    Quando sul bando si parla di sistema svizzero in effetti non si capisce se si tratta di Lim, olandese o Dubov. Forse dovremmo imparare a specificarlo subito. Quando l’arbitro è sul posto se non riceve indicazioni dall’organizzatore sceglie quello che preferisce. Scegliere l’olandese significa pur sempre scegliere il sistema più usato al mondo.

    Il sistema perfetto non esiste. L’olandese è nato dopo il Lim proprio per non far più apparire degli abbinamenti contestati. E’ guardando su molti tornei che occorre valutare la bontà di un sistema. Tra qualche mese ci ritroveremo qui con una statistica personale più corposa su cui fare una più puntuale valutazione.

    Luigi

  14. avatar
    Marramaquís 9 luglio 2010 at 16:36

    C’è una tesi di fondo che mi permetto di non condividere, in quest’articolo.
    Nello sport non è mai umiliante non salire sul podio, non è mai umiliante non vincere con giocatori di più bassa classifica.
    Umiliante è utilizzare metodi antisportivi, umiliante è non stringere la mano all’avversario prima e dopo la partita, umiliante è concordare il risultato senza giocare fino in fondo.
    Questo è, almeno, il mio pensiero.

  15. avatar
    Francesco De Sio 9 luglio 2010 at 17:42

    Ciao Gojko.

    Due precisazioni che mi competono al tuo lungo e appassionato intervento di oggi.

    1) Al torneo di Bisaccia, 7 turni, cui ho collaborato come arbitro, non è stato mai proposto per il torneo A il sistema Amalfi, perché la fase sperimentale attuale non ne permette l’uso in tornei validi per norme. Un torneo da 7 turni è valido per la norma di Maestro FSI.

    2) Nel bando del citato torneo era scritto che si sarebbe usato un sistema Svizzero, e non erano indicati i criteri di spareggio. In questi casi la normativa italiana prevede il Buchholz cut1 (quello che scarta il punteggio più basso) e basta.
    La gestione tecnica di un torneo è responsabilità degli arbitri, che hanno ritenuto che un solo criterio di spareggio non sarebbe stato sufficiente per definire la classifica di merito. Siccome nel bando della del torneo vi è la seguente frase:

    “L’organizzazione, nel rispetto dei regolamenti FSI e FIDE in vigore al momento della manifestazione, si riserva di apportare tutte le eventuali modifiche al presente bando che si rendessero necessarie per la migliore riuscita della manifestazione.”

    il collegio arbitrale ha ritenuto di scegliere dei criteri di spareggio utili allo scopo. I criteri scelti per gli abbinamenti sono stati esposti nella bacheca del torneo prima che partisse il torneo, in lingua italiana e inglese, e ne riporto qui un passo:

    Sistema di abbinamento: Svizzero Olandese
    Criteri di spareggio:
    1. Sonneborn-Berger
    2. Buchholz Totale
    3. Elo medio avversari incontrati

    Altri hanno già spiegato che l’Olandese è il principale sistema di abbinamento usato dalla FIDE e nel mondo.
    I tre criteri di spareggio selezionati sono anch’essi ufficiali della FIDE, e quindi utilizzabili in tornei ufficiali, come si può leggere nell’allegato alle Regole per i Tornei nell’Handbook FIDE, al seguente indirizzo web:
    http://www.fide.com/component/handbook/?id=127&view=article

    Ciò premesso, sono assolutamente d’accordo che i giocatori, di qualsiasi forza di gioco, vanno ascoltati quando presentano le loro idee, proposte e critiche. E ti garantisco che è stato fatto.
    Non voglio allungare ulteriormente il mio intervento, e alla prima occasione che ci incontriamo ti farò partecipe delle risultanze.

