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Capodanno a Stoccolma

Scritto da:  | 30 marzo 2014 | 2 Commenti | Categoria: Attualità, Internazionale, Luoghi degli Scacchi, Tornei

Capodanno a Stoccolma 3

Новогодний Стокгольм (О пользе шахмат)

Trascorro molto tempo a giocare a scacchi. Non è esagerato dire che agli scacchi ho dedicato l’intera mia vita. E tanto ho sacrificato per questo gioco e per raggiungere i miei traguardi e il mio piacere. E ciò anche se nel mondo degli scacchi e nella mia vita non scorrono fiumi di denaro. La cosa più bella è che in giro ci sono sempre molti tornei e che il nostro mestiere ci consente di conoscere il mondo e di mostrare noi stessi agli altri. A volte, ripensando ad un luogo e ad un torneo, ci si rende conto che non solo quel viaggio ha lasciato una traccia indelebile nella nostra memoria, ma che qualcosa è cambiato dentro di noi, che abbiamo aggiunto una preziosa esperienza in più. E’ successo questo, ad esempio, dopo il mio viaggio a Stoccolma. Un viaggio capitato quasi per caso. Improvvisamente ho scoperto di avere un po’ di tempo libero verso fine anno. Mi sono tuffato su Internet in cerca di informazioni. Quasi immediatamente ho trovato ciò che cercavo: il torneo Rilton Cup 2013/2014, a Stoccolma.

Qualcosa sulla lingua svedese

Lo svedese è una lingua indoeuropea che appartiene al ramo settentrionale delle lingue germaniche, come il tedesco, il danese, il norvegese e alcune altre. Capodanno a Stoccolma 7La grammatica è simile a quella inglese, molte parole assomigliano alle omologhe tedesche. La grammatica svedese è più semplice di quella tedesca, ma la lettura è più complicata, e le regole sono spesso accompagnate da molte eccezioni. Inoltre la lingua svedese è ricca di dialetti, a volte fortemente divergenti, al punto che non raramente non si comprendono fra di loro. Tuttavia non me la sono cavata poi così male. Comunicare con gli svedesi non è stato impossibile, grazie anche alla traduzione inglese, e poi gli svedesi sono molto abili e intelligenti. E’ difficile innamorarsi subito di Stoccolma, che non ha lo charme di Parigi, non ha bellezze mozzafiato. In altre parole, Stoccolma non provoca da subito emozioni forti. Ma questa città ha una dignità e uno stile. E appena la conosci, inizi a sentirti bene, come a casa tua. “Venezia del Nord”, “Vienna del Baltico”. Sono due fra i vari suoi appellativi che inducono al confronto. Ma la capitale della Svezia ha un temperamento calmo, prettamente nordico, non gli si addicono confronti ed epiteti, è unica e attraente, meravigliosamente seduta sui suoi 14 isolotti collegati da ben 57 ponti (davvero 57!). E dopo qualche giorno ci attira come una calamita. Vediamola un po’ insieme.

Mezzi pubblici a Stoccolma

Spostarsi sui mezzi pubblici (metro, bus, tram, barca, treno) all’interno di una zona costa 36 corone, 54 corone se si sconfina in una zona limitrofa. Però è necessario avere con voi una speciale carta di plastica blu, che può essere acquistata presso dei controllori seduti all’ingresso di ogni stazione della metropolitana o presso alcuni distributori elencati sui cartelli delle fermate dei mezzi stessi.

Capodanno a Stoccolma 4

Questa carta deve essere poi validata in una macchinetta che si trova negli stessi luoghi. Qui può sorgere un problema per il non residente, in quanto su questa macchinetta sono sì apposte istruzioni in svedese e in inglese , ma in formato così ridotto che se avete dimenticato in albergo gli occhiali vi dovrete per forza rivolgere al controllore: poco male, di solito sono persone comprensive e ben disposte ad aiutare e a dare le spiegazioni occorrenti.

Soltanto alba o tramonto

Non dimentico facilmente la mia prima giornata a Stoccolma. Gettate le mie cose nella stanza, ho deciso di fare subito una passeggiata in città, poi ho cercato un posticino per mangiare qualcosa e bere una birra.

Capodanno a Stoccolma 8

Lo avevo visto su Internet, c’era scritto “economico e allegro”. Peccato averlo trovato chiuso per turno di riposo. E mi pareva che stesse già facendo buio! Ma è chiaro: non possiamo dimenticare che Stoccolma si trova molto più vicina di Roma al Circolo Polare Artico. Che strana sensazione: quando a Stoccolma il cielo è nuvoloso, dall’alba al tramonto si ha la costante impressione di trovarsi sempre al tramonto; quando invece il cielo è sereno, l’impressione, dall’alba al tramonto, è di trovarsi sempre all’alba. Insomma, è un dato di fatto che a fine di dicembre – inizio di gennaio la nostra giornata è quasi completamente buia.

il Palazzo Reale

Ho deciso di prendere la metropolitana per il centro storico, e di lì camminare. La metro mi ha portato nelle vicinanze del Palazzo Reale. Una folla di persone è chiaramente in attesa di qualcosa.

