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Per non dimenticare

Scritto da:  | 27 gennaio 2017 | 21 Commenti | Categoria: Racconti

Silenzio. Freddo. Luce. Fame. Sete.
Stringendosi al collo il lembi della divisa a righe si avventurò all’esterno della baracca, la Ventidue nella quale era sopravvissuto per più di tre anni, tre anni di violenza, brutalità, morte.
La prima cosa che sentì fu il lontano rombo delle artiglierie ed il gracidare di corvi che si accanivano su un mucchio di cadaveri abbandonati sulla neve gelata.
Muovendosi a scatti, con le membra anchilosate dal freddo e dalla posizione nella quale era rimasto nascosto nelle ultime ore (giorni?), si diresse verso la baracca dei sorveglianti, all’apparenza deserta. Socchiuse la porta allungando la testa all’interno: nessuno. Alcuni fogli zeppi di numeri giacevano sul pavimento, sul tavolino una tazza contenente chissà cosa ed un tozzo di pane un po’ ammuffito sul quale si avventò, divorandolo grazie ai pochi denti che gli erano rimasti.
Lo sguardo gli cadde sulla scacchiera, abbandonata, a quanto pareva, nel bel mezzo di una partita. “Sono scappati in fretta”. Soltanto allora venne aggredito dal pensiero: “Dove sono TUTTI?”
Guardò all’esterno attraverso i vetri sudici della baracca. Nessun movimento, soltanto i corvi. Ma… “Il cancello è aperto!” Uscì aguzzando lo sguardo per avere conferma: il cancello era aperto, spalancato verso la… libertà?
Si lasciò cadere su una sedia sgangherata che cigolò ma lo resse. Stupidamente osservò la scacchiera chiedendosi a chi toccasse muovere, decidendo che, vista la posizione, non poteva toccare che al Nero. Stancamente effettuò l’unica mossa che poteva evitare il matto ma contemporaneamente vide che le minacce del Bianco non erano esaurite, e spostò il Cavallo Bianco per minacciare un altro matto.
Com’era possibile che una scacchiera pregiata come quella fosse finita in quel luogo di orrori e di morte? Il materiale dei pezzi pareva marmo, no, forse avorio,…, no, non poteva essere! Scattò in piedi, rovesciando la sedia e fuggendo all’esterno, nel freddo e nella luce. Barcollando, raggiunse il cancello e lo oltrepassò pensando rabbiosamente: “No, non giocherete mai un’altra partita!”

avatar Scritto da: Paolo Bagnoli (Qui gli altri suoi articoli)


21 Commenti a Per non dimenticare

  1. avatar
    Fabio Lotti 27 gennaio 2017 at 09:16

    Grazie, Paolo.




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    Luigi O. 27 gennaio 2017 at 09:51

    Commovente, grazie Paolo… non bisogna dimenticare, mai.




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      Giancarlo Castiglioni 27 gennaio 2017 at 12:21

      Giusto, non bisogna dimenticare.
      Certe cose, altre sì.




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    fabrizio 27 gennaio 2017 at 12:35

    Incisivo e coinvolgente! Grazie!




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    Chess 27 gennaio 2017 at 13:54

    Non bisogna dimenticare l’0rrore, mai. Ma non dimentichiamo nemmeno i Palestinesi.




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    The dark side of the moon 27 gennaio 2017 at 14:04

    In un periodo come questo, dove i nazionalismi stanno tornando prepotentemente sulla scena politica, sarebbe utile e necessario far capire a tutti ciò che è stato quel disgraziato periodo storico.
    Come?
    Con la cultura nelle scuole per esempio.
    Ricordare che nei campi di sterminio non c’erano solo gli ebrei ma anche zingari, omosessuali, disabili ed oppositori politici.
    Solo cosi si potrà mettere argine ad ogni sorta di revisionismo avente come comune denominatore quello di mettere sullo stesso piano chi ha combattuto per la libertà insieme ai macellai nazifascisti.




