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World Chess Rapid & Blitz Championships

Scritto da:  | 28 dicembre 2016 | 72 Commenti | Categoria: Attualità, Campionati, Internazionale

doha-2016-05Tra il 26 e il 30 Dicembre si disputeranno i Mondiali Rapid e Blitz, la sede di gioco si trova a Doha in Qatar.
Il regolamento di gioco prevede la possibile partecipazione di tutti quei giocatori che sono Campioni Nazionali oltre a coloro con Elo pari o superiore a 2500 punti.
Nel Rapid verranno disputati 15 turni di gioco con cadenza di 15’+10″; nel Blitz ci saranno 21 turni con cadenza di 3’+2″.
Nel femminile, oltre alle Campionesse Nazionali possono partecipare le giocatrici con Elo pari o superiore a 2200 punti, nel Rapid verranno giocati 12 turni e nel Blitz se ne giocheranno 15.

Questi i primi 10 partecipanti per Elo:

magnus-carlsen1.Magnus Carlsen, 2853

maxime-vachier-lagrave2.Maxime Vachier-Lagrave, 2811

levon-aronian3.Levon Aronian, 2795

sergej-karjakin4.Sergej Karjakin, 2785

viswanathan-anand5.Viswanathan Anand, 2779

hikaru-nakamura6.Hikaru Nakamura, 2779

ian-nepomniachtchi7.Ian Nepomniachtchi, 2767

shakhriyar-mamedyarov8.Šachrijar Mamedjarov, 2762

pavel-eljanov9.Pavel Eljanov, 2757

vassily-ivanchuk10.Vassily Ivanchuk, 2754

Le prime 5 nel femminile sono:

ju-wenjun1.Ju Wenjun, 2580

anna-muzycuk2.Anna Muzyčuk, 2561

humpy-koneru3.Humpy Koneru 2557

alexandra-kosteniuk4.Alexandra Kosteniuk 2555

dronavalli-harika5.Harika Dronavalli, 2543

Tra gli italiani in gara ci saranno Luca Shytaj e Olga Zimina nel femminile.

luca-shytaj olga-zimina
Nel 2015 hanno trionfato Carlsen nel Rapid e Grischuk nel Blitz.

Questo è il calendario di gioco:

  • 26 Dicembre Rapid: turni 1-5 ore 15:00
  • 27 Dicembre Rapid: turni 6-10 ore 15:00
  • 28 Dicembre Rapid: turni 11-15 ore 15:00
  • 29 Dicembre Blitz: turni 1-11 ore 15:00
  • 30 Dicembre Blitz: turni 12-21 ore 15:00

Attenzione al fuso orario, si gioca alle 15,00 ora locale ma da noi saranno le 13:00

Qui il sito ufficiale

doha-2016-04

avatar Scritto da: The dark side of the moon (Qui gli altri suoi articoli)


72 Commenti a World Chess Rapid & Blitz Championships

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    Uomo delle valli 24 dicembre 2016 at 10:03

    SoloScacchi sempre più a 360 gradi! Bravissimi! ;)




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    Luigi O. 24 dicembre 2016 at 10:17

    Carlsen e Nakamura su tutti, ma sarà anche interessante rivedere impegnati nello stesso torneo Carlsen e Karjakin dopo il recente mondiale.




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      fabrizio 24 dicembre 2016 at 15:14

      Condivido il pronostico. Ma io, oltre che per gli italiani (ovviamente per un piazzamento dignitoso) tiferò per i “vecchi” Anand e Ivanchuk. A tutti buone feste.




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    Jas Fasola 24 dicembre 2016 at 17:52

    Fare il tifo per gli italiani sarà un po’ difficile, c’è solo Shytaj, che fa compagnia alla moglie Elisabeth Paehtz. La Zimina parteciperà (se vorrà) al mondiale a tempo “lungo”.




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    The dark side of the moon 24 dicembre 2016 at 21:37

    Io tifo Aronian ma penso che anche questa volta non farà un grande risultato…(lo dico per scaramanzia, non si sa mai).
    Dopo domani si inizia, per chi può consiglio di vedersi le dirette: sono molto divertenti.
    Nel frattempo, a tutti un sereno Natale! ;)




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    The dark side of the moon 26 dicembre 2016 at 13:32

    Per vedere la diretta video:
    https://www.chess.com/tv :D




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    The dark side of the moon 26 dicembre 2016 at 20:07

    Mi sono visto praticamente tutta la diretta, circa 6 ore e mezzo…. :p
    Adesso inizio a dare qualche numero….
    Questa la classifica dei primi 10 giocatori dopo i primi 5 turni:

    1.GM Korobov Anton UKR 5 punti (punteggio pieno!)
    2.GM Aronian Levon ARM 4.5 punti
    3.GM Pantsulaia Levan GEO 4 punti
    4.GM Bok Benjamin NED 4 punti
    5.GM Li Chao B CHN 4 punti
    6.GM Vidit Santosh Gujrathi IND 4.0 punti
    7.GM Grischuk Alexander RUS 4.0 punti
    8.GM Mamedyarov Shakhriyar AZE 4.0 punti
    9.GM Melkumyan Hrant ARM 4.0 punti
    10.GM Sanal Vahap TUR 3.5 punti

    Non vedete Carlsen perchè è 20.mo, è partito addirittura con 0.5/2, poi ha vinto le rimanenti 3

    Nel femminile queste sono le prime 5 (si sono giocati 4 turni):

    1.GM Muzychuk Anna UKR 4 punti (en plein!)
    2.IM Gaponenko Inna UKR 3.5 punti
    3.GM Kosteniuk Alexandra RUS 3 punti
    4.WGM Goryachkina Aleksandra RUS 3 punti
    5.GM Lagno Kateryna RUS 3 punti

    Qualcuno ha visto le partite o sono stato l’unico pazzo ad incollarmi al pc fino a quasi sfinimento?




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      Dino 26 dicembre 2016 at 21:09

      Grazie Dark, purtroppo non son riuscito a vederle. Chi ti è sembrato più “in palla” finora?




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        fabrizio 26 dicembre 2016 at 22:16

        Io non ho ancora capito chi è più in palla, ma certamente risalta la partenza disastrosa di Carlsen, che si salva a malapena nella prima con uno scacco perpetuo (dopo che l’avversario non aveva visto un semplice matto in tre mosse) e nella seconda gioca una pessima partita, perdendo duramente.
        Nella terza e quarta partita vince senza gloria contro avversari modesti(per il suo livello), nella quinta vince finalmente, ma senza brillare, contro un avversario di rango (Inarkiev).
        Dopo un tale inizio Carlsen non può che migliorare: uscirà alla distanza?




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      Mongo 29 dicembre 2016 at 10:18

      Non tutte le 6 ore, ma buona parte.
      Però solo della prima giornata. :)




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    fabrizio 26 dicembre 2016 at 23:05

    Anche la partenza di Nakamura sembra faticosa: due patte iniziali, poi una vittoria (più per demerito dell’avversario, che si lascia sfuggire una posizione superiore), poi un’altra patta avventurosa (il suo avversario non riesce a concretizzare un finale di cavalli con un pedone di vantaggio) e ancora una vittoria in una partita confusa al quinto turno. Vita dura per i favoriti?




