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Al Caffè Branca: Mario Boschetti

Scritto da:  | 28 novembre 2015 | 30 Commenti | Categoria: C'era una volta, Circoli, Italiani, Personaggi

Mario Boschetti 08Tra le tante persone da me conosciute al Branca, Mario Boschetti occupa un posto speciale. Anche se giocatore di buon livello (candidato, nella sua lunga carriera scacchistica ha avuto occasione di incontrarsi con tutti i maestri romani, dagli anni ’50 agli anni ’90, con risultati più che dignitosi) non è questa la caratteristica che lo ha reso così importante per lo scacchismo romano; quello che ha sempre distinto Mario è la sua straordinaria personalità: artistica, colta, ma soprattutto arguta, vivace, divertente.

Mario Boschetti 06Parlare di Mario Boschetti è perciò, allo stesso tempo, facile e difficile: per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo è ovvio che quanto dico di lui non è adulazione; sarà invece difficile descriverlo, rendendo a pieno la ricchezza della sua personalità, a chi non lo ha conosciuto (i giovani, certo, ma ben pochi degli scacchisti romani più in là con gli anni).
Quando l’ho conosciuto al Branca, mi accorsi subito che era uno dei pilastri del circolo; aperto, simpatico, una continua miniera di aneddoti e notizie curiose su tutti gli scacchisti di fama, nazionale e internazionale: forse perché la conoscenza di parecchie lingue gli permetteva di leggere molte riviste specializzate dell’epoca. Giocava spesso lampo e le sue “partite commentate” non mancavano mai di richiamare l’attenzione degli spettatori: per il suo stile fantasioso, ma soprattutto per la sua capacità di inventare a getto continuo battute umoristiche e scherzose, capaci di “dipingere” in poche parole (non per niente, come dirò in seguito, il nostro è anche ottimo pittore) le situazioni di gioco e l’avversario. L’“arrocco maltusiano” (l’arrocco corto fatto portando direttamente la torre sulla colonna e, trucco che certi lampisti scorretti a volte utilizzavano), i “pedoni a rotelle” (i suoi pedoni passati diretti a promozione), le citazioni strampalate da “la famosa partita Attackisky- Defendaroff”, l’avversario definito scherzosamente “ragano umano”, sono soltanto alcune delle innumerevoli espressioni che Boschetti sfornava; e se l’avversario, dopo uno sbaglio, si dava dello ”str…upido”, lui sogghignava e diceva “Suvvia… non ti adulare troppo!!”.
Più volte ho notato che nei circoli romani, a distanza di decenni, continuano ad essere utilizzate ancora, da giocatori ignari delle origini, alcune espressioni da lui coniate, tramandate evidentemente da chi lo ha conosciuto.
Ma non vorrei che quanto dico desse un’impronta, forse divertente, ma riduttiva e macchiettistica di Mario Boschetti: la sua cultura, preparazione, serietà di fondo, sono ampiamente dimostrate dall’ottimo livello che ha raggiunto in ogni attività a cui si sia dedicato.
Dal punto di vista scacchistico è stato (uso il passato perché, ormai prossimo ai 90, da parecchi anni ha lasciato l’agonismo dedicandosi alla pittura) giocatore di tutto rispetto, guadagnandosi sul campo stima e considerazione da parte di maestri e giocatori di più generazioni. Lo vediamo qui di seguito impegnato contro Calapso e Nestler, a Lerici nel 1960,

Mario Boschetti 02

Mario Boschetti 03al campionato italiano a squadre 1962 ( nella foto si riconoscono anche altri soci del Branca: Fargnoli, 1° a sinistra, Liberati, 2° da destra, a fianco di un giovanissimo Tatai)

Mario Boschetti 01

qui contro il forte maestro francese Berlacki, per molti anni residente a Roma,

Mario Boschetti 07

al torneo internazionale open di Roma 1972, contro l’amico americano Paul Glidewell

Mario Boschetti 04

con a fianco il giovane Sergio Mariotti, da poco giunto a Roma

Mario Boschetti 05

Finita l’epoca del Branca, Boschetti è stato frequentatore ed animatore del Circolo Cyrano di piazza Lecce (tutti i soci di quel circolo ricorderanno senz’altro gli epici scontri e match lampo coll’amico/avversario preferito Chiogna, anch’egli di tutto rispetto, sia scacchisticamente che come inventiva nelle battute).
Nel corso degli anni, Boschetti si è dedicato spesso e con notevole successo all’insegnamento degli scacchi, grazie alle innate capacità didattiche ed alla lunga esperienza; il tutto arricchito, come già detto, dalla sua capacità inesauribile di raccontare pertinenti aneddoti scacchistici, che incantano sempre l’uditorio.
Alcuni anni fa l’amico del Branca Manlio Simonini, noto arbitro ed istruttore, ricevette da Boschetti una imponente mole di appunti, che quest’ultimo aveva utilizzato nei suoi corsi per decine di anni. Grazie al paziente lavoro di riordino di Manlio, che ne ha curato anche il formato multimediale, ne è uscito un monumentale volume (di cui riporto la premessa dell’autore), ricco di notazioni storiche, spunti strategico-tattici, analisi di aperture e di posizioni, partite esemplari, che, sia pure datato, rimane un valido strumento anche per giocatori di buon livello.