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    Chess 27 gennaio 2017 at 14:27

    Dark, la penso come te, non solo gli ebrei, ma altre etnie, altre categorie, altre persone umane sono state vittime della barbaria e della cultura della morte. Non credo che si possa mettere sullo stesso piano coloro che non hanno avuto rispetto per la dignita’ della vita e coloro che ne hanno fatto scempio ma credo che non si possa e ne’ si debba chiudere gli occhi di fronte alla barbaria di oggi, all’arroganza, alla prepotenza dei nostri tempi. Israele e gli Usa non ne sono immuni, anzi. Torniamo a parlare di scacchi, forse e’ meglio, e’ piu’ rassenerante.




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      The dark side of the moon 27 gennaio 2017 at 15:18

      Giusto spendere un pensiero anche per il popolo palestinese.
      La politica dei coloni è quanto di più disgustoso e ingiusto si possa immaginare nei confronti di un popolo che si è visto portare via la propria terra dopo la seconda guerra mondiale.
      Prima la guerra civile al termine dell’occupazione (ma si legge “mandato”… ) britannica (1920-1948) nel 1947-48 e poi quella arabo-israeliana del 1948 provocarono la “nakba”, ossia la “catastrofe”: 700 mila persone furono costrette ad abbandonare le loro terre senza poterne più fare ritorno.
      Il 27 Gennaio dovrebbe essere dedicato a tutti i popoli che nel corso della storia hanno sofferto disastri immani.
      L’Armenia, per esempio, ha subito un genocidio nel 1915 di cui pochi sanno…




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        paolo bagnoli 27 gennaio 2017 at 20:21

        Consiglio la lettura di “I quaranta giorni del Mussa Dagh”; è un romanzo, ma molto evocativo (l’ho letto sessant’anni fa… ).




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    Uomo delle valli 27 gennaio 2017 at 15:38

    Un applauso, Paolo: le pennellate del grande artista.




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    paolo bagnoli 27 gennaio 2017 at 20:37

    Riolo Terme, dove nacque mia moglie il 14 gennaio 1945, nel corso di uno degli ennesimi bombardamenti tra Alleati e Nazisti.
    Le prime truppe ad entrare nella Riolo liberata furono quelle della Brigata Ebraica, che lasciò sul terreno parecchi morti e feriti.
    Gli ebrei hanno lasciato un tributo di lacrime e sangue che non vanno dimenticati, così come non va dimenticato l’ottuso “nazionalismo” ebraico affidato a Nethaniahu.
    La politica israeliana degli ultimi lustri è quanto di più stupido si possa immaginare, un vicolo cieco che rischia di innescare l’ennesima (altrettanto stupida, a mio avviso) reazione palestinese.
    Ricorro all’ormai annosa massima di Pannella: “Due Stati, due Democrazie”. Fino a quando la parte araba si affiderà ad attentati, estremismi, morti innocenti e via dicendo, la spirale di morti non si fermerà, ma instillare il concetto di “democrazia” nella mentalità araba appare parecchio difficile.
    P.S. Non sono ebreo e non “simpatizzo” per gli ebrei, come continua a sostenere quel tizio che da più di un anno mi rompe le palle telefonicamente, con numeri sempre diversi e del quale non mi curo, giudicandolo un semplice ignorante (nel senso di “ignorare”). Se, come mi hai detto, “prima o poi toccherà anche a te”, sappi che alla mia età ogni giorno è buono perchè “mi tocchi”.




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      Giancarlo Castiglioni 27 gennaio 2017 at 22:28

      Non so se è giusto definire “stupida” la politica israeliana.
      Credo che almeno una parte della classe politica israeliana faccia consapevolmente una politica di guerra, ben contenti della reazione palestinese, ritenendo che nel lungo periodo Israele possa sopravvivere solo se lo stato di guerra continua.
      Con la pace diventerebbe impossibile negare i diritti civili ai palestinesi cittadini di israele, comincerebbe una immigrazione araba come in Europa e combinato con la maggior natalità dei palestinesi gli ebrei finirebbero in minoranza.
      Nel giro di 50 anni gli ebrei farebbero la fine dei Sud Africani bianchi.
      Naturalmente questo nessuno lo dice e non lo ha capito la maggioranza della popolazione ebraica di Israele, che appoggia i coloni e quindi la guerra.
      Quindi la definirei una politica cinica, spietata, criminale, ma non stupida.




