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Lettera aperta agli scacchisti italiani

All’attenzione del Presidente Gianpietro Pagnoncelli,
del Consiglio Federale della Federazione Scacchistica Italiana
e di tutti gli scacchisti italiani

In quanto atleti di alto livello, ci sentiamo obbligati a far sentire la nostra voce e impegnarci a contribuire con ogni mezzo affinché il nostro sport rispecchi appieno gli ideali di corret­tezza e lealtà in cui crediamo. Riteniamo che lo scacchismo italiano abbia urgente bisogno di rinnovarsi sotto il profilo dell’etica sportiva.
Sia in occasione delle convocazioni in Nazionale che nei tornei individuali abbiamo la respon­sabilità e l’onore di rappresentare l’Italia migliore possibile. Nella nostra ottica, ciò non signi­fica solo rispettare i regolamenti ma anche mantenere un comportamento onorevole. Tuttavia, tutto ciò viene reso vano se coesistono all’interno del movimento comportamenti scorretti e antisportivi. Non stiamo pensando solo al “doping elettronico”, che va combattuto con ogni mezzo, ma anche e soprattutto alla compravendita di partite. Gli scacchi sono uno sport e non sono in alcun caso accettabili comportamenti collusivi. Non è tollerabile che le partite siano vendute o acquistate, o che ci si accordi per scambiarsi in alcun modo le vittorie. Non si può lasciare vincere un avversario per poi dividere un premio.
Non ci riferiamo solo a chi con incredibile arroganza ammette e ammira apertamente questo tipo di comportamenti, ma anche a chi agisce con le stesse modalità in maniera più circospetta e meno appariscente, ma ancor più insidiosa. Sono tutti comportamenti molto gravi che ri­chiedono una reazione ferma.
È della massima importanza che si agisca con determinazione a tutti i livelli per isolare le mele marce prima che contaminino l’intero cestino: il valore fondamentale dello sport è che vinca chi ottiene il risultato migliore in maniera onesta, con correttezza e contando solo sulle proprie forze. Se dovesse prevalere il disonesto, lo sport morirebbe.
Auspichiamo che si apra un dibattito profondo all’interno del nostro movimento. Sentiamo il bisogno che i tornei siano puliti e daremo per primi l’esempio avendo cura, nel limite delle nostre capacità, di partecipare solamente ad eventi che appaiano limpidi.
Allo stesso tempo, chiediamo agli organizzatori di prediligere i giocatori di specchiata onestà e, nei limiti degli strumenti disponibili, di allontanare chi macchia il nostro gioco con comportamenti evidentemente censurabili. Agli arbitri, chiediamo il massimo impegno nella lotta contro il cheating in ogni sua forma e di essere la prima linea della legalità negli scacchi. Agli istruttori, che hanno l’opportunità e la responsabilità di formare le prossime generazioni di scacchisti, chiediamo di leggere con attenzione il nostro messaggio e di farlo proprio. Agli scacchisti italiani, che come noi amano gli scacchi, chiediamo un convinto appoggio alla nostra iniziativa, per isolare sempre più le mele marce.
Alla luce di queste motivazioni e ribadendo la nostra volontà di collaborare per il bene comu­ne, chiediamo alla FSI di sostenere la nostra iniziativa e di contribuire a renderla pubblica.

Scritto in collaborazione (in ordine alfabetico)

Marina Brunello, Sabino Brunello, Alberto David, Danyyil Dvirnyy, Michele Godena, Luca Moroni, Francesco Rambaldi, Axel Rombaldoni, Daniele Vocaturo, Olga Zimina

avatar Scritto da: Marina Brunello, Sabino Brunello, Alberto David, Danyyil Dvirnyy, Michele Godena, Luca Moroni, Francesco Rambaldi, Axel Rombaldoni, Daniele Vocaturo, Olga Zimina (Qui gli altri suoi articoli)


62 Commenti a Lettera aperta agli scacchisti italiani

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    Giancarlo Castiglioni 11 febbraio 2017 at 01:49

    Spero che al più presto escano nomi e cognomi.




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      Martin 11 febbraio 2017 at 01:52

      Desidero riprendere testualmente le parole di moderazione che ha scritto Stefano Bellincampi sul suo blog e che valgono anche per il nostro:

      “Vogliamo ringraziarvi per il tono pacato che state mantenendo nella discussione. Vi ricordiamo che questo sito è responsabile dei commenti postati sul blog e il sottoscritto sarebbe chiamato in causa nel caso di una querela per diffamazione. Pertanto vi invitiamo ad evitare di fare nomi di giocatori e/o tornei: questo è un blog e non un tribunale, altrimenti siamo costretti a cancellare quei post. Chi invece ha notizie di reato informi il Procuratore Federale.”




