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Lo strano caso di Aberteifi Cadwallader

Scritto da:  | 25 Luglio 2016 | 3 Commenti | Categoria: Cultura e dintorni, Racconti
Lo strano caso 1
In questi giorni, in cui si discute sul come evitare casi di cheating scacchistico, non posso evitare di citare ciò che accadde parecchi anni fa, fatti di cui sono testimone e la cui documentazione dovrebbe essere rimasta sepolta per tutto questo tempo sotto le molte pratiche in essere presso la Segreteria Generale della FIDE.
Quando Aberteifi Cadwallader si presentò, in una nebbiosa sera di marzo, presso il nostro Circolo, nessuno di noi soci avrebbe potuto sospettare le conseguenze della sua iscrizione.
Sulla trentina, decorosamente abbigliato, facilmente identificabile come di origine gallese non solo per il nome ma anche per una folta chioma di capelli color ruggine, scambiò qualche parola con il nostro segretario e versò la quota di frequenza annua al Circolo, all’epoca ospitato al primo piano del Tre Corone nelle serate di martedì e venerdì.
Fui il primo a saggiare le capacità scacchistiche del nuovo socio, e devo ammettere che, nel corso della nostra partita amichevole, vidi che egli avrebbe potuto facilmente scalare la classifica sociale e, nonostante egli si fosse iscritto qualificandosi come “inclassificato”, aveva senza dubbio le capacità di un Maestro.
I soci che seguirono il nostro breve confronto rimasero ammirati dalle sottigliezze tattiche del nuovo socio, anche se il dottor Mortimer avanzò qualche riserva bofonchiando: “Voglio vederlo in torneo”.
Da anni il nostro Consiglio Direttivo, del quale facevo parte, stava tentando di far entrare la nostra squadra nella massima serie britannica; sulla prima scacchiera avevamo un noto ma ormai anziano Maestro e le altre tre scacchiere erano occupate da soci che, pur capaci ed esperti, spesso non riuscivano a reggere il confronto con avversari più navigati. Sfioravamo la promozione ogni anno, ma ora ci stava apparendo la possibilità, grazie al nuovo arrivato, di poter raggiungere tale traguardo schierandolo in seconda scacchiera.
La forza di gioco di Cadwallader poteva essere verificata immediatamente, visto che stava per iniziare l’Open sociale, ed il dottor Mortimer fu il suo primo avversario come risultò dal sorteggio.
Nella serata dedicata al primo turno di gioco il nostro presidente, giudice di gara e da tempo assente dall’agonismo, avviò gli orologi, ed è inutile dire che l’attenzione degli astanti, giocatori e non, era calamitata dalla quarta scacchiera, dove Mortimer (Bianco) era opposto a Cadwallader il quale, col Nero, replicò all’apertura di Re con una Siciliana.
Lo strano caso 7E’ inutile, ai fini della nostra ricerca, elencare le mosse di apertura di quella partita. L’elemento scatenante della successive polemiche fu la constatazione del fatto che tutti gli astanti, Mortimer compreso, vennero colpiti sgradevolmente dal fetore che venne a svilupparsi, nel giro di pochi minuti, nei pressi della scacchiera sulla quale un Mortimer in crescenti difficoltà era opposto ad un Cadwallader incalzante ed aggressivo. Quando il Bianco fu costretto ad abbandonare l’aria attorno alla scacchiera in questione era ormai irrespirabile, ma nessuno avanzò dubbi sulla legittimità della vittoria del conduttore dei Neri.
Al secondo turno Cadwallader si trovò ad affrontare l’anziano Maestro che da anni costituiva il vanto del nostro Circolo. Col Bianco, il nuovo socio aprì col Pedone di Donna e tutto si sviluppò secondo linee ben collaudate fino a quando, verso la dodicesima mossa, attorno al tavolo iniziò ad aleggiare un intollerabile fetore che indusse alcuni spettatori ad abbandonare la zona e l’anziano Maestro ad agitarsi sulla sedia fino a dover firmare un forse precoce ma inevitabile abbandono.
Al termine della serata, quando ormai i tavoli erano deserti, i componenti del Consiglio Direttivo vennero riuniti, in seduta straordinaria, da una perentoria convocazione del Presidente, il quale mise immediatamente in discussione la faccenda riguardante il misterioso quanto intollerabile fetore proveniente dalla scacchiera sulla quale giocava il nuovo socio.
L’abilità di quest’ultimo non veniva messa in discussione, tuttavia l’elemento “fetore” andava preso in considerazione. Poteva esso essere considerato un elemento di disturbo tale da alterare i risultati? E – cosa ancor più grave – poteva essere considerato come generato VOLONTARIAMENTE da Cadwallader e, conseguentemente, giudicato fattore di cheating?
I componenti il Consiglio si divisero immediatamente in due partiti, che potremmo definire come “innocentisti” e “colpevolisti”, i primi a sostenere la totale estraneità di Cadwallader dagli sgradevoli eventi ed i secondi ad avanzare dubbi di dolo da parte del gallese. Venne proposta una perquisizione di Cadwallader, alla ricerca di fialette contenenti liquido puzzolente,  ma l’ipotesi fu scartata, sia per ovvi motivi di convenienza che per il desiderio di assicurare alla squadra del Circolo un componente di indubbie capacità.
