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Gli ultimi centocinquanta metri

Scritto da:  | 9 settembre 2010 | 9 Commenti | Categoria: Libri

Chi ha corso in bicicletta sa bene cosa siano… gli ultimi centocinquanta metri, quelli della morte… quelli che sembrano non finire mai, lunghi chilometri… quando il fiato non c’è più, con le gambe che dolgono dure come il legno, con gli occhi gonfi e umidi di sudore, col cuore che ti scoppia e tu sei lì, solo davanti al traguardo, ad un tiro di sputo, ti pare di toccarlo eppure non arriva mai…
Gli ultimi centocinquanta metri di Franco Bitossi…


Ma lasciamo all’ispirata penna di Roberto Iacopini il racconto di quegli ultimi fatali metri:

Due occhi spiritati che fissano un punto all’infinito. Due braccia che lasciano il manubrio per aggrapparsi al cielo. Due ruote che superano la linea del traguardo. Potrebbe essere  Mario Cipollini, ma il fotogramma è in bianco e nero. E’ un attimo. Fissa l’espressione di chi taglia il traguardo e s’illumina di sorpresa per quello che è accaduto.
Siamo a Gap, Savoia francese, nel 1972. E’ il campionato del mondo di ciclismo su strada dei professionisti. Il corridore primo sulla linea è Marino Basso, dietro di lui, l’espressione incredula di Franco “cuore matto” Bitossi. Li a Gap, su un percorso che non favoriva gli arrivi in volata, ad essere favorito era Eddy Merckx, il ciclista che non lasciava niente a nessuno. Il cannibale – così lo chiamavano – è ancora sui pedali in posizione raccolta sul sellino. Sta ancora spingendo nella volata, lanciata lunghissima, proprio alla fine della leggera salita che apriva il rettilineo finale.
La storia di quel mondiale è tutta negli ultimi due chilometri. Il gruppetto dei più forti è davanti agli altri. “E’ inutile che scatti, perché ti vengo a prendere fino in Belgio”, dice Basso a Merckx al termine dell’ultimo tentativo di fuga. Bitossi che furbamente si mette in mezzo ai duellanti e se ne va come una palla di cannone.
Il francese Guimard, un altro dei favoriti, appena reduce da un attacco, sta ancora riprendendo fiato. E Bitossi va via. Il buco diventa una voragine, con Merckx che sceglie di non tirare il gruppetto che insegue il fuggitivo. La maglia azzurra è ad una manciata di metri dal traguardo. Il mondiale sembra finito. Merckx affianca Basso e gli sibila, “sono contento, ha vinto Bitossi”. Poi Guimard che chiede aiuto a Zoetemelk e Basso che collabora a ricucire la fuga solitaria del suo compagno di nazionale. Dopo l’ultimo strappo, l’ultimo chilometro: un lungo rettilineo in fondo al quale c’è il traguardo.
Quando Bitossi sembra ormai imprendibile, anche Mercks torna a spingere e a trascinare il gruppetto che si allunga. Un accelerazione che è come un colpo di frusta. Tutti spingono quasi a rompere la catena. Li’ davanti, ad uno sguardo dal traguardo, c’è Bitossi che si pianta sui pedali e quasi sembra che la cosa non lo riguardi. Marino Basso finge di passarlo a destra, poi scatta a sinistra e supera la maglia azzurra destinata a non dipingersi dei colori del mondo. Bitossi che si rialza ad un metro dalla linea, Guimard che lo scarta a destra per evitarlo, Merckx che lo affianca dall’altra parte.
Davanti a tutti ci sono due occhi spiritati che fissano un punto all’infinito. Due braccia che lasciano il manubrio per aggrapparsi al cielo. Due ruote che superano la linea del traguardo. E’ l’italiano Marino Basso che vince il mondiale di ciclismo a Gap, in terra di Francia…

Ciascuno di noi è stato Franco Bitossi almeno una volta nella vita. Anche sulla scacchiera.


Ed il libro che presentiamo oggi è il libro di quegli ultimi centocinquanta metri, quelli in cui si decide tutto, ove non si può sbagliare, il momento critico della partita: o si vince o si perde! Si tratta, diciamolo subito, di un volume estremamente originale e creativo: “Critical Moments in Chess” di Paata Gaprindashvili, Maestro e teorico georgiano di fama internazionale già noto al grande pubblico per il successo ottenuto con la sua prima fatica letteraria, l’ottimo “Imagination in Chess: How to Think Creatively and Avoid Foolish Mistakes”, edito anch’esso da Anova Books, casa editrice che tutti gli scacchi conoscono anche col precedente e prestigioso marchio di Batsford.

