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10 febbraio, il giorno del ricordo

Scritto da:  | 10 febbraio 2011 | 3 Commenti | Categoria: C'era una volta, Italiani, Personaggi

Siamo generalmente portati a collegare a Reggio Emilia il nome di Enrico Paoli, ma in realtà il primo periodo della sua attività scacchistica lo vede ancora a Fiume, dove arriva dalla natìa Trieste nel 1920, preso da una zia materna, dopo la morte dei genitori, il padre nel corso della prima guerra mondiale, la madre per la terribile epidemia di spagnola.
L’ambiente scacchistico fiumano è reso con vivacità dallo stesso Paoli in “Gli scacchi a Fiume”, “Scacchi e scienze applicate”, vol. 2, n.1 (1982), pp.65-72, in un articolo, peraltro di non facile reperibilità, che si avvale anche di brevi contributi di D’Augusta e Brussati. Paoli ricorda molti giocatori cittadini e le sfide con Trieste, Zara e la vicina, ma già jugoslava, Susak.
La forza di Paoli è nota nella Venezia Giulia fin dall’inizio degli anni Trenta, ma egli gioca in tornei ufficiali solo negli intervalli di navigazione.
Il debutto in campo nazionale avviene soltanto nel 1937, al torneo minore di Merano, nel quale, classificandosi secondo con 13 su 15 dietro Nestler, ottiene l’ammissione a un magistrale. L’occasione è sfruttata nel magistrale nazionale di Milano 1938. Vince Napolitano davanti a Rosselli; Paoli, al terzo posto con 6 su 9, conquista il titolo di Maestro.
Debutta nella massima competizione nazionale al 9º C.I., Roma 1939. Nel più forte campionato dell’anteguerra Paoli giunge 3º-4º con 8½ su 14, dietro Monticelli e Castaldi, alla pari con Napolitano. Scrive Castaldi nel suo commento al Campionato su L’Italia Scacchistica, 4/1939, pp. 65-67.
“Paoli, secondo me la rivelazione del torneo, poteva esser terzo assoluto se non avesse esagerato nell’attacco nell’ultima partita contro Monticelli; ma Paoli ha, durante il torneo, cercato sempre il tutto per tutto. (…) Grandi possibilità vanno assegnate a Paoli, possibilità finora ignorate.”

Con l’entrata in guerra l’ASI riduce la sua già non folta attività. Paoli disputa l’unico campionato di guerra, Firenze 1943, e giunge terzo con 5 su 9, alle spalle di Nestler e Napolitano. Questa volta il commento è di Pier Giorgio Ricci, L’Italia Scacchistica, 8/1943, pp. 85-88, che scrive:
“In mancanza di Norcia, il pronostico assegnava il ruolo di terzo incomodo al fiumano Paoli. Ed in realtà egli ha risposto alle aspettative fin oltre la metà del torneo; dopo, opposto ai due favoriti, è crollato facendosi distaccare in modo abbastanza severo.”
Sulle circostanze che causano la partenza di Paoli da Fiume qualcosa filtra, nonostante non ne parli volentieri. Mi limito pertanto a rimandare al Chicco-Rosino, Storia degli Scacchi in Italia, pag. 391.
Il resto è storia nota e non sarà il caso di tornarvi sopra. Paoli si stabilisce, dopo le traversìe dell’esilio, a Reggio Emilia, una città che mai lo farà sentire profugo, come dichiara in un’occasione a Maurizio Davolio Marani.
Del periodo fiumano di Paoli sono note:

  • una partita in consultazione Rosselli – De Rin, Orlando, Paoli e Singer, Trieste 1931.
  • un frammento di apertura della Paoli-Napolitano e la fase conclusiva della Fiore – Paoli, Milano 1938.
  • tre partite del 10º C.I., Firenze 1943. Già riesumate qualche tempo addietro da chi scrive e trasmesse in formato digitale da Marco Faggiani all’archivio FSI, sono qui riportate con i commenti anonimi, da attribuire a Rosselli, apparsi sugli ultimi fascicoli de L’Italia Scacchistica, 1943. E’ quasi superfluo aggiungere che le note di apertura hanno un valore più storico che teorico.

Scarica qui le partite in formato pgn

avatar Scritto da: Mauro Berni (Qui gli altri suoi articoli)


3 Commenti a 10 febbraio, il giorno del ricordo

  1. avatar
    alfredo 10 febbraio 2011 at 11:33

    Anni fa dissi al caro amico Paoli che mi sarebbe piaciuto molto scrivere la sua biografia.
    Come era solito fare si schernì poi mi mandò due paginette con la sua calligrafia ordinata in cui mi scriveva proprio dei suoi primi anni.
    Ho tenuto tutte le numerose lettere e cartoline, e ricordo con orgoglio quando su l’I.S. scrisse che ero un suo valido “collavoratore” nella ricerca di materiali per la sua rubrica (eravamo in epoca “precomputer”).
    Dopo essermi commosso alla lettura di questo articolo ho cercato quelle due paginette.
    Al momento non le ho trovate :sad: ma appena le troverò sarà mia cura mandarle alla vostra redazione.
    Certo che il dialetto di Paoli non suonava molto “emiliano” ;-)

  2. avatar
    alfredo 10 febbraio 2011 at 11:39

    La partita Paoli – Campolongo è riportata a pagina 343 del libro “Strategia e Tattica del gioco degli Scacchi”
    Quel libro fu per molti il primo buon approccio al gioco. Il primo testo sistematico di buon livello scritto e edito in Italia secondo me.

  3. avatar
    Marramaquìs 10 febbraio 2011 at 14:33

    Emozionante, Berni, grazie. E stupenda la foto con Karaklajic.
    E tu dai, Alfredo, scrivici anche tu del grande Paoli.
    Io lo conobbi tantissimi anni fa e ho ricordo di una persona dalla spiccata e fiera personalità, piena di uno smisurato amore per il nostro gioco.

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