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    Giancarlo Castiglioni 26 dicembre 2016 at 23:41

    Anche Karjakin é partito male.
    Può darsi che parecchi partecipanti si siano allenati al gioco rapid in previsione del mondiale, cosa che i favoriti non hanno potuto fare per altri impegni a tempo lungo.
    Mi aspetto che i favoriti vengano fuori alla distanza.




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    fabrizio 27 dicembre 2016 at 15:32

    Al 7° turno dura sconfitta per Carlsen ad opera di Ivanchuk.




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    Daniele Marione 27 dicembre 2016 at 19:23

    Carlsen rimane comunque ancora in lotta per la vittoria. Sprofondati invece completamente Nakamura (4 patte e 1 sconfitta oggi), Karjakin e Vachier-Lagrave.




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    The dark side of the moon 27 dicembre 2016 at 20:00

    Oggi si sono disputati i turni 6-7-8-9-10, domani gli ultimi 5 turni.
    Questa la classifica dei primi 10 dopo la seconda giornata:

    1.Ivanchuk Vassily 8 punti
    2.Mamedyarov Shakhriyar 7,5 punti
    3.Nepomniachtchi Ian 7.5 punti
    4.Aronian Levon 7 punti
    5.Vidit Santosh Gujrathi 7 punti
    6.Korobov Anton 7 punti
    7.Grischuk Alexander 7 punti
    8.Anand Viswanathan 7 punti
    9.Carlsen Magnus 7 punti
    10.Dominguez Perez Leinier 7 punti

    Dunque in testa Chucky ma tutto può ancora accadere.
    I miei due cavalli (Aronian e Dominguez) sono piazzati tra i primi 10, oggi Levon non è andato granchè (2,5/5), era partito benissimo battendo Korobov, leder del momento ma poi nelle restanti 4 partite ha collezionato solo 3 patte e 1 sconfitta contro Mamedyarov.
    Dpominguez invece ha confermato il 3.5/5 realizzato nella giornata di ieri.

    Tra le donne, queste sono le prime 5 (domani gli ultimi 4 turni):

    1.Muzychuk Anna 7 punti
    2.Kosteniuk Alexandra 5.5 punti
    3.Lagno Kateryna 5.5 punti
    4.Khademalsharieh Sarasadat 5.5 punti
    5.Javakhishvili Lela 5 punti

    Qui c’è poco da dire: Anna sembra, anzi è di un altro livello rispetto alle altre.




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    fabrizio 27 dicembre 2016 at 21:14

    I miei due “vecchietti” preferiti Ivanchuk e Anand (non brillantissimo, ma solido e ancora imbattuto) si stanno comportando bene e li vedo tra i principali favoriti (ovviamente insieme a Mamedyarov e Nepomniachtchi) per la vittoria finale. Nonostante due brutte sconfitte Carlsen è ancora in grado (a differenza di Nakamura, ormai fuori gioco) di approfittare di eventuali passi falsi di quanti lo precedono; io lo credo però improbabile, visto lo stato di forma non brillante finora dimostrato (magari sarò smentito di brutto da Magnus, al quale non manca di certo la grinta!). Mi sembrano in fase calante Aronian e Korobov, mentre, a mio parere, Grishuk potrebbe ancora fare la sorpresa.
    Per il momento il nostro Luca Shytai sta fornendo una prestazione mediocre, un pò al di sotto delle sue possibilità.




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    fabrizio 28 dicembre 2016 at 14:29

    All’11° turno nuova sconfitta di Carlsen contro Korobov, mentre Ivanchuk perde lo scontro con Nepomniachtchi, che passa in testa.




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    Daniele Marione 28 dicembre 2016 at 18:58

    Chuky campione del mondo a 47 anni, che roba.




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      fabrizio 28 dicembre 2016 at 19:51

      Sì, finalmente è apparsa la classifica ufficiale sul sito Chessresult.




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    The dark side of the moon 28 dicembre 2016 at 19:47

    Standing ovation per Ivanchuck!
    Un campione vero, dopo aver vinto l’ultima partita contro Melkumyan ha dichiarato di essere stato estremamente fortunato.
    Un minuto dopo è rientrato in sala a vedere il finale di Jobava.
    Un grande, complimentissimi!
    Dietro Chucky si piazza Grischuk e Carlsen.

    La Muzychuk si aggiudica il titolo nel femminile, quindi i nuovi campioni nel rapid sono entrambi ucraini!

    Domani inizia il torneo blitz.
    Pronostici?




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      fabrizio 28 dicembre 2016 at 21:20

      Felicissimo per la vittoria di Chucky, uno dei miei preferiti e favoriti! Avevo previsto anche la bella prestazione di Grishuk, però pensavo che Carlsen non sarebbe salito sul podio, dopo le tre brutte sconfitte patite: onore alla sua grinta e alla sua tenacia.
      Nel torneo blitz il pronostico è molto più aleatorio: io vedo tra i favoriti ancora Carlsen (inferocito e desideroso di vendetta), Grishuck, Nakamura, Mamedyarov, Neponmiachtchi. (Ivanchuck credo sarà ragionevolmente satollo).




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    Giancarlo Castiglioni 28 dicembre 2016 at 19:52

    Ivanchuk campione con Grischuk e Carlsen a 11 punti, gli altri seguono staccati di un punto.
    Mi ha impressionato come ha giocato Carlsen in questa ultima giornata.
    Non tanto perchè ha fatto 4 su 5 incontrando gli avversari diretti, ma per come ha giocato.
    Ha perso con Korobov per un errore di calcolo in una combinazione di tre mosse quando era già in vantaggio.
    Ha sempre giocato aperture che non danno nulla; poi in centro partita la sua posizione migliorava lentamente senza che l’avversatio facesse errori evidenti e arrivava un attacco vincente o un finale superiore che vinceva con apparente facilità.
    Ha vinto col nero una Caro-Kann con Cxf6 exf6 una apertura nota perchè il nero sta peggio senza nessuna prospettiva di gioco.
    Vedendolo giocare, viene da domandarsi perchè si dedica tanto tempo alle aperture; tanto non servono.
    Oggi aveva una categoria di differenza sugli avversari.




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      fabrizio 28 dicembre 2016 at 22:28

      In effetti oggi, a parte la brutta sconfitta con Korobov, Carlsen ha dato netti segni di ripresa: ma la cattiva partenza (0,5/2, e poteva essere 0/2, con gioco veramente brutto) è stata decisiva per non farlo vincere. Ha fatto troppi e insoliti (almeno per lui) errori gravi nelle partite perse.
      Un discorso a parte sarebbe da fare sul suo repertorio di aperture: io sono abbastanza convinto (ma mi piacerebbe avere le opinioni di altri in proposito) che anche il suo gioco migliorerebbe ancora, se possibile, con una scelta diversa e un po’ più combattiva: in tutti i casi gli farebbe guadagnare maggiori simpatie da parte degli appassionati. O questo snaturerebbe il suo gioco?




