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Pa’ ganar nuestro pan

Scritto da:  | 1 gennaio 2018 | 10 Commenti | Categoria: Zibaldone

avatar Scritto da: Martin (Qui gli altri suoi articoli)


10 Commenti a Pa’ ganar nuestro pan

  1. avatar
    The dark side of the moon 1 gennaio 2018 at 11:28

    Belle foto e bella musica, ottimo modo per iniziare questo 2018.
    Resistencia! e chissà, magari tra qualche anno i protagonisti di queste foto saranno coloro che oggi sono mantenuti grazie allo sfruttamento di questi lavoratori…. :p




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    Giancarlo Castiglioni 1 gennaio 2018 at 15:14

    Belle fotografie, quanti ricordi, un tuffo nel passato.
    Ma niente rimpianti.
    Lavorare era duro.
    L’Italia e il mondo sono molto cambiati.
    Lavori che non esistono più, o che se esistono gli italiani non fanno più.
    Adesso gli italiani vogliono lavorare dietro una scrivania e si lamentano.




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      Ramon 1 gennaio 2018 at 16:17

      Giancarlo ciao, giusto una curiosità: in una di queste fotografie si distingue abbastanza nitidamente una via della vecchia Milano. Sei in grado di dirci il nome? :)




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      Franco 2 gennaio 2018 at 13:00

      > Adesso gli italiani vogliono lavorare dietro una scrivania e si lamentano.

      Si lamentano, e giustamente, perché l’80% dei lavori nei servizi sparirà entro breve e l’80% degli italiani che lavorano dietro una scrivania nei servizi rischia di trovarsi disoccupato.

      Parola di uno dei due fisici italiani più importanti al mondo che conosce bene le potenzialità dell’intelligenza artificiale.

      Lo afferma verso il terzo minuto.

      Per comprendere come il deep learning spazzerà via la maggioranza dei posti di lavoro nei servizi può essere paradigmatico il caso del fintech.

      Oggi i robot negli Usa, come ad esempio i robot della Renaissance, sono in grado di consigliare gli investitori molto meglio di quanto possano fare i promotori, i bancari, i consulenti indipendenti, la cui presenza diverrà assolutamente superflua non appena ci sarà la consapevolezza della assoluta inutilità del loro ruolo lavorativo, o addirittura la consapevolezza del danno da loro provocato ai risparmiatori. Dato un preciso obiettivo di rischio, il robot finanziario o robotadvisor, è in grado di stabilire con adeguati livelli di confidenza statistici l’intervallo di rendimento atteso in scenari sia gaussiani sia stimati sulle distribuzioni empiriche del passato, compresa la stima delle code grasse.

      Il risparmio dei costi per le banche in Italia con l’introduzione del robotadvisor consultabile online ed il contestuale licenziamento dell’impiegato da scrivania è immaginabile. L’efficienza del servizio dei robot usati in Usa è incomparabile, in quanto riescono a battere nella qualità del servizio di consulenza – come avviene gia’ negli scacchi – anche l’esperto trader più preparato nella quasi totalità dei backtesting di simulazione delle gare appositamente indotte per la sperimentazione (99,9… % degli scenari).

      Sarà dura nel prossimo decennio lavorare ancora dietro una scrivania di ufficio, per la totalità degli italiani ….. Sarà per loro meglio conoscere qualcuno dei lavori indicati in tutte queste pregevolissime foto del passato rivisitandolo in chiave moderna.

      Oggi un ingegnere neoassunto nella grande azienda manifatturiera puo’ arrivare a guadagnare poco più di un migliaio di Euro. Un potatore di vigneti pregiati arriva facilmente a 1.700-2.000




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        Giancarlo Castiglioni 2 gennaio 2018 at 16:56

        Molto interessante.
        Storicamente i progressi tecnologici hanno creato più posti di lavoro di quelli persi, ma non è detto sarà così anche questa volta.
        Anche la velocità del cambiamento potrebbe essere maggiore e può darsi che qualche italiano debba riqualificarsi passando dalla scrivania a raccogliere l’uva.
        Guadagnerà di più, ma continuerà a lamentarsi.




