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Un ipercaratteriale tra i …caratteriali

Scritto da:  | 4 maggio 2014 | 4 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

Wilhelm Steinitz 3Guglielmo Stenitz, I Campione del Mondo

Dopo il ritiro di Morphy, si interrompe la serie dei talenti naturali e inizia quello dei “lavoratori della scacchiera”. Capofila l’austriaco Guglielmo STEINITZ.

Nato a Praga nel 1836 da famiglia ebrea, inviato a studiare a Vienna per diventare rabbino, di lui si impossessa il dèmone degli scacchi e …il suo destino si decide diversamente.

Wilhelm Steinitz 2Piccolo di statura, taciturno e irritabile, non passa giorno senza litigare al club degli scacchi.

Nel gioco, riprende le tesi di Philidor, ossia esalta l’importanza del buon piazzamento dei pezzi e della struttura dei pedoni. Elabora teorie strategiche determinanti quali ad esempio il bloccaggio dei pedoni deboli o l’attacco al punto debole dello schieramento avversario e per converso chiarisce la nozione della casa forte, là dove, cioè, i pezzi si esaltano ed esprimono la massima potenza che tradotta in materiale, valga almeno quanto il vantaggio di un pedone.

Infine promulga la filosofia “materialista” dell’importanza del guadagno di un pedone che, a suo dire, deve immancabilmente condurre alla vittoria.

L’opinione pubblica scacchistica non gradisce questo genere di gioco proclamato e Henry Bird ironizza:

Wilhelm Steinitz 1“Mettete il contenuto di una scatola di scacchi dentro un cappello, agitate vigorosamente, lasciate cadere i pezzi dall’altezza di un metro su una scacchiera e voi avrete lo stile di gioco di Steinitz”.

Ma Steinitz non si perde d’animo e così si confida con un amico “gli scacchi non sono per gli animi timidi. Pretendono carattere e coraggio e le posizioni devono essere analizzate a fondo con una indagine completa.

Richiedono lavoro e una seria riflessione che solo una ricerca accurata può soddisfare.”

Pochi i giorni in cui Steinitz, nella sua vita, non si sia creato un nemico. La sua totale mancanza di diplomazia, di cortesia, sono proverbiali. Non si contano gli aneddoti sugli incidenti creati dal suo carattere. Eccone alcuni esempi:

L. Bachmann scrive nel suo libro:

Quest’uomo, straordinariamente sensibile, sapevano tutti che era un incondizionato amatore della musica di Mozart.

Bene:

in una conversazione che ebbi con lui, convinto di fargli piacere, dissi che condividevo pienamente questo amore per Mozart, ma lui di rimando si mise a fare gli elogi di …Wagner .

Ebbi occasione in altre serate di conversare con lui e di tornare sull’argomento, ma Steinitz continuò a magnificare la musica di Wagner e in particolare quella del Lohengrin concludendo che la musica di Mozart è… nettamente inferiore!

Chess Monthly

Al Club degli Scacchi di Vienna un giorno giocava contro un banchiere molto facoltoso, a nome Epstein. Sorse tra i due una disputa per una mossa contestata .

Ad un certo punto Epstein esclama: “come osate parlarmi così ? Non sapete chi sono io ? “

Si – rispose prontamente Steinitz – Voi siete il finanziere Epstein, ma qui dentro, Epstein sono io!”

Sulla rivista “The Chess Mothly”, a seguito di una lite verbale tra i due, appare poco tempo dopo un articolo di Johannes Zukertort (prossimo avversario di Stenitz in un match valevole per il primo titolo mondiale proclamato ufficialmente:) che dice:tra l’altro:

“Se un uomo passa 20 anni in un Paese e riesce a litigare con tutti quanti lo avvicinano, ha ragione lui o ha ragione la comunità scacchistica? Vorremmo domandare a Mr. Steinitz le ragioni del suo allontanamento dal Westminser Chess Club, della sua interdizione ad entrare al Simpson’s Divan e perchè non rivolge più parola ai signori Blackburne, Bird, Duffy, Mac Donnell, Potter Haffer e Zukertort…”

Ormai è guerra tra i due.

Steinitz lascia Londra e varca l’oceano per approdare negli Stati Uniti ove fonda la rivista The International Chess Magazine che ben presto diventa la più venduta per l’accuratezza delle analisi e dei commenti scritti dallo stesso direttore.

Parte da Londra una disfida pubblica di Zukertort per un match che consacri ufficialmente per la prima volta negli scacchi un campione del mondo. Le trattative sono lunghe e alla fine le condizioni stabilite dalle parti risultano:

2 ore per 30 mosse, 1 ora per le successive 15

2000 dollari di posta per ciascuno. Il vincitore si prenderà tutto.

Vince chi raggiunge per primo le 10 vittorie.