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        Giancarlo Castiglioni 29 dicembre 2016 at 09:38

        Il repertorio di aperture di Carlsen è un argomento interessante, volevo trattarlo anche io.
        Bisogna partire dai fatti, perché anche io avevo una impressione ingannevole.
        Da 365chess le aperture più giocate risultano:
        col bianco: Spagnola Berlinese, Siciliana, Scozzese;
        col nero: Est Indiana con g3, Spagnola Berlinese, Siciliana, gambetto di donna rifiutato con 4 Cf3.
        Quindi è un repertorio del tutto normale, tutti siamo rimasti impressionati da aperture come sistema Colle o 1 d4 … 2 e3 , ma sono l’eccezione, non la regola.
        Comunque anche nelle aperture “normali” indubbiamente Carlsen sceglie spesso varianti non incisive che portano ad una sostanziale parità.
        Le aperture tipo 1 d4 … 2 e3 sono particolarmente adatte al gioco rapid, perché minimizzano il rischio della preparazione dell’avversario ed evitano di perdere tempo all’inizio per ricordarsi lunghe sequenze di mosse teoriche.
        Infatti in questo torneo ho visto parecchi giocatori che hanno fatto la stessa scelta.
        Le aperture teorizzate indirizzano spesso la partita su binari ben definiti, dove i giocatori sanno cosa devono fare anche in centro partita quando sono fuori dalla teoria.
        Una apertura tipo 1 d4 … 2 e3 può portare a qualsiasi tipo di centro partita e spesso origina posizioni che a me sembrano irrimediabilmente avviate alla parità, dove io non saprei cosa fare, sarei tentato a proporre la patta e mi sentirei imbarazzato a rifiutarla se me proponesse l’avversario.
        In quelle posizioni Carlsen si trova benissimo, va avanti a giocare e spesso riesce a macinare lentamente l’avversario in centro partita o in finale.
        Altra cosa curiosa è che queste posizioni sono spesso già molto semplificate, con solo 2 o 3 pezzi per parte. Negli anni ’70 trovavo spesso il commento “alla fine dell’apertura il bianco ha raggiunto l’obbiettivo di mantenere tutti i pezzi sulla scacchiera”, sottintendendo che in questo modo la partita sarebbe stata più lunga, con più possibilità di gioco e quindi più possibilità di vittoria per il giocatore più forte.
        Per Carlsen sembra essere vero il contrario, la sua superiorità sugli avversari si vede soprattutto in posizioni semplificate dove tra l’altro riesce a giocare molto più velocemente, cosa importante specialmente nel rapid.
        Concludendo non credo che Carlsen possa migliorare i risultati scegliendo altre aperture.




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          Luigi O. 29 dicembre 2016 at 10:50

          Interessantissimo, grazie!
          C’è stato secondo lei qualche altro giocatore di livello nel passato che ha raggiunto l’ élite senza giocare abitualmente aperture iper-teorizzate?




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            Giancarlo Castiglioni 29 dicembre 2016 at 12:47

            Tutto è relativo ai tempi.
            Fino al primo novecento erano profondamente teorizzate aperture come gambetto di re o l’italiana, c’era molto meno sul resto.
            Viene subito in mente Capablanca, che diceva di studiare poco le aperture e che puntava più su centro partita e finale.
            Mi hanno detto che i finali di Capablanca visti oggi non siano poi così buoni come sembrava allora.
            Pare che abbia perso il mondiale con Alechin proprio perchè l’avversario si era preparato meglio in apertura.
            Un altro possibile caso è il primo Tal, che spesso sorprendeva gli avversari con aperture allora ritenute inferiori, come la Benoni o il blocco sulla Caro Kann.
            Ma studiava le aperture, solo studiava cose diverse dagli altri.

            fondava astudiate specialmente




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          fabrizio 29 dicembre 2016 at 14:04

          Avevo avuto un sussulto quando ho letto che nel repertorio di Carlsen ci fosse l’Est Indiana col nero: ma, verificato su 365chess, si tratta di un banale lapsus con Ovest Indiana.
          Debbo dire però che, ad una prima analisi sommaria, non ho trovato molta corrispondenza e coerenza tra i database di 365chess e di chessgames relativi a Carlsen. Ad esempio la scozzese, che viene data come una delle aperture più giocate da Carlsen, non compare minimamente su chessgames.
          In conclusione, ci vorrebbe certamente una analisi più approfondita per trarre considerazioni più accurate; ma non era questo lo scopo del mio intervento.
          Siamo tutti d’accordo, credo, che Carlsen preferisce aperture e linee di gioco che non creino a priori squilibri evidenti in termini strategici, tattici, materiali, ovvero quelle in cui si rischia sempre poco; sulla base di un indubbio e notevole senso posizionale, egli riesce ad accumulare progressivamente il vantaggio che gli permette di vincere.
          La mia idea/proposta era che se lui provasse ad essere più disponibile verso linee di gioco “più rischiose” (non cambio di repertorio, ma di atteggiamento) potrebbe avere maggiori o pari risultati, dando anche molta più soddisfazione agli appassionati. Oppure il cambio di atteggiamento lo danneggerebbe?




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            Giancarlo Castiglioni 29 dicembre 2016 at 15:27

            Anche a me non tornava la Scozzese; evidentemente le statistiche di 365chess sono fantasiose.
            Carlen avrà meditato lungamente su che aperture giocare, su come giocarle e sa certamente meglio di noi cosa gli conviene di più.
            Da quello che sappiamo mi sembra ragionevole pensare che un cambio di atteggiamento lo danneggerebbe.
            Riprova lampo per quello che vale:
            Quarto turno contro Karjakin: gioca una tradizionale indiana in contromossa e perde.
            Quinto turno con Melkumyan: finisce in un finale di pedoni pari e vince.




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              fabrizio 29 dicembre 2016 at 15:57

              Non ho dubbi che Carlsen sappia meglio di noi quello che “gli conviene di più” (se parliamo in termini di risultati pratici quali vittorie e ritorni economici); stavo ipotizzando se gli sarebbe ora conveniente(avendo ottenuto abbastanza in detti termini) puntare su ritorni meno utilitaristici e certamente più vaghi e indefiniti (ma a mio parere non trascurabili) quali spettacolo e generosità agonistica; sicuramente la “simpatia” nei suoi confronti si accrescerebbe enormemente.
              Ma ovviamente tutto il discorso rimane a livello puramente accademico.




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                Giancarlo Castiglioni 29 dicembre 2016 at 19:55

                Se si vuol produrre qualcosa di artistico si può provare a comporre uno studio o un matto in 3 mosse.
                Non si può iniziare una partita con l’intenzione di vincere il premio di bellezza.
                Può succedere di tutto, dipende dall’avversario.
                Controprova empirica di oggi.
                All’11° turno Carlsen col nero ha giocato il gambetto Marshall, sarete tutti contenti.
                Risultato patta senza difficoltà per il bianco.