    Ciao
    Franco De Sio

  16. avatar
    Maurizio 9 luglio 2010 at 22:11

    A parte l’arroganza di Forlano, che parla di soldi dell’organizzatore, dimenticando la tassa – spesso esosa – per iscriversi al torneo e quindi stiamo parlando anche di soldi degli scacchisti e non soltanto di soldi reperiti presso amministratori amici o quant’altro, penso che chi è in testa deve giocare coi più forti a pari punti in classifica, senza tanti paletti b5 b6 b7, che è il gambetto benko applicato al pairing system?
    Mi spiace che ti sia capitata questa brutta esperienza Gojko e per quanto riguarda il Martorelli, beh, che dire, può darsi che in passato gli hai regalato qualche patta di troppo e si fosse abituato all’omaggio?
    Un saluto Maurizio

  17. avatar
    Giovanni 10 luglio 2010 at 10:11

    Pur non essendo un tecnico di sistemi di abbinamento devo dire che ho seguito con piacere la discussione in quanto davvero appassionante. Innanzitutto vorrei fare i complimenti a Gojko per la competenza ed il “coraggio” di parlare di un sistema di abbinamenti che ritiene ingiusto e penalizzante. Al contrario, mi sono dispiaciute le parole di Luigi Forlano, il quale personalmente stimo, che tentano di dimostrare l’infondatezza della regola: forte giocatore non vuol dire esperto di abbinamenti. Voglio sottolineare che dietro il forte giocatore è generalmente presente un bagaglio culturale scacchistico a 360°, per noi appassionati solo immaginabile.
    Per quanto attiene in particolare il sistema di abbinamenti ritengo giusto un sistema che cerchi di accoppiare tra loro, per quanto possibile, i giocatori che durante il torneo hanno gli stessi punti e che, pertanto, esprimono la stessa forza di gioco. L’ultima partita, quella che dovrà consacrare il vincitore, è giusto che sia giocata tra coloro che in quel torneo sono stati i migliori.

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    Mandriano 10 luglio 2010 at 19:34

    Il IM Gojko Laketic vince uno a zero!!!… su tutto e tutti!! Avanti…

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    danieleg 10 luglio 2010 at 19:55

    vorrei rispondere al signor Forlano (1° intervento) e a quelli che lo pensano ma non l’hanno scritto “il sistema di accoppiamento è noto nel bando, se non sta bene, non iscrivetevi”.
    Il ragionamento è sbagliato, soprattutto se rivolto ad un professionista, che con la sua presenza ad un torneo “tira verso l’alto” il livello dello stesso ed anche la numerosità degli iscritti. Verrebbe da dire ai professionisti “fate uno sciopero dei tornei” se non fosse che questi cavalieri solitari vivono dei proventi dei tornei per di più in un periodo di gioco molto concentrato (l’estate).
    Conosco Gojko come un professionista serio, di immensa esperienza internazionale, che cura ogni aspetto del gioco da torneo, leggere le metafore che usa nel suo ultimo intervento per capire di cosa parlo, per cui tacciarlo di “localismo” (conosce solo le regole che si applicano in Italia) è almeno ingeneroso.
    Dico infine la mia. Anch’io organizzo un weekend all’anno (a Novembre) ed uso lo swiss lim con piena soddisfazione anche dei maestri che vi partecipano. Penso che le sperimentazioni debbano essere fatte in tornei semilampo o amichevoli, soprattutto non in tornei a 9 turni dove ci sono in palio anche le norme. Infine, non so il rapporto che gli organizzatori hanno con gli arbitri, ma io stendo il bando, lo spedisco al mio arbitro di fiducia, ne decido insieme eventuali cambiamenti, e infine pubblico. Ma mai in sede di torneo faccio cambiamenti su questioni importanti come il sistema di abbinamento

  20. avatar
    Luigi Forlano 11 luglio 2010 at 11:00

    Gent.mo Sig. Danieleg,

    io ho una stima immensa di Gojko, ho solo preso lezioni private da lui e fra cento libri di scacchi della mia libreria i suoi due ultimi lavori sono i miei preferiti. Con lui non c’è alcuna polemica personale. I miei interventi erano solo mirati a dare dei criteri per individuare i veri responsabili quando in un torneo le cose non funzionano come desideriamo. Le cause vanno ricercate su tre livelli: organizzatore, regole e arbitro. Gli arbitri, che so bene non essere senza peccati, non sono gli unici responsabili di tutto.

