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The Duel

Scritto da:  | 1 dicembre 2016 | 225 Commenti | Categoria: Attualità, Campionati, Internazionale

duello-04Inizierà dopodomani a New York l’atteso match per il titolo mondiale tra il detentore Magnus Carlsen e lo sfidante Sergey Karjakin. Tutti gli appassionati di scacchi sperano di assistere a partite emozionanti e tecnicamente di alto livello tra i due ventiseienni, pressoché coetanei, ma raramente l’esito dell’incontro è apparso, almeno in epoche recenti, così scontato come in questo caso.
Infatti Carlsen, dall’alto dei suoi 2853 punti Elo che lo pongono al primo posto della classifica mondiale, appare nettamente favorito su Karjakin, al nono posto con 2772.
Gli esperti di scommesse, a quanto ho letto, stimano le probabilità di vittoria del campione intorno all’80% e sembra temerario avere opinioni diverse; in effetti Carlsen è da diversi anni dominatore quasi incontrastato dei grandi tornei (forse solo Caruana è apparso in qualche momento in grado di contrapporsi a lui: vedi la Sinquefield Cup del 2014), mentre lo sfidante è certamente giocatore di ottima levatura, ma sembra aver raggiunto il livello massimo delle sue potenzialità.
Risultato a senso unico quindi?
Forse sì, ma non bisogna dimenticare che qualsiasi gara, e gli scacchi non fanno eccezione, contiene sempre qualche elemento aleatorio o inponderabile: stato di salute, condizioni psicologiche influenzabili da eventi esterni occasionali, scelta appropriata del repertorio di apertura, ecc ecc..; sintetizzando in una parola: la “fortuna” può giocare un ruolo talvolta non trascurabile.
Nonostante tutto il peso che si voglia dare all’elemento “fortuna”, resta però indubbio che il pronostico razionale dello scontro non può che essere a favore di Carlsen.

duello-03

Dopo la disamina obiettiva, vorrei però farne una mia, del tutto personale e soggettiva: confesso che, nonostante riconosca l’enorme qualità tecnica del gioco di Carlsen, che lo rende sicuramente uno dei più degni campioni mondiali della nostra epoca, non posso certamente considerarmi un suo fan.
Il suo stile di gioco, quasi sempre basato sulla precisione e su un istinto posizionale di assoluta profondità, non è del tipo che genera gli entusiasmi di coloro che gradiscono una lotta accesa e senza compromessi. Io non mi annovero tra questi ultimi, anzi ho sempre ammirato molto i Petrosian, gli Smyslov, i Karpov, ma c’è qualcosa nell’approccio di Carlsen che mi lascia freddino.
Ma forse il motivo principale della mia freddezza non è legato a questioni di stile di gioco, ma al personaggio Carlsen: per quel poco che so di lui, non mi ispira molta simpatia; forse sarà il suo atteggiamento che mi sembra un pochino arrogante, forse qualche intervista letta che non lo dipinge come un modello di disponibilità e cortesia, forse i suoi atteggiamenti da grande star e da fotomodello.
La conclusione, pertanto, è che io tiferò per quello che appare (e probabilmente è) il più debole: Karjakin.
Voi che ne pensate? E quale risultato vi sembra il più utile al movimento scacchistico mondiale?

Qui il sito ufficiale

SeparatoreDi seguito le partite finora disputate coi commenti di Mark Crowther pubblicati su The Week in Chess

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duello-11il formulario di Karjakin della terza partita













avatar Scritto da: Fabrizio (Qui gli altri suoi articoli)


225 Commenti a The Duel

  1. avatar
    Luigi O. 8 novembre 2016 at 21:59

    Io credo che sarà una sfida molto equilibrata, che Karjakin avrà le sue chances e se Magnus la spunterà sarà solo di misura.




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    Mongo 8 novembre 2016 at 22:18

    Quest’incontro mi ricorda molto una sfida per il titolo mondiali dei pesi massimi, quella tra Muhammad Ali – Leon Spinks. Il grande favorito, Ali, perse (biscotto?), per poi vincere la rivincita entrando definitivamente nella Storia del pugilato come il primo peso massimo ad essere riuscito a conquistare per ben 3 volte il massimo titolo. 😎




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    paolo bagnoli 9 novembre 2016 at 17:20

    Carlsen ricorda, per la lucidità del suo gioco e la “quasi infallibilità”, il Capablanca degli anni migliori, una specie di macchina implacabile pronta a sfruttare il pur minimo errore dell’avversario. Karjakin, tuttavia, non ricorda Alekhine ……




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      fabrizio 10 novembre 2016 at 00:02

      Sono d’accordo, solo credo che il “personaggio” Capablanca fosse più affascinante del personaggio Carlsen (ma forse sono prevenuto! Confronti del genere non sono facili: stiamo parlando di epoche e situazioni ben diverse).




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    The dark side of the moon 9 novembre 2016 at 21:28

    Sono due giocatori posizionali, giocheranno partite di precisione assoluta e anche se alla fine prevarrà Carlsen dovrà sudarsela parecchio.
    Personalmente tifo sempre per il più debole però stavolta non tengo per nessuno dei due.
    Mi piacerebbe invece ammirare delle belle partite.




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      paolo bagnoli 9 novembre 2016 at 21:48

      Temo che le “belle partite” dovrai trovartele da un’altra parte…..




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    Ramon 10 novembre 2016 at 07:17

    Mi pare che mai come questa volta le attese e l’entusiasmo per il match siano fiacche e fievoli: perfini gli scontri tra Karpov e Short del 1993 o quello tra Kramnik e Leko del 2004 suscitarono più interesse e curiosità, almeno alla vigilia… mah, vedremo… Intanto la prima partita è prevista stasera alle 20, ora italiana, con diretta sul sito della Agon.




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      The dark side of the moon 10 novembre 2016 at 09:44

      Domani iniziano le partite, stasera forse ci sarà la cerimonia di apertura?
      Comunque anch’io non ho grandi aspettative da questo match, però una bella partita posizionale non è inferiore ad una dove ci sono attacchi furiosi che poi in analisi si rivelano il più delle volte scorretti.
      Questione di gusti.




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      fabrizio 10 novembre 2016 at 10:12

      Torno a chiedermi e a chiedere: quale risultato sarebbe più utile allo scacchismo mondiale, che mi sembra attualmente in una fase d’attesa? Il mantenimento dell’imbattibilità di Carlsen e del suo personaggio o la sorpresa (con relativo match di rivincita) di Karjakin? Io non so darmi una risposta.




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        Luigi O. 10 novembre 2016 at 10:17

        Azzardo io una risposta? La vittoria di Karjakin.
        Nell’ottica, un domani, di un possibile match USA-Russia, ovvero Caruana-Karjakin… anche se non credo proprio che Magnus se la starà a guardare placidamente, vero? 😉




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    paolo bagnoli 10 novembre 2016 at 17:22

    Come ho scritto parecchio tempo fa, non mi convince la brevità del match. Domanda: se Carlsen decidesse di pattare TUTTE le partite o, meglio, se dopo una sua vittoria nelle prime due o tre partite decidesse di pattare le rimanenti, quante probabilità avrebbe di conservare il titolo? Moltissime a mio avviso, e moltissime sarebbero le probabilità di assistere a vani tentativi di forzare da parte di Karjakin il quale a tale scopo si sottoporrebbe a rischi notevoli.
    Su dodici partite un tracollo fisico è altamente improbabile, considerando l’età dei contendenti.




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      fabrizio 10 novembre 2016 at 23:17

      Penso anch’io che 12 partite siano veramente poche per un match mondiale; anche il sistema di arrivare obbligatoriamente alle sei vittorie mostrò ampiamente i suoi limiti (possibilità di durata troppo lunga e indefinita, vedi il primo match tra Karpov e Kasparov)). E forse il giusto equilibrio erano le 24 partite.




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    lordste 11 novembre 2016 at 10:12

    Il problema delle 24 partite è che si tratta di un mese di gioco. Poteva andare bene fino a trenta anni fa: al giorno d’oggi invece tutto è e deve essere molto più “veloce”, 15 giorni di partite è già tanto per dei professionisti super impegnati (credo che sia Carlsen che Karjakin abbiano già qualche super torneo schedulato per inizio 2017) che quindi non possono dedicare tanto tempo a un singolo match.




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      fabrizio 11 novembre 2016 at 10:52

      [al giorno d’oggi invece tutto è e deve essere molto più “veloce”]: penso proprio che in questa affermazione spontanea (accettata e praticata senza riserve critiche da tutti noi) risieda uno dei grossi problemi dell’epoca attuale (e non solo in termini scacchistici).




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        Doroteo Arango 11 novembre 2016 at 11:19

        Se vai “piano” produci meno e il profitto cala, tutto qua, semplicissimo, no?




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        lordste 11 novembre 2016 at 11:51

        Può darsi: io non volevo nè lodare nè criticare , solo evidenziare quello che è lo status quo attuale
        In ogni caso, se 12 partite sembrano poche non mi “sconfinfera” neppure pensare a un ritorno alle 24 partite, che spesso erano una lunga sequela di noiose patte “strategiche” (obiettivamente, prendiamo un match Karpov-kasparov a caso, quante partite memorabili ci sono state? 4, 5 massimo, su oltre 100 in tutto)
        Diciamo che almeno le 12 partite “obbligano” i contendenti a giocarsela fin da subito perchè il tempo per recuperare un passo falso è ridotto




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          Filologo 11 novembre 2016 at 15:17

          Io credo che nessuna partita dei match Karpov-Kasparov sia stata banale, e questo vale per quasi tutti i match del passato: posseggo i libri di Botvinnik sui match con Smyslov e Petrosjan, e anche rigiocare le patte è un gran piacere.




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            paolo bagnoli 11 novembre 2016 at 18:23

            Concordo totalmente. La “velocità” delle 12 partite comporta anche una notevole “brutalità”, e se i due hanno già parecchi impegni scelgano se rispettare tali impegni oppure onorare a dovere il MASSIMO impegno.
            I vari Lasker, Alekhine, Capablanca, Botvinnik non avevano anch’essi parecchi impegni?




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            Dino 11 novembre 2016 at 22:44

            Concordo! Tante patte son state ben più emozionanti e avvincenti di certe vittorie ottenute più o meno fortunosamente.




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              Alfredo 19 novembre 2016 at 08:42

              Siamo sicuri che gli scacchi siano tanto “evoluti” dai matches TAL – BOTVINNIK o FISCHER – SPASSKY?
              A me colpisce (anche se non li conosco ovviamente) una certa “banalità” fuori dagli scacchi, quasi i due non avessero una loro personalità.
              Cosa che certo non si può dire dei 4 da me citati sopra, e aggiungerei ovviamente anche Karpov e Kasparov.
              Come diceva un caro mio amico giornalista scacchista e appassionato di musica.
              Siamo passati dall’epoca dei “compositori” a a quella degli “esecutori”
              L’ultimo grande compositore è stato Kasparov (e aggiungerei anche se in misura minore Anand e Kramnik). Ora scacchisticamente siamo nell’epoca degli “esecutori”.
              Io rivendicherei in questo momento un titolo di campione del mondo di scacchi per Ivanchuk, il Roger de Vlaeminck degli scacchi.
              De Vlaeminck e Merckx
              Magnus è sicuramente il più forte, uno dei più forti della storia. Ma per anni quando c’era il campionato del mondo “recuperare” le partite era il mio primo impegno quotidiano.
              Oggi vedere le partite su uno dei tanti siti è diventata una cosa come le altre.
              Karjakin ha raggiunto la finale con pieno merito e probabilmente raggiungerà il suo scopo: perdere di misura.
              Ma il nostro “amato Giuda” avrebbe dato vita a un match ben più combattuto, credo.