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        Dtt 11 febbraio 2017 at 19:02

        …mi sto sganasciando dalle risate.E poi il “complessato” sarei io??




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    Daniele Marione 11 febbraio 2017 at 09:07

    Non ho seguito bene gli avvenimenti delle settimane scorse, ma la tempistica della lettera non può essere un caso, ed evidentemente certe uscite considerate paranoiche tali non erano.




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    Icilio Zoppas 11 febbraio 2017 at 11:00

    Personalmente, in casi come questo, più che le lettere aperte penso servano le denunce.




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    The dark side of the moon 11 febbraio 2017 at 11:03

    “Agli istruttori, che hanno l’opportunità e la responsabilità di formare le prossime generazioni di scacchisti, chiediamo di leggere con attenzione il nostro messaggio e di farlo proprio”.
    Un punto importante dove lavorare per creare una cultura diversa da quella attuale.
    Addiruttura poi quei pochi ragazzini che riescono a ottenre buoni risultati vengono spesso osannati come se fossero nuovi campioni: foto, interviste etc. Giusto dare visibilità ma con intelligenza, soprattutto quando si tratta di minorenni, altrimenti si generano false aspettative che alimentano una cattiva competizione dove il fine giustifica i mezzi, sempre.




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    Chess 11 febbraio 2017 at 12:28

    E i nomi? Scommetto parecchio che non se ne faranno pubblicamente perché in Italia molto spesso si lancia il sasso e si tira indietro la mano. Spero che nel mondo degli scacchi prevalga un ‘altra cultura. Infine: questa lettera andrebbe bene anche per gli altissimi livelli mondiali dove certe patte sono più o meno il risultato di contratti di compravendita taciti.




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    Roberto Messa 11 febbraio 2017 at 14:40

    Io penso che questa lettera sia utile, se non altro perché richiama la nostra attenzione sul fatto che l’illecito sportivo è un reato penale. Ma anche la diffamazione lo è, perciò hanno pienamente ragione Martin e Bellincampi a bandire ogni commento che li esponga a questo reato.

    Anche come giornalista mi rendo conto che qualsiasi cosa faccio è sbagliata: insinuare senza uno straccio di prova mi ripugna (e in Torre & Cavallo non lo facciamo per principio, per rispetto delle persone prima ancora che per il rispetto delle norme deontologiche); ma anche tacere porta in qualche modo a danneggiare i giocatori onesti.

    Ora, l’unico caso di compravendita di cui sono abbastanza convinto risale a un festival breve del 2015, me lo hanno testimoniato più di una fonte (fonti che “credo” attendibili, ma chi sono io per stabilirlo?) e coinvolgeva quattri giocatori titolati Fide stranieri e italiani. Nel breve resoconto su Torre & Cavallo non abbiamo nemmeno adombrato il sospetto. Se, per iniziativa degli arbitri o di qualsiasi altro tesserato, la FSI avesse aperto un’inchiesta, avremmo potuto scrivere che era stata aperta un’inchiesta e in seguito comunicare l’esito della stessa, come abbiamo fatto per esempio con il noto caso di cheating a Imperia 2015.

    Tutto questo solo per dire che con tutte le cautele necessarie qualcosa si può o si deve cominciare a fare.

    P.S. Per non mescolare le pere con le mele, suggerirei di lasciar fuori dalla discussione la questione delle patte d’accordo, fintanto che sono consentite dal regolamento del gioco degli scacchi.




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    Dtt 11 febbraio 2017 at 19:57

    …questo è un blog borghese e autoreferenziale. Non credo vi sarà dibattito.Comunque tentar non nuoce…partiamo col definire…”giocatori di specchiata onestà”…

    :o :o :) :)




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      fabrizio 11 febbraio 2017 at 21:01

      Preferirei cominciare col definire i termini “rispetto” e “correttezza”! Ma certamente sono di significato ben noto al nostro coraggioso Dtt.




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      Giancarlo Castiglioni 11 febbraio 2017 at 22:27

      Benvenuto tra i borghesi!
      Se sei tornato vuol dire che nel nostro ambiente ti trovi bene.




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    Martin 11 febbraio 2017 at 20:56

    toh… riecco Dürrenmatt, un po’ ci sei mancato, sai? ;) Dai, un’ultima possibilità non si nega a nessuno. Se non riparti con le offese a destra e a manca c’è spazio anche per te, proviamo a toglierti dalla blacklist, ora sta a te… :)




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      Dtt(Friedrich) 11 febbraio 2017 at 21:50

      …volevo semplicemente ribadire un concetto semplice semplice circa i “toni” del passato:non lascio mai nulla al caso. Per cui come si suol dire… “Non siete voi che mi cacciate, sono io che vi condanno a rimanere”.