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APPUNTI DI SCACCHI
di
Mario Boschetti

Premessa

Quante persone incontriamo in una vita, alcune le sfioriamo soltanto e non giungono a incidersi nella memoria.
Altre invece entrano nella nostra consuetudine, diventano parte della nostra stessa esistenza, e il loro volto, a tratti, riaffiora nel ricordo. Così scriveva il saggista e filosofo Abbagnano in un suo libro.
Dopo anni di vita scacchistica, ricordi di Circoli, Tornei, giocatori e personaggi vari sfilano come una galleria nella rievocazione del passato.
La scomparsa di mitici personaggi del mondo scacchistico ha indubbiamente lasciato un vuoto rilevante, però mitigato dai loro libri, studi, partite, oggi patrimonio culturale e tecnico di ogni scacchista.
Questi appunti raccolti, annotati, stralciati (molti da riviste straniere) alcuni con la preziosa collaborazione di Maestri come Tatai, Mariotti, Zichichi, rispecchiano certamente strategie, idee e combinazioni di grandi giocatori che hanno reso affascinante e meraviglioso questo nostro gioco.
Certo talune analisi e partite … a causa dell’età e della teoria sempre avanzante … risulteranno sorpassate e forse anche non più giocabili, ma – come diceva il mio caro amico Maestro Internazionale Alberto Giustolisi – è meglio conoscere bene una variante cattiva, che male una buona!
Il riordino e la raccolta di tutto è opera dell’amico Manlio, che con il sottoscritto (principale imputato) spera aver operato qualcosa di utile per lo scacchista medio e, perché no, per quello esperto.
Auguri a tutti voi
Mario Boschetti

Mario Boschetti 13Dopo aver parlato di Mario Boschetti scacchista, docente, autore, non posso tralasciare di accennare ad uno degli aspetti più interessanti della sua personalità: quello artistico.
Disegno e pittura sono state attività che Mario Boschetti ha coltivato lungo tutta la sua vita, riuscendo anche in questi campi a raggiungere un ottimo livello.

Mario Boschetti 12Mario Boschetti 11
Amico e collaboratore di Franz Borghese e Daniela Romano (notissimi pittori e appassionati scacchisti romani), ha sempre dimostrato propensione verso uno stile preciso e geometrico, insieme ad un eccellente gusto del colore. Ma visto che non sono certo un esperto di pittura, lascio spazio ad alcune foto di sue opere.

Mario Boschetti 09Mario Boschetti 10Concludo questo mio doveroso omaggio ad una persona amica, che molto ha dato allo scacchismo romano, con un sentito augurio di tanti altri sereni giorni, anche da parte di tutti gli amici del Branca che lo ricordano sempre con affetto.
Ciao, Mario!Mario Boschetti 14

avatar Scritto da: Fabrizio (Qui gli altri suoi articoli)


30 Commenti a Al Caffè Branca: Mario Boschetti

  1. avatar
    Martin 28 novembre 2015 at 09:17

    E con questo preziosissimo articolo dell’amico Fabrizio festeggiamo proprio oggi la sesta candelina di SoloScacchi che entra così nel suo settimo anno di vita 😉




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    • avatar
      fabrizio 28 novembre 2015 at 19:26

      Auguri di lunga vita al blog!! 😀 😀




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    Fabio Lotti 28 novembre 2015 at 09:30

    Un grazie a Fabrizio per i suoi ricordi e Auguri!