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                Luigi O. 19 novembre 2016 at 09:02

                Molto acuto e profondo il distinguo tra “compositori” ed “esecutori”, grazie Alfredo, spero di leggere ancora tanti interventi come questo.




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                Chess 19 novembre 2016 at 22:52

                Chiamiamoli spingilegno a questo punto. La verità è una sola: forse è vero che gli scacchi intesi in questo modo sono finiti se manca il genio!




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    Ramon 11 novembre 2016 at 22:17

    Da segnalare la diretta su ChessBomb coi commenti del GM Alexander Delchev




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      fabrizio 12 novembre 2016 at 00:01

      La prima partita è terminata: patta alla 42° mossa. Mi sembra che nessuno dei due abbia voluto rischiare. Carlsen, dopo un’apertura uscita subito dai binari consueti, ha sviluppato il suo tipico gioco posizionale, ma Karjakin è stato sufficientemente preciso nel rintuzzare i tentativi.




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        Ramon 12 novembre 2016 at 09:21

        Aggiunta, in fondo all’articolo, la partita coi commenti di Mark Crowther pubblicati su The Week in Chess.




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        Dino 12 novembre 2016 at 19:15

        Scusate l’ignoranza: ma è mai stata giocata la Trompowsky in un match mondiale?




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          fabrizio 12 novembre 2016 at 19:53

          Credo che sia la prima volta che l’attacco Trompowsky viene giocato in una partita dei match mondiali.




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            alfredo 14 novembre 2016 at 14:15

            se la memoria non mi inganna forse ci fu un precedente in un match korchnoj e karpov …




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              fabrizio 15 novembre 2016 at 15:16

              La tua memoria non ti inganna: si trattava della finale dei Candidati del 1974, per la sfida a Fischer.
              Ma nei match mondiali (almeno quelli moderni) l’unico precedente sembra quello tra Anand e Karpov segnalato da Jas. E’ significativo che Karpov venne sconfitto entrambe le volte dalla Trompowsky.




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    Giancarlo Castiglioni 12 novembre 2016 at 09:54

    Prevedo una serie di patte iniziale.
    Carlsen aspetta l’occasione buona senza complicare e Karjakin cred0 voglia sopratutto evitare di chiudere il match con un punteggio disastroso.
    Più avanti ci proverà.




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      Luigi O. 12 novembre 2016 at 10:11

      Giusto Giancarlo, e non escludo neanche che il duello si concluda con un nulla di fatto, dodici patte e amici come prima 😉




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    Jas Fasola 12 novembre 2016 at 20:25

    No, fu giocato da Anand vs Karpov (1-0)
    http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1018843




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      Jas Fasola 12 novembre 2016 at 20:26

      mi riferivo alla domanda di Dino




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      Dino 13 novembre 2016 at 09:05

      Grazie Jas ma, sempre da ignorante, dopo la Spagnola con d3, mi chiedo appunto come sia possibile giocare la partita principe tra i giochi aperti e poi scegliere d3.
      Prima domanda: mai stata giocata in un match mondiale precedente?
      Seconda domanda: non è come aver a disposizione una Porsche e poi andar a guidare non in pista ma tra i vicoli del centro storico per giunta col freno a mano tirato?




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        Jas Fasola 13 novembre 2016 at 18:06

        5.0-0 (anche 5.d3) Ae7 6. d3 da diversi anni è molto giocata ad alto livello. La variante con 7.Ab3 0-0 8.c3 permette d5 (Marshall) che pareggia il gioco. Invece di 8.c3 si possono giocare altre mosse e ancora qualcuno potrebbe dire “non è come aver a disposizione una Porsche e poi andar a guidare non in pista ma tra i vicoli del centro storico per giunta col freno a mano tirato?” :)




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    paolo bagnoli 12 novembre 2016 at 22:56

    Prima partita: mah…..




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    fabrizio 13 novembre 2016 at 00:17

    Anche la seconda partita, una spagnola con d3, è finita patta senza troppe emozioni: speriamo che la fase iniziale di studio dei due avversari sia finita. 😐




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      paolo bagnoli 13 novembre 2016 at 09:23

      Seconda partita: rimah…..




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    Giancarlo Castiglioni 13 novembre 2016 at 11:57

    Le partite non sono esaltanti, abbastanza soporifere, ma non è giusto criticare i giocatori per questo.
    Fanno il loro mestiere, la posta è alta, non possono giocare per il pubblico.




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    The dark side of the moon 13 novembre 2016 at 12:27

    Giocano senza lasciare nulla all’avversario, se vuoi vincere devi rischiare e in un contesto del genere rischiare, soprattutto nelle prime partite, non mi sembra una buona strategia.
    Se dovesse permanere l’equilibrio, forse nelle ultime 4-5 partite si potrebbe vedere qualcosa di diverso che i due avranno già preparato.
    Quindi, per ora, stanno facendo esattamente ciò che ci si poteva attendere.
    Premetto comunque che stanno giocando con una precisione incredibile.
    Meglio vedere attacchi scorretti con imprecisioni da ambo le parti?




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      fabrizio 13 novembre 2016 at 14:20

      Perfettamente d’accordo: però speriamo che a breve si accenda un agonismo più acceso, gradito anche da un pubblico meno raffinato ed esperto. Indubbiamente la precisione delle mosse delle due prime partite sembra elevata: stando alle analisi in tempo reale di Chessbomb, non sembra ci sia stato finora il minimo errore da parte di entrambi.




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        paolo bagnoli 13 novembre 2016 at 17:25

        Lungi da me l’idea di sperare in “attacchi scorretti” al fine di divertire il pubblico, ma resta il fatto che le linee di gioco scelte da entrambi non si possono certamente definire entusiasmanti, anche se risultano estremamente precise, quasi senza alternative accettabili.




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    Tux 13 novembre 2016 at 22:52

    Ragazzi, e se alla fine il mondiale lo vincesse proprio Karjakin?!? :oops:




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      fabrizio 14 novembre 2016 at 14:05

      Io non piangerei affatto 😀 !




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    Mongo 14 novembre 2016 at 21:44
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      fabrizio 14 novembre 2016 at 22:05

      Se le cose stanno così, il mio tifo per Karjakin si rafforza!! 😉




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      Jas Fasola 15 novembre 2016 at 14:35

      un sacco di sciocchezze…




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    Luigi O. 15 novembre 2016 at 08:13

    Finalmente un po’ di tensione!




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      fabrizio 15 novembre 2016 at 09:40

      Eh, sì! Karjakin si è difeso strenuamente, sempre in condizioni di inferiorità, riuscendo alla fine a pattare. Il computer di chessbomb segnala per la prima volta un errore significativo a testa, in un finale certo non facile per entrambi.




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        Giancarlo Castiglioni 15 novembre 2016 at 14:12

        Non sono d’accordo con gli errori segnalati da chessbomb.
        Più gravi erano 31…c5 di Karjakin e 42 Te5 di Carlsen.
        Il mio Friz indica 31…d5 con posizione pari e 42 Tb8+ Rf7; 43 Cf3 Ad6; 44 Ta8 con grande vantaggio.
        Sicuramente Carlsen poteva vincere anche dopo, ma era più difficile.




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    CHESS 15 novembre 2016 at 10:23

    Stanotte la tensione si e’ notevolmente alzata. Carlsen rimane comunque uno dei campioni del mondo piu’ anonimi di sempre.




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      Luigi O. 15 novembre 2016 at 12:19

      Concordo. Se poi risulta confermata la scelta della Trompowsky in omaggio a Pel di Carota la caduta di stile è proprio tangibile.




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        chess 15 novembre 2016 at 17:53

        Non credo che sia andata proprio cosi, sarebbe assolutamente assurdo




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    Giancarlo Castiglioni 15 novembre 2016 at 13:55

    Perché anonimo?
    Volendo giudicare persone che non conosciamo mi sembra più anonimo Caruana.
    Direi che carlsen è un campione del mondo tra i più forti di sempre.
    Lo ammiro perchè i suoi punti di forza sono il centro partita e i finali, no uno studio esasperato delle aperture.




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      Jas Fasola 15 novembre 2016 at 14:29

      Di anonimo qui c’è solo CHESS 🙂




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        chess 15 novembre 2016 at 18:00

        Ma io non sono un campione del mondo, posso permettermi l’anonimato!!!




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      fabrizio 15 novembre 2016 at 14:35

      Volendo continuare a giocare con i giudizi su persone da noi poco o per niente conosciute, io direi che Caruana mi sembra fondamentalmente un timido, al contrario di Carlsen che mi sembra uno spocchioso e presuntuoso. Tutto ciò, ovviamente, non ha niente a che vedere con gli scacchi. Valutando invece la forza scacchistica, non c’è dubbio che Carlsen sia un degnissimo campione mondiale, anche se ha uno stile di gioco non entusiasmante, secondo molti.




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        chess 15 novembre 2016 at 17:56

        Non entusiasmante? Direi persino noioso. Mai visto un campione del mondo cosi’ noioso.




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      chess 15 novembre 2016 at 17:55

      Intendevo dire come giocatore, naturalmente. Ho la convinzione che davvero non lascera’ niente di indimenticabile questo giocatore. Non ha proprio fascino e nemmeno il suo gioco ha qualcosa di minimamente emozionante




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        Jas Fasola 15 novembre 2016 at 18:07

        beh se per emozionante intendi dire partite con attacco al re avversario Carlsen ne ha fatte diverse fantastiche, ma solitamente giocando vs 2750 i suoi avversari non sono così sprovveduti. Per fortuna è così, ha dovuto inventarsi uno stile suo, come muove lui i pezzi in finale non c’è stato nessuno prima.




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          chess 16 novembre 2016 at 09:29

          Mah! non e’ che mi aspetti assalti garibaldini ogni partita, ma un po’ di ” forte movimento agitato”, un qualche colpo di scena, qualche piccola complicazione emozionante, quella si me l’aspetto.




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    The dark side of the moon 15 novembre 2016 at 14:04

    Ecco qualcosa di veramente interessante.
    Lasciamo perdere le valutazioni dei pc (che spesso nei finali sono fuorvianti): quel finale Carlsen poteva vincerlo a gioco corretto?
    Comunque, dopo l’ennesima caduta di stile su Trump, anch’io simpatizzo Karjakin (anche se approvo totalmente ciò che ha detto Giancarlo).




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      Jas Fasola 15 novembre 2016 at 14:32

      caduta di stile? forse l’aveva preparata da tempo e forse ci ha scherzato su. Poi se gli fosse anche simpatico Trump sono affari suoi.




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      Giancarlo Castiglioni 15 novembre 2016 at 17:21

      Criticando le cadute di stile di Trump bisogna sempre ricordarsi che anche grazie a quelle ha vinto le elezioni.
      Indubbiamente a Trump le cadute di stile vengono naturali.
      Basta vedere le fotografie del terrificante arredamento di casa sua.
      Per par condicio, bisogna ricordare che in piccolo era altrettanto terrificante l’arredamento del banchetto offerto da Obama a Renzi.
      I criteri estetici dei presidenti USA sono più vicini a quelli della casa reale Saudita che ai nostri.




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      Giancarlo Castiglioni 15 novembre 2016 at 17:27

      Io credo che a gioco corretto il finale fosse vinto.
      Con sospensione, senza PC e secondi in aiuto per le analisi, come una volta, avrebbe vinto sicuramente.
      Meglio oggi che si decide tutto alla scacchiera.




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        chess 15 novembre 2016 at 17:59

        Si, molto meglio oggi che si decide tutto sulla scacchiera, su questo non c’e’ dubbio. Certamente il finale, comunque, non era dei piu’ facili soprattutto contro un giocatore che sembra non mollare mai.