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      Chess 11 febbraio 2017 at 22:58

      Non sapevo che esistesse una black list!




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        Martin 12 febbraio 2017 at 08:39

        C’è un filtro antispam e c’è anche una blacklist. La prima serve per bloccare tutto lo spam che purtroppo inonda in forma di comenti sensa senso il sito ogni giorno (e sono migliaia), la seconda esiste e non l’abbiamo mai usata perché siamo contrari a ogni forma di censura. In quasi dieci anni di vita del blog c’è cascato dentro solamente il caro Dürrenmatt (alias Insalà) perché a fronte di alcuni suoi commenti dei lettori si sono sentiti offesi. Dürrenmatt non ha voluto rivelare la sua identità (l’anonimato in questi casi non è tollerato) e per noi non c’è stata altra scelta. :(




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          Yanez 12 febbraio 2017 at 11:39

          Ora comunque nella lista nera non c’è più neanche Dürrenmatt e comunque su SoloScacchi, comportandosi con rispetto e civiltà, c’è sempre stato spazio per tutti. ;)




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    Fabio Lotti 12 febbraio 2017 at 09:39

    Come ho scritto anche su “Scacchierando” una lettera di sensibilizzazione che fa sempre bene.




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    paolo bagnoli 12 febbraio 2017 at 10:35

    Nulla da eccepire sul testo della lettera e sul commento, molto puntuale, di Roberto.
    Mi chiedo, tuttavia, COME individuare con assoluta certezza le mele marce, se non tramite puntuali e tempestive denunce, corredate ovviamente da prove inoppugnabili. Le patte d’accordo – come dice Roberto – sono fuori discussione ed il divieto di firmarle dopo un minimo di mosse è abbastanza ridicolo. Quello che interessa è… cosa? Direi un “metodo” (la cui mecanatio lascio all’inventiva di più competenti di me) col quale individuare – con riservatezza sui nomi – i comportamenti scorretti, ma da applicarsi a coloro che in più di un caso siano stati segnalati agli arbitri; il provvedimento disciplinare potrebbe poi concretarsi dapprima col rifiutare l’iscrizione per poi passare all’espulsione dai ruoli federali.
    Ma queste sono considerazioni abbastanza ovvie, credo; il cheating è quanto di più odioso e pericoloso esista, va combattuto con ogni mezzo!




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    Chess 12 febbraio 2017 at 14:37

    Come fare a tenere un equilibrio tra una sorta di tribunali anticipati e giustizialista e un garantismo che preservi i diritti di ciascuno a non essere diffamato io non lo so ma una cosa so con certezza: di questo passo, con questo dubbio – e non solo nell’ambito degli scacchi ma anche in ambiti più importanti socialmente, si e’ finito che il reato conclamato e’ diventato gridare al ladro ladro anche proprio quando è un ladro. La cosa mi lascia perplesso.




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    Claudio 12 febbraio 2017 at 16:26

    Vorrei soffermarmi su questo stralcio della lettera: “Sentiamo il bisogno che i tornei siano puliti e daremo per primi l’esempio avendo cura, nel limite delle nostre capacità, di partecipare solamente ad eventi che appaiano limpidi.” Ergo, deduco che il j’accuse è rivolto non soltanto al giocatore ma all’impalcatura della manifestazione che lo permette od agevola. I firmatari hanno scelto di dire il peccato ma non il peccatore. Da qui le riflessioni del caso per un futuro migliore.




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    SB 12 febbraio 2017 at 16:48

    Concordo con Chess.
    Comunque vada panta rei I’m singing in the rain




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    Giancarlo Castiglioni 12 febbraio 2017 at 22:04

    Una precisazione sui nomi e cognomi e perché è importante che escano.
    La lettera avrà anche un “tono pacato”, ma nella sostanza è un pugno nello stomaco.
    Vuol dire che arbitri e FSI si sono girati dall’altra parte.
    Se molti dei migliori giocatori italiani hanno scritto una lettera del genere, significa che la situazione è molto grave, ad un livello intollerabile.
    Hanno fatto bene a scriverla e senza fare nomi o citare episodi, ma solo se parallelamente hanno inviato una denuncia circostanziata almeno su “chi con incredibile arroganza ammette e ammira apertamente questo tipo di comportamenti”, altrimenti avrebbero fatto meglio a stare zitti.
    Se la denuncia non è arrivata la FSI dovrebbe convocare immediatamente i firmatari della lettera e chiedere chi era che “con incredibile arroganza ammette e ammira apertamente questo tipo di comportamenti”.
    Se la FSI non lo farà significa che hanno adottato come linea di condotta il manzoniano “sopire troncare, troncare sopire”.
    Se nomi e cognomi non usciranno si creerà un clima di sospetto in cui a rimetterci saranno soprattutto gli innocenti.