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                  Doroteo Arango 29 dicembre 2016 at 21:05

                  Capisco quello che vuoi dire, Giancarlo, ma non si tratta di una singola partita… Carlsen le gioca praticamente tutte così, se non “peggio” (prendi per esempio la prima del rapid contro Ganguly: ha aperto 1.e3, bene, sarà anche il campione -e il più forte giocatore- del mondo, ma è semplicemente una mancanza di rispetto per il suo avversario. Con Kramnik -un nome a caso- non lo avrebbe mai fatto! Peggio per lui: è stato punito e quel mezzo punto alla fine ha pesato non poco sulla sua classifica finale).
                  Per cosa verrà ricordato Carlsen tra qualche decennio? Per la precisione “chirurgica” dimostrata nel trattamento dei finali? Per come, nel mediogioco, riesce a insabbiare in pseudo manovre gli avversari meno precisi di lui?

                  Nulla di artistico… come i computer!
                  Giocatori meno precisi e meno “forti” di lui vengono invece ricordati a distanza di decenni per le emozioni che hanno saputo infondere al loro gioco… cito per esempio Stein, Larsen, Planinc… i primi nomi che mi vengono in mente… solo alcuni tra coloro che hanno invece cercato di esprimere qualcosa di artistico in questo gioco, altri sicuramente ne sto dimenticando, ma difficilmente riusciremo a ricordare Carlsen tra coloro che davvero hanno innalzato “lo spirito” del gioco al pari dei Tal, degli Spassky e forse di tutti gli altri campioni del mondo che lo hanno preceduto…




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    Daniele Marione 28 dicembre 2016 at 19:54

    Carlsen comunque sempre lì, con una performance sempre molto vicina al suo elo. Se guardiamo gli altri favoriti (Karjakin, Naka, MVL) letteralmente sprofondati, capiamo la sua grande forza soprattutto nel riprendersi (oggi dopo la sconfitta iniziale 4 vittorie). Nel blitz favoriti i soliti, ovvero lui, Naka, Mvl, Grischuk, Nepo.




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    nikola 28 dicembre 2016 at 20:39

    Non so se Carlsen è poco apprezzato da alcuni per la sua scarsa ‘simpatia’ o per la poca obbiettività dei suoi tifosi, :).
    oggi dopo aver perso con Korobov (200 punti elo di differenza) ha inanellato due vittorie con giocatori di fascia ancora più inferiore e grazie a queste ha potuto chiudere finalmente incontrando avversari della sua categoria.
    Almeno lui è riuscito ad ammettere che il vincitore del campionato, Ivanchuk, lo ha surclassato sulla scacchiera.




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    Giancarlo Castiglioni 28 dicembre 2016 at 20:59

    Il punteggio elo in questo torneo ha importanza relativa.
    Korobov e gli altri in testa al torneo davanti a Anad, Nakammura e compagnia sono comunque fortissimi.




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    paolo bagnoli 28 dicembre 2016 at 21:47

    La classe non è acqua disse il saggio. Carlsen non aveva del tutto entusiasmato nel Mondiale a tempo normale, ma si comnferma come uno dei più micidiali strangolatori di tutta la storia degli scacchi. Simpatico? Antipatico? Chiccazzosenefrega! Se andate a guardare bene, le sue migliori partite sono quelle dove la pressione sull’avversario aumenta di mossa in mossa, e questo presuppone una visione strategica con ben pochi paragoni, ANCHE NON ATTUALI.




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    Chess 28 dicembre 2016 at 22:59

    Una buona notizia: ha vinto Ivanchuk.




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    nikola 29 dicembre 2016 at 08:24

    Quindi il punteggio elo conta solo quando si parla di favoriti e di preparazione e la sua rilevanza svanisce quando si tirano le somme a fine torneo? :)
    Ad ogni modo tranquillizzatevi, non ho mai pensato nè scritto che Carlsen non sia forte, noto solo che viene incensato o scusato anche quando non lo merita.
    Suvvia non gli viene tolta la corona se si ammette che in questo campionato ha fatto qualche imprecisione di troppo ed è risalito anche grazie ad accoppiamenti favorevoli. Il suo stile è micidiale ma non ci si può voltare da un’altra parte anche quando si inceppa.
    Simpatico? Antipatico? Ad alcuni “frega” ad altri meno, spero sia ancora lecito pensarlo e parlarne. Per esempio Ivanchuk a me sta molto più simpatico.
    E a scanso di equivoci lo vedo ovviamente favorito nel blitz, carta ed elo cantano.




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      Chess 29 dicembre 2016 at 09:16

      Nemmeno io capisco tutto questo rispetto assoluto per Carlsen, giocatore fortissimo ma niente di piu’. Oltretutto primeggia in un momento scacchistico completamente anonimo che vede nella top 10 ( forse ad esclusione di Caruana ed Ivanchuk a volte) una banda di marionette pattaiole piu’ interessate agli ingaggi del calendario che a esprimere qualcosa di bello ( in senso artistico) sulla scacchiera. Uno dei problemi degli scacchi mondiali infatti e’ proprio questo: latitano giocatori/personaggio che emozionino gli appassionati o con un nuovo modo di giocare ( il futuro sara’ davvero Chess960?) o con un personaggio fuori dalle righe, un personaggio rivoluzionario, ribelle, anarchico. Vedere la compostezza del circo scacchistico Fide oramai globalizzato da soli interessi economici e di sponsor a scapito di ben altro, e’ un qualcosa di davvero triste e sconfortante. Carlsen e’ il rappresentante perfetto di questi scacchi: giocatore automa programmato a produrre piu’ scacchi di quantita’ commerciale che di qualita’ artistica. Va da se’, che come lui, sono quasi tutti gli altri.




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        Giancarlo Castiglioni 29 dicembre 2016 at 10:40

        Sono in completo disaccordo con la tua interpretazione.
        Proprio Carlsen e altri giocatori attualmente al vertice hanno portato qualcosa di nuovo negli scacchi dove si pensava che ormai non ci fosse più niente da inventare.
        Stanno dimostrando che è possibile vincere partite ad altissimo livello con quello che si inventa sulla scacchiera nel centro partita e nel finale.
        Stanno dimostrando che lo studio maniacale delle aperture e i team di secondi che inventavano novità teoriche per il campione non erano poi così importanti.
        Scusate se è poco.




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    The dark side of the moon 29 dicembre 2016 at 15:40

    A proposito di Carlsen: ha preso una bella legnata da Karjakin nelle blitz.
    Se gioca questo tipo di aperture ci sarà un perchè, oggi Karjakin però lo ha aggredito subito ed in una posizione tattica ha commesso un errore fatale.
    Figurone per Sergey che si prende una piccola rivincita dopo il mondiale.




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    The dark side of the moon 29 dicembre 2016 at 19:30

    C’è stato un cambio di programma, si sono giocati 12 turni e non 11 come previsto all’inizio.
    Alla fine della giornata in testa alla classifica troviamo Karjakin e Carlsen che pare stiano prendendo il largo, seguiti ad 1.5 punti di distanza da un gruppetto di giocatori tra i quali spicca…..Morozevich! (da dove sia spuntato non so)

    1.Karjakin 10 punti
    2.Carlsen 10 punti
    3.Dubov 8.5 punti
    4.Morozevich 8.5 punti
    5.Bosiocic 8.5 punti
    6.Vachier-Lagrave 8.5 punti

    Tra le donne, dopo 9 turni è in testa la Kosteniuk con 7.5 punti inseguita dalla Ju a 7.