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    Uomo delle valli 15 novembre 2016 at 14:40

    Secondo me sarà molto interessante vedere che tipo di impianto vorrà proporre stasera Karjakin col bianco. Mi spiego: sentirà il terreno scivolargli sempre più sotto i piedi e Carlsen pronto lì a sfruttare la minima imprecisione. Per questo mi aspetto qualcosa di particolarmente aggressivo a questo punto da parte di Karjakin: per cogliere di controbalzo Carlsen e costringerlo a inseguire nel punteggio, si potrebbe esporre e venir infilato nuovamente. Potrebbe rivelarsi l’approccio vincente, almeno dal punto di vista psicologico.




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    Filologo 15 novembre 2016 at 15:32

    Ieri Carlsen per battere la Berlinese ha tentato una variante giocata nel primo match per il Campionato del Mondo! Steinitz-Zukertort, IV del match, New York 1886!!! Il sangue freddo di Karjakin è stato impressionante: io ho aspettato tre ore di vederlo crollare, ed è rimasto in piedi. Nell’intervista del dopomatch Carlsen si è detto sicuro che il computer avrebbe migliorato il suo gioco, ma subito dopo la partita ha chiesto a Karjakin se in qualche punto avesse visto una vittoria chiara per lui. Lui stesso, perciò, non era sicuro di potercela fare




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    paolo bagnoli 15 novembre 2016 at 18:09

    Finalmente qualche brivido e qualche erroruccio da parte di entrambi in un finale decisamente difficile. Mi sembra comunque che entrambi vogliano arrivare a rapide semplificazioni evitando eventuali complicazioni di medio gioco, ma ciò deriva anche dalle scelte in apertura.
    A questo punto mancano nove partite e la megapatta si avvicina… forse.




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    The dark side of the moon 15 novembre 2016 at 21:06

    Siamo alla 16 mossa della quarta partita ed ho la sensazione che oggi Carlsen vinca….
    Speriamo di sbagliarmi, altrimenti il mondiale sarebbe già compromesso per Karjakin 😐




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      Ennio 15 novembre 2016 at 21:55

      Dai che Karjakin regge anche questa volta 😉




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        chess 16 novembre 2016 at 09:02

        Infatti ha retto anche questa partita. Stamani ero convinto di leggere della prima vittoria di Carlsen ed invece…




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    Uomo delle valli 16 novembre 2016 at 07:26

    A proposito di gaffe: se il match terminasse prima delle 12 partite (cosa di cui dubito fortemente) si disputerebbero ugualmente gli incontri finali oppure no?
    In caso affermativo varrebbero per l’Elo?




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    Giancarlo Castiglioni 16 novembre 2016 at 09:06

    Anche questa volta non sono d’accordo con le valutazioni di chessbomb.
    Un conto è dire che il nero sta meglio, un conto dire che possa vincere forzatamente.
    Vi sono posizioni in cui con +0,8 del programma si vince e la cosa è abbastanza facile da vedere anche per un giocatore non molto forte, altre in cui con +1,8 senza errori dell’avversario non si vince.
    Aspetto che qualcuno mi faccia vedere un piano vincente per Carlsen in un qualsiasi punto della partita.
    Per me se Carlsen non lo ha trovato è perché non c’era.




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      chess 16 novembre 2016 at 09:18

      Si, probabilmente un piano del nero per vincere sicuramente non c’era, ma ad un certo punto, al di la’ del vantaggio dato dal programma, si aveva la sensazione che in Nero stesse meglio e che comunque il Bianco avesse il suo bel da fare per per giocare preciso e per non commettere anche i piu’ piccoli errori. Proprio questo era legittimo aspettarsi: un’imprecisione di Karjakin




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      fabrizio 16 novembre 2016 at 11:02

      Probabilmente hai ragione. Anch’io quando ho visto che Chessbomb valutava la posizione con un +2 per Carlsen, ho pensato che Karjakin fosse spacciato: ma andando a guardare alcune delle varianti considerate migliori per Carlsen mi sono sembrate un girovagare senza costrutto degli alfieri, senza che riuscissi a intravvedere un piano strategico (ma forse questo dipende dal mio livello di comprensione). Mi sono ormai convinto che, nei finali complessi e nei casi di “fortezze”, le valutazioni dei computer (specie se in tempo reale o con poco tempo a disposizione) lasciano spesso a desiderare.




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        Giancarlo Castiglioni 16 novembre 2016 at 15:36

        I programmi non fanno piani strategici, giocano le mosse che migliorano la loro valutazione della posizione, fino al loro orizzonte.
        Seguendo una partita giocata da un programma a volte noi vediamo il piano strategico, ma non è quello il motivo per cui le mosse sono state giocate.




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          fabrizio 16 novembre 2016 at 23:14

          Questione assai interessante e difficile da definire chiaramente, a mio parere: se i computer giocano le mosse che migliorano la loro valutazione della posizione (ovviamente entro i limiti del loro orizzonte, come d’altronde anche per gli umani), non si può dire che questa è la loro strategia? In cosa differisce dalla impostazione strategica “umana”? Il giocatore umano non fa (in termini strategici) mosse che lo portano a posizioni che reputa più favorevoli? La differenza è forse data dal fatto che la strategia umana è stata, almeno per gli aspetti più macroscopici, codificata e nota a molti, mentre quella del computer è più nascosta o sconosciuta? O dipende dai diversi “pesi” degli algoritmi di valutazione tra umani e programmi?
          Qual è il parere degli esperti di programmazione scacchistica dei computer?




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            Giancarlo Castiglioni 17 novembre 2016 at 18:05

            Nella posizione di cui stiamo discutendo, un giocatore pensa al piano che crede gli dia le maggiori possibilità di vittoria: per esmpio attaccare con il Re i pedoni sul lato di donna o farsi un pedone libero sul lato di re, se cambiare gli alfieri di colore uguale, o un alfiere per il cavallo.
            Quindi fa un piano strategico e poi vede come attuarlo.
            Credo che il programma operi in modo del tutto diverso: sceglie la mossa che da la migliore valutazione alla fine dei suoi calcoli.
            Però non so nulla di programmazione scacchistica, potrei sbagliarmi.




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    fabrizio 16 novembre 2016 at 12:25

    Ho l’impressione che entrambi i contendenti abbiano impegnato molte energie in queste ultime due partite. La differenza è che Carlsen, sempre in vantaggio, non ha concretizzato, mentre Karjakin è riuscito nel suo intento di non perdere. Psicologicamente non è la stessa cosa: un punto a favore di Karjakin?




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      Chess 16 novembre 2016 at 14:22

      E’ tutta da giocare. In questo momento non saprei fare un pronostico convinto. Uno puo’ essere provato dal fatto di essere per ben due volte stato in vantaggio e poi non avere concretizzato, l’altro puo’ essere un po’ affaticato di avere dovuto difendersi con tenacia. A lunga andare certi sforzi si pagano: chi ha sforzato di piu’?




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      Giancarlo Castiglioni 16 novembre 2016 at 15:52

      Io credo sia piuttosto il contrario.
      Carlsen si è dimostrato superiore e non ha mancato la vittoria per suoi errori.
      Karjakin si è salvato miracolosamente per due volte e non ha mai dato il minimo problema al suo avversario.
      Potrebbe cominciare a pensare di trovarsi di fronte ad un ostacolo insuperabile.




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    Filologo 16 novembre 2016 at 13:10

    Indubbiamente i motori hanno problemi con le fortezze, perché cadono al di là del loro orizzonte. A me sembra di essere tornato agli inizi del Novecento: l’apertura non è più tanto importante (paradossalmente proprio perché i computer ne permettono una verifica molto accurata), ed è interesse primario non farsi debolezze. Il desiderio di vincere senza rischi mi ricorda Capablanca, mentre le virtù difensive di Karjakin mi richiamano Lasker (“non c’è posizione tanto cattiva che non presenti elementi di difesa”;). Forse è per questo che le partite risultano sgradevoli a molti… Non c’è traccia dei principi della scuola sovietica, con cui tutti noi siamo cresciuti.




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    The dark side of the moon 16 novembre 2016 at 14:50

    Felice di non aver azzeccato il pronostico: abbiamo ancora il campionato aperto ed anzi con questi due salvataggi, Karjakin potrebbe avere a livello di entusiasmo qualcosa in più rispetto a Carlsen che ha sciupato 2 posizioni vantaggiose.
    Ora vado a guardarmi la partita cercando di capirci qualcosa del finale 😉




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      The dark side of the moon 16 novembre 2016 at 16:23

      Francamente non sono riuscito a capire come Carlsen avrebbe potuto vincere.
      Forse come ha detto lo stesso Karjakin, l’errore sarebbe stato 45…,f4.
      Andava giocata 45…,Ad6 per aprire la posizione ma anche cosi facendo giocare il pc non si arriva ad una vittoria chiara.
      Forse Karjakin è veramente un mago, dopo aver cambiato in c4 il proprio alfiere col cavallo di Carlsen, tutti i GM che commentavano lo davano per spacciato.
      E invece… 😛
      Fa un certo effetto vedere Magnus non vincere 2 posizioni comunque favorevoli 😉




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    Uomo delle valli 16 novembre 2016 at 17:19

    Rilancio l’interrogativo che traspare dalle riflessioni di alcuni: è Carlsen che sta giocando male oppure è Karjakin che sta giocando bene??




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      chess 16 novembre 2016 at 17:39

      Kariakin sembrerebbe non attraversare il suo periodo migliore di forma,alemo cosi’ dicono.
      Carlsen? L’ho visto piu’ preciso in altre occasioni ma e’ difficile capire in che misura influisce lo stesso Karjakin. Sicuramente se Carlsen non trova una vittroia nelle prossime due, il mondiale si fa davvero in salita o per lo meno piu’ impegnativo di quanto si pensasse. A meno che uno dei due crolli all’improvviso.




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        paolo bagnoli 16 novembre 2016 at 18:01

        Forse la chiave sta proprio nell’eventuale crollo psicofisico (che per me rimane improbabile), ma di chi? Rimane confermata l’impressione che entrambi tendano ad evitare un medio gioco complesso, o forse sono io che non ho capito niente. Sono convinto che chi vince la prima partita ha vinto anche il match… ma forse sto sbagliando tutto.




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          chess 16 novembre 2016 at 22:09

          Sono d’accordissimo con te, evitano come la peste un medio gioco complesso ed anch’io credo che la prima partita vinta possa essere determinante.




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      Ennio 16 novembre 2016 at 21:14

      Spunto interessante ma io proverei a modificare il punto di vista con cui occorre considerare la questione: guardiamo la scacchiera e non la “fama” dei contendenti (stupendo a questo riguardo il richiamo di Fabrizio a The Duel, racconto capolavoro di Conrad). Bene, ha giocato meglio Carlsen (in vantaggio sia nella terza che nella quarta), Karjakin si è solo difeso con precisione, ma si è difeso, non perdiamo di vista proprio questo aspetto. E’ la scacchiera che parla, non il cognome di chi gioca.




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        chess 16 novembre 2016 at 22:12

        In quanto a difendere se ci viene in mente Petrosian allora sappiamo gia’ chi vincera’ il mondiale. Voglio dire: a volte si vince e si gioca bene, difendendo.




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        fabrizio 16 novembre 2016 at 23:30

        NB: il richiamo al racconto di Conrad (e al bel film di Ridley Scott che ne fu tratto, “I duellanti”) è merito del nostro insostituibile – ahilui! 😉 – Martin!!




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    Fabio Lotti 17 novembre 2016 at 09:12

    Ricordo che Karjakin ha due secondi formidabili che possono preparalo a dovere. Comunque il mio pronostico pende su Carlsen.




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      Enrico Cecchelli 17 novembre 2016 at 10:03

      Quali sono le squadre di secondi dei due giocatori?




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        fabrizio 17 novembre 2016 at 15:00

        Mi sembra che non ci siano notizie certe in proposito: i nomi che si fanno sono Nielsen per Carlsen, Mamedyarov e Nepomniatchi per Karjakin; ma sicuramente ci sono anche altri che restano nell’ombra per non scoprire troppo le carte sulla preparazione fatta.