    Infine, l’organizzatore, spero me lo riconoscerà, avrà pure il diritto di scegliere le modalità con cui organizzare il torneo e scegliere il pubblico a cui questo è indirizzato. Per esempio, al torneo Riviera dei Cedri con 7000 euro di montepremi si ammettono solo giocatori con elo inferiore a 2351 punti elo. Se sbaglia sarà lui a pagare economicamente per l’insucceso.

    Sono daccordo con lei che le sperimentazioni è preferibile farle su tornei semilampo.

    Cordiali saluti

  21. avatar
    studentessa universitaria 11 luglio 2010 at 12:02

    Gli svizzeri non sono precisi come una volta 🙂

  22. avatar
    danieleg 11 luglio 2010 at 17:10

    gentile sig. Forlano,
    sono daccordo con le osservazioni da lei fatte nell’ultimo post. Aggiungerei solo che un organizzatore, per migliorare la qualità dell’offerta e di conseguenza il gradimento della manifestazione, ha l’obbligo di ascoltare, per quanto possibile, le richieste (sensate) dei partecipanti. Mettere daccordo tutte le teste è impossibile, ma non tutte le teste sono uguali!
    Saluti Daniele

  23. avatar
    Marramaquís 12 luglio 2010 at 07:25

    Sì, la studentessa ha ragione: gli svizzeri sono meno precisi di una volta.
    E poi dipende dal Cantone.
    Quelli di a1, a8, h1 e h8 possono prendere proprio delle cantonate.
    Conta molto saper incassare, oppure scantonare.
    Ciao

  24. avatar
    Christian De Vivo 12 luglio 2010 at 09:24

    Sono di ritorno dal CIG e vedo che si continua a parlare di sisitemi di abbinamento e di sistemi di spareggio. Cito la frase ricorrente in più commenti: “non esiste il sistema di abbinamento perfetto”. Aggiungerei a tale frase anche questa: “non esiste sistema di spareggio perfetto”. Entrambi i sistemi, abbinamento e spareggio, sono resi noti ai giocatori all’inizio della manifestazione. Eventuali contestazioni in merito ad essi vanno fatte prima dell’inizio del torneo e non alla fine.

    Detto ciò non capisco l’ìinsorgere delle polemiche. Se non esiste la perfezione vuol dire che esiste un certo margine di errore e, se si gioca un gran numero di tornei, prima o poi ci si scontra con l’errore. Il principio di base che la critica esposta dal sig.Laketic non prende neppure in considerazione, è che statisticamente il sistema Olandese, al di la di qualsiasi opinione, risulta essere il più utilizzato al mondo.

    Sulla sperimentazione del sistema poi vorrei fare un appunto. Nel torneo in oggetto non si stava sperimentando il sistema di abbinamento svizzero olandese, che è un sistema collaudato ed ufficiale da anni alla FIDE, ma il software per gli abbinamenti. Dall’esempio riportato egregiamente da Ricca si è visto tra l’altro che il software non ha sbagliato affatto.

    Mi ha fatto molto riflettere però la risposta del sig.Laketic che elogiava l’intervento di Roberto Ricca, ma non ne era in grado di discuterne i contenuti. Mi chiedo come mai, vista la sua lunga esperienza di critiche nei confronti dei sistemi di abbinamento.