Bene, partiamo come al solito da un’occhiata critica all’indice dell’opera:

  1. Momenti critici
  2. Momenti critici: lotta e conquista dell’iniziativa
  3. Momenti critici: sfruttamento dell’iniziativa, la creazione dell’attacco
  4. Momenti critici: ottenere e mantenere il vantaggio; crearsi del controgioco; controbattere l’iniziativa dell’avversario, etc.
  5. Momenti critici: sferrare il colpo finale
  6. Esercizi
  7. Soluzioni degli Esercizi

Stimolante vero? Diamo allora un’occhiata agli esempi iniziali dell’opera.
La partita è la Tal-Bilek giocata a Miskolc nel 1963. Le parole sono quelle dell’autore:

Quasi ogni partita ha i propri momenti critici. Momenti in cui occorre prendere decisioni fondamentali relativamente a come impadronirsi dell’iniziativa, a come cercare di ottenere un qualche vantaggio, momenti in cui possono sorgere situazioni di estremo conflitto. Tali momenti sono densi di significato dato che hanno un’influenza decisiva sul corso ulteriore degli eventi. Di solito non sono più di due o tre per partita e possono capitare in situazioni anche molto differenti tra di loro ma il più delle volte occorrono durante 1.) la lotta per l’iniziativa; 2.) lo sfruttamento dell’iniziativa stessa e la creazione dell’attacco; 3.) il sopraggiungere del colpo finale.

I due giocatori qui hanno appena terminato la fase di apertura. Il Nero deve risolvere il problema dello sviluppo del proprio lato di Donna. 13…b5 non appare buona sotto questa luce dato che 14.dc! (dopo 14.Dxa8? Ab7 sta meglio il Nero) Ab7 15.c6 Cxe5 16.fe Axc6 17.ef Axf3 18.fg Tfd8 19.gf trova ad esser il Bianco in vantaggio -qui tre Pezzi minori sono superiori alla Donna. Quindi la continuazione migliore sarebbe stata 13…b6! 13…cxd4? Di fatto una decisione scorretta, visto che con questo cambio il Nero migliora solo l’attività dei Pezzi avversari. 14. Axd4 Cxe5

Il primo momento critico. In che modo ricatturare? 15.fxe5! Con questa ricattura ed il seguente sacrificio di Pedone il Bianco guadagna: 1.) spazio per attivare i propri Pezzi (il Cavallo ottiene la casa centrale e4, la torre le colonne e ed f; 2.) tempo (il Nero deve comunque rallentare la propria manovra onde eliminare l’importante Pedone in e5); 3.) un indebolimento della copertura attorno al re avversario (una cattura in e5 conduce inevitabilmente al cambio degli Alfieri camposcuro). Riassumendo, il tratto giocato crea di fatto i presupposti per ottenere di fatto l’iniziativa. L’altra ricattura – Axe5 permette al Nero dopo 15…Db6+ 16.Rh1 Ad7 e 17…Ac6 di completare il proprio sviluppo in maniera agevole e di risolvere definitivamente le problematiche concernenti l’apertura. 15…Cd7 16.Ce4! Giusto in tempo! L’avversario, con la mossa 16…Cc5! minacciava di neutralizzare il Cavallo Bianco, di fatto un pezzo cruciale nell’economia dell’attacco Bianco 16…Axe5 Il Nero non può concedere al Cavallo nemico di invadere la casa f6. 17.Axe5 Dxe5 Ricaviamo l’impressione che Istvan Bilek nel raggiungere questa posizione l’abbia giudicata in un certo qual modo per lui soddisfacente. Tuttavia il Bianco, forte dell’iniziativa ha modo di incrementare la propria pressione. 18.Tad1 Attivando la Torre con guadagno di tempo (si minaccia infatti 19.Txd7). 18…Rg7 19.Cd6 Dc5+ 20.Rh1 Ce5 non era possibile giocare 20…Cf6 per via di 21.Dxf6+ 21.Df4 Occorre prestare attenzione a come Tal tratta la posizione – infatti con ciascuna singola mossa migliora la posizione dei propri Pezzi. 21…f6 22.Tf1 Riuscendo a scorgere anche le più minuscole debolezze nella difesa dell’avversario, ovvero la casa f6 22…a5 Giocata con l’intenzione di scacciare il Cavallo Bianco dalla sua forte posizione per mezzo di Ta8-a6 e parimenti, al momento debito, di avanzare ulteriormente il Pedone a.