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      danilo 28 novembre 2015 at 14:20

      Ciao Fabio perdona l’intrusione,
      vorrei chiederti se hai o prevedi altre pubblicazioni della collana i Re degli scacchi.
      Vorrei farne un comodo libro elettronico da leggere in treno,
      ovviamente previo tuo consenso, lo metterei disponibile per gli amici di soloscacchi.

      vedo che manca kasparov come mai?
      ecco la lista dei tuoi articoli
      i Re degli scacchi: Frank J. Marshall
      i Re degli scacchi: Max Euwe
      i Re degli scacchi: Samuel Reshevsky
      i Re degli scacchi: Mikhail Moiseyevich Botvinnik
      i Re degli scacchi: Victor Korchnoj
      i Re degli scacchi: Boris Spassky
      i Re degli scacchi: Anatolij Karpov
      i Re degli scacchi: José Raúl Capablanca
      i Re degli scacchi: Mikhail Tal
      i Re degli scacchi: Emanuel Lasker
      i Re degli scacchi: Wilhelm Steinitz
      i Re degli scacchi: Aleksandr Aleksandrovic Alekhine
      i Re degli scacchi: Akiba Rubinstein
      i Re degli scacchi: Siegbert Tarrasch
      i Re degli scacchi: Mikhail Chigorin
      i Re degli scacchi: Aaron Nimzowitsch
      i Re degli scacchi: Tigran Vartanovic Petrossiàn
      i Re degli scacchi: Richard Réti
      i Re degli scacchi: Robert James Fischer




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        Mongo 28 novembre 2015 at 17:28

        Oltre a Kasparov, mancano anche Bronstejn e Winwar!! 😉
        Dai Fabio, abbandona i gialli e datti da fare con ‘I Re degli scacchi’!! 😎




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          paolo bagnoli 28 novembre 2015 at 21:04

          Caro Fabio, perchè non Morphy, o Anderssen, o Paulsen (quello buono), o il formidabile Kolisch. Troppo antichi? Insomma, dacci dentro.




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        paolo bagnoli 29 novembre 2015 at 20:56

        E Smyslov?




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          Danilo 29 novembre 2015 at 21:15

          Porca zozza, mi era sfuggito, mo’ chi glielo dice a Fabione…




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    Fabio Lotti 28 novembre 2015 at 21:06

    Grazie, Mongo per la fiducia ma mi sa che sugli scacchi ho già dato. Ora posso buttare giù solo dei pezzi leggeretti. Per quelli tosti ci sono altre penne ben preparate.




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      danilo 28 novembre 2015 at 22:11

      è un peccato, manca SOLO kasparov per avere almeno la rosa dei campioni del mondo,
      Paolo, non possiamo lasciare un’opera incompiuta cosi, te ne saremo grati in tanti. 😕




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        fabrizio 29 novembre 2015 at 10:34

        Condivido. Dai Fabio, un piccolo/grande sforzo! 🙂




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    Tamerlano 28 novembre 2015 at 23:12

    Quasi sicuramente Boschetti non lo ricorda ma ci giocai una partita in un torneo semilampo e in qualche occasione, al D.L.F. di Via Stilicone in Roma, anche di ascoltarlo raccontare cose interessanti. Un altro eccellente scritto sulla Roma scacchistica dantan: bravo Fabrizio!




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    Uno a cui Piace ogni tanto giocare 28 novembre 2015 at 23:37

    Soloscacchi, un bimbo di ottime speranze!
    Auguri e grazie




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    paolo bagnoli 29 novembre 2015 at 12:03

    L’invito di ieri di Danilo mi lusinga, ma, a parte il fatto che di Kasparov si sa tutto, non me la sento di rubare il mestiere a Fabio, anche perchè probabilmente farei una pessima figura!
    P.S. Non c’entra niente, ma zappingando su vari canali sono capitato su uno di quei film di “spionaggio” che proliferavano negli Anni Sessanta e Settanta sulla scia dei successi di Bond, James Bond. In tale pellicola di quart’ordine il cattivo di turno gioca a scacchi bendato (alla cieca…;) e, ad un certo punto, ordina “Alfiere in A Dodici”. Forse credeva di giocare a battaglia navale…




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    danilo 29 novembre 2015 at 13:17

    scusate, lo so, forse sbaglio, ma non condivido un’opera iniziata da un autore e finita da un altro, nonostante la riconosciuta autorevolezza. è valido per i libri, per la musica. il requiem di mozart completato dai suoi allievi, per quanto abbiano imitato lo stile non sarà mai come se l’avesse scritto la testa dell’autore. Finisce lì. Lo so che di kasparov si sa tutto, ma mi sembrava il completamento di una raccolta come Cristo comanda. i 13 campioni del mondo del secolo, piu’ gli innesti degli altri nomi. amen.




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    Fabio Lotti 29 novembre 2015 at 15:22

    Ci penserò, accidenti a voi! Ma sarà la prima volta che non manterrò l’impegno.




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    Fabio Lotti 29 novembre 2015 at 17:43

    Un accidenti come tra vecchi amici, eh!




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    Enrico Cecchelli 29 novembre 2015 at 21:07

    Per quel che può’ valere unisco anche il mio incitamento… Dai Fabio!




