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Eroi semidimenticati: André Léon René Muffang

Scritto da:  | 5 dicembre 2018 | 4 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

Difficile pensare che un giocatore del quale rimangono poco più di una sessantina di partite ufficiali abbia lasciato una traccia di rilievo nella Storia degli Scacchi. Eppure, è questo il caso di André Léon René Muffang, nato il 25 luglio 1897 a Saint-Brieuc, una cittadina situata sulla costa settentrionale della Bretagna.

La famiglia si trasferisce a Parigi ed è nella capitale che il giovane dimostrerà particolare talento per gli scacchi e per la matematica. Nel 1914, mentre frequenta il liceo Saint Louis, oltre a giocare, perdendo, una partita di esibizione contro Capablanca di passaggio a Parigi, vince il campionato della Régence e grazie a questo successo viene invitato al campionato francese dei dilettanti che si tiene a Lione, e chiude al quinto posto. Quello stesso anno gioca a Parigi in un quadrangolare giungendo terzo dopo Alekhine e Marshall.
Dopo lo scoppio delle ostilità, a soli diciotto anni, Muffang si arruola volontario e viene inviato al fronte col grado di sottotenente. Presta servizio nel 102° Artiglieria e viene decorato nel 1916 con la Croce di Guerra; nel 1919 è tenente a Strasburgo, smette la divisa e si appresta a concludere gli studi presso il Politecnico.
La laurea arriverà nel 1922. Nel frattempo pareggia un piccolo match contro Kostic nel 1920 e batte Capablanca nel 1922 nel corso di una simultanea con l’orologio. Sempre nel ’22 vince il triangolare di Parigi e si sposta in Gran Bretagna vincendo il torneo sussidiario del Congresso della Federazione britannica.
Il 1920 è l’anno di un piccolo “giallo” scacchistico, che ha come protagonisti Muffang, Reshewsky e l’impresario di quest’