Lo strano caso 5Si convenne, al termine di una discussione che si protrasse ben oltre le due del mattino, che una “delegazione” composta da tre soci anziani e capeggiata dallo scrivente, interrogasse Cadwallader sulle cause dello sgradevole fenomeno, il tutto PRIMA dell’inizio del terzo turno di gioco. Non vi nascondo il mio imbarazzo nell’accettare l’incarico, ma tale imbarazzo cessò di colpo quando, dopo un mio invito a Cadwallader ad appartarci qualche minuto, lui replicò: “Ah, ho capito”.
Il problema aveva origine, come seppi dalle parole dello stesso Cadwallader, da una rara forma di meteorismo accoppiata ad una altrettanto rara forma di sovraproduzione di gas intestinali, il tutto scatenato da una inevitabile tensione nervosa derivante dall’impegno sulla scacchiera. Il prodotto sonoro di tale fenomeno veniva tenuto sotto controllo mediante la somministrazione di alcuni medicinali, anche se a volte Cadwallader veniva sorpreso da un improvviso “scoppio” che poteva assumere forme diverse, dal tuono al sibilo, attraversando una quasi infinita gamma di frequenze e di intensità.
Ero perplesso. Poteva tale patologia essere considerata come una VOLONTARIA forma di disturbo dell’avversario? Propendevo per il no, ma restava il fatto che l’avversario non poteva evitare di essere influenzato dagli effluvi di origine gastrica di Cadwallader. Lasciai la cosa in sospeso ed il terzo turno ebbe inizio regolarmente, ma fu anche l’occasione per sperimentare, da parte di tutti i presenti, le conseguenze del SECONDO fenomeno – che potremmo definire “esplosione” – citato da Cadwallader meno di un’ora prima.
Quando il gioco era ormai iniziato da circa mezz’ora il silenzio venne rotto da una specie di rombo lontano che cessò dopo qualche secondo. Girandomi verso Cadwallader notai che era impallidito, e pochi secondi dopo il suono riprese con una diversa frequenza, un sibilo che aumentò di intensità che giudicai non inferiore ad un centinaio di decibel, come valutati normalmente attraverso un fonometro o equivalente strumento.
L’avversario di Cadwallader scattò in piedi digrignando un “questo è troppo” e lasciando la sala mentre su tutte le scacchiere il gioco si interrompeva. Cadwallader era impietrito e fissava il vuoto ed in cima alle scale comparve, perplesso, il gestore del Tre Corone chiedendo: “Cos’era questo rumore?” , domanda che rimase senza risposta mentre il presidente decise di prendere in mano la situazione, convocando all’istante il Consiglio Direttivo.
Lo strano caso 4Seguirò, ora, la traccia dei verbali di quella burrascosa riunione.
Presidente: “Signor Cadwallader, alla luce dei recenti… ehm… avvenimenti, la invito a dimettersi da socio del Circolo. Ha qualcosa da dire?”
Molte teste annuirono mentre Cadwallader si alzava e, nello spazio di pochi minuti, ragguagliava i presenti sui suoi annosi e fastidiosi problemi intestinali. Al termine della sua appassionata esposizione seguirono alcuni secondi di silenzio, mentre si alzava in tutti i suoi sei piedi e cinque pollici il giudice Holmes.
Giudice Holmes: “Signori, ci troviamo in presenza di un caso estremamente delicato e di difficile interpretazione. Tutto sarebbe chiaro se nel comportamento del nostro nuovo socio apparisse qualche traccia di dolo, ma a quanto pare siamo in presenza di una patologia assai rara ed incontrollabile. Signor Presidente, lei chiederebbe l’espulsione di un socio che, affetto da psoriasi, si grattasse in continuazione durante il gioco? O ancora, se un socio si alzasse troppo frequentemente a causa di disturbi alla vescica? Sarebbero entrambe situazioni di disturbo INDIPENDENTI dalla volontà della persona in questione, con assoluta assenza di dolo. Invito quindi tutti noi a riflettere, escludendo decisamente dall’intera faccenda elementi di cheating”
Parecchi dei presenti si agitarono sulle rispettive sedie, mentre si diffondeva nell’ambiente il ben noto fetore dovuto, in questo caso, alla salita sul banco degli imputati dell’afflitto Cadwallader. Le parole del giudice Holmes avevano colpito l’assemblea ed un paio di soci si alzarono mormorando parole di scusa ed imboccando le scale mentre il segretario spalancava le finestre.
Non si addivenne ad alcuna decisione, ma il triste risultato finale fu la scomparsa di Cadwallader dai successivi turni di gioco. Il Consiglio Direttivo inviò un dettagliato resoconto alla Segreteria Generale della FIDE richiedendo lumi sulla faccenda, ma a tutt’oggi non c’è stata risposta.
Spero che, leggendo la presente, qualche alto funzionario della Federazione si interessi a quello che, ancora aperto ad ogni conclusione, potrebbe essere definito come “l’affare Cadwallader”, che verte su di una sola semplice domanda: il peto, sia silenzioso che sonoro, può essere considerato cheating o comunque elemento di disturbo tale da giustificare l’espulsione di chi lo ha prodotto?
Lo strano caso 2
avatar Scritto da: Paolo Bagnoli (Qui gli altri suoi articoli)


3 Commenti a Lo strano caso di Aberteifi Cadwallader

  1. avatar
    fabrizio 25 Luglio 2016 at 21:33

    😆 😆 Articolo surreale, scherzoso e divertente, ma la domanda finale ha la sua validità: qualche arbitro ha una risposta?

  2. avatar
    DURRENMATT 26 Luglio 2016 at 16:54

    …lo strano caso di Aberteifi Cadwallader fa il paio con “Scacchi e petofilia”…SUBLIME!! 😀

  3. avatar
    Mongo 1 Agosto 2016 at 17:22

    Divertente, grazie Paolo. 😉

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