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    Fabio Lotti 17 novembre 2016 at 15:04

    Risposta perfetta di Fabrizio.




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      fabrizio 18 novembre 2016 at 11:47

      Nella quinta partita Karjakin si è trovato per la prima volta in vantaggio (a detta del computer in modo sensibile) su Carlsen, che ha forse evidenziato uno stato di forma non dei migliori (o era una provocazione studiata per prendere in contropiede Karjakin?). Lo sfidante non ha approfittato del vantaggio (timore di sbilanciarsi o di cadere in qualche trappola?) e la partita è finita patta come al solito.
      Dopo questa partita confesso che non riesco ancora a capire se è Carlsen che gioca aldisotto del suo standard o se è Karjakin che lo ha imbrigliato. In tutti i casi entrambi mi sembrano “troppo” prudenti.




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        Chess 18 novembre 2016 at 12:03

        Dopo la spinta in d4 e la continuazione Ad5 sono andato a letto con una convinzione: sara’ pure in vantaggio ma io non vedo come sfruttare questo presunto vantaggio. Poi mi sono detto: ma tu non sai gicare a scacchi e quindi qualcosa trovera’. Per quanto riguarda il resto, Fabrizio, la penso come te, non saprei dire chi dei due e’ il piu’ prudente ma forse piu’ semplicemente manca quel pizzico di ” genio” alla Fischer o alla Tal. Piu’ che prudenza, forse, e’ proprio mancanza.




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    Giancarlo Castiglioni 18 novembre 2016 at 13:23

    Seguendo la quinta partita sono stato colpito dalle differenze tra le valutazioni del programma chessbomb e il mio Fritz.
    Ogni tanto uno dava netto vantaggio a uno o all’altro, ma poi la partita tornava in parità senza errori da una parte o dall’altra.
    Per me semplicemente le valutazioni dei programmi erano sbagliate e nessuno dei due ha mai avuto un reale vantaggio.




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      Jas Fasola 18 novembre 2016 at 14:36

      Stockfish 8 con 30 secondi vs Fritz? Dovrebbe avere ragione Stockfish. Poi è possibile che il vantaggio non sia sufficiente per vincere.




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      fabrizio 18 novembre 2016 at 14:46

      Non c’è dubbio che le valutazioni dei computer siano abbastanza spesso imprecise, soprattutto se il tempo di elaborazione è breve e la posizione non è ricca di tatticismi (cosa accaduta, io credo, in tutte le partite finora giocate). D’altra parte i migliori programmi sono stimati raggiungere una forza Elo intorno ai 3100, il che significa che non c’è umano al mondo in grado di contrastarli efficacemente nel gioco pratico. Cosa ne consegue? Che i computer sbagliano, ma gli umani di più: la “verità” scacchistica è ancora lontana da raggiungere (purtroppo o per fortuna?).




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    paolo bagnoli 18 novembre 2016 at 17:58

    Penso si stia avvalorando il mio cattivo pensiero di qualche giorno fa: entrambi vogliono evitare un medio gioco complesso e, quando vi si ritrovano (un po’, in questa quinta partita), dimostrano di non essere completamente a loro agio.
    Ripeto: il primo che va in goal vince al 90 %.




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      Chess 18 novembre 2016 at 23:37

      Sono d’accordissimo con te.




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    paolo bagnoli 18 novembre 2016 at 21:27

    Fabrizio definisce “troppo prudenti” i due, ma questa è la conseguenza (una delle conseguenze) della brevità del match; il primo passo falso e finisci a donne perdute (vulgo: puttane). Credo che ormai entrambi abbiano dimostrato di essere in grado di tamponare le falle in finale e la combinazione di entrambe le cassaforti non sono facili da trovare….. se non con un medio gioco complesso e rischioso.
    Tal diceva che per vincere è necessario assumersi qualche rischio: sarà vero? Resta il fatto che, continuando così, diventa sempre più probabile un bel 6 a 6 e tutti a casa, risultato che si avvicina sempre più ad ogni partita.
    Chi sarà il primo a “rischiare”?




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      fabrizio 18 novembre 2016 at 22:35

      Concordo con Paolo sui difetti di un match troppo breve e sulla conseguente paura di fare un passo falso decisivo.
      Anche la sesta partita si è conclusa con una patta senza troppe emozioni.
      A metà del match cosa si può dire? Visto il ruolo di netto favorito di Carlsen alla partenza, l’attuale situazione sembra un parziale successo per Karjakin. Ma se lo sfidante non rischierà qualcosa in futuro, l’eventuale spareggio rapid e blitz vede a mio parere Carlsen ancora nettamente favorito. Karjakin si accontenterà di un match “onorevole” o tenterà il colpaccio per diventare campione? Io spero nella seconda ipotesi.




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        Chess 18 novembre 2016 at 23:43

        Fabrizio più che prudente mi sembra oramai un mondiale assolutamente senza emozioni. Speriamo nelle prossime partite!




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    Mongo 19 novembre 2016 at 14:36

    Mi ricorda un po’ il mondiale tra Kasparov e Anand, dove dopo 8 patte ci fu la svolta: vinse prima l’indiano e subito dopo ci fu l’uno-due terrificante del grande K.




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      alfredo 21 novembre 2016 at 08:43

      Addirittura si disse che Garry perse la 8a in quanto già elettrizzato per la scoperta della variante della Spagnola nella nona.
      Kasparov non era solo un grande combattente ma anche un esteta.
      Come ho detto in un mio altro appunto (e mi fa molto piacere sia stato apprezzato dal caro amico Paolo) oramai negli scacchi come nella musica gli “esecutori” prevalgono di gran lunga sui “compositori”.
      Kasparov è stato l’ultimo grande compositore.
      Su questo mi piacerebbe sentire il parere dell’amico Andreoli che non vedo però da un po’ di tempo sul nostro blog.




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    paolo bagnoli 19 novembre 2016 at 17:38

    Al giro di boa si contano nel mondo circa duemila slogature di mandibola…..




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    paolo bagnoli 19 novembre 2016 at 21:47

    Leggo solo ora il commento di Alfredo inviato in mattinata e concordo con il distinguo tra compositori ed esecutori (qualcuno, non ricordo chi, sentenziò che “la musica è finita”, dovevano essere gli anni Trenta o giù di lì). E’ difficile se non impossibile comporre qualcosa di NUOVO.
    Questi due, tuttavia, hanno scandagliato in profondità alcuni schemi allo scopo di giungere ad un finale più o meno equilibrato e se, come qualcuno ha paventato, lo sfidante vuole giungere al traguardo delle dodici patte, be’, che tristezza! … ma lo stesso vale per il campione.




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      fabrizio 19 novembre 2016 at 22:39

      Se non sbaglio, ai tempi di Capablanca si diceva che gli scacchi erano giunti ad un livello tale che la loro fine fosse prossima. Non vorrei sembrare troppo ottimista, ma non credo che siano “finiti” i compositori e la musica (oltre che gli scacchi). Si tratta di cicli storici e di situazioni contingenti: magari tra pochi anni ci sarà un nuovo ciclo, con “novità” oggi nemmeno lontanamente intraviste.




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    Giancarlo Castiglioni 20 novembre 2016 at 09:36

    Non condivido certi rimpianti del buon tempo antico, quando il mondiale suscitava più entusiasmi e i giocatori avevano più personalità.
    Non rimpiango le piazzate di Fischer e le manie di persecuzione paranormali di Korchnoy.
    E’ opinabile che i giocatori di allora avessero più personalità, ma sicuramente facevano più errori e quando l’avversario sbaglia è più facile fare partite interessanti con attacchi brillanti.




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      alfredo 21 novembre 2016 at 08:39

      Quali piazzate caro Giancarlo ?
      Il comportamento SULLA SCACCHIERA di Bobby fu sempre assolutamente ineccepibile.




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        Giancarlo Castiglioni 21 novembre 2016 at 14:08

        Intendevo il comportamento prima e dopo la partita.




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      Jas Fasola 21 novembre 2016 at 10:19

      In effetti questo mondiale è una grande espressione di sportività. Mi viene in mente un match Kortschnoi-Petrosjan, in cui i giocatori si accusarono di darsi calci sotto la scacchiera… Per non parlare dei giochi psicologici pre-partita, pressioni che con lo sport non avevano nulla a che fare e in cui molti erano specialisti.




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    Sergio 20 novembre 2016 at 10:34

    Volete sapere perché tifo per Karjakin?
    Perché uno che si comporta così sarà anche campione del mondo ma in quanto al resto meglio lasciar perdere.




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      fabrizio 20 novembre 2016 at 11:31

      Già! Sembra proprio che Carlsen non sappia proprio perdere (ci sono su youtube una serie di video che lo dimostrano ampiamente). Il giovanotto deve ancora maturare (speriamo).




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        Mongo 20 novembre 2016 at 18:42

        E’ semplicemente un uomo, come tutti noi!! 😉




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          alfredo 21 novembre 2016 at 08:36

          Non si ricorda (forse solo una, dopo una sconfitta contro Pachman nel 1959) una sola reazione scomposta di Fischer dopo una sconfitta.
          E neppure di Karpov, Tal, Smyslov.
          Di Kasparov sì, anche il suo comportamento durante il gioco non era correttissimo.
          Rimarrà poco di questo match penso. Un po’ come delvmatch Anand-Gelfand di qualche anno fa.




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        Giancarlo Castiglioni 21 novembre 2016 at 14:14

        Non ci vedo niente di scandaloso.
        Bisogna tener conto che era una partita lampo.




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          fabrizio 21 novembre 2016 at 14:33

          Non sarà niente di scandaloso, ma è certamente una caduta di stile e, come diceva qualcuno, “lo stile è l’uomo”.




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      Jas Fasola 21 novembre 2016 at 13:42

      Dai, siamo seri… Adesso ti filmano anche nei tornei blitz, una volta si vedevano solo le foto (se il torneo era in URSS solo le foto selezionate). E poi cosa fa Carlsen? Se la prende con l’avversario o con se stesso?




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    Uomo delle valli 20 novembre 2016 at 21:00

    Ragazzi, sapete invece come finisce oggi? Patta!! 😉




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      paolo bagnoli 20 novembre 2016 at 21:23

      Chi l’avrebbe mai detto?




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      Sergio 20 novembre 2016 at 21:37

      E quella di stasera è oltremodo noiosa. :oops:




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    Chess 20 novembre 2016 at 22:29

    Come aveva ragione Fischer!




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      fabrizio 20 novembre 2016 at 23:18

      Scusa la curiosità, non ho agganciato: cosa diceva Fischer?




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        chess 21 novembre 2016 at 12:24

        Che questi scacchi esasperatamente teorici nell’epoca dei computer sono letteralmente finiti! Aveva ragione: degli automi senza piu’ un briciolo di creativita’ e fantasia.




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          fabrizio 21 novembre 2016 at 13:12

          Mi sembri troppo pessimista. Per fortuna ci sono ancora giocatori che esprimono creatività e fantasia (nel nostro piccolo italiano, vedi Vocaturo, Rombaldoni, e altri ancora).
          Forse ad altissimo livello è più difficile esprimere queste doti, ma io non dispero che ci siano e ci saranno giocatori con queste caratteristiche.




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            Jas Fasola 21 novembre 2016 at 14:10

            Se gli dai corda fai il suo gioco… inoltre anche giocatori posizionali come Brunello fanno eccellenti partite, la creatività non significa solo attaccare, attaccare e ancora attaccare!