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      Uomo delle valli 12 febbraio 2017 at 22:37

      Verissimo, proprio così. Castiglioni ha ancora una volta fatto centro!




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      fabrizio 12 febbraio 2017 at 23:39

      Condivido completamente. Se non ci saranno chiare e pubbliche iniziative della FSI a fronte di questa lettera/denuncia, ci sarà poco da sperare riguardo il futuro degli scacchi in Italia.




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    The dark side of the moon 13 febbraio 2017 at 08:37

    Il mio istinto mi dice che la FSI farà “orecchie da mercante”. :p




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      Edoardo Bonazzi 13 febbraio 2017 at 10:00

      Ogni tanto ho la sensazione che basta che si parli di FSI e subito scatta un riflesso condizionato che porta a essere critici anche a dispetto dei fatti. In questo caso, la lettera è stata pubblicata sulla pagina principale del sito FSI. A me questa cosa fa pensare che sulla questione la FSI non intenda affatto fare “orecchie da mercante”.




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        The dark side of the moon 13 febbraio 2017 at 10:21

        Bene, quindi aspettiamo i fatti….




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        Giancarlo Castiglioni 13 febbraio 2017 at 13:48

        Giusto non condannare la FSI a priori e non basta rispondere che “a pensar male…”, ma ci sono precedenti che giustificano la sfiducia nei confronti della FSI.
        Nel famoso caso di cheating di Imperia, la FSI ha reagito in ritardo, di malavoglia e facendo il minimo indispensabile.
        La lettera è stata pubblicata sul sito FSI il 10 oggi siamo al 13 e non c’è ancora nessun commento da parte della FSI.
        Si potrebbe pensare che non c’è ancora stato il tempo, ma la lettera è sicuramente arrivata qualche giorno prima, non è stata pubblicata per decisione autonoma dell’ultimo impiegato FSI, sicuramente il Presidente e il consiglio sono stati informati ed hanno approvato.
        Quindi logica e decenza sarebbe stato che insieme alla lettera ci fosse un minimo di indicazione di cosa la FSI intenda fare, anche solo un commento anodino tipo “I fatti sono all’esame del Consiglio”.
        Aspettiamo.




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          Edoardo Bonazzi 13 febbraio 2017 at 16:39

          Ci fosse stato un commento di quel tipo, qualcuno sicuramente avrebbe detto: “Beh, tutto qui? E’ scoppiata una simile bomba e si limitano a dire ‘I fatti sono all’esame del consiglio'”?
          Il fatto è che i tempi di un blog non sono quelli di una federazione sportiva, che ha organi, strutture e regole da seguire.
          Lo conferma ciò che dici su Imperia. All’epoca lamentavi il fatto che la FSI non stava facendo nulla. In realtà *pensavi* che la FSI non stesse facendo nulla, ma proprio mentre scrivevi quelle cose era in corso un procedimento che è durato alcuni mesi e che è finito con la condanna di Ricciardi a due anni di sospensione. E non vedo come si possa sostenere che si è fatto il minimo indispensabile, visto che, tolta la radizione, gli hanno dato il massimo previsto dal nostro regolamento di giustizia.
          Come ripeto, il problema (se vogliamo chiamarlo tale) è che i tempi di una federazione non sono quelli di Internet, dove tutto è immediato e tre giorni sono un’eternità.

          Quindi aspettiamo e vediamo che succede.




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            Giancarlo Castiglioni 13 febbraio 2017 at 18:19

            Abbiamo diversi criteri di valutazione.
            Per te 2 anni di sospensione sono una condanna adeguata e “alcuni mesi” sono un provvedimento fulmineo.
            Per me adeguata sarebbe stata una denuncia alla magistratura per frode sportiva entro una settimana dai fatti.
            Esiste una legge: applichiamola.




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              Edoardo Bonazzi 13 febbraio 2017 at 19:04

              Non mettermi in bocca cose che non ho detto.
              Non ho detto che è stato un provvedimento fulmineo.
              Ho detto esattamente il contrario. Ho detto che i tempi della giustizia sportiva sono necessariamente lunghi. Perché la procura deve istruire il caso, convocare i testimoni, sentirli e via dicendo. Perché l’accusato ha il diritto di difendersi, anche con l’assistenza di un avvocato, come infatti ha fatto Ricciardi. Perché una volta terminata l’istruttoria la palla passa alla commissione di giustizia che deve sentire tutti quanti (procuratore, testimoni, imputato). Perché una volta emessa la sentenza la palla passa alla commissione d’appello, che a sua volta deve sentire tutti quanti. E a questo punto c’è ancora la possibilità di un ricorso finale al CONI. Il tutto tenendo conto dei tempi previsti dai regolamenti e degli impegni dei membri delle commissioni, che sono tutti professionisti.
              Tutto questo avviene “dietro le quinte” e quindi chi legge il blog dice: “Ma guarda un po’ questi pelandroni della FSI che non fanno nulla!”. Invece non è così.
              Ecco, vorrei semplicemente invitare a non cadere in questo errore. Aspettiamo un po’, prima di aprire il fuoco.