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      rossi roberto 17 dicembre 2015 at 19:35

      Caro Fabrizio, mi chiamo Roberto Rossi e, avendo frequentato sia il Branca che il Cyrano, abbiamo conosciuto gli stessi personaggi che hanno animato i due storici circoli. In particolare, ricordo sia Boschetti che i due Chiogna (padre e figlio). Ricordo soprattutto il padre recentemente scomparso (di professione dentista, si occupava anche, a richiesta, di verificare le dentature degli avversari) e soprattutto la storica, mitica “Chiogna”, che altro non era che “G6” (uno strano connubio fra Pirc e difesa moderna), risposta che egli adottava praticamente sempre, anche nei confronti di quell’altro fantastico personaggio che era poi “Vujovic” (anch’egli ora incrocia gli alfieri sulle nuvole). Indimenticabi sono rimaste le sue innumerevoli lampo, spesso con disatrosi esiti, giocate con quest’ultimo 5 a 1 e con relative puntate in moneta, stessa proporzione. Grazie, Fabrizio per questo tuffo nel passato e, a proposito, anche io dico ancora all’avversario che sbaglia imprecando contro se stesso: “….non ti adulare”. Concludendo, dove possiamo acquistare il libro di Boschetti? Grazie a te ed a coloro che vorranno aggiungere ricordo a ricordo, a maggiore goria di Caissa. Roberto Rossi




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        fabrizio 17 dicembre 2015 at 21:16

        Ciao Roberto; se hai frequentato il Branca e il Cyrano mi devi scusare perché io, almeno per il nome, non ti ho presente. In quale periodo hai frequentato il Branca? Ci siamo conosciuti? (Nonostante mi illuda di avere ancora una buona memoria, non vorrei che cominciasse ad avere qualche crepa).
        Ma torniamo ai bei personaggi dello scacchismo romano di qualche anno fa: certo anche Chiogna meriterebbe di essere ricordato meglio; perché non scrivi qualcosa tu su di lui e magari su qualche altro personaggio del Cyrano? (Io ho già preparato qualcosa ancora sul Branca).
        Per quanto riguarda il libro di Boschetti, non credo che sia in commercio; io ne ho ricevuta una copia (CD) regalatami da Manlio Simonini, che ne ha curato la preparazione sulla base dei preziosi appunti di Boschetti. Mi informerò e se, come penso, non ci sono in ballo diritti di autore, te ne potrei inviare via email una copia. Ti farò sapere qualcosa a breve.




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          rossi roberto 18 dicembre 2015 at 14:55

          Ciao Fabrizio, mutatis mutandis, avendo conosciuto Gargiulo a te palesemente noto, dovremmo esserci incontrati soprattutto se tu sei il Fabrizio Antonelli che frequentava il Cyrano. In tal caso, io ero quello amico di Pagliaroli Paolo, Domenico Mslan, Pirrone Massimo, De Vita ecc. (feci il capitano della squadra che per il Cyrano nel 1974 arrivò al secondo posto nel campionato italiano a squadre serie c a Tivoli). Se, come prospettato, potrai inviarmi via e-mail una copia degli appunti di Boschetti mi farai veramente felice (non di solo pane…..). Per il resto speriamo di sentirci ancora presto. Roberto Rossi.




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            fabrizio 18 dicembre 2015 at 20:53

            Il Cyrano l’ho frequentato per un paio di anni dopo la chiusura del Branca, anche se non assiduamente; purtroppo, anche con le indicazioni che mi hai dato (ricordo abbastanza bene Pagliaroli e De Vita, non gli altri) non riesco a inquadrarti. Ma non c’è problema, troveremo il modo di conoscerci in qualche modo. Ciao, spero di farti sapere del libro al più presto.




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              fabrizio 21 dicembre 2015 at 13:13

              per Roberto Rossi: se mi fai avere il tuo indirizzo email (tramite la redazione del blog), ti invio il libro di Boschetti. Ciao e auguri.




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    Paolo Andreozzi 13 aprile 2016 at 22:39

    Credo sia calzante aggiungere qui l’annuncio di un torneo semilampo organizzato dalla Scuola Popolare di Scacchi il giorno 25 aprile, proprio per festeggiare/omaggiare Mario Boschetti, il quale ricambierà offrendo al primo classificato un suo dipinto!

    Spero che gli scacchisti romani, gli amici che lo hanno frequentato, ma anche e sopratutto i più giovani che avranno la curiosità di fare la sua conoscenza, accorreranno numerosi!
    il bando con le informazioni sul gruppo FB della Scuola Popolare di Scacchi.