    Domani si disputeranno i rimanenti turni che chiuderanno la manifestazione assegnando i titoli mondiali blitz.
    A seguire premiazione campioni rapid e blitz.




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    Giancarlo Castiglioni 29 dicembre 2016 at 22:47

    Già ai tempi del mondiale avevo notato che in molti Carlsen suscita una forte antipatia di cui non riesco a capire la motivazione razionale, per cui credo che la si debba cercare nel campo della psicologia.
    Per me alla radice c’è il fatto che in Italia la meritocrazia non è popolare.
    Chi vince non è simpatico e molti cercano subito una ragione per spiegare il suo successo non considerando l’ipotesi che vinca semplicemente perché è più bravo.
    Chi ottiene una promozione è perché è raccomandato.
    Se un imprenditore ha successo è perché in qualche modo ha barato, ha avuto appoggi politici, ha evaso le tasse, ha inquinato o ha truffato.
    Nel calcio se la propria squadra perde è colpa dell’arbitro.
    Un caso molto simile a quello di Carlsen è Valentino Rossi, che ho scoperto essere letteralmente odiato da molti appassionati di motociclismo.
    È difficile criticare Carlsen sui risultati, quindi lo si fa sul livello artistico delle partite, una valutazione del tutto personale ed opinabile.
    Per me la combinazione vincente o l’attacco da matto è solo un aspetto degli scacchi.
    Certi finali sono altrettanto interessanti ed hanno un contenuto artistico equivalente.
    Ma quello che riesce spesso a fare Carlsen, giocare una posizione sostanzialmente pari sempre sul filo, evitando semplificazioni e creando continuamente problemi all’avversario, lo trovo molto più difficile.
    Probabilmente perché bene o male combinazioni e finali li gioco anche io, i centro partita stile Carlsen assolutamente no.
    Per finire trovo buffo che la stessa azione viene ammirata o denigrata a seconda di chi la commette.
    L’apertura 1 e3 di Carlsen è stata considerata una mancanza di rispetto per l’avversario.
    Se l’avesse fatta Larsen, che spesso apriva 1 b3, sarebbe stata una manifestazione di talento artistico da parte di un genio ribelle.




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      Doroteo Arango 30 dicembre 2016 at 00:00

      Giancarlo, grazie come sempre, per le esaurienti argomentazioni. Da parte mia mi scuserai, spero, se proverò a condensare in un unico post le mie risposte.

      Intanto credo che non si possa mettere sullo stesso piano 1.b3 e 1.e3: la prima è un’apertura che ha alle spalle decenni di storia e di teoria, nonché illustri fautori fin dai tempi di Nimzowitsch; 1.e3 ai miei tempi non si giocava neppure alle lampo da bar. Ora arriva un ragazzetto cresciuto a fumetti e videogiochi e solo perché fa lo spavaldo (quando gli riesce) dobbiamo ritenerla un’apertura degna di questo nome?

      Valentino Rossi?!? Grandissimo motociclista, per carità, neanche a discuterne, grandissimo come lo è stato (in un altro campo) Luciano Pavarotti, ma io pago e ho sempre pagato le tasse fino all’ultimo centesimo pertanto credo di esser in diritto di non averlo troppo in simpatia quando scende dalle due ruote, o no?

      In ultimo… “Se un imprenditore ha successo è perché in qualche modo ha barato, ha avuto appoggi politici, ha evaso le tasse, ha inquinato o ha truffato”

      …in Italia?? sei proprio sicuro? Puoi citarmi qualche nome?
      Dov’è la meritocrazia in Italia?!?

      Detto questo torno a ripetere che Carlsen è, e lo ha dimostrato ampiamente a più riprese, lo scacchista più forte del momento, non lo vengo certamente a mettere in discussione io, semplice appassionato. Quello che desideravo sottolineare è che, almeno per me, non sprizza né simpatia, né entusiasmo, e nemmanco suscita la benché minima emozione sportiva o afflato artistico.




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        Giancarlo Castiglioni 30 dicembre 2016 at 11:29

        La tua risposta è interessante e mi porta a fare parecchie considerazioni; ti risponderò su tutto, ma a puntate per motivi di lunghezza.
        Su 1 e3 bisogna abbandonare i pregiudizi.
        E’ chiaramente una provocazione, ma da un punto di vista tecnico la trovo del tutto ammissibile.
        Che differenza c’è a farla alla prima o alla terza o quarta mossa?
        Praticamente è sempre possibile trasporre la partita in una apertura teorica, per esempio 1 e3 e5 2 c4 l’Inglese.
        L’unico inconveniente che si potrebbe attribuire a 1 e3 è che rende impossibile lo sviluppo naturale dell’alfiere c1 in g5 o f4 ma è poi vero?
        A parte che lo Ac1 sta benissimo in fianchetto, per molti anni si è ritenuto questo problema importante, per cui era quasi obbligatorio giocare 4 Ag5 nell’ortodossa (meno Af4) e il motivo principale dell’adozione di Slava e Caro-kann era la possibilità di giocare 4 Af5 ; questo ha portato ad aperture profondamente studiate e teorizzate.
        Ma adesso, guardando le partite dei grandi maestri è tutto cambiato.
        Nella Slava quasi tutti preferiscono e6 e con il bianco e3 è almeno altrettanto diffuso rispetto allo sviluppo dell’alfiere.
        Forse è questione di moda, ma credo che si preferisca un approccio più elastico alla partita evitando seguiti troppo teorizzati.
        Concludendo 1 e3 è una bizzarria più apparente che reale e non riduce minimamente le possibilità del bianco.




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        Giancarlo Castiglioni 31 dicembre 2016 at 00:50

        Seconda puntata della risposta.
        Tu definisci Carlsen “cresciuto a fumetti e videogiochi” chiaramente in senso negativo, intendendo che abbia pochi interessi e scarsa cultura.
        Può darsi, non so se tu abbia informazioni a conferma, io non ne ho in contrario, ma mi permetto di dubitarne perchè tutti i maestri che ho avuto occasione di conoscere con un minimo di profondità, avevano molti interessi al di fuori degli scacchi e nei campi più disparati.
        Tutti molto lontani dallo stereotipo dello scacchista che pensa esclusivamente agli scacchi.
        Mi sembra strano che Carlsen faccia eccezione.
        Anche su fumetti e videogiochi bisogna approfondire il discorso.
        Premetto che i fumetti non mi piacciono e ho praticato i videogiochi molto poco quando erano agli inizi, ma due dei miei figli sono appassionati di entrambi i campi e ho potuto seguire gli sviluppi recenti.
        Tra l’altro uno dei due ha lavorato per qualche anno in una delle maggiori case produttrici di videogiochi, prima come tester e poi come project manager.
        Come per i libri e i film esistono fumetti di tutti i livelli, da quelli spazzatura a quelli considerati di livello artistico, vedi autori come Shulz, Crepaz, Manara; non che io sia molto d’accordo, ma non mi permetto di contestare l’opinione corrente in un campo che non mi compete.
        Sono più convinto dai videogiochi attuali, che sono paragonabili a film per immagini, sceneggiatura e dialoghi.
        Aggiungo che malgrado la passione per fumetti e videogiochi, entrambi i figli sono laureati, molto ben inseriti nel lavoro, leggono libri e hanno altri interessi culturali.
        Hai tutta la mia comprensione, non si può neanche più parlar male dei fumetti, senza essere rimproverati da un pedante come me!