              Ciao!
              Edo Bonazzi




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    paolo bagnoli 13 febbraio 2017 at 20:21

    Dopo aver sparato qualche “like” a quanto dice Giancarlo, vorrei dire qualcosa di provocatorio.
    Accertato inequivocabilmente un caso di frode sportiva (o cheating, come volete voi) adottare una UNICA sanzione: radiazione A VITA, senza sconti.




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    Roberto Messa 14 febbraio 2017 at 08:12

    Mi è giunta una voce, che non sono in grado di verificare, che la Procura Federale della FSI si stia muovendo in questi giorni per sollecitare testimonianze. Mi si chiede anche di dare risalto alla faccenda del supposto “obbligo di denuncia”, da parte di qualsiasi tesserato FSI, degli illeciti sportivi di cui viene a conoscenza. Se qualcuno può aiutarmi, avrei qualche dubbio, perché avevo capito che l’omessa denuncia era stata elevata a livello di illecito dalla Federazione Gioco Calcio, non sapevo che lo fosse anche per la FSI. Del resto c’è una logica: se in un gioco di squadra un tuo compagno commette un illecito tu non puoi chiamarti fuori; in uno sport individuale una sorta di obbligo di delazione mi sembra un po’ più strana. Dove posso trovare una disposizione della FSI che obblighi espressamente a denunziare fatti del genere? E in quali fattispecie? Solo i fatti di cui sei stato testimone oculare? O anche i fatti che ti sono stati soltanto riferiti da uno dei protagonisti della combine? O anche fatti che ti sono stati riferiti da ALTRI giocatori che magari l’hanno saputo da ALTRI ecc. ecc. ?




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      Edoardo Bonazzi 14 febbraio 2017 at 09:24

      Articolo 32 del regolamento di giustizia e disciplina:

      “Fuori dai casi di concorso nell’illecito, il tesserato che comunque abbia notizia della commissione di un illecito sportivo, o comunque del fatto che Società affiliate o persone abbiano posto o stiano per porre in essere illeciti sportivi, qualunque sia il modo con cui ne sia venuto a conoscenza, ha il dovere di informarne immediatamente mediante lettera raccomandata o in ogni caso con ogni altro mezzo idoneo il Procuratore federale”




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        Roberto Messa 14 febbraio 2017 at 13:51

        Grazie. E aggiungiamoci pure l’art 33 comma 5:
        “5. Il tesserato che si renda colpevole di omessa denuncia è punito con la sanzione della sospensione da due mesi a due anni”.
        Spero tuttavia che al singolo tesserato rimanga un margine di discrezionalità per non sentirsi obbligato a denunciare al procuratore anche quelle che lui stesso, udendole, considera solo chiacchiere prive di fondamento.




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      Giancarlo Castiglioni 14 febbraio 2017 at 10:38

      Capisco le tue perplessità, ma i tempi sono cambiati.
      L’obbligo di denuncia c’è già, ma a quanto pare nessuno lo sapeva.
      La FSI pubblicando la famosa lettera aperta avrebbe dovuto aggiungere due righe: “Ricordiamo che gli iscritti alla FSI hanno l’obbligo di denuncia come da articolo 32 che riportiamo integralmente”.
      Così sarebbe stata chiara la volontà della FSI di intervenire energicamente.
      Bisogna cambiare mentalità, uscire dalla logica del pettegolezzo, del “te lo dico ma tienilo per te”.
      La mia impressione è che fino ad oggi qualsiasi denuncia sarebbe stata ricevuta con fastidio, accolta da commenti del tipo: “Ma come posso provarlo” “Ma perché vuoi immischiarti, chi te lo fa fare”.