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    paolo bagnoli 27 gennaio 2017 at 22:47

    La faccenda arabo-israeliana mi coinvolge non poco. come alcuni lettori avranno intuito.
    Primo: dal punto di vista puramente giuridico lo Stato di Israele ha diritto di esistere,
    Secondo: uno Stato aggredito ha diritto a difendersi. O no?
    Terzo: Israele venne aggredito da 5 Stati arabi.
    Quarto: Respinta l’aggressione, Israele si armò fino ai denti.
    Quinto: gli Stati arabi ci riprovarono, rischiando addirittura una rovinosa sconfitta, se non intervenivano diplomaticamente gli Occidentali i panzer israeliani arrivavano al Cairo
    Sesto: come la mettiamo? Ormai la questione israeliana è divenuta quasi un pretesto per qualunque cosa, attentati, ISIS, emorroidi e presbiopia.




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    Giancarlo Castiglioni 27 gennaio 2017 at 23:25

    Il fatto di essere stati aggrediti nel 1948 non da agli israeliani il diritto di considerarsi sempre e comunque dalla parte della ragione.
    Aggiungi che gli israeliani hanno la bomba atomica e non ammettono di averla contro ogni evidenza.
    Ti consiglio di non essere troppo coinvolto, come faccio io.
    Gli israeliani sono in guerra e sono contenti di esserlo.
    Gli arabi non sono certo innocenti.
    Non è il caso di darsi troppa pena per loro.




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      Chess 28 gennaio 2017 at 09:13

      Tutto il medio oriente è una mina vagante e gli artefici di tale situazione, da sempre , sono gli israeliani che piaccia o non piaccia. Con la maschera della ” vittima per sempre” la classe politica israeliana ( e non solo) perpetra da 50 anni ogni tipo di nefandezza giustificandola come legittima difesa. Le cose stanno in ben altro modo ma fino a quando, ad esempio,molto della finanza statunitense ed occidentale sarà di matrice ebraica tutti faranno finta di non vedere. È una vergogna.




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      fabrizio 28 gennaio 2017 at 15:46

      Caro Giancarlo, ti stimo abbastanza per non accettare da te questa analisi brutale, insensibile e qualunquista.
      “Gli israeliani sono in guerra e sono contenti di esserlo.”
      “Gli arabi non sono certo innocenti.”

      Pensi veramente che “tutti” gli israeliani siano contenti di essere in guerra?
      Pensi veramente che “tutti” i palestinesi siano colpevoli?
      Non pensi che, da una parte e dall’altra, ci siano tantissime persone innocenti che non vogliono questa guerra e ne patiscono (specie i palestinesi, trattati come bestie) sulla loro carne viva gli effetti? E queste persone non hanno diritto di essere considerate?
      Siamo certamente d’accordo che trovare una soluzione equa è difficilissimo, perché le parti in causa hanno entrambe torti e ragioni da rivendicare; ma non ti sembra un po’ cinico consigliare di non sentirsi troppo coinvolti perché “non è il caso di darsi troppa pena per loro” ?
      Il problema della pace in medioriente è di fondamentale importanza per la pace mondiale, visto il coinvolgimento a vario titolo di tutte le potenze: ti sembra proprio opportuno guardare da un’altra parte e non sentirsi coinvolti, se non altro per il nostro stesso interesse?
      Scusa se mi sono permesso queste considerazioni, ma sono sicuro che tu, in fondo, hai espresso in questo modo il malessere che prende noi tutti quando ci si sente impotenti nel risolvere certi problemi: istintivamente li si nega.




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        Giancarlo Castiglioni 28 gennaio 2017 at 19:08

        So benissimo che ci sono molti israeliani che vorrebbero solo la pace, ma purtroppo sono una ridotta minoranza. Basta guardare i risultati delle elezioni.
        La cosa mi fa tanto male che preferisco non pensarci.
        Convengo che mia analisi è brutale, non che è insensibile.
        Quanto a guardare da una parte o dall’altra cosa cambia?
        Non possiamo farci niente.