Il secondo momento critico. Vi è la mossa ad effetto 23.Ce8+, ma dopo 23…Txe8 24.Dxf6+ Rg8 (24…Rh6? 25.Tf4) 25.Tde1 (25.Td8 Ad7? 26.Axe6+!; 25…Txd8 26.Dxd8+ Rg7 27.Df6+, patta) 25…Tf8 26.Dxf8+ (26.Axe6+? Axe6 27.Dxe6+ Cf7) Dxf8 27.Txf8+ 28.Txe5 Re7 ed il Bianco non ha nulla di concreto sotto mano. La domanda quindi è la seguente: come ci si impadronisce dell’iniziativa? 23.h4! Ta6 23…a4 non ha senso per via della semplice 24.Axa4, laddove la più lenta 23…h5 consente all’avversario di portar avanti l’idea di sacrificio – 24.Ce8+ Txe8 25.Dxf6+ Rh6 (25…Rh7 26.Tde1; 25…Rg8 26.Tfe1) 26.Df4+ Rg7 27.Tde1 Tf8 28.Dxf8+ Dxf8 29.Txf8 Rxf8 30.Txe5 – e l’inclusione delle mosse h4 e h5 rende difficile la posizione del Nero. 24.Ce4 De7 25.h5 h6 25…a4 sarebbe cattiva per via di 26.h6+ Rh8 27.Cxf6 Cd7 28.Txd7 Axd7 29.De5 Txf6 30.Txf6 Rg8 31.Dg5 De8 32.Tf1 Ta8 33.Df6 Df8 34.Axe6+ Axe6 35.Dxe6+; se invece 25…gh segue allora 26.Cxf6 Dxf6 27.Dg3+, mentre a 25…g5 Tal intendeva replicare con 26.Dg3 con molteplici minacce.

Il terzo momento critico. Ci si rende qui conto che la posizione è ormai matura per la stoccata finale, ma al momento la cattura in f6 non funziona ancora. Cosa fare allora? 26.Dg3! Questa ulteriore ritirata rafforza la posizione della Donna, della Torre e del Cavallo al tempo stesso! 26…a4 Il Nero cerca infine di controbattere come può ma è già troppo tardi. Se avesse tentato di 26…Dc7 sarebbe seguito 27.hg a4 28.Cxf6 Txf6 (28…ab 29.Ch5+ Rg8 30.Txf8 31.g7+) 29.Txf6 Rxf6 30.g7! Dxg7 31.Tf1+ catturando la Donna. 27.Txf6! Liberando la casa f1 per l’altra Torre con guadagno di tempo 27…Txf6 28.Dxe5 axb2 29. axb3! La Torre e l’Alfiere del nero non fanno in tempo ad accorrere in difesa del proprio Re e questo significa che il Bianco in questo settore della scacchiera ha un grande vantaggio in termini di potenza di fuoco. Non vi par ora essere per il Nero nessuna continuazione soddisfacente: 29…Rf7 30.Cxf6 Dxf6 31.Dc7+; 29…gh 30.Cxf6 (30.Tf1+ Ta5!) Dxf6 31.Dg3+ (!) 29…b6 preparando 30…Ta5 30.b4 eliminando ogni possibile possibilità di attività per il Nero. 1-0

Gli ultimi centocinquanta metri… il momento critico, quello che Bitossi non è riuscito a cogliere… Ecco, in questo magnifico libro Paata Gaprindashvili ci aiuta sia a cercare gli indizi su come non lasciarci irreparabilmente sfuggire queste situazioni sia su come sfruttare appieno e favorevolmente a nostro vantaggio questi istanti decisivi… Gli esercizi proposti sono eccellenti e le analisi a corredo superbe… il consiglio è soprattutto questo: dimenticate per un istante tutti quei bei tomi da scienziati delle aperture, densi solo di varianti killer dei nostri poveri e affaticati neuroni di comuni 1e Nazionali, o quegli altri trattati da laboratorio nanotecnologico sui finali con cinque, sei ed enne pezzi… e godetevi senza affanno un libro come questo, leggendolo anche solo come un semplice romanzo da spiaggia, oltre al piacere della lettura il beneficio ed il miglioramento è assicurato!