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        Edoardo Bonazzi 14 febbraio 2017 at 14:14

        I fatti sono che la FSI ha pubblicato la lettera dei giocatori sul suo sito ufficiale e che, a quattro giorni dalla pubblicazione, la procura federale si sta muovendo per raccogliere testimonianze.
        A me questi fatti suggeriscono che c’è la volontà di intervenire energicamente.
        A te no. Per te questa volontà non è chiara perché la FSI non ha pubblicato, contestualmente alla lettera, l’articolo 32 del regolamento di giustizia e disciplina. Insomma, tutta colpa della FSI, come da migliore tradizione.
        Ma è proprio tutta colpa della FSI? Solo della FSI?
        E’ colpa della FSI se nessuno si prende il disturbo di leggere i regolamenti della federazione a cui appartiene? Sono tutti pubblicati online, sul sito federale. Eppure quanti sono quelli che si sono letti lo statuto, il regolamento organico o il regolamento di giustizia almeno una volta nella vita? Quanti sono quelli che sanno come funziona la federazione? O che sanno quali sono e come funzionano i suoi organi di giustizia? Nessuno legge, nessuno si informa. Però tutti pontificano.
        Sulla parte finale dei tuo intervento preferisco sorvolare. Sulla base di una tua sensazione personale, metti in dubbio la correttezza e la buonafede di persone che nemmeno conosci.
        Spero che sia solo uno scivolone dovuto alla vis polemica.




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          Giancarlo Castiglioni 14 febbraio 2017 at 15:27

          Quali fatti?
          La lettera è stata pubblicata, ma quando è stata ricevuta?
          In una lettera si scrive sempre la data in cui è stata scritta, in questo caso la data è stata tolta?
          Sospetto che la lettera sia stata pubblicata con ritardo quando si è capito che proprio non se ne poteva fare a meno.
          Posso sbagliami, la FSI mi smentisca pubblicando la data.
          Tu scrivi che “la procura federale si sta muovendo per raccogliere testimonianze”.
          Questo non è un fatto, é una voce di corridoio.
          Perché la FSI non lo comunica ufficialmente?
          Si è scritto che i giudici non devono solo essere imparziali, ma devono anche sembrare imparziali.
          Questo vale anche per la FSI; non basta che “intervenga energicamente”, deve anche darci qualche piccolo indizio che lo sta facendo.
          Non chiedo molto, due righe sul sito, ma a quanto pare per te sarebbe già troppo.
          Quanto all’ultima parte non mi sembra di aver detto nulla di sconveniente.
          Sporgere o ricevere una denuncia non è una cosa piacevole per nessuna delle due parti, é comprensibile che si cerchi di evitarlo.
          Non è in gioco correttezza o buonafede, ma il coraggio di affrontare circostanze spiacevoli quando è necessario.




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            Edoardo Bonazzi 14 febbraio 2017 at 15:49

            “La data è stata tolta?”
            “Sospetto che la lettera sia stata pubblicata con ritardo quando si è capito che proprio non se ne poteva fare a meno.”
            Ma tu parti sempre dal presupposto che gli altri siano in malafede? Così, tanto per capire… Perché così è un po’ difficile discutere.




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            maskeret 14 febbraio 2017 at 15:49

            La data nella lettera non c’è perché i firmatari non sono abituati a queste cose. E’ un difetto presente in tantissime persone, quello di non “contestualizzare” la cosa; per esempio ci sono molti blog che pubblicano articoli senza data, così magari ci capiti per sbaglio e leggi qualcosa tipo “settimana scorsa” … e magari sono passati due anni.
            Comunque la lettera è stata ricevuta il 5 febbraio, con la richiesta dei firmatari di pubblicarla il 10.
            Se ti fidi di me, bene. Altrimenti non so che dirti.
            E’ incredibile le questioni di “lana caprina” che stai tirando in ballo.
            Il “piccolo indizio” che la FSI sta “intervenendo energicamente” è la PUBBLICAZIONE STESSA della lettera! Altrimenti non avrebbe pubblicato nulla e buonanotte ai sognatori 🙂




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            maskeret 14 febbraio 2017 at 15:57

            Confermo quello che dice Edo, cioè che sembra che tutto il mondo intorno a te agisca in malafede.
            Pensa in positivo!
            Per quanto riguarda la “comunicazione” che la FSI dovrebbe darti sul fatto che la Procura si è mossa … non è una comunicazione che vada fatta. La giustizia funziona così.
            Qui si torna all’ignoranza sui regolamenti.
            Per esempio sul sito FSI ci sono circa 100 (cento) sentenze emesse dal GSN (Giudice Sportivo Nazionale); hai avuto per caso notizia dell’apertura dei 100 casi, uno per uno? Certo che no, perché la giustizia funziona come deve funzionare, che non è come vuoi tu.