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    fabrizio 20 novembre 2016 at 23:41

    Anche la settima partita si è conclusa con una patta assolutamente non combattuta 😥 Rimango sempre più perplesso: possibile che i due siano così timorosi l’uno dell’altro da non osare proprio niente? L’unica spiegazione che mi dò è che Carlsen sia così fuori forma da dubitare di sé e Karjakin non lo abbia capito. Quello che è sicuro è che almeno uno dei due si pentirà amaramente della sua tattica troppo prudente.




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      Giancarlo Castiglioni 21 novembre 2016 at 00:32

      Perché Carlsen dovrebbe essere fuori forma?
      Dove sono i suoi errori?
      Quando lo sfidante è forte, non è la prima volta che ci sono 7 patte consecutive in un mondiale.




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        fabrizio 21 novembre 2016 at 11:20

        La mia è ovviamente solo un’ipotesi, basata sulla scarsa “combattività” complessiva finora dimostrata dai due (credo più giustificata in Karjakin, meno in Carlsen, che era il netto favorito dello scontro); tra l’altro questo non può soddisfare il grande pubblico, pagante o meno. Non è il numero di patte che disturba, ma la loro evidente ricerca da parte di entrambi. Insomma mi sembra che al momento predomini soprattutto la paura di perdere (che non denota certo sicurezza psicologica, a mio parere).
        Spero di essere smentito clamorosamente dalle prossime partite.




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          chess 21 novembre 2016 at 12:22

          La partita di stasera? 1) e4 e5, patta!




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            fabrizio 21 novembre 2016 at 12:27

            Per fortuna no! 🙄 Mi sembra che il regolamento vieti la patta prima della 30° mossa.




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    The dark side of the moon 21 novembre 2016 at 10:51

    Avevo detto che probabilmente nelle ultime 4-5 partite avremmo visto qualcosa di interessante, speriamo che sia cosi.
    Fino ad ora solo nella 3 e 4 partita abbiamo avuto l’impressione che Carlsen potesse vincere, nella 5, nonostante il vantaggio presunto di Karjakin la patta a gioco corretto era il risultato più probabile e cosi è stato.
    Mi rimane la sensazione che i colpi del ko entrambi i contendenti abbiano l’intenzione di sferrarli quando l’avversario non sarà più in grado di recuperare.




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    The dark side of the moon 21 novembre 2016 at 11:04

    Nella 7 partita commentata sotto l’articolo di Fabrizio sono stati invertiti i colori.
    Karjakin ha giocato di nuovo col bianco, Carlsen col nero.




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      Ramon 21 novembre 2016 at 18:45

      A posto, mille grazie, Dark! 😉




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    alfredo 21 novembre 2016 at 13:18

    A questo punto spero nella sorpresa Karjakin.
    Sarebbe un campione del mondo come Ponomariov e altri ma questi potrebbe suscitare il “risveglio” di Magnus che al 26 anni sembra già appagato (e forse anche con qualche ragione).
    E’ vero che il silicio ha modificato il nostro gioco ma non penso possa modificare l’indole di un giocatore.
    Quello che più colpisce in questo match è l’assoluto disinteresse.
    All’epoca dei match Karpov-Kasparov chi mi conosceva e mi sapeva scacchista mi chiedeva come andavano le cose.
    Al momento nessuno!
    L’unico “brivido” l’apertura Trompovsky di Carlsen e le illazioni sulla sua presunta simpatia per Trump… echissenefrega!
    La Trompovsky è una bella apertura e alcuni giocatori come Hodgson e Miladinovic ne hanno fatto vedere le potenzialita!




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    Giancarlo Castiglioni 21 novembre 2016 at 15:12

    Mi è venuta la curiosità di vedere gli altri casi in cui si erano verificate 7 o più patte consecutive in un mondiale.
    Senza pretesa di completezza, ho trovato:
    1927 Alechin – Capablanca 8 patte da 13 a 20 e 7 patte da 22 a 28
    1978 Karpov – Korcnoj 7 patte da 1 a 7
    1984 Karpov – Kasparov 17 patte da 10 a 26 e 14 patte da 33 a 46
    1990 Kasparov – Karpov 7 patte da 8 a 15
    2000 Kasparov – Kramnik 7 patte da 3 a 9




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    paolo bagnoli 21 novembre 2016 at 17:22

    Il problema non è quello delle 7 o 14 patte consecutive, per la maggioranza “patte tirafiato”; il problema mi sembra quello della “timidezza” risultante dal testo di queste sette patte. Tattica (in attesa di un brusco affondo)? Forse, ma da un match tanto breve sarebbe lecito aspettarsi qualcosa di diverso nell’atteggiamento dei protagonisti.
    Per quanto riguarda il sempre più probabile spareggio (rapid, blitz o come cavolo vi pare) trovo la formula odiosa come quella dei calci di rigore e al diavolo le “necessità organizzative”.




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      Chess 21 novembre 2016 at 20:08

      Il problema è proprio questo: come si patta e questi due pattano nel modo più noioso possibile. Un campionato della noia!




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    Giancarlo Castiglioni 21 novembre 2016 at 20:34

    Dai commenti sembrerebbe che la formula attuale a 12 partite sia una novità.
    Ma è dal 2006 che è così e questo è il settimo match con questa formula.
    Due si sono decisi agli spareggi.




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      paolo bagnoli 21 novembre 2016 at 20:49

      Caro Giancarlo, da dieci anni si gioca il mondiale in questo modo e la cosa, che non mi piace, mi piace ancor meno per il fatto che due si siano decisi agli spareggi.
      Volendo tenere il limite di 12 partite, sarebbe poi tanto difficile o dannoso (per chi?) prolungare per altre due partite – ad oltranza – fino alla rottura dell’equilibrio? Nel calcio: sarebbe tanto difficile prolungare di un altro tempo supplementare – ad oltranza – magari con libertà di cambi, fino alla rottura dell’equilibrio?
      Ciò mi sembrerebbe un po’ più “sportivo”.




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    Filologo 22 novembre 2016 at 01:53

    E alla fine Karjakin ha fatto gol…




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      Luigi O. 22 novembre 2016 at 09:22

      Qua mi sa che gongola anche Fabiano: il gap di Elo tra primo e secondo al mondo si va assottigliando sempre di più 😉




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    Giancarlo Castiglioni 22 novembre 2016 at 10:26

    Dopo le 7 patte “noiose” uno dei due ha perso la calma, ha attaccato, ha rischiato e ha perso.
    Carlsen poteva dare il perpetuo, invece ha cercato di vincere.
    Mi ricorda il mondiale 2000 Kasparov – Kramnik.
    Anche allora dopo diverse tranquille difese del titolo, il campione, largamente favorito, ha trovato un avversario che pensava sopratutto a non perdere ed è stato sconfitto.
    Se succederà anche adesso Carlsen, come Kasparov, dovrà accontentarsi di essere il giocatore più forte al mondo e non più il Campione del Mondo.




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      The dark side of the moon 22 novembre 2016 at 10:44

      Infatti doveva accontentarsi della patta, dopo essere stato graziato nella stessa partita e dopo aver pattato partite giocate per pattare non era il caso di forzare la vittoria ieri, anche perchè con quei due pedoni neri passati sul lato di donna….
      Certo che ora psicologicamente se non riesce a resettare la situazione che SI E’ CREATO la vedo dura per lui.
      Karjakin ha dimostrato di essere un osso duro.




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    The dark side of the moon 22 novembre 2016 at 10:34

    Punita la supponanza del norvegese.
    Forse pensava che giocando cosi avrebbe comunque vinto agli spareggi?
    Ora Karjakin dovrà resistere nelle ultime 4 partite, Carlsen dovrà invece prendersi dei rischi: stiamo sicuri che le ultime 4 non finiranno tutte patte!
    Ieri ha perso proprio male Magnus, era stato graziato già una volta dopo 37…,Dd3.
    Vedremo come reagirà: adesso inizia il bello!




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    Chess 22 novembre 2016 at 11:23

    Finalmente si e’ mosso qualcosa. Va reso onore a Carlsen di avere forzato la mano in una situazione dove c’era poco da vincere e molto da perdere.
    Cosa succedera’ nelle prossime 4? Se Carlsen gioca in questo modo difficilmente potra’ ricuperare.




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    paolo bagnoli 22 novembre 2016 at 21:28

    Bene, finalmente un po’ di polverone! Non riesco a capire se Carlsen stia giocando “al massimo” delle sue (attuali) possibilità oppure se in questa partita sia andato nel pallone. Nervi saltati? Non credo. Buchi di analisi? Sarebbe ai limiti dell’incredibile per il soggetto in questione. Sottovalutazione dell’avversario? Càpita. Sopravvalutazione di se stesso? Càpita.
    Ricordo un commento che venne fatto negli Anni Venti del secolo scorso: “Lasker è stato campione del mondo, Capablanca è campione del mondo, Alekhine GIOCA come un campione del mondo” (non ricordo la firma) e, senza voler fare il nostalgico del buon tempo antico (cosa che non avrebbe senso), l’articolista si riferiva a stile, tenacia, inventiva eccetera dei tre personaggi. In Carlsen (e, in fondo, nemmeno nello sfidante) non riesco a trovare qualcosa del genere, e si rafforza la mia (non solo mia) idea dei “grandi esecutori” che ormai hanno preso il posto dei “grandi compositori”; sarebbe come paragonare Chopin ad Allevi (Dio mi perdoni!).
    Ora si tratta di vedere come reagirà Carlsen. Se recupererà, chapeau!, se continuerà in una condotta sparagnina che gli è costata lo svantaggio attuale, credo che avremo un nuovo campione del mondo da omaggiare ma da ammirare limitatamente.
    P.S. Caruana? Mah, quando si è trovato di fronte alle sfide decisive mi sembra abbia mostrato limiti caratteriali imbarazzanti.




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      fabrizio 22 novembre 2016 at 23:31

      L’ipotesi di scarso momento di forma di Carlsen, che avevo avanzato qualche giorno fa, mi sembra la più plausibile. Ma ora si potrà valutare a pieno la capacità di reazione nervosa del campione e della tenuta dello sfidante: penso proprio che il match cominci solo adesso.
      Riguardo il livello dei personaggi, è evidente che i Lasker, Capablanca, Alekhine, siano di categoria non confrontabile con pressoché tutti i giocatori attuali, Carlsen compreso (ma lui è ancora giovane e il futuro confermerà o meno).




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        Jas Fasola 23 novembre 2016 at 10:22

        Giusto, sono di categoria non confrontabile. Cabaplanca cercò in tutti i modi di evitare di giocarsi il mondiale con i giocatori che soffriva,e ci riuscì per molti anni, Alekhine lo stesso e aveva pure simpatie molto ambigue.




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          Giancarlo Castiglioni 23 novembre 2016 at 11:53

          Indubbiamente i mondiali di allora, quando il campione metteva a rischio il titolo con chi voleva e quando voleva, valgono meno degli attuali.




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            chess 23 novembre 2016 at 14:09

            Condivido totalemnte. Valgono molto di meno.




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          fabrizio 23 novembre 2016 at 12:14

          Ovviamente io intendevo dire che la personalità, l’autorevolezza ed il carisma dei Lasker, Capablanca ed Alekhine fosse di alto livello, non che la loro condotta fosse sempre irreprensibile (specie quella di Alekhine).
          Ps: scusa Jas, evidentemente ignoro qualche particolare importante, ma Capablanca (Campione mondiale dal 1922 al 1927 ed in quel periodo considerato pressoché imbattibile) evitò di incontrare quali giocatori? Io ricordo solo Rubinstein (degno avversario ma purtroppo per lui ormai in fase discendente), che non riuscì a trovare i finanziatori per garantire la borsa in palio. Non dimentichiamo che allora le regole del gioco (certo assai poco “sportive” oggi ai nostri occhi) davano al campione in carica pressoché la possibilità di scelta dello sfidante. Molto più discutibile mi sembra la gestione del titolo da parte di Alekhine.