Il match si giocherà in tre città diverse : New York; St. Louis; New Orléans.

L’attesa tra gli appassionati è enorme .

Le ostilità iniziano a Gennaio del 1886.

Steinitz vince la prima partita: Zukertort le 4 partite seguenti.

Il …circo si trasferisce a St. Louis dove inizia la rimonta di Stenitz che, nella terza frazione del Match, a New Orléans, trionfa con il punteggio di 10 vittorie, 5 sconfitte e 4 patte.

Il mondo ha il primo campione di scacchi ufficialmente riconosciuto da tutti i Clubs scacchistici.

Zukertort è distrutto . Riparte per Londra. La sua salute declina rapidamente. Morirà due anni dopo il match.

Secondo sfidante a recarsi negli Stati Uniti per incontrare Stenitz fu Michail Tchigorine. Giocatore d’attacco, vinceva spesso i premi di bellezza nei tornei a cui partecipava. Preferiva i cavalli agli alfieri e insisteva sulla specificità di ogni singola posizione in partita che, a suo dire, determinava condotte differenti di giuoco mai uguali tra loro. In questo differiva molto da Steinitz…

Mikhail Chigorin

L’incontro termina col punteggio di 10 vittorie a 6 per il campione in carica, cioè Steinitz.

Isidoro GUNSBERG , ungherese, è il successivo sfidante . L’incontro termina con 6 vittorie per Steinitz , 4 per Gunsberg e ben 9 patte.

Isidor Gunsberg

Nel 1890 una originale sfida per telegrafo mette di fronte New York e St. Pietroburgo e cioè Steinitz contro Tchigorine il quale prevale per 1,5 a 0,5.

Subito il mondo scacchistico reclama a gran voce una rivincita per Tchigorine …Steinitz ha già 56 anni… ma accetta.

Il match si gioca all’Avana nel 1892, alla 23a partita Il risultato è di 9 vittorie per Steinitz e 8 per Tchigorine. Quest’ultimo gioca benissimo e acquista un buon vantaggio. Sembra che Steinitz debba abbandonare la partita ma Tchigorine commette un errore clamoroso e abbandona senza attendere la mossa dell’avversario che vince il match portandosi a 10 punti.

IL match, durissimo, ha provato Steinitz e per soprammercato, poco dopo decedono quasi simultaneamente la moglie e una giovane figlia. L’uomo è solo, ha speso gran parte del suo denaro e per vivere deve giocare e guadagnare i premi dei tornei.

Emanuel LaskerAccetta quindi di incontrare il venticinquenne Emanuele LASKER, titolo in palio e perde il match per 10 a 5.

Chiede ed ottiene la rivincita che si gioca questa volta a Mosca nel 1896. Un disastro ! Lasker prevale per 10 a 2.

Steinitz è vittima di una depressione nervosa e rimane ricoverato in una clinica di Mosca per oltre un mese. Compaiono le prime turbe mentali. Si dichiara perseguitato. Pretende di telefonare a Dio !

A più di 60 anni , continua ininterrottamente le sue esibizioni e il gioco in simultanea alla cieca, sempre per soldi.

Partecipa ancora al torneo di Londra e per la prima volta non occupa alcuna piazza d’onore.

A casa farnetica e i vicini affermano che cammina a piedi nudi per un’ora al giorno.

I suoi amici lo aiutano finanziarmente per toglierlo dalla miseria. Fatica inutile. Steinitz si spegne il 12 agosto del 1900.

avatar Scritto da: Antonio Pipitone (Qui gli altri suoi articoli)


4 Commenti a Un ipercaratteriale tra i …caratteriali

  1. avatar
    fds 4 maggio 2014 at 14:37

    Non conoscevo gli aspetti del carattere di Stenitz come descritti. Veramente una persona “difficile” e al contempo straordinaria.

    Grazie del contributo.

    Francesco De Sio




    0
  2. avatar
    Enrico Cecchelli 4 maggio 2014 at 16:10

    Complimenti per il ricordo di uno dei campioni del mondo forse tra i meno amati e ricordati




    0
  3. avatar
    Ricardo Soares 4 maggio 2014 at 19:18

    Delicioso!




    0
  4. avatar
    DURRENMATT 4 maggio 2014 at 19:52

    Sicuramente Steinitz aveva un’aggressività intellettuale spiccata.Fine parla addirittura del “complesso del Messia” per giustificare alcune sue bizzarrie comportamentali. Certamente è stato il vero e unico protagonista del “periodo assile” degli scacchi( Fischer lo venerava). Analizzando, oggi, Steinitz con il filtro della teoria delle “intelligenze multiple”,credo possedesse una grande intelligenza metaforica tipica dei “geni”. Complimenti per la rievocazione storica.




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