    Ricordo al torneo di Positano 2008 il sig.Laketic lamentarsi dell’abbinamento (svizzero LIM) all’8° turno del torneo perché ritenuto non coerente con le sue aspettative. A nulla valsero le spiegazioni mie e dell’arbitro Strazzullo in merito la correttezza dell’abbinamento. Diventai furibondo quando mi si riportò un episodio che chiamava in causa l’allora già compianto Bombelli che cambiò abbinamento su suggerimento di Laketic. Mi scuso ancora per il tono acceso che usai allora, ma ritenni assolutamente fuori luogo l’intervento. La polemica rientrò naturalmente solo dopo la vittoria del sig. Laketic.

    Invito tutti, a scanso di ulteriori equivoci, a rileggere meglio le regole per gli abbinamenti svizzeri ufficiali della FIDE. Io lo rifarò a breve.

    Distinti saluti, Christian De Vivo

    • avatar
      francesco cuorebianconero 6 novembre 2010 at 09:09

      un arbitro dovrebbe sempre mantenere i toni pacati.
      memento, sig. de vivo, memento… 👿

  25. avatar
    Gojko Laketic 12 luglio 2010 at 15:27

    Gentilissimo signor De Vivo
    Vuol dire che Laketic si lamenta spesso senza ragione? Mi ricordo anche io il torneo a Positano. Eravamo pochissimi giocatori, staccati in due gruppi come forza di gioco. Nel primo gruppo c’erano GM e Maestri Internazionali e nel secondo giocatori di categoria nazionale e qualche straniero con forza di gioco non molto alta.
    Non c’era un gruppo centrale di giocatori con forza media. Come sempre, giocavano i favoriti tra loro e i giocatori del gruppo inferiore tra loro; poiché ancora non erano stati accoppiati tutti i favoriti e alla fine si rischiava che non sarebbero stati accoppiati, io sono intervenuto. Comunque, all’ultimo turno, hanno giocato gli ultimi due professionisti tra loro, ma c’era il rischio di non essere accoppiati, quindi avvantaggiati moltissimo.
    Sono intervenuto perché una cosa simile era successa al torneo di Potenza 2003. Escono due vincitori, Laketic e Messina Enrico ma non giocando tra loro, con 4.5 su 6 (perché il torneo era abbastanza forte). Lì i giocatori erano anche di meno di Positano. Perché non hanno giocato i primi due? Perché se si accoppiavano nell’ultimo turno non c’era la soluzione matematica per fare i turni. Risultava che qualcuno doveva giocare due volte con lo stesso avversario. Allora hanno risolto facendo giocare con i primi due, gli ultimi due della classifica e si è trovata la strada matematica.
    Raccontai cosa era successo al GM Efimov e poi lui lo fece sapere al sign. Bombelli che rispose:
    “Bisognava accoppiare i primi due e alla fine far giocare gli ultimi due tra loro ancora una volta! Chi se ne frega se avevano già giocato. Bisogna definire la testa del torneo!”
    Cosi diceva Lanfranco Bombelli. The Best!
    Certo che Laketic si lamentava prima dell’ultimo turno, ma anche dopo il terzo, essendo esperto nel vedere come stanno andando le cose! Chi usava il computer per fare i turni era un mio carissimo amico e, non essendo bravo in queste operazioni, si è rivolto direttamente all’autore del programma. Erano i primi passi del Dubov. L’autore assicurava che tutto stava andando bene!
    Lo so che lei si è sentito personalmente offeso per il mio commento diretto a Positano sulla sua scarsissima esperienza scacchistica, che poi è la causa delle decisioni sbagliate. Ricordiamoci il casino del primo turno di Bisaccia 2009, cominciato con gravissimo ritardo perché l’arbitro non aveva inserito praticamente i Maestri invitati negli abbinamenti e aveva annunciato il primo turno senza di loro. Cioè, lei era lì arbitro, ma c’erano anche gli altri e quindi non so dire di preciso di chi sia la colpa.
    Quindi, ad alcuni “tecnici” poco esperti consiglio di limitarsi a verificare se sono messi gli orologi a posto e se sono distribuiti i formulari.
    Invece, riguardo la mia critica su Franco De Sio, lo apprezzo molto di più come scacchista che come arbitro.
    Mi ricordo i primi anni quando giocavamo diversi tornei insieme. Ognuno di noi sbaglia, noi scacchisti tante volte solo in una partita, però la cosa più importante è ammettere e correggere l’errore.
    Lo criticavo per due cose:
    1.Il criterio di classifica viene deciso e inserito nel bando molto prima. Non viene deciso nel giorno in cui comincia il torneo. Secondo Lei dovrei arrivare a Bisaccia dopo due giorni di viaggio per vedere che criterio di spareggio avete “preparato”? Chi non crede a ciò che dico può scaricare il bando su avellinoscacchi. Punto!
    2.Però la cosa molto più grave è decidere che il sistema Sonneborn-Berger sia messo come primo criterio. È un errore grave. Lo sanno tutti gli arbitri che sono intervenuti qui, però non vogliono criticare pubblicamente il proprio collega; questa è una cosa che trovo molto scorretta, perché tocca a me dirlo in pubblico.
    Difendere il sistema di spareggio di Bisaccia 2010 è un auto-goal in forma scritta.
    Trovate per favore UNO, solo un arbitro in questo mondo, che deciderà che il sistema Sonneborn-Berger venga definito come primo criterio in un torneo OPEN. Solo uno e io pubblicamente abbandono!
    Il sistema Sonneborn-Berger viene usato come criterio correttivo. Cioè, se il Bucholz è uguale, allora vogliamo vedere come hanno giocato questi ragazzi rispetto ai vincitori, ma in un torneo OPEN non hanno tutti gli stessi avversari e quindi il Sonneborn-Berger non viene usato come primo!!!!