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            paolo bagnoli 23 novembre 2016 at 17:26

            D’accordo per quanto riguarda le manifestazioni (i due match di Alekhine con Bogoljubov non furono altro che fonte di quattrini), molto meno d’accordo per quanto riguarda il livello dei detentori del titolo, anche se un match di rivincita tra Alekhine e Capablanca sarebbe stato quanto meno doveroso.
            Le “Regole di Londra”, con quei diecimila dollari, erano un ostacolo quasi insormontabile da parte dei migliori giocatori dell’epoca (Nimzovich fu un altra vittima, ma a mio avviso con quel Capablanca avrebbe avuto poche speranze) e lo stesso Alekhine dovette sudare sette camicie per giungere al match.




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    Sergio 22 novembre 2016 at 22:16

    Perdere non credo che faccia piacere a nessuno ma un minimo di rispetto per gli appassionati ed il pubblico pagante sarebbe troppo pretendere?




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      Giancarlo Castiglioni 22 novembre 2016 at 22:59

      Non ho capito cosa è successo; sembrerebbe che Carlsen è stato abbandonato da solo sul palco e sene è andato anche lui.




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      fabrizio 22 novembre 2016 at 23:05

      Ma cosa è successo esattamente? Dal video non riesco a capire bene. Se Carlsen (ovviamente in condizioni di spirito non delle migliori!) se ne è andato perché aveva aspettato a lungo, non mi sento di criticarlo eccessivamente; se invece se ne è andato per un piccolo contrattempo, allora non è scusabile ( e ciò rafforzerebbe l’impressione negativa che io ho del personaggio Carlsen).




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    The dark side of the moon 23 novembre 2016 at 10:20

    Quello che è successo non è una novità per il personaggio Carlsen.
    Era in sala stampa e stava aspettando l’arrivo di Karjakin e dopo circa 2 minuti di attesa ha “sbottato”.
    Ora rischia una multa pari al 10% del premio, 40 mila dollari se perde il match, 60 mila dollari se lo vince.
    Facendo questa scenata, secondo me, si è dimostrato un debole.
    Ha fatto la figura del bambino viziato cresciuto in un contesto tutto suo, ha mancato soprattutto di rispetto verso tutti coloro che seguono gli scacchi.
    A questo punto, forza Karjakin!
    Ecco il video integrale del “fattaccio”.




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      Chess 23 novembre 2016 at 10:36

      Eh, insomma, non e’ che abbia fatto una grande figura! Il problema di Carlsen e’ che non ha proprio il fascino di altri giocatori che in tempi passati hanno fatto peggio di lui in certe occasioni. Ripeto quello che ho gia’ detto: anonimo alla scacchiera, anonimo lontano dalla scacchiera.




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      Giancarlo Castiglioni 23 novembre 2016 at 11:57

      Se gli altri erano in ritardo non ha avuto torto ad andarsene.




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        Chess 23 novembre 2016 at 12:11

        Chissa’ se avesse vinto la partita se se ne andava o no? Io dico che se ne stava li’ tranquillo e piacione ad aspettare. Detto questo, ovviamente, e’ comprensibile che con lo stato d’animo abbastanza scosso per la sconfitta ( il mondiale e’ sempre piu’ duro anche se puo’ benissimo ricuperare fin da stasera ) si sia lasciato prendere dal nervoso e dall’impazienza.




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    fabrizio 24 novembre 2016 at 14:23

    Il comunicato ufficiale della Fide sulla vicenda è piuttosto secco e duro con Carlsen.




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      Dino 24 novembre 2016 at 15:24

      Qualcuno gentilmente può tradurmelo o almeno farne un riassunto? grazie




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    fabrizio 24 novembre 2016 at 17:48

    Questo il comunicato FIDE, presente sul suo sito:

    “Magnus Carlsen failed to attend the Round 8 post game press conference. FIDE regulations state that every player must attend the post game press conference, otherwise he will be penalised by a deduction of 10% of his prize money.
    Following the conclusion of the Round 8 game, Karjakin appeared in the Mixed Zone to give brief interviews with the three official media partners to the Championship.
    The procedure for players granting interviews in the Mixed Zone was agreed with the players and their management teams at the Technical Meeting prior to the start of the Championship. Both players have granted brief interviews with the three media partners in each of the preceding 7 rounds and several times one player was waiting on the stage until the other one finished his obligations.
    After round 8, Magnus Carlsen arrived at the Mixed Zone one minute later than Sergey Karjakin and declined to give any interview. He was then offered to wait for a while in the Mixed Zone or on the press conference stage and Magnus decided to wait on the stage. The World Champion decided to leave the Stage 95 seconds later, even though he was informed by the FIDE Press Officer, Anastasiya Karlovich, that Karjakin was about to come to the press conference. The FIDE Press Officer tried to persuade him and his manager to come back to the press conference room, but Magnus Carlsen declined to do so.
    FIDE official statement”

    In sostanza la FIDE dice che Carlsen si è allontanato dalla conferenza stampa, rifiutandosi di attendere l’arrivo di Karjakin, mentre questi stava rilasciando alcune brevi dichiarazioni ai rappresentanti dei tre media ufficiali del torneo, nella cosiddetta Mixed Zone, secondo quanto previsto dagli accordi organizzativi del match a suo tempo convenuti e proseguendo nella prassi delle precedenti 7 partite.
    Viene affermato che Carlsen è giunto nella Mixed Zone un minuto dopo Karjakin e che si è rifiutato di rilasciare a sua volta dichiarazioni, raggiungendo subito la sala stampa. Dopo aver atteso 95 secondi, si è alzato ed abbandonato la sala stampa stessa nonostante gli fosse detto che Karjakin stava arrivando e che l’addetta Anastasiya Karlovich avesse pregato lui ed il suo manager di rientrare.




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    paolo bagnoli 24 novembre 2016 at 18:16

    Ok, capricci a parte la 9° è stata forse la più interessante di quelle giocate fino ad ora: tensione continua, qualche “bivio tattico” che avrebbe potuto incanalare il gioco verso altri lidi e, davanti ad un Carlsen disposto ad assumersi rischi, Karjakin ha dimostrato di godere di nervi d’acciaio. Bella partita, grazie ad entrambi!




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    Roberto Messa 25 novembre 2016 at 08:34

    Faccio il tifo per Carlsen più che altro per il bene degli scacchi nel mondo (e siccome l’Italia fa parte del mondo…;) ma nella decima partita il cambio 19. Axe6? mi ha lasciato allibito e non tanto per il blackout tattico (non aver visto il seguito Cxf2+, Rg2, Ch4+ e patta) che può capitare a tutti e ha contagiato anche Karjakin. Mi ha sconcertato perché “tutti sanno” che salvo eccezioni contingenti in quella struttura si gioca automaticamente Ac2, per poi preparare l’espansione al centro, tanto più se hai il penultimo bianco in un match in cui sei sotto di un punto, diamine, non cambi i pezzi in quel modo, ti giochi il tuo bel centro di partita con l’Alfiere spagnolo, con la ricchezza di contenuti strategici e tattici che questo ti può offrire.

    Nelle 50 mosse seguenti abbiamo visto il miglior Magnus Carlsen, in modalità boa costrictor.




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      Luigi O. 25 novembre 2016 at 09:33

      Rispetto l’opinione dei tifosi di Magnus, del signor Messa in primis sempre pronto su questo meraviglioso sito a “metterci la faccia” ed esprimere opinioni spesso controcorrente, ma proprio “per il bene degli scacchi” auspico che il nuovo campione del mondo risponda al nome di Sergej Karjakin.
      Sarò controcorrente anch’io ma per me è importante che il campione del mondo possa, una volta tanto non esser il più “forte e cattivo”, ma uno sportivo modello per tutti: garbato, educato, disponibile mai “fuori misura”. Ecco, vedo allora più indicata la figura di Sergej rispetto a quella di Magnus ma, lo so, si tratta di opinioni personali e per tanto discutibilissime e, vi vengo incontro, mi rendo benissimo anche conto che una competizione è una competizione: Ettore soccombe al “più forte e cattivo” Achille proprio perché nel duello non vince il più “buono” ma (purtroppo per me…;) il più “bravo”.
      Grazie, (continuate così!)
      Luigi O.




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        fabrizio 25 novembre 2016 at 11:05

        Sottoscrivo completamente quanto dici. E’ inevitabile che nello sport (e forse anche nella vita) vinca “il più forte” (nella specifica disciplina); ma “più forte” molto spesso non significa “migliore” (in senso più globale).




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      Giancarlo Castiglioni 25 novembre 2016 at 10:21

      Anche io penso che per il bene degli scacchi sia meglio che vinca Carlsen.
      E’ indubbiamente il più forte e con tutta probabilità lo rimarrà per i prossimi anni.
      A meno di improbabili salti di qualità, Karjakin sarebbe un campione destinato ad arrivare a centro classifica nei supertornei ed a perdere il titolo al prossimo giro.
      Le considerazioni su gentilezza e disponibilità mi sembrano fuori luogo oltre che molto dubbie su chi non si conosce personalmente.




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    fabrizio 25 novembre 2016 at 08:40

    Tutto da rifare! Nella decima partita Karjakin, dopo aver mancato una bella variante di patta alla 20° mossa, non è riuscito a resistere alla tipica pressione posizionale, lenta ma inesorabile , di Carlsen. Il match torna in parità e, con due sole partite da giocare, tutto può ancora succedere: ma Carlsen, almeno psicologicamente, sembra senz’altro il favorito. Io spero che Karjakin mi smentisca.




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    Roberto Messa 25 novembre 2016 at 08:53

    OK, crocifiggetemi ma dirò la mia anche sull’incidente della conferenza stampa dopo la sconfitta dell’ottava partita. La prima cosa che capisco dal comunicato Fide è che l’essersene andato costerà a Carlsen circa 50mila euro. Ne scommetterei altrettanti che alcuni di voi, se un gesto simile l’avessero fatto Fischer o Korchnoi (che hanno fatto ben di peggio, come Kasparov e altri), avrebbero commentato che era una delle tipiche manifestazioni della “grande personalità” di questi campioni, capaci di sputare su 50mila euro in forza del loro carattere incommensurabile. Ma io voglio mettermi nei panni di un ragazzino un po’ viziato che, dopo tanti anni di trionfi, è sul punto di perdere il titolo mondiale per aver cercato di forzare una partita contro un avversario apparentemente granitico. Esausto, dopo 5 ore di gioco, si ritrova da solo ed esposto a una piccola folla, magari vuole piangere di rabbia o dare calci contro il muro, ma lì è pieno di telecamere… Il tutto, notate bene, in un contesto organizzativo tutto russo o filo russo, dall’addetta stampa della Fide agli sponsor del match.




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      Alessandro Colella 25 novembre 2016 at 09:12

      Roberto, sottoscrivo ogni parola che hai detto!




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    The dark side of the moon 25 novembre 2016 at 09:47

    L’analisi di Roberto riguardo il cambio di alfieri in e6, seguita poi dal “rifiuto” (?) di patta di Karjakin con Cxf2+ fa pensare a quanto influente possa essere l’aspetto psicologico in questo gioco.
    Possibile che Carlsen non abbia valutato cattivo per lui il cambio di alfieri in e6?
    Possibile che Karjakin non abbia visto la variante di patta catturando il pf2 con scacco?
    L’unica cosa certa che si può dire è che il russo ha restituito il punto “suicidandosi” come aveva fatto Carlsen nella 8a partita, forzando una situazione senza speranza di vittoria.
    Dopo la bella patta nella 9a partita strappata da Karjakin, se ieri Carlsen non avesse vinto, la situazione sarebbe diventata ancora più difficile per lui.
    Ora lo vedo di nuovo favorito invece.
    Riguardo l’incidente in conferenza stampa dell’altro ieri, mi limito a dire usando un eufemismo che Magnus non ha fatto una bella figura….
    Comunque vada a finire penso che sarà stato un bel campionato, sicuramente migliore dei precedenti due.