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          Franco 2 gennaio 2018 at 17:29

          Raccogliere l’uva non presenta la stessa difficoltà tecnica e manuale della potatura di vigneti d’elezione. :)

          A prescindere, è verissimo quanto scrivi e cioè che fino ad ora nelle tre rivoluzioni industriali precedenti (molto parlano di industria 4.0, ma ignorano il significato e la comparsa storica delle tre precedenti
          https://www.digital4.biz/executive/industria-40-storia-significato-ed-evoluzioni-tecnologiche-a-vantaggio-del-business_436721510305.htm)
          si sono nel tempo creati sempre più posti di lavoro rispetto al quadro precedente. Moltissimi posti di lavoro si creeranno sicuramente anche con la nuova rivoluzione in corso 4.0. Basteranno a rimpiazzare quelli persi ? Nessuno ha la sfera di cristallo.
          Per quanto riguarda gli scacchi, non so bene quanti lavorino nell’editoria scacchistica, nella programmazione di database (sostanzialmente l’unica rimasta è Chessbase) nel tutoraggio (allenatori e preparatori) etc. Uno degli effetti della nuova rivoluzione negli scacchi dovuta al deep learning nell’intelligenza artificiale sarà probabilmente costituita dalla soluzione del gioco da parte di Google e potrebbe mettere a repentaglio i proventi di coloro che programmano software scacchistici. Larry Kaufman, Robert Houdart, Mark Lefler e tutti coloro che in forma professionale o semiprofessionale programmano software di gioco staranno guardando sicuramente con apprensione alle prossime mosse di Google.

          Mi sembra che Morozevich abbia scritto un interessante articolo in merito prima dell’apparizione di AlphaZero, invitando Google a riflettere bene sull’esito e sulle conseguenze di una diffusione open source di un software scacchistico che risolva o quasi il gioco. Certamente tutti saremmo curiosi di vedere il gioco perfetto da parte di un automa: ma poi, in tale evenienza chi tutelerà gli interessi di coloro che hanno fatto degli scacchi una scelta di vita ? Morozevich non si riferiva ai soli programmatori, a quel punto superati, ma anche agli stessi giocatori professionisti che potrebbero subire un “divide digitale” a seconda dell’accesso o meno alle nuove tecnologie di Google. Sarà il prossimo campione del mondo colui che disporrà dei mezzi finanziari per comperare l’hardware più potente ?




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            Giancarlo Castiglioni 2 gennaio 2018 at 23:27

            Per quanto riguarda gli scacchi credo non cambierà nulla.
            Che il gioco sia risolto a no è ininfluente.
            Già adesso su un normale PC può girare un programma più forte del campione del mondo.
            Installare un programma migliore su un hardware più potente servirebbe solo per giocare con un altro PC e un altro programma.
            Anche trovare miglioramenti teorici serve a poco.
            Già da tempo i giocatori top non cercano la mossa migliore, ma una mossa abbastanza buona diversa dalla precedente per far giocare l’avversario con la sua testa.
            Per allenatori e insegnanti qualsiasi ragazzino col suo PC può sapere qual’era la mossa giusta che avrebbe dovuto giocare, ma avrà sempre bisogno di qualcuno che gli spieghi il perché.
            Questo il PC non lo dice.




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              Franco 3 gennaio 2018 at 12:56

              > Per quanto riguarda gli scacchi credo non cambierà
              > nulla.
              > Che il gioco sia risolto a no è ininfluente.

              Immaginiamo cosa potesse pensare delle carrozze-auto di primo novecento un maniscalco di allora .. :)

              Per noi amatori sarà pur ininfluente, ma per coloro che gravitano nel campo della programmazione scacchistica non farà certo piacere di lavorare – o per hobby o per professione – considerando che a breve il loro compito potrebbe considerarsi esaurito per l’arrivo di questo computer autoapprendente di Google. Al momento le voci che girano raccontano che l’interesse di Deep Mind (la società di Google autrice di AlphaZero) sia volto a pubblicare un articolo completo su Nature piuttosto che far uscire un software commerciale, dei cui eventuali proventi economici – credo – Brin e Page non abbiano bisogno.

              > Già da tempo i giocatori top non cercano la mossa
              > migliore, ma una mossa abbastanza buona diversa dalla
              > precedente per far giocare l’avversario con la sua
              > testa.

              Direi uno tra tutti in particolare, Magnus Carlsen.




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    Giancarlo Castiglioni 1 gennaio 2018 at 17:51

    Mi pare di ricordare di aver visto il posto, ma non riesco a identificarlo.
    Credevo fosse il Naviglio Grande con a destra il ponte che da via Valenza porta in Ripa di Porta Ticinese, ma la casa a destra non torna.
    La balaustra in pietra è caratteristica dei navigli, esiste ancora.
    La pavimentazione è sicuramente cambiata.




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      Ramon 1 gennaio 2018 at 18:05

      Uno scorcio di via Padova… ;)




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