    Un’ultima cosa. Ho capito che il sistema di abbinamento olandese disturba un certo gruppo del torneo che entra nei favoriti. Se per tutti gli altri va bene, andrà bene anche per me. Comunque i disagi vissuti nel torneo di Viterbo saranno sempre presenti in qualsiasi torneo, a causa delle limitazioni spiegate dall’esperto.
    Il disagio più sentito per gli altri giocatori sarà il problema del doppio colore che risulta regolare nell’uso di questo sistema.
    Proprio alla fine, consiglio agli organizzatori di tornei di dare una occhiata ai propri diritti organizzativi, cosa scrivere nel bando, come e quando. Sarà utile sempre definire il sistema di accoppiamento, il sistema di spareggio e, se è possibile, far sapere il nome degli arbitri che compongono il collegio arbitrale.
    Con il mio terzo intervento, chiudo l’elenco delle cose che volevo condividere con il pubblico scacchistico Italiano. Ripeto che era un problema a cui pensavo negli ultimi anni e non era un intervento emotivo, troppo personale o simile.
    GENS UNA SUMUS

  26. avatar
    maurizio 12 luglio 2010 at 16:52

    Signor Del Vivo
    troppa burocrazia nei suoi discorsi, mi ricorda Campomanes o arbitri stile Byron Moreno, desiderosi di protagonismo a tutti i costi.
    Impari dal vero Signore degli arbitri italiani, purtroppo scomparso, Mr. Bombelli, si faccia raccontare quanto più possibile su come trattava le cose ed impari, umilmente, come tanti scacchisti cercano di fare giorno dopo giorno.
    Lasci perdere i troppi regolamenti ed usi il lato umano quanto più possibile, altrimenti partecipi a tornei di scacchi per… computer, se ne compri uno potente e si diverta così..
    Un saluto a Gojko

  27. avatar
    Christian De Vivo 12 luglio 2010 at 19:09

    Quando si discute di regolementi non si possono interpretare sentimentalmente i fatti con l’animo di uno scacchista romantico. Il ruolo di un arbitro, forse troppo rinchiuso nella freddezza dei regolamenti, impone l’abitudine di applicare procedure precise e dettagliate utilizzando come unico margine di movimento quello che è il buon senso.