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      Roberto Messa 25 novembre 2016 at 10:53

      Che non ha fatto una bella figura sono d’accordo (forse nel mio commento l’ho dato per sottinteso).

      Anche sul fatto che per adesso non è che un ragazzino viziato.
      Volevo più che altro dire che lo capisco: sono le legnate che ti fanno diventare uomo 😉




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    Giancarlo Castiglioni 25 novembre 2016 at 10:34

    Non capisco questa ammirazione per la nona partita.
    Per come la vedo io Carlsen ha sacrificato (o perso?) un pedone in apertura avendo un compenso del tutto insufficiente e poi si è barcamenato fino alla fine riuscendo a strappare la patta sempre sotto di un pedone.
    Kariakin, sempre in vantaggio, non è riuscito a concretizzare e ha mancato una combinazione vincente con 39 Db3.




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      Dino 25 novembre 2016 at 10:39

      Volevo appunto chiedere questo, proprio relativamente alla nona partita. Ho sentito anch’io che con 39.Db3 Karjakin avrebbe potuto vincere. Sono un principiante, mi potete spiegare in modo elementare per favore?




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        Roberto Messa 25 novembre 2016 at 11:06

        Il punto tattico di 39. Db3 era 39… Cxf5 40. Axf7+! Dxf7 41. Dxf7+ Rxf7 42. Txh7+ quindi se 42… Cg7 43. Ah6
        altrimenti 42… Re6 43. Txc7 con un finale forse salvabile nonostante i due pedoni in meno ma di certo doloroso per il Nero (scusa eventuali lapsus perché vado a memoria).




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          Giancarlo Castiglioni 25 novembre 2016 at 14:27

          Hai ragione, mi ero fidato delle analisi di stockfish, ma la situazione non è così chiara. Dopo 43 Txc7 il nero non sta molto peggio che nella partita, poi c’è anche la possibilità di 40…Rg7 con altre posizioni non sicuramente perse.




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          Dino 25 novembre 2016 at 15:15

          Grazie, gentilissimo!




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      Roberto Messa 25 novembre 2016 at 11:01

      Se non erro tutta quella variante della Spagnola – parlo della nona partita – è ultrateorizzata fino al mediogioco.
      A naso condivido il parere di giocatori più esperti e aggiornati di me: entrandoci Carlsen ha rischiato parecchio perché il compenso per il pedone è sul filo del rasoio ed era più che probabile che la squadra dei russi avesse preparato la variante meglio di lui, infatti è sempre stato sotto e dopo la debole …Ce7? poteva finire anche peggio.
      Va detto che anche in una partita precedente Carlsen col Nero si è esposto al rischio di essere infilzato teoricamente, in quella spettacolare scaramuccia del Gambetto Marshall.




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    The dark side of the moon 25 novembre 2016 at 10:41

    Facendo un giro sul web ho saputo che Karjakin non aveva visto subito la variante che l’avrebbe portato alla patta.
    Carlsen dopo aver giocato Axe6 si è immediatamente reso conto che Cd2 (forzata) permetteva Cxf2+ del russo.
    Ma a quel punto sorge un mistero.
    Perchè Carlsen anzichè giocare f3 dopo d5 di Karjakin ha ridato la possibilità di pattare al russo giocando Dh5?
    Sergej aveva visto Cxf2+ proprio dopo Dh5 ma ha detto che non è riuscito ad analizzarla bene.




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      Roberto Messa 25 novembre 2016 at 12:45

      20… Cxf2+ 21. Rg2 Ch4+! è un sacrificio abbastanza brutale con un esito forzato “facile” dopo 22. Rg1 Ch3+ 23. Rh1 Cf2+. Che nessuno dei due se ne sia accorto se non dopo l’errore (dicono che vedendo la diretta video Carlsen aveva una faccia disperata dopo 19…fxe6) è un segno della stanchezza e della tensione accumulata nel match.

      Molto più difficile e sottile, se non acrobatica, è la ripetizione indicata dal computer dopo 21. Dh5?! Cxf2+! 22. Rg2 Df7! (minaccia …Cf4+) 23. Rg1 (difficile per un umano calcolare che questa sia l’unica buona per il bianco, soprattutto da parte del Nero che deve pur sempre temere la cattura del Cavallo inchiodato in f2) 23… Df6! (un’altra difficile da calcolare, l’idea del computer credo sia solo quella di impedire 23. De2 cui seguirebbe di nuovo 23… Ch4+ con patta forzata) e ora non chiedetemi perché il computer non preveda continuazioni diverse da 24. Rg2 Df7 25. Rg1 e patta per ripetizione. Perciò mi sembra abbastanza normale che sia Carlsen che Karjakin non abbiano visto, o non abbiano dato credito, al balletto Df6-Df7-Df6.




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    paolo bagnoli 25 novembre 2016 at 18:34

    Ringrazio anche per la 10° e mi scuso per aver detto che il primo che fosse andato in goal sarebbe divenuto il favoritissimo. Mi associo a coloro che definiscono incomprensibile il comportamento di Karjakin; una patta, restando con il punto di vantaggio, era proprio da buttare?




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    Chess 25 novembre 2016 at 23:19

    Vedremo le ultime due partite. Carlsen? un buon giocatore e niente di più. Karajakin? Un buon giocatore e niente di più.




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      Giancarlo Castiglioni 26 novembre 2016 at 08:42

      Per Carlsen e Karjakin “un buon giocatore” mi sembra poco; direi ottimi giocatori, fortissimi giocatori.
      E cosa intendi con “e nulla più”?
      Io ho conosciuto molti “buoni giocatori” e in tutti quelli con cui ho avuto occasione di scambiare più di qualche parola ho trovato una forte personalità, certamente con pregi e difetti, spesso una profonda cultura e molti interessi al di fuori degli scacchi.
      Nessuno che si potesse liquidare con un “e nulla più”.




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        paolo bagnoli 26 novembre 2016 at 11:30

        Concordo totalmente.




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        Chess 26 novembre 2016 at 18:18

        Intendo dire proprio quello che ho detto: buoni o fortissimi giocatori giocatori come dici tu, ‘ma nulla di più’ Non lasceranno nessun segno nel gioco degli scacchi




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          paolo bagnoli 26 novembre 2016 at 20:52

          Si tratta di vedere se si vuole considerare il “peso” di un giocatore in base ai suoi risultati agonistici oppure a… che cosa? E si tratta anche di considerare il “giocatore” nelle vesti di “creatore” e non solo di quasi inarrivabile e sublime “tecnico del gioco”.
          Il discorso sarebbe molto lungo, ma se posso esprimere la mia opinione in merito (e in questa sede fortunatamente posso), devo dire che un Carlsen in forma è TECNICAMENTE quasi insuperabile. Aggiungo che dal punto di vista creativo cento varianti sfornate dal computer non valgono la “creazione” della Difesa Alekhine; chi vuol capire capisca.
          E’ per i suddetti motivi che tendo a concordare sulla tesi dei “grandi esecutori” tra i quali (chiedo scusa) eccelle a mio avviso Kasparov, quello degli anni migliori, pronto ad accettare qualunque sfida sul piano della più raffinata tattica e tuttavia sempre legato ad un fondamento strategico radicatosi già in fase di apertura, eredità di Botvinnik (e anche qui chi vuol capire capisca).
          Il fascino del nostro gioco è tutto qui: vale più la “linearità” di Capablanca o la “contorsione” di Alekhine? Vale più la fredda analisi tecnica del computer o il miglioramento concepito da… chi?




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            Giancarlo Castiglioni 26 novembre 2016 at 22:22

            L’unico modo per valutare oggettivamente i giocatori sono i risultati.
            Karjakin è da qualche anno intorno alla decima posizione nel mondo, potrebbe essere un campione del mondo “di passaggio” come ce ne sono stati tanti, un po’ poco per entrare nella storia.
            Carlsen è campione da tre anni, ha già difeso il titolo due volte con successo e da sei anni è in testa alla graduatoria mondiale, ultimamente con largo margine.
            E’ già molto, ma potrebbe fare molto di più.
            Penso sia ancora in crescita e possa rimanere n°1 e campione del mondo per altri 10 anni.
            Se così fosse lascerà una traccia nella storia degli scacchi paragonabile a quella di Kasparov.




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              The dark side of the moon 27 novembre 2016 at 09:15

              Non sono un fan di Carlsen ma è fuori discussione che se gioca ancora a questi livelli, magari tra qualche anno sarà già paragonabile a Capablanca.
              Poi che piaccia o no, i risultati non sono contestabili.
              Ieri voleva pattare e lo ha fatto con una semplicità disarmante, stasera non credo che rischierà granchè: se arriva agli spareggi rapid si confermerà campione al 99%.
              Secondo il mio parere Magnus lascerà una impronta importante nella storia degli scacchi, ammesso che non l’abbia già lasciata.
              PS.
              E se nei prossimi giorni perdesse il titolo? 😈




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              Luigi O. 27 novembre 2016 at 11:47

              Sono d’accordo solo in parte: l’appassionato non “valuta”, l’appassionato si emoziona!
              Prendiamo il ciclismo, di esempi ne troviamo infiniti: Indurain era più forte ma il cuore batteva per Franco Chioccioli, no?
              Armstrong era più “strong” ma chi ci faceva emozionare veramente se non “il Pirata” Pantani??
              Idem per Anquetil e Poulidor prima, per Merckx e Gimondi…
              Mi dia retta caro Giancarlo, il più forte non sempre è colui che vince di più.




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  68. avatar
    Chess 27 novembre 2016 at 22:43

    Vediamo se domani questo mondiale pattaiolo si risolverà per un verso o per l’altro oppure si dovrà aspettare la triste conclusione degli spareggi rapid. Poveri scacchi!




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  69. avatar
    The dark side of the moon 28 novembre 2016 at 13:49

    Comunque vada, spero si evitino gli spareggi rapidi.
    Credo però che Carlsen troverà una linea super-pattaiola per giocarsi le rapid dove al 99% potrà riconfermarsi campione.
    Vedremo quanto Karjakin sarà disposto a rischiare.




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      lordste 28 novembre 2016 at 14:53

      Anche io mi auguro si evitino gli spareggi, ma “vedo” di più un Carlsen propositivo, che cercherà di chiuderla nel suo stile, pressando senza troppo rischiare ma cercando sempre di porre problemi al nero. Le rapid lo vedono favorito, ma secondo me stasera si giocherà “a una porta sola”.




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        Giancarlo Castiglioni 28 novembre 2016 at 22:54

        Anche io pensavo che Carlsen ci avrebbe provato, anche senza rischiare troppo.
        Ma razionalmente rischia meno in 4 partite rapid, dove se ne perde una ha la possibilità di recuperare, piuttosto che in una partita sola a tempo lungo, dove se perde è tutto finito.
        Per Karjakin era impensabile che cercasse di forzare nell’ultima partita per di più con il nero. Poi aver finito la prima parte in parità per lui è già un successo e nel rapid può succedere di tutto.
        Come ho già scritto, giocano per il risultato, non per la platea.




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  70. avatar
    The dark side of the moon 28 novembre 2016 at 21:11

    Eccoli qua, spareggi 🙁
    Capisco forse (…;) Carlsen ma Karjakin almeno poteva un minimo provarci.




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  71. avatar
    Chess 28 novembre 2016 at 21:12

    Spettacolare patta stasera. Difficile immaginare un buon futuro per gli scacchi con questi giocatori.




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  72. avatar
    paolo bagnoli 28 novembre 2016 at 23:00

    E così, dopo i brividi della 12°, siamo ai calci di rigore per la gioia dei grandi e dei piccini! Il campione in carica, visti i suoi trascorsi, appare nettamente favorito anche se non appare nella sua forma migliore: mah…….