Capodanno a Stoccolma 1

Parte della piazza davanti al palazzo è sorvegliata da sentinelle con dei curiosi copricapo. E’ mezzogiorno, c’è il cambio della guardia, un’operazione cerimoniosa e lunga più di mezz’ora, una vera attrazione per i turisti, forse più del Palazzo stesso. E’ un Palazzo enorme, tra i più grandi che ho mai visto, dicono abbia circa 600 stanze. Ma il re e la regina di solito non vivono qui, ci si recano per lavoro, e sembra che il Palazzo sia più che altro adibito a visite di Stato, ricevimenti ufficiali e cerimonie.

La birra in Svezia

Capodanno a Stoccolma 6Chi è stato in Tunisia sa che se vede in una vetrina o in un negozio una bottiglia di birra, questa è sicuramente non-alcolica. Ma in Svezia la situazione è solo leggermente migliore (o diversa, dipende dai punti di vista): nei negozi e supermercati si vende qui solo una birra non-alcolica o a bassa gradazione (gradi, a mio parere, fino a 3). Una birra più forte la troverete in vendita solo in alcuni negozi specializzati chiamati Systembolaget. Se v’interessa, questi sono (se non ricordo male) gli orari di apertura dei negozi : dalle 10 alle 19 nei giorni feriali e dalle 10 alle 15 il sabato e la domenica, chiusura totale nelle altre festività. Così il 31 dicembre i negozi hanno chiuso alle 15,00 e il primo dell’anno sono rimasti chiusi.

Una cosa mi colpisce di Stoccolma. Camminando per strada si può vedere tutto all’interno di ogni abitazione, perché non ci sono tende né serrande. L’illuminazione è tanta all’interno delle case, e spesso una lampada è posta proprio sul davanzale. Ho l’impressione che gli svedesi abbiano l’istinto e la voglia di catturare, in queste settimane invernali, quella poca luce che viene dall’esterno. Ma perché in altri Paesi del mondo si usa tenere quasi sempre gli scuri e le serrande abbassate? Significa forse che tutti hanno qualcosa da nascondere? E ho pensato a me e alla mia premura di abbassare le tapparelle della mia stanza per non far vedere il gran disordine all’interno che così spesso mi accompagna.

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il viaggio e il torneo

Tore RiltonUna nota sul mio viaggio. Aereo Roma – Stoccolma, Ryanair. Molto confortevole. Ma all’arrivo in Svezia ho saputo che la capitale era a 100 chilometri dall’aeroporto. Si sale sull’autobus. Pazienza. E una nota sul torneo. Ho giocato nel gruppo “B”. Circa 100 i partecipanti, il livello di gioco è stato superiore alla media, e con un sacco di bambini. Ho finito al sesto posto perché nell’ultimo turno ho perso contro un giocatore del posto privo di ELO FIDE, un giocatore molto fiducioso e sicuro del fatto suo e che, senza mai forzare nessuna posizione, ha sconfitto cinque maestri, vincendo ovviamente il torneo. Complimenti a te! Il torneo è stato organizzato molto bene, in una bella sede e in un’atmosfera molto amichevole. Per la prima volta in Svezia, come tanti altri! Grazie Signor Rilton! E buona fortuna agli scacchi!

Capodanno a Stoccolma 9

avatar Scritto da: FM Sergejs Gromovs (Qui gli altri suoi articoli)


2 Commenti a Capodanno a Stoccolma

  1. avatar
    The dark side of the moon 31 marzo 2014 at 00:17

    …”ci si rende conto che non solo quel viaggio ha lasciato una traccia indelebile nella nostra memoria, ma che qualcosa è cambiato dentro di noi, che abbiamo aggiunto una preziosa esperienza in più”.
    Questa è la vera ricchezza che l’essere umano può raggiungere, il denaro è solo il mezzo più diretto per ottenere quel qualcosa (ma non tutto!) che se usato male causa rovina e disperazione.
    Ok, stasera voglio tornare ad essere idealista 😉




    0
  2. avatar
    alfredo 31 marzo 2014 at 08:17

    Caro dark …
    penso che il denaro , o meglio un non limite all’accumulo dello stesso ha già portato rovina e disperazione .
    in molti paesi 10 persone detengono il 90 % delle ricchezze di quel paese .
    Essere idealisti è forse un lusso che , hic et nunc , quelli della mia generazione , non si possono piu’ permettere .




    0

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