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        Giancarlo Castiglioni 31 dicembre 2016 at 15:54

        Terza puntata
        Passiamo a Valentino Rossi, ma le stesse considerazioni valgono per Pavarotti o per Carlsen.
        Hai tutto il diritto di dire che non ti è simpatico, è una valutazione personale, ci mancherebbe, e come motivo dici che in passato non ha pagato le tasse.
        Anche su questo ci sarebbe da discutere, ma ci porterebbe fuori argomento.
        Molti altri detrattori di Rossi indicano come motivo le tasse, altri perché ha fatto una dichiarazione che non è piaciuta, o perché è stato scorretto nella tal gara.
        Tutte giustificazioni fondate e razionali, ma io credo che il motivo reale, magari inconscio sia un altro; è antipatico perché vince, perché ha successo, perché guadagna molti soldi.
        Per gli industriali tra quelli maggiori ti cito due nomi: Caprotti e Del Vecchio, ma ce ne sono certamente molti altri.
        Tra quelli che ho conosciuto personalmente un saldatore, capelli lunghi aria un po’ stralunata che con il suo assistente montava un impianto di riscaldamento in Italtel dove lavoravo.
        Lo ho ritrovato 15 anni dopo in giacca e cravatta, capelli un po’ più corti, che con la sua ditta di montaggi, una cinquantina di dipendenti, installava un impianto chimico in BASF.
        Con la sua ditta aveva montato impianti anche in Russia, il suo assistente, anche lui in giacca e cravatta, era il suo numero 2.
        Ho conosciuto un farmacista che cominciando dal retrobottega della farmacia ha impiantato una industria farmaceutica-alimentare che ha poi venduto a una multinazionale.
        Tutte le società di progettazione per cui ho lavorato in questi ultimi anni sono nate da ingegneri o disegnatori che si sono licenziati dal loro posto di lavoro per creare società che in diversi casi hanno superato il centinaio di dipendenti.
        Per farlo sono scesi a compromessi? Non lo so, in certi casi lo escludo, in altri lo so per certo.
        Giustamente si dice che una rivoluzione non è un pranzo di gala e neanche il mondo del lavoro lo è; ma i compromessi sono un aspetto marginale, la sostanza è che hanno avuto successo perché sono stati bravi e hanno lavorato duramente.
        Tu hai tutto il diritto di criticarli, per me sarebbe una ipocrisia farlo, mi hanno permesso di lavorare senza sporcarmi le mani.
        Sulla meritocrazia in Italia ce ne è poca, sono d’accordo con te.
        Chi ha maggior merito, oltre che risultare antipatico a molti e questo sarebbe il meno, viene boicottato dal superiore incapace che ha paura di essere scavalcato e da colleghi (non tutti) che rendendosi conto della propria inferiorità cercano di metterlo in cattiva luce in tutti i modi.
        Ma chi è veramente bravo riesce a farsi avanti ugualmente.




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      paolo bagnoli 30 dicembre 2016 at 12:17

      Sottoscrivo le tue affermazioni e ribadisco il mio giudizio su Carlsen: le sue migliori prestazioni sono quelle dove il medio gioco diviene una fase di progressivo ed inesorabile strangolamento dell’avversario (ovviamente, se c’è una combinazione è raro che se la lasci sfuggire). Se questo stile di gioco non piace (e personalmente non ne sono entusiasmato) è una questione di gusti, ma sulla sua efficacia c’è ben poco da obiettare.




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      fabrizio 30 dicembre 2016 at 21:24

      Caro Giancarlo, visto che non riesci a capire perché a molti Carlsen non sia molto simpatico (“in molti Carlsen suscita una forte antipatia di cui non riesco a capire la motivazione razionale”;), provo a dirti i miei motivi, e forse anche di altri, che credo già di avere espresso in varie forme in altri commenti.
      Premetto che non discuto minimamente il Carlsen giocatore, che ritengo (sia per livello di gioco che per risultati) uno dei migliori campioni mondiali dei tempi moderni; il suo stile di gioco, anche se di altissimo livello, può non essere il più gradito agli appassionati (anch’io preferirei una maggiore “generosità” da parte sua, cosa che ai miei occhi lo renderebbe un campione “completo”;), ma non è questo il motivo, almeno per me, che non lo rende simpatico.
      La mia antipatia nasce alcuni anni fa, quando lessi in una intervista (mi pare pubblicata da Torre e Cavallo- Scacco!) che Carlsen aveva fatto commenti quasi razzistici sull’Italia e sugli italiani; in tempi successivi ho letto ulteriori interviste e visto numerosi video (alcuni recenti sono stati postati sul nostro blog in occasione del recente match mondiale). Per farla breve: dalle informazioni(ovviamente incomplete e parziali) in mio possesso ho ricavato l’immagine di un ragazzo alquanto presuntuoso e arrogante, con punte di maleducazione non trascurabili. La mia antipatia non è quindi per il campione mondiale di scacchi, ma per un giovanotto che mi sembra maleducato e poco rispettoso degli altri.
      La mia è una condanna definitiva e inappellabile? Certamente no: Carlsen è giovane e penso possa ancora maturare e cambiare i suoi eventuali aspetti negativi. La mia è solo una impressione, basata su pochi elementi? Certo, ma come direbbe Oscar Wilde ” Solo i superficiali non giudicano dalle apparenze”.

      Permettimi poi di contestare una tua affermazione :”Per me alla radice c’è il fatto che in Italia la meritocrazia non è popolare”. Un pessimista potrebbe affermare, con qualche ragione, che la meritocrazia in Italia è assai poco praticata.
      Temo che in Italia ci sia, al contrario, una eccessiva tendenza a giustificare e perdonare i comportamenti disdicevoli delle persone ai vertici: io penso invece che proprio le persone più in vista abbiano il dovere morale di comportarsi al meglio. Per me un campione mondiale di qualunque disciplina ha questo dovere.




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        Giancarlo Castiglioni 31 dicembre 2016 at 18:25

        Ripensandoci ho un concetto di simpatia e antipatia un po’ diverso del tuo e da gli altri che scrivono sul sito.
        Per voi è un giudizio morale o sull’educazione, per me è più la risposta alla domanda: con questa persona mi troverei bene se uscissi a cena con lui?
        Di solito le due cose coincidono, ma non sempre.
        Vi sono persone integerrime ed educatissime con cui uscire a cena sarebbe una noia pazzesca.
        Nel caso di Carlsen, non lo so, non lo conosco, mi è indifferente, del resto non ho mai detto che mi è simpatico; però credo che uscire a cena con lui sarebbe interessante.
        Per la meritocrazia anche io penso che in Italia sia poco praticata, perché contesti la mia affermazione che “non è popolare”?
        Ma forse hai ragione, in teoria è molto popolare, a parole tutti sono favorevoli alla meritocrazia, ma poi in pratica è un’altra faccenda.