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      fabrizio 14 aprile 2016 at 09:14

      Grazie a Paolo Andreozzi. Aggiungo, per gli scacchisti romani, che i tornei (uno per ragazzi al mattino e l’altro in onore di Mario Boschetti nel pomeriggio, con inizio alle ore 15.00) si terranno a Villa Gordiani (via Mariano Romiti, 30). A tutti gli amici di Mario un caloroso invito a partecipare.




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        rossi roberto 15 aprile 2016 at 10:49

        Sono Rossi Roberto ed oggi avuto l’onore di iscrivermi per primo, io ex Branca e Cyrano, tramite “Vesus”,al Torneo in onore di Mario Boschetti. Ringrazio Andreozzi per aver chiarito su questo sito che il nostro Mario in questo momento non sta giocando a scacchi con gli angeli. Avendo, infatti, visto prima su “vesus” il torneo in questione e sapendo che Mario ornai qualche anno ce l’ha, ho pensato che egli ci avesse lasciato e questo fosse un torneo alla memoria, come usiamo noi scacchisti. Scampato pericolo! Spero tanto in una calorosa partecipazione al torneo in questione!!!
        Ti ringrazio ancora, Fabrizio, per i preziosi appunti di Mario ricevuti in dono. Roberto Rossi




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          fabrizio 15 aprile 2016 at 14:37

          Grazie a te, Roberto. Spero di riuscire a venire anch’io lunedì e di fare così la tua conoscenza (o ri-conoscenza?).




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            rossi roberto 26 aprile 2016 at 13:40

            Caro Fabrizio,
            ho avuto ieri l’onore di partecipare al Torneo amichevole in onore di Mario Boschetti ed ho avuto il piacere di essere immediatamente riconosciuto dal medesimo e di giocare un turno con lui; ebbene Mario è una persona che la morte coglierà, secondo la speranza popolare, indubbiamente “vivo”: prima di ricevere dal medesimo un’improvviso matto, pur essendo in posizione superiore in vantaggio di un pedone, mi sono intrattenuto in amichevole colloquio di qualche minuto, nel quale sono stati rievocati alcuni mitici personaggi del Cyrano, dal Chiogna a Sandro Meo. Mi ha colpito la straordinaria lucidità di pensiero di questo incredibile pittore, letterato perdutamente innamorato dei libri, soprattutto classici, e della cultura, nonché esimio scacchista (lo ha dimostrato giocando brillantemente dopo 10 anni a quasi 90 anni). Deve essere, dunque, vero che gli scacchi non solo allontanano l’Alzaimer ma mantengono sempre giovani. mi sono fatto firmare con dedica i suoi appunti scacchistici generosamente messi a disposizione. P.s. : a proposito della teoria dell’antiquadrato, se non l’hai ancora reperita te ne posso inviare e-mail una copia.




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            rossi roberto 26 aprile 2016 at 13:48

            Caro Fabrizio, ieri ho partecipato al torneo in onore di Boschetti ed ho avuto il piacere di essere immediatamente riconosciuto dopo 40 anni da questo incredibile pittore, letterato nonché esimio scacchista (l’ha dimostrato battendomi brillantemente con un improvviso matto benché fossi in vantaggio posizionale e di un pedone). Mi ha colpito la sua straordinaria lucidità che mi fa ben sperare per noi giocatori di scacchi: il nostro gioco se praticato fino alla fine sembra che non solo allontani l’alzhaimer ma mantenga sempre giovane la mente. Ho avuto il piacere di farmi firmare con dedica i suoi Appunti Scacchistici generosamente messi a disposizione e di passare il pomeriggio in compagnia di vecchi ritrovati amici: peccato non esserci incontrati. Per concludere, se ancora non l’hai ancora reperita, posso inviarti via e-mail le Teoria dell’Antiquadrato di Sandro Meo. A risentirci Roberto Rossi




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              fabrizio 26 aprile 2016 at 14:38

              Caro Roberto, io purtroppo non ho potuto partecipare al torneo causa contrattempi. Spero di poterti incontrare in qualche prossima occasione. Mi fa piacere che Mario Boschetti, che ho incontrato un paio di mesi fa a casa sua, sia sempre in gamba e spiritoso come suo solito. Spero che per lui sia stata una giornata di festa e di bei ricordi, belli come quelli che lui ha lasciato in tutte le persone che lo hanno conosciuto. Ciao e, speriamo, a presto. Fabrizio
              PS: l’articolo sull’antiquadrato di Meo l’ho ritrovato, ma ad una prima rapida lettura non l’ho trovato chiarissimo; dovrò rileggerlo con maggiore attenzione.




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