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    The dark side of the moon 28 gennaio 2017 at 13:00

    Il genocio per antonomasia fu quello degli indiani.
    Il massacro di Sand Creek è stato una della pagine più vergognose della storia dell’uomo, l’emblema di ciò che è stato fatto agli indiani.
    “Voglio che li uccidiate e li scalpate tutti , adulti e bambini … le uova fanno i pidocchi”. Questo era l’ applaudito slogan di Chivington,noto come il macellaio di Sand Creek, la frase divenne il motto del suo reggimento.
    A proposito, il grande De Andrè scrisse una canzone sull’argomento:

    Fiume Sand Creek

    Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
    sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
    fu un generale di vent’anni
    occhi turchini e giacca uguale
    fu un generale di vent’anni
    figlio d’un temporale

    c’è un dollaro d’argento sul fondo del Sand Creek.

    I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte
    e quella musica distante diventò sempre più forte
    chiusi gli occhi per tre volte
    mi ritrovai ancora lì
    chiesi a mio nonno è solo un sogno
    mio nonno disse sì

    a volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek

    Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso
    il lampo in un orecchio nell’altro il paradiso
    le lacrime più piccole
    le lacrime più grosse
    quando l’albero della neve
    fiorì di stelle rosse

    ora i bambini dormono nell letto del Sand Creek

    Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
    c’erano solo cani e fumo e tende capovolte
    tirai una freccia in cielo
    per farlo respirare
    tirai una freccia al vento
    per farlo sanguinare

    la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek

    Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
    sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
    fu un generale di vent’anni
    occhi turchini e giacca uguale
    fu un generale di vent’anni
    figlio d’un temporale

    ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek

    Dall’ album “L’indiano” – 1981
    Testo e musica di Fabrizio De André e Massimo Bubola

    Il massacro di Sand Creek è anche il soggetto del film “Soldato Blu” del 1970.

    PS.Visto che c’è il simbolo “mi piace”, è possibile mettere anche un “non mi piace”?
    Scusate per la piccola parentesi, inopportuna al triste argomento citato sopra.




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      Martin 28 gennaio 2017 at 13:46

      Vorrei ringraziare sia Paolo per aver saputo usare le parole da maestro che solo lui sa adoperare in occasione di questo ricordo così speciale, sia Dark per aver ricordato il genocidio dei nativi americani… ci sarebbe tanto da ricordare e da dire… lascio a voi lo spazio per farlo…

      Circa i “non mi piace” sarebbe semplicissimo aggiungerli ma preferirei non metterli perché così, in modo anonimo, non ha senso. Chi desidera esprimere il proprio dissenso o disaccordo è bene che lo motivi nei modi che meglio ritiene, ma un semplice pollice verso mi pare estremamente riduttivo e superficiale, voi cosa dite?




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        fabrizio 28 gennaio 2017 at 14:53

        Sono d’accordissimo! Mentre il ” mi piace ” significa, più o meno, esser d’accordo con quanto espresso, il “non mi piace ” è troppo ambiguo: si può essere in disaccordo con varie gradazioni e per tanti motivi diversi.




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    paolo bagnoli 28 gennaio 2017 at 18:30

    Ripeto: non sono “coinvolto” nella faccenda, ma mi impressionano alcuni FATTI.
    Israele è stata aggredita QUATTRO VOLTE dalle varie coalizioni arabe che sostengono apertamente che lo stato ebraico deve essere cancellato dalla faccia della terra, cosa che agli israeliani non credo vada molto a genio, anche perchè l’esistenza del loro Stato poggia su ciò che si chiama Diritto Internazionale. Ergo, si sono armati fino ai denti pur di continuare ad esistere.
    Il “vittimismo senza fine” di alcuni ebrei mi infastidisce, mentre mi inorridisce l’idea che tale vittimismo possa essere una leva da usare nei confronti della coscienza mondiale: di genocidi ce ne sono stati parecchi (anche i giapponesi ci hanno provato un paio di volte nel corso della loro storia millenaria), se ne prenda atto e li si consideri come aberrazioni storiche (o come volete definirli voi… ).




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