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    Daniele Marione 30 dicembre 2016 at 00:12

    Concordo con Castiglioni. Carlsen sta “raschiando il fondo del barile” degli scacchi moderni che, vuoi per il progresso tecnologico, vuoi per il maggior numero di persone che si avvicina al gioco e “appiattisce” il livello in alto (ormai ci sono quasi 20 giocatori over 2750), ha molto meno spazio per la fantasia e per la spettacolarità. “Quello che solo Fischer sapeva 20 anni fa oggi lo sanno in molti”, così commentò Kasparov sul rematch tra l’americano e Spassky; figurarsi oggi con l’avvento pesante dei pc, quale è il margine in cui ormai il genio umano può ancora muoversi, sempre presente ma sicuramente inferiore al passato. Tutti sono portati a ricordare le combinazioni spettacolari, un po’ come nel calcio si ricordano le squadre che offrono più spettacolo in attacco o in f1 il pilota che fa più sorpassi; peccato si tenda a dimenticare che magari quella squadra subiva 4 gol a partita o che quel pilota ogni 3×2 era contro un muro. Idem negli scacchi si dimenticano spesso che quei giocatori così “creativi” (avoja poi ad essere creativo con 1/10 delle conoscenze di oggi) magari giocavano partite tutt’altro che perfette, ed erano spesso vittime di cappelle e di brutte sconfitte, in un’epoca dove non c’erano certo 15 2750-2800 con cui confrontarsi. Certi stili di gioco sono ormai tagliati fuori per gli alti livelli scacchistici; ricordiamo cosa disse Nakamura su Shirov “Il suo stile di gioco è inadatto per gli scacchi moderni”. Lo stesso dicasi per i Rapport, i Jobava o i Topalov. Saranno loro che verranno ricordati come “artisti” della scacchiera? Forse, però ricordiamoci anche dei -3,-4 ai tornei, delle sconfitte coi 2400 e dei 100-150 punti elo in meno del “computerino umano”.

    PS: Prima che qualcuno mi nomini per esempio Kramnik (grandissimo giocatore per carità) come esempio di creatività, ricordiamoci una sua recente intervista dove sottolineava il suo cambio di gioco, meno all’attacco, a partire circa dal 1998. Fino a quel momento infatti aveva giocato delle partite forse tra le più spettacolari della sua carriera (su tutte un paio di vittorie di nero su Topalov) ma quali risultati aveva ottenuto nei cicli mondiali per esempio? Sconfitte con Gelfand, Kamsky e Shirov. Da lì un cambio di gioco meno creativo ma più concreto che gli ha poi portato i risultati che conosciamo. Forse anche lui ha capito che è meglio essere meno nella mente di alcuni appassionati come esempio di artista della scacchiera (che comunque è un qualcosa di opinabile), è più nell’albo d’oro, quello rimarrà sempre e comunque.




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    Daniele Marione 30 dicembre 2016 at 17:22

    Karjakin campione del mondo per spareggio con Carlsen, non fortunato con gli spareggi a sto giro. Onore comunque al russo. I 2 hanno fatto il vuoto dietro di loro.




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    The dark side of the moon 30 dicembre 2016 at 21:46

    Classifica finale:

    1.Karjakin 16.5
    2.Carlsen 16.5
    3.Dubov 14.5

    Nel femminile bis della Muzichuk (13) davanti alla Gunina (12.5) e Lagno (13.5)

    Riguardo la discussione su Carlsen, la penso come Doroteo Arango.
    Ieri pretendeva la patta contro Karjakin per una presunta ripetizione di posizione (?), quando l’arbitro cercava di spiegargli con un formulario ricavato dalle telecamere che avevano ripreso la partita, una oretta dopo che questa era finita, che le sue proteste erano ingiustificate, si rivede il solito insolente Carlsen trattare l’arbitro come se fosse un deficiente…




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    Daniele Marione 31 dicembre 2016 at 00:35

    L’ha presa bene.




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      fabrizio 31 dicembre 2016 at 10:35

      Ennesima dimostrazione di immaturità/egocentrismo/fragilità psicologica da parte di Carlsen. E’ un grande giocatore di scacchi, ma si comporta come un bimbo viziato e presuntuoso che non accetta le sconfitte. Speriamo che il tempo lo maturi almeno un po’.




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        The dark side of the moon 31 dicembre 2016 at 12:06

        Io comincio invece a pensare che ha dei seri problemi comportamentali.
        Non è solo una questione di maturità, non è più un bambino.
        E’ senza dubbio un maleducato ma certe sceneggiate vanno oltre il semplice bon ton…
        Umanamente mi dispiace, chi lo continua a giustificare non fa il suo bene.
        Questo almeno sia chiaro.




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      Giancarlo Castiglioni 31 dicembre 2016 at 13:50

      Cosa è successo?
      I campioni vogliono vincere sempre, perdere un mondiale all’ultimo turno è spiacevole, ma Carlsen non può essersene andato solo perché era scontento di un terzo e un secondo posto a pari punti col primo.
      Deve essere successo qualcosa che lo ha innervosito.




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        fabrizio 31 dicembre 2016 at 14:56

        Scusa Giancarlo (forse stai scherzando ed io ci casco!) ma non riesco a credere che tu non veda quello che vedo io e penso molti altri: ad una importante cerimonia di premiazione dove non è lui il vincitore il ragazzo, stizzito, furioso, sconvolto, manda tutti a quel paese e scappa via, con stampata sul volto una espressione che significa “non mi meritate!”.
        Non è possibile che sia vero? C’è qualche altro sotto che lo giustifica? Qualcuno, qualcosa lo ha innervosito? Forse qualche complotto per farlo perdere? Chissà?
        Ma l’ipotesi più semplice non è quella di trovarsi di fronte ad un maleducato antisportivo o, forse peggio, ad un tizio con qualche problemino psicologico?
        Ti reputo troppo logico per escludere a priori questa seconda ipotesi.




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          Giancarlo Castiglioni 31 dicembre 2016 at 16:49

          Io non sto giustificando il comportamento di Carlsen, sto semplicemente cercando di capire e da uno spezzone di pochi secondi in cui non si vede quel che è successo prima, non possiamo capire.
          Ammesso che Carlsen fosse furioso per la partita di Wojtaszek, era successo qualche turno prima, dovrebbe aver avuto il tempo di calmarsi.
          Meno male che Wojtaszek è polacco, altrimenti avrebbe cominciato a fare i ragionamenti di Fisher sul complotto dei Russi.
          Mi sembra probabile che ci sia stata una causa immediata scatenante che lo ha fatto esplodere, forse una parola mal interpretata di chi stava tenendo il discorso.
          Quanto ai problemi psicologici, non arrivo a dire che tutti i giocatori di scacchi li hanno, ma sono diffusi a tutti i livelli.
          Direi che tutti i campioni hanno problemi psicologici, più o meno gravi e più o meno ben controllati e nascosti.




