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Esteban Canal e Giancarlo Cassani

Scritto da:  | 7 marzo 2011 | 3 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

Sono sempre di meno le persone che conobbero Esteban Canal; è nell’ordine delle nostre umane vicende.
Giancarlo Cassani è tra coloro che ebbero tale ventura.
Le storie dei coniugi Canal e dei Cassani, si saldarono nel primissimo dopo-guerra. Provenienti da non si sa bene dove, Esteban Canal ed Anna Kuplacs, ad inizio 1946 trovarono riparo e conforto presso la residenza Cassani che poi elessero a loro definifiva dimora. Ancora conserva la ricevuta del primo “fitto annuale” il Signor Cassani: un foglietto ingiallito dagli anni, manoscritto della nonna Erminia.

A quel tempo di macerie e speranze, risalgono le prime gioiose memorie di Giancarlo Cassani.“La mia famiglia abitava a Varese, ma dopo i bombardamenti della città, andammo a vivere nella casa di mia nonna a Cocquio. Appena finita la guerra, arrivarono i coniugi Canal, ma non ricordo da dove; allora ero ancora un bambino. Noi poi ritornammo in città, ma le vacanze estive le trascorrevamo in campagna, a Cocquio. Ricordo che spesso il Signor Canal si divertiva con noi (io e la mia sorellina), suonandoci la chitarra. Con melodie dolci e lente, sempre più lente, fingeva di addormentarsi allo strumento, poi d’improvviso con  un accordo fortissimo si svegliava di colpo, sobbalzando sulla sedia e noi con lui, scoppiando in incredibili risate. A proposito di risate, Canal rideva controllato e contenuto, quasi dentro di sè e scrollando velocemente le spalle, mentre la moglie Anna, possedeva una risata più aperta e contagiosa”.


Come meglio impiegare o spendere il tempo che ci è concesso è un assillo che certo non tormentò Esteban Canal.
Di lui conosciamo l’attitudine all’apprendimento linguistico, forgiata nei mille viaggi, la felice e ricca prosa, la maestria negli scacchi.
E la musica?
E’ risaputo. Scacchi e musica vanno a braccetto. Gli esempi sono innumerevoli ed i lluminanti: da Philidor ad oggi.Vi è una trama, impalpabile e sottile che accorda le due espressioni d’arte; scacchi e musica. E’ un legame di filigrana che manifestò potente anche nel nostro beniamino.
Non sono molti gli oggetti sopravvissuti alla morte di Canal.Tra i rari, la sua chitarra: brevettata come DOBRO, modello di tipo americano ma fabbricata in Ungheria.
Il Cassani la definisce: “Uno strumento dal suono potente e particolare, un esemplare stupendo.”

La Dobro originale del Maestro come è oggi

Esistono ancora alcuni spartiti (qui di seguito le fotografie originali), acquistati da Canal negli anni del suo pellegrinare per il mondo in Germania, Spagna, Italia, Ungheria e chissà dov’altro. Documenti fitti di chiose e diteggiature, quasi sempre scritte a matita.
Ancora negli anni sessanta, non era insolito incontrare un semplice appassionato o neofita delle sei corde recarsi da Canal per la didattica e la pratica dello strumento.

avatar Scritto da: Luca Monti (Qui gli altri suoi articoli)


3 Commenti a Esteban Canal e Giancarlo Cassani

  1. avatar
    alfredo 7 marzo 2011 at 07:46

    Io conobbi Canal anche se ero piccolo.
    Ho un sogno: ho letto (da una rubrica dello storico Winter) che Canal Visse a Milano in via Poma 5, vicino a via Marcona, mi piacerebbe che su questa casa vi fosse messa una targa.
    La scritta te lo ho già detta in un altro post, della grafica potrei chiedere di interessarsi a mia moglie che è architetto.
    Le procedure non le conosco ma potrei sempre intereressarmi.
    Sono andato anche a vedere la casa di Cocquio ma certo li’ la vedrebbereo in pochi…
    ciao !!

    • avatar
      Luca Monti 7 marzo 2011 at 12:15

      Caro Alfredo. Per quanto riguarda la casa di Cocquio,onestamente penso non sia possibile,per ragioni nobilissime che appartengono alla sfera più intima dei legami che unirono Canal, la Signora Anna e i Cassani. Grazie comunque per l’intervento.

  2. avatar
    jazztrain 7 marzo 2011 at 08:56

    Il dobro è uno strumento che ha un suono diverso dalla chitarra classica e da quella acustica, pur avendo in comune con quest’ultima l’uso delle corde di metallo. La sua particolare sonorità si adatta soprattutto nella musica americana, in particolare country e blues. La potenza sonora di questo strumento è nettamente superiore a quello della chitarra “normale” tanto è vero che, ben prima dell’avvento della chitarra elettrica (in questo caso elettroacustica) di Charlie Christian nelle orchestre della seconda metà degli anni 30, il dobro non veniva soffocato dalla potenza delle ance e degli ottoni della musica swing del tempo. Grazie alla tecnica del bottleneck che sarebbe un collo di bottiglia spezzato e levigato e inserito nel mignolo destro (per fortuna il bottleneck adesso è di metallo) potevi ottenere sonorità slide simili a quelle della chitarra hawaiana e degli eccezionali glissati che ti permettevano di tenere più a lungo le le note, che poi sarebbero un effetto tipico della musica blues. Per certi versi, sia la potenza sonora dello strumento, sia la tecnica tipica delle musiche popolari americane hanno aperto la strada ai moderni soli di chitarra elettrica.

    http://www.youtube.com/watch?v=5SZIFHJIjEw

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