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Ricordo di un galantuomo

Scritto da:  | 8 dicembre 2009 | 4 Commenti | Categoria: Italiani, Profili

Inviato da Vittorio

porreca1Si tratta del mio primo incontro con una figura carismatica degli scacchi italiani che ebbi, in passato, la fortuna e l’onore di incontrare in alcune occasioni.
Sono passati ormai diversi decenni ma il ricordo di quella serata rimarrà indelebile nella mia memoria. Era la fine degli anni ’60 ed accompagnai i miei studenti dell’ultima classe di Liceo in gita scolastica di fine anno a Napoli. Quattro o cinque giorni in tutto, penisola sorrentina, costiera amalfitana ed i luoghi classici del capoluogo campano. Il penultimo giorno, la vigilia della partenza, in una serata leggermente piovigginosa di mezza primavera, un gruppetto di miei allievi al termine della cena in albergo, sapendo della mia passione per gli scacchi, mi chiede: “Professore, qui a Napoli ci sarà sicuramente qualche importante circolo di scacchi, ne conosce qualcuno?” Ricordo ancora il mio imbarazzo, data ormai l’ora tarda e soprattutto la mia ignoranza dei luoghi storici dello scacchismo partenopeo, ma per non deludere l’entusiasmo dei ragazzi ci rivolgemmo al portiere dell’albergo, di cui a distanza di ormai quasi quattro decenni rammento ancora il nome: Carmine, un baffuto signore dall’aspetto gioviale che non esitò a prodigarsi per procurarci l’indirizzo di uno dei Circoli di scacchi più blasonati della città: l’Accademia Scacchistica Napoletana.
Quando vi giungemmo era già serata avanzata, i giocatori iniziavano ad accomiatarsi e tra essi quello che aveva l’aria di esser il Segretario o sicuramente una personalità di riguardo, almeno dal rispetto con cui gli altri soci lo salutavano. Mi rivolsi a lui, non senza imbarazzo, raccontandogli il motivo della visita e scusandomi per il mancato preavviso di questa. Cortemente mi rispose che ormai era quasi orario di chiusura, e che essendo tutti i giocatori più forti del Circolo tornati alle loro dimore ci saremmo dovuti accontentare, nel caso lo avessimo voluto, di far con lui qualche partita.
L’imbarazzo che evidentemente si dipinse nella nostra espressione non sfuggì al nostro distinto interlocutore che prontamente si affrettò a scusarsi in anticipo nel caso in cui i ragazzi si fossero annoiati per la non eccelsa qualità del loro avversario. Sulle prime effettivamente non capimmo ma fu solo quando il nostro ospite napoletano dispose le scacchiere tutte di fronte ai ragazzi coi pezzi bianchi dalla propria parte che ci apparvero chiare le sue intenzioni: una sfida in cosiddetta simultanea, da solo contro tutti loro.
Non nascondo che probabilmente non riuscii a dissimulare una certa sorpresa, accresciuta anche dal fatto che tra i miei allievi ve n’erano almeno due o tre di indubbio talento. Ebbene, nel giro di forse un’ora, tutti si ritrovarono a capitolare, apparendo infine chiaro a tutti noi di non trovarci di fronte ad uno sprovveduto.
porreca2Terminate le partite, il signore dagli occhiali con la montatura scura di tartaruga tornò su una delle scacchiere e riportatane la posizione sulla scacchiera murale appesa alla parete osservò che la posizione aveva un’interessante analogia con una partita da lui giocata qualche anno addietro a Ragusa in Dalmazia. La discussione si fece serrata e commentò per l’appassionato auditorio di ragazzi la partita in questione, il tono era competente e l’amore verso il gioco che traspariva dalle sue osservazioni coinvolgente e affascinante.
Fu solo alla conclusione di quella magnifica e interminabile serata che, dopo i nostri ringraziamenti, alla mia cortese richiesta di voler ripeterci il suo nome, inavvertitamente sfuggitomi in fase di presentazione iniziale, il signore dalle maniere squisite ebbe a dirmi: “Porreca….. Giorgio Porreca per l’esattezza, ma se Lei è d’accordo, semplicemente Giorgio e ci potremmo dar del tu…”.
Fu così che quasi tutte le volte che tornai nella stupenda città di Napoli in gita scolastica con qualche classe cercai sempre di far visita a quel grande giocatore e galantuomo di Giorgio Porreca.

porreca3

avatar Scritto da: La Redazione di SoloScacchi (Qui gli altri suoi articoli)


4 Commenti a Ricordo di un galantuomo

  1. avatar
    Jas Fasola 24 maggio 2012 at 11:59

    Straordinario Porreca!

  2. avatar
    Luca Monti 16 dicembre 2012 at 20:29

    Un episodio che racconta molto della persona di Giorgio Porreca: un uomo nel quale si
    sommarono molte grazie. Dalle persone che ebbero la gioia d’incontrarlo, ho sempre percepito, nelle intense memorie, parole di onesta stima e profonda deferenza.

  3. avatar
    Tristano Gargiulo 11 novembre 2013 at 00:03

    Oltre a Porreca e Cillo nella foto c’è, in piedi dietro Sergio Mariotti, anche Sandro Meo. Qualcuno ha sue notizie?

  4. avatar
    alfredo 11 novembre 2013 at 12:22

    quello che piu’ mi colpi’ del MI Porreca era la naturale eleganza come uomo e come giocatore . Ricordo la sua rubrica su ” l ‘espresso ” . Tenni per molti anni i ritagli . e tutti noi cominciammo ad apprendere qualcosa delle aperture dal suo manuale . Persona di grandissima cultura anche extrascacchistica.
    Penso che, con Paoli , sia stato il vero punto di riferimento degli scacchi italiani negli anni 50 e 60

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