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    Chess 14 febbraio 2017 at 13:53

    Rimanendo in attesa di fatti certi e provvedimenti rapidi ed incisivi, si ha la forte sensazione che la cultura italiana in generale non sappia fare il dovuto salto di qualità. Si rimane sempre nel generico e nel vago. Rileggendo questa lettera se ne ha la conferma: si dice e non si dice. Ad esempio: se in qualche torneo è capitato in modo certo una compravendita di qualche partita perché i giocatori che ne erano certi non si sono alzati rifiutandosi di giocare? Sono d’accordo con coloro che sostengono che anche le denuncie oramai vanno fatte in modo più chiaro, più determinato. All’epoca Fischer, seppur in contesti diversi, disse chiaro e tondo che le squadre dei russi giocavano unite contro di lui, ovvero, compravano e vendevano ( non per soldi) i punti e il mezzo punto. Non solo lo disse ma si ritirò proprio per tre anni andando contro tutti , Fide in primis.




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    Giancarlo Castiglioni 14 febbraio 2017 at 16:42

    Per farla breve quello che scrivono Bonazzi e maskeret rende perfettamente l’idea di quel che pensano in federazione.
    Non preoccupatevi, non vi diciamo niente ma è tutto sotto controllo, ci pensiamo noi.
    Questo è solo uno dei 100 casi su cui a tempo debito sono state emesse le sentenze da parte del GSN.
    Perché tanto strepito? E’ successo qualcosa?
    Un approccio burocratico che non tiene minimamente conto della gravità della denuncia e delle esigenze della comunicazione.




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      maskeret 14 febbraio 2017 at 16:51

      No, il GSN non c’entra con la Procura Federale.
      Vedi che continui a ignorare completamente le leggi?
      Non è un approccio burocratico. E’ un approccio di chi conosce le leggi e (volente o nolente) è tenuto ad applicarle.
      Goditi pure la tua anarchia 🙂

      P.S. né io né Bonazzi abbiamo incarichi in federazione. Quindi il nostro non è il “pensiero della federazione”. Spero che almeno questo ti sia chiaro.




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      lordste 14 febbraio 2017 at 16:52

      No. un approccio serio e sensato che, proprio per la gravità della denuncia, evita di strombazzare in piazza voci non verificate ma fa le cose seriamente senza strombazzare tutto ai quattro venti.




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        lordste 14 febbraio 2017 at 17:12

        (ehm scusate la prosa orrenda mi sa che ho fatto casino nel rileggere il post, al posto di tagliare e incollare un pezzo l’ho copiato senza eliminare l’originale)




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      Edoardo Bonazzi 14 febbraio 2017 at 17:06

      Vedo che hai l’abitudine di stravolgere le opinioni altrui pur di imporre le tue.
      Comunque, tanto per chiarire – e la chiudo qui – io non ho nessun ruolo né incarico in federazione. Stammi bene.




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    Giancarlo Castiglioni 14 febbraio 2017 at 17:39

    Io non voglio convincere nessuno, scrivo solo quello che penso.
    E’ chiaro che non siete portavoce della federazione, però non smentite di pensarla allo stesso modo; che abbiate o no incarichi è irrilevante.
    Io mi interesso di scacchi e di sport non di regolamenti o di politica federale.
    Ovvio che non si debbano mettere in piazza le indagini, ma fare le cose seriamente non obbliga al silenzio assoluto.




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    Giorgio Gozzi 18 febbraio 2017 at 15:25

    Leggendo sia qui che su Scacchierado la sensazione è che la lettera, pur rivolgendosi a tutti noi scacchisti ed agli organizzatori per evitare future situazioni omertose, si rivolga soprattutto ai soggetti che si son resi protagonisti delle azioni indicate nelle frasi in neretto (“Non stiamo pensando solo al “doping elettronico”, che va combattuto con ogni mezzo, ma anche e soprattutto alla compravendita di partite.” e “Non è tollerabile che le partite siano vendute o acquistate, o che ci si accordi per scambiarsi in alcun modo le vittorie.” ) E’ come se gli autorevoli firmatari avessero scritto: Sappiamo chi sei (chi siete) Sappiamo cosa hai fatto (avete fatto) Fermati! (fermatevi!) Adesso la mossa è al soggetto (ai soggetti) della lettera. Cosa farà? (faranno?) Nel caso si pentisse ed annunciasse (non a noi ma ai firmatari della lettera of course) “Ho sbagliato non lo faccio più” finirà lì?




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      Giancarlo Castiglioni 18 febbraio 2017 at 22:12

      Mi ripeto: per me anche se non sono scritte in neretto, le parole chiave della lettera sono:
      “chi con incredibile arroganza ammette e ammira apertamente questo tipo di comportamenti”.
      Questa è una precisa accusa rivolta a una persona di cui non si dice il nome.
      Da qui non si torna indietro, gli autori della lettera devono dire a chi si riferiscono o devono essere sottoposti ad un provvedimento disciplinare.
      Se c’è un colpevole deve essere squalificato, non basta che dica “Ho sbagliato non lo farò più”.
      L’impressione dai commenti su Scacchierando è che molte persone si stiano dando da fare per minimizzare, riducendo tutto a beghe personali.
      Se finisse tutto a tarallucci e vino sarebbe vergognoso.