    Personalmente non ritengo affatto giusto ammettere eccezioni a regole precise in virtù delle posizioni di classifica occupate. Cambiare le regole dell’abbinamento o dello spareggio in corso d’opera, potrà anche essere di gradimento ad alcuni giocatori di alta classifica, ma credo anche che sia, subito dopo il doping, ciò che di più scorretto si possa immaginare in ambito sportivo.

    Se quindi le critiche sono rivolte al miglioramento complessivo del sistema o a delle semplici riflessioni di sorta, bisogna conoscere bene quali sono le regole del sistema prima di cercare di cambiarlo. L’alibi di non conoscere i dettagli tecnici dei sistemi di abbinamento lasciamolo a chi parla per il pur il solo fatto di non aver gradito l’abbinamento o la posizione di classifica finale.

    Tanti arbitri non discuterebbero mai della correttezza di una mossa di un IM in una posizione complessa di medio gioco, molti non hanno le adeguate conoscenze tecniche di gioco per farlo. Parallelamente ritengo di avere dei seri dubbi sul fatto che molti giocatori, quando parlano di sistemi di abbinamento e di spareggio, non sappiano veramente di cosa stiano parlando.

    I sistemi di abbinamento hanno delle caratteristiche specifiche che si adeguano di volta in volta alle esigenze del torneo. Ogni sistema utilizza regole dettagliate che vanno applicate senza eccezioni. I sistemi di spareggio invece sono correttivi alla classifica in caso di presenza di giocatori parimerito. Anch’essi devono essere scelti di volta in volta a seconda delle esigenze delle manifestazione. Non ha senso ad esempio utilizzare come sistema di abbinamento lo svizzero rating o lo spareggio ARO in tornei con tutti inclassificati. E’ per tale motivo che in alcuni bandi si utilizzano indicazioni generiche per la loro scelta.

    Christian De Vivo

    • avatar
      francesco cuorebianconero 6 novembre 2010 at 09:11

      se qualcuno mangia una regina per te sotto sotto non c’è un arbitro. cuore e scacchi

  28. avatar
    specula 13 luglio 2010 at 12:02

    PAGANO – LAKETIC X!!
    hanno ragione entrambi:
    l’arbitro ha fatto semplicemente rispettare le regole del sistema di sorteggio
    Laketic ha ragione a dire che il sorteggio è strano.
    Semplicemente questa volta il sistema di sorteggio scelto non ha funzionato bene.
    Suggerimento: all’estero i programmi non sono sempre aggiornati con le regole nuove e mi pare stiano utilizzando l’olandese vecchio (B5 e B6 validi solo per il gruppo <50%).
    Potremmo fare anche noi così semplificandoci la vita.

  29. avatar
    andrea 14 luglio 2010 at 10:59

    Il problema è che non possiamo essere una gente sola se usiamo diversi programmi per fare gli accoppiamenti. Ancora non è giunto il tempo per avere il potere di dire a tutti gli arbitri: questo è il programma usate solo questo con questo sistema di abbinamento, sorteggio.

  30. avatar
    Big Slot 9 settembre 2011 at 10:27

    Quanto mi piacerebbe imparare a giocare a scacchi a livello prof. Sapete se ci sono dei corsi a Roma? Si puo’ guadagnare giocando a scacchi? Ci sono sponsor interessati? Fatemi sapere grazie

  31. avatar
    lotty gamblir 20 ottobre 2011 at 16:13

    a me i sistemi automatizzati non sono mai piaciuti, ma ammetto di essere legato ad un’altro tipo di gioco e ad un’altra epoca.

  32. avatar
    flash vs 3d 20 ottobre 2011 at 16:15

    se ci pensate bene la figura piu’ importante e’ il cavallo, sapete perche? 🙄

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