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            fabrizio 31 dicembre 2016 at 17:48

            Scusa se insisto: ti fa onore cercare di capire e giustificare (ovviamente se questa è una tua regola che vale sempre e per tutti indistintamente), ma il discorso era nato dal fatto che a molti Carlsen non desta simpatia e che tu affermi che “non riesco a capire la motivazione razionale, per cui credo che la si debba cercare nel campo della psicologia.”
            Le “cause” del comportamento di Carlsen le vedi tutte “esterne”? Possibile che tu non ne veda almeno qualcuna che dipenda da lui (solo da lui!) e dal suo pessimo carattere? E i problemi di maleducazione od eventualmente psicologici non contano, tanto ce li abbiamo più o meno tutti? Chi non lo ha in simpatia lo fa soltanto per motivi misteriosi e irrazionali (leggasi invidia dei suoi successi)?
            Con l’occasione buon anno a te e a tutti i lettori di Soloscacchi!




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    Jas Fasola 31 dicembre 2016 at 12:20

    Carlsen was clearly dissatisfied that he also lost his chance at the blitz gold, and he kept blaming the Wojtaszek for losing to Karjakin. “I got so angry,” Carlsen told NRK. “There was still a chance to get the highest rating, and then he overlooked such simple things. He had a position where everyone wins. It’s not possible to lose with such a dominant position as he had. And then he sets it all aside. The only thing I needed was a damn half point. Then he finds the only way to lose. That was really sour.”

    After calming down, Carlsen also criticized himself for losing his second chance at a championship title this week. “I didn’t do my job in the last game (that ended in the tie against Leko), but it wasn’t so easy to beat him with the black pieces on command. I didn’t manage to mobilize.”

    “I’m furious,” Carlsen concluded. “I have nothing more to say than that.”




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      Giancarlo Castiglioni 31 dicembre 2016 at 14:20

      Dopo aver visto la partita capisco la rabbia di Carlsen. Wojtaszek è stato meglio per quasi tutta la partita, alla fine aveva una posizione facilmente vinta anche giocando solo con l’incremento e si è inventato il modo di perdere rifiutando la terza ripetizione di mosse.
      Un grosso regalo per Karjakin.




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    The dark side of the moon 31 dicembre 2016 at 14:50

    E allora?
    Perdere non fa picere a nessuno.
    Il Bayern di Monaco nel ’98 perse una finale di Coppa dei Campioni subendo una clamorosa rimonta dal Manchester United (1-2) che segnò entrambi i goals nel recupero (91° e 93°).
    Pensiamo al danno d’immagine che avrebbe avuto la squadra tedesca assumendo un atteggiamento (stile Carlsen) durante la premiazione…
    Puoi essere incazzato quanto ti pare ma devi avere RISPETTO per coloro che pagano il tuto stipendio (tifosi compresi) e che ti permettono di vivere giocando a scacchi.
    Giustificare certi comportamenti, oltre a scendere di livello denota una assoluta mancanza di cultura.
    Carlen è un grande giocatore di scacchi (lo ripetiamo per la milionesima volta…;), spero per lui che le sue reazioni rientrino SOLO nel fatto che sia un gran maleducato.




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    Daniele Marione 31 dicembre 2016 at 15:22

    Diciamo che ai mondiali blitz Carlsen si è reso protagonista di comportamenti “strani” in diverse occasioni. Quando era più giovane in diverse partite tentò di cambiare la mossa eseguita e perdente. L’anno scorso a berlino dopo le sconfitte nel day 2 cominciò a lanciare penne e fare qualche “rumore di troppo”. Ieri quello e la dichiarazione indirettamente contro il polacco che francamente è da biasimare. A parte il mondiale recente (dove però la pressione è molto più alta e posso capire certi scazzi, tanto che io infatti abolirei le conferenze stampa per lo sconfitto nei match mondiali), in generale Carlsen mi è comunque sempre parso abbastanza tranquillo e disponibile; è solo nei mondiali blitz che da davvero il peggio di se, non so per quale motivo.




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    Jas Fasola 31 dicembre 2016 at 17:41

    Carlsen è molto diretto (e molto sportivo, differentemente da altri che parlavano poco, mostravano ancora meno e poi le combinavano di tutti i colori). Se ne è andato dalla premiazione sembra per i coriandoli e altre cose coreografiche per lui di dubbio gusto. Da un certo punto di vista mi sembra Sgarbi. A qualcuno piace, a qualcuno no, ma è sempre interessante quello che dice o fa e quelli a cui non piace continuano (e continueranno) a scrivere su di lui :)




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      Giancarlo Castiglioni 31 dicembre 2016 at 18:46

      Quindi una spiegazione c’era, senza per questo voler dire che abbia avuto ragione ad andarsene.
      Torna bene anche il parallelo con Valentino Rossi.
      Un altro che per la sua posizione può permettersi di dire la verità e la dice senza insultare nessuno, ma senza tanti giri di parole.
      Quello che Carlsen ha detto su Wojtaszek è la pura verità come può constatare chiunque guardi la partita con Karjakin.
      Ma tanti avrebbero preferito se avesse detto “Sono contrariato per una partita del mio nobile avversario con un polacco qualche turno fa…”




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    Chess 31 dicembre 2016 at 18:45

    Carlsen: non lascerà un segno negli scacchi e finanche non sa nemmeno perdere. Uno dei tanti, in moneta spicciola.




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      Jas Fasola 31 dicembre 2016 at 19:19

      Chess, non è che posti anche con altri nicknames qui? Dire che non ti piace Carlsen una volta basta e avanza…




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        Chess 31 dicembre 2016 at 19:47

        Perché? Su Carlsen non si può ripetersi? O si possono ripetere solo le lodi?Ma per cambiare argomento: buon anno a tutti fans o meno di questo o di quello!




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          Jas Fasola 31 dicembre 2016 at 21:07

          Altrettanto! Auguri a tutti!




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    Mongo 31 dicembre 2016 at 23:52

    Buon anno a tutti e godiamoci Ivanchuck che preferisce giocare a dame anziché andare sul podio a ritirare il primo premio al mondiale rapid.




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    fabrizio 1 gennaio 2017 at 10:10

    In un video più lungo si vede Ivanchuk che, dopo esser stato premiato, torna trafelato al tavolo dove stava giocando a dama con Jobava e riprende la partita interrotta, con il mazzo di fiori della premiazione in mano: vince con una bella trappola la partita e ride divertito insieme a Jobava e tutti gli spettatori. Un esempio di cosa vuol dire comportarsi in maniera simpatica. Grazie e buon anno a Ivanchuk.




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    The dark side of the moon 1 gennaio 2017 at 12:21

    Grande Chucky, che fantastico personaggio…. :D
    Buon anno a tutti gli amici di Soloscacchi!




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