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    Chess 19 febbraio 2017 at 18:44

    Puf! Tutto finito?




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      DURRENMATT 19 febbraio 2017 at 20:35

      …e che ti aspettavi?Il nostro è un mondo “farlocco”. Tuttavia il percorso è lineare…la FSI indaga…a questo punto delle due l’una:si chiarisce il tutto(con squalifiche o RADIAZIONI) oppure i fantastici “dieci”,giocatori di specchiata onestà, vanno messi sotto accusa e SQUALIFICATI per PROCURATO ALLARME….statemi bene!!




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        Chess 19 febbraio 2017 at 20:55

        Hai ragione Durrenmatt!




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        lordste 20 febbraio 2017 at 11:31

        Squalificati per procurato allarme? ma siamo seri???




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          Giancarlo Castiglioni 20 febbraio 2017 at 14:06

          No non siamo seri, ma non mi stupirei troppo se finisse così.
          Magari non con una squalifica, ma con un buffetto e una tirata di orecchie.




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            chess 20 febbraio 2017 at 14:11

            Quanto scommetti che finira’ in una grande bolla di sapone? In italia cose peggiori e ben piu’ gravi finiscono cosi’.




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    marco bettalli 20 febbraio 2017 at 21:41

    Trovo leggermente fastidioso (da parte di Chess) questa continua allusione: in Italia… in Italia…. Ma ci sei mai stato all’estero? Per limitarci agli scacchi, comportamenti del genere di quelli segnalati nella meritoria lettera dei nostri GM sono altrettanto comuni, se non peggio. Tanto per fare un piccolo esempio, per quanto riguarda il cheating, l’incredibile episodio che coinvolse la nazionale francese alle Olimpiadi finì con squalifiche modestissime, tra ricorsi ai tribunali più vari e compagnia bella. Vero è che dobbiamo occuparci, il più possibile seriamente, di ciò che accade dalle nostre parti. Ma senza fustigarci inutilmente…




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      DURRENMATT 21 febbraio 2017 at 10:58

      …stai mescolando le pere con le mele. ;)




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      fabrizio 21 febbraio 2017 at 11:37

      Mal comune, mezzo gaudio? Non mi consola molto. E’ giusto non autofustigarsi eccessivamente e inutilmente, ma i motivi per credere che in Italia non brilliamo troppo per efficienza e onestà intellettuale mi sembra che (purtroppo! :( ) ce ne siano in abbondanza in tutti i settori.




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    fabrizio 1 marzo 2017 at 21:47

    Sono ormai passati circa 20 giorni dalla pubblicazione della lettera (indirizzata al presidente Pagnoncelli e al Consiglio Federale, oltre che a tutti gli scacchisti). Sul sito della Federazione non ho trovato traccia di eventuali risposte o avvio di iniziative in merito. Qualcuno ha notizia se qualcosa si è mosso?




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      Chess 2 marzo 2017 at 12:05

      Se si muove, si muove qualcosa sott’acqua, tipico movimento italiano. E quando verra’ a galla, verra’ a galla una bolla d’aria un po’ sgonfiata, un po’ come quelle bolle di sapone che dopo avere girovagato un po’ per aria, puf svaniscono fino alla prossima ” soffiata”. Roba da bambini, insomma, ma spero di essere smentito.




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    Giancarlo Castiglioni 3 marzo 2017 at 11:32

    Ho incontrato un giocatore che ha partecipato ad un recente convegno di arbitri e gli ho chiesto cosa si pensa nell’ambiente della lettera aperta.
    Mi ha detto che il fenomeno è diffuso e conosciuto da tutti, che gli arbitri sono molto preoccupati della cosa per l’aspetto etico, ma non sanno come comportarsi; potrebbero intervenire solo avendo “prove schiaccianti”.
    Mi ha assicurato che la Federazione vede con favore l’iniziativa dei maestri firmatari e che lo ha dimostrato appunto pubblicando la lettera.
    Mi ha detto che nel convegno si è parlato molto della questione, ma non ho capito se si riferiva a riunioni ufficiali.
    Credo più probabile che si riferisse a conversazioni a tavola o al bar.
    L’indignazione generale è testimoniata da frasi come “è sempre stato così” “sono ragazzi che comunque sarebbero stati promossi la prossima volta” “in fondo è un aiuto economico a scacchisti professionisti che non se la passano troppo bene”.
    Se qualcuno avesse nuove informazioni è pregato di comunicarcele.




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