Valutazione di Soloscacchi: [rating:5.0]


avatar Scritto da: Martin (Qui gli altri suoi articoli)


9 Commenti a Gli ultimi centocinquanta metri

  1. avatar
    Jazztrain 9 settembre 2010 at 07:19

    Tal in quel periodo era peggio di Merckx
    🙂




    0
  2. avatar
    Mongo 9 settembre 2010 at 11:06

    Che bel ‘paragone’ che hai trovato: sei un grande!!!




    0
  3. avatar
    Zenone 9 settembre 2010 at 14:56

    Per alcuni, come me, basterebbe essere dei Bitossi (un secondo ed un terzo posto ai Mondiali, 171 vittorie da professionista, Giro d’Italia e Tour de France) per avere la consapevolezza di essere forte e quindi di capire ciò che avviene sulla scacchiera. Quelli come me, purtroppo, non sanno individuarli questi “momenti cristici”, li capiscono, se mai li capiscono, solo dopo, a casa, quando riguardano la loro ennesima sconfitta chiedendosi “perché”. Spero che questo libro (che acquisterò) possa aiutare chi, come me, è scacchisticamente più vicino alle “maglie nere” Carollo e ai Malabrocca (anche se non facciamo apposta ad essere delle schiappe) che non ai Bitossi!
    Sempre incisivo Martin Eden ed ancora complimenti.




    0
  4. avatar
    Marramaquìs 9 settembre 2010 at 16:14

    Quel finale di campionato del mondo ciclistico, che seguii in diretta con molta partecipazione, mi rimase impresso per sempre come un insegnamento amaro: il mondo è dei furbi più che dei coraggiosi (e Basso furbetto lo fu veramente tanto).
    Comunque, dal momento che io, diversamente da Zenone, i “momenti critici” non li ho mai saputi fiutare né davanti alla scacchiera né, dopo, a casa, è inutile allora che acquisto il libro, pur sapendo che, se lo consiglia Martin Eden, male di sicuro non potrebbe fare.




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    • avatar
      Zenone 9 settembre 2010 at 17:58

      No, Marramaquis, nemmeno io, come ho detto, sono in grado di fiutare i “momenti critici” alla scacchiera e anche a casa non sempre li individuo (“…se mai li capiscono…” 🙂 ),comunque nello sport, come spesso nella vita, la furbizia è una dote importante…infatti ne sono privo ;-).
      Per inciso Basso è stato comunque un ottimo velocista che ha vinto numerose tappe al Giro, al Tour e alla Vuelta, quindi quella vittoria rocambolesca, al di là di tutto, era nel suo DNA.
      Visto però che il cuoco Martin Eden ci ha proposto questa leccornìa (il libro, dico)perché non assaporarla, malgrado il prezzo ($22.95)? Non diventeremo certo più furbi ma passeremo qualche ora divertendoci, in attesa di un nuovo torneo, di una nuova partita, di un nuovo “momento scritico” che, naturalmente, non saremo in grado di individuare!




      0
  5. avatar
    Zenone 9 settembre 2010 at 19:57

    Ehi, per quelli troppo giovani e per i curiosi che non sono appassionati di ciclismo, date un’occhiata alla volata del Mondiale del ’72 e poi sentite l’intervista a Basso dell’indimenticabile De Zan:




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  6. avatar
    Jazztrain 9 settembre 2010 at 20:59

    In fondo non è casuale che noi siamo in corsa come miglior Blog sportivo, vero Martin?
    😉




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  7. avatar
    Alessandro 10 settembre 2010 at 19:05

    Ciao,
    il libro è tradotto o solo in inglese?

    saluti ale




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    • avatar
      Martin Eden 12 settembre 2010 at 00:54

      Ciao Alessandro! il libro è davvero recentissimo: 2010 infatti è la data di prima pubblicazione dell’edizione originale, in inglese appunto. Ci auspichiamo tutti che venga presto proposto anche nella nostra lingua.
      Grazie a tutti per le impagabili osservazioni scacchistiche e …ciclistiche! 😉




      0

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