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  73. avatar
    paolo bagnoli 29 novembre 2016 at 16:53

    Quando giocheranno?




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      chess 29 novembre 2016 at 17:57

      domani sera




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  74. avatar
    Mongo 1 dicembre 2016 at 00:01

    Magnus vince la terza partita dei tie-break e si riaggiudica la corona di campione del mondo.




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      fabrizio 1 dicembre 2016 at 00:52

      Carlsen si aggiudica anche la quarta partita e si conferma campione.




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  75. avatar
    Giancarlo Castiglioni 1 dicembre 2016 at 00:49

    Poi vince anche la quarta e avrebbe potuto vincere la seconda.
    In tutte le partite è stato in netto vantaggio di tempo.
    Nel rapid è stato nettamente più forte.




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  76. avatar
    Luigi O. 1 dicembre 2016 at 08:17

    Peccato, perché dopo il salvataggio spettacolare da parte di Karjakin nella seconda partita di spareggio ci speravo ancora.




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  77. avatar
    Chess 1 dicembre 2016 at 08:51

    Carlsen nel Rapid si riconferma con merito campione del mondo. In molti dicono che questa formula del Rapid snaturi la natura degli scacchi e che sia la piu’ sbagliata formula che la Fide possa scegliere. Io non credo che sia solo questo il problema.




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  78. avatar
    fabrizio 1 dicembre 2016 at 11:26

    In conclusione: Carlsen si riconferma, in maniera più faticosa del previsto, contro un Karjakin che sembra aver dato il massimo. Certo molte partite hanno lasciato a desiderare dal punto di vista dello spettacolo per gli appassionati, ma ormai questo temo che sia un aspetto inevitabile (??) del professionismo esasperato che pervade ogni sport (e non solo): la ricerca dell’utile, non del bello. 😥 😥




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      Marco Pic 1 dicembre 2016 at 19:10

      …però l’ultima mossa del match Dh6 è veramente bella non vi sembra?

      Marco Pic




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        Giancarlo Castiglioni 1 dicembre 2016 at 21:28

        Vero, concludere un mondiale con un sacrificio di donna, per giunta bellissimo, è una cosa incredibile.
        Non è mai successo e non succederà mai più nella storia degli scacchi.
        Si parla tanto male delle partite rapid, ma senza il finale rapid non lo avremmo mai visto; ci sarebbe stato un banale abbandono un paio di mosse prima.




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        Jas Fasola 1 dicembre 2016 at 22:22

        tanto più che doveva averlo visto prima, in quanto dopo Rh7 qualsiasi altra mossa avrebbe perso.




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  79. avatar
    The dark side of the moon 1 dicembre 2016 at 14:07

    Secondo me Carlsen da questo mondiale non ne esce benissimo.
    Si è confermato facendo una enorme fatica solo negli spareggi rapid.
    E’ andato in svantaggio nelle partite classiche non sfruttando posizioni teoricamente vinte nelle partite 3 e 4 (per una finalista come lui è abbasatnza strano…;)
    L’unico dubbio che mi resta è il perchè Karjakin non si sia giocato le ultime 2 partite a tempo lungo.
    Nelle rapid partiva nettamente sfavorito come poi si è dimostrato.
    A proposito di rapid: nella 2 partita, dopo l’errore di Carlsen è stato spettacolare il salvataggio di Karjakin: da antologia dei finali.




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      alex67 1 dicembre 2016 at 18:38

      Perchè Karjakin non se l’è giocata nelle ultime partite a tempo lungo…
      Penso che dopo essere andato in vantaggio, l’essere subito ripreso l’abbia colpito psicologicamente e abbia di fatto deciso il match, il russo forse non ci credeva più, ha cpito che bastava una partita che Carlssen giocasse da Carlssen e tutto era finito…
      Karjakin ha giocato benissimo, Carlssen di certo meno di quanto avrebbe potuto…
      Secondo me la tattica del russo era quella di far innervosire il norvegese (ed era giusta in teoria), facendo una serie di patte e poi appena c’è stata l’occasione dare la stoccata per andare in vantaggio…
      Ma appena è successo è stato ripreso…
      Attaccare nelle ultime due partite significa pure sottoporsi a rischi, con Magnus forse non se la sentiva, sapeva di essere oggettivamente inferiore e non era lucido

      Carto il regolamento del match non aiutava, decisamemte da cambiare




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  80. avatar
    paolo bagnoli 1 dicembre 2016 at 20:43

    Sicut erat in votis….. Rimango ancora di più radicato nella mia convinzione che la formula sia la più sciagurata possibile. Signori della FIDE, trovate qualcos’altro per favore.
    P.S. Carlsen è comunque un degnissimo campione mondiale.




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      Giancarlo Castiglioni 1 dicembre 2016 at 21:57

      Le rapid alla fine non piacciono a nessuno, neanche a me, ma per cambiare bisogna proporre qualcosa di meglio.
      Limitare la lunghezza del match e sopratutto avere una lunghezza certa non è un capriccio degli organizzatori, ci sono ragioni concrete.
      Per i giocatori prevedere un possibile impegno per qualche settimana in più non sarebbe un grosso problema, ma il prolungamento comporterebbe molte spese in più.
      Affitto della sala, alloggio di arbitri, giornalisti, organizzatori, collegamenti televisivi e così via.
      Poi è già difficile mantenere l’interesse dei media per 12 partite, con tempi più lunghi l’interesse cadrebbe verticalmente.
      Portare le partite da 12 a 16 o 20 o 24 non cambierebbe radicalmente le cose e rimane il problema di cosa fare in caso di parità.
      Rimane il campione? le rapid? altre due partite aggiuntive e poi altre due?
      Tutti sono terrorizzati dal primo match Karpov – Kasparov; viste le 10 patte su 12 di questo match una ripetizione non è improbabile.
      Ogni formula ha i suoi inconvenienti, tutto sommato l’attuale mi sembra la meno peggio.
      Unica proposta che mi sento di fare è una ulteriore serie di 4 partite rapid dopo le prime 4 in caso di parità.




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  81. avatar
    Giancarlo Castiglioni 1 dicembre 2016 at 21:31

    Analizziamo il match separando la parte a tempo lungo e quella rapid.
    Nella prima parte Karjakin è stato in vantaggio nella ottava partita che ha vinto, quando Carlsen ha forzato una posizione pari oltre al ragionevole, e nella nona che non è riuscito a vincere, in cui Carlsen ha fatto un dubbio sacrificio in apertura.
    Carlsen, sempre aumentando la pressione in centro partita da posizione pari, è andato in vantaggio nella terza e quarta, che non è riuscito a vincere, e nella decima che ha vinto.
    Quindi è stato sempre Carlsen a condurre, nel bene e nel male, Kariakin ha agito di rimessa e lo ha fatto molto bene, tanto che è andato vicino a vincere il match.
    Nella parte rapid Karjakin non è mai stato meglio, Carlsen è andato in vantaggio nella seconda partita, in cui Karjakin si è difeso miracolosamente e nella terza e quarta che ha vinto.
    Ma la quarta partita fa storia a se; Karjakin ha vinto il torneo dei candidati perché Caruana nell’ultimo turno doveva vincere assolutamente, per forzare ha giocato per la prima volta la siciliana e ha perso.
    Nemesi degli scacchi e nel mondiale Karjakin si è trovato nella stessa situazione; anche lui ha adottato per la prima volta la siciliana e ha perso.
    Comunque il fattore decisivo delle partite rapid è stato il tempo; in tutte le partite Carlsen era sempre in grande vantaggio, quando Karjakin ha esaurito il tempo ha sbagliato ed ha perso.
    Concludendo, per me tutti e due bravissimi, il match sarà anche stato poco spettacolare, ma di alto livello.
    Karjakin ha giocato al massimo delle sue possibilità, non ha niente da rimproverarsi.
    Carlsen ha giocato la prima parte del match al di sotto del suo abituale livello, anche per merito di Karjakin naturalmente; poi quando si è trovato in svantaggio ha dimostrato di essere il più forte e ha vinto meritatamente.




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  82. avatar
    Chess 1 dicembre 2016 at 22:15

    Non saprei quale altra formula adottare ma di certo un mondiale come questo deve sottostare anche alle esigenze di GM più dediti a fare soldi che a giocare. Un mondiale più lungo porterebbe via molto calendario ai supertornei annuali. Siamo sicuri che i giocatori accetterebbero? Detto questo, a mio parere, nel suo insieme questo è stato un mondiale modestissimo di cui tra poco tempo nessuno ricorderà più niente.




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  83. avatar
    Mongo 2 dicembre 2016 at 18:05

    Aboliamo il mondiale e come nel tennis il campione del mondo è colui con il punteggio (Elo o chi per esso) più alto…




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      Roberto Messa 3 dicembre 2016 at 19:32

      Forse il mondiale si abolirà da solo, perché di fatto le spese organizzative e la borsa sono superiori alla disponibilità di sponsor “commerciali”, se non si muove Putin (in persona o quasi) a chiedere per favore una milionata a qualche grande società società russa che non può dire di no, come abbiamo visto sia questa volta che per il match di Sochi del 2014. Quello del 2012, in India, è stato finanziato direttamente dal governo, in pratica con i soldi dei contribuenti indiani. Da notare che la società organizzatrice AGON (cui incomprensibilmente la Fide ha appaltato in esclusiva i campionati del mondo per un tot di anni) è anch’essa un sottoprodotto del sottobosco russo in cui si muove come un gatto il presidente della Fide Ilyumzhinov, che in pieno conflitto di interessi pare sia pure socio occulto di questa strana società. Della faccenda hanno parlato i giornali anche quando sono usciti i Panama papers. Comunque questa AGON l’anno scorso aveva promesso una borsa di 2 milioni, poi ha dimezzato a un milione. Lo stesso Carlsen, pur avendo una buona visibilità nei paesi occidentali – e buone conoscenze tipo Mark Zuckerberg e Bill Gates – non riesce a incidere in questo stato di cose.




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        Giancarlo Castiglioni 4 dicembre 2016 at 10:33

        Non me ne preoccuperei troppo, è una situazione comune a molti sport, sostenuti dallo stato a spese del contribuente.
        Vedi quasi tutti gli sport olimpici, molti atleti sono dei carabinieri o della guardia di finanza e pensano solo ad allenarsi.
        Credo che per il mondiale di scacchi nel mondo di oggi i soldi si troveranno sempre, se non saranno sponsor privati sarà il governo russo o indiano o magari un domani quello norvegese.
        La tua osservazione fa notare come sia irrealistico pensare ad un mondiale più lungo delle 12 partite.
        Mantenendo la cadenza di due anni forse sarebbe meglio 8 partite normali seguite da 8 rapid.
        Certi eventi sportivi, come Olimpiadi, Mondiali di calcio, coppa America della vela, devono il loro prestigio al più lungo intervallo tra una manifestazione e la successiva.
        Passare a 3 o 4 anni potrebbe dare maggiore importanza anche al mondiale di scacchi.
        Ma è inutile parlarne, tanto decide tutto il presidentissimo FIDE.
        la cadenza ma a




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  84. avatar
    Enrico 3 dicembre 2016 at 10:11

    Visto il gruzzolo che hanno (credo meritatamente) intascato i due finalisti non credo che i primi dieci giocatori della classifica mmondiale siano d’accordo per abolire il match.Che poi è la Storia degli scacchi,da sempre




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  85. avatar
    Mongo 3 dicembre 2016 at 12:15

    Chicca finale sul mondiale…
    Commentatore incredulo, assolutamente da vedere:




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    • avatar
      Jas Fasola 5 dicembre 2016 at 15:15

      Tal vede Dh6 solo quando viene giocata, Judith Polgar aveva visto la minaccia ancora prima che Karjakin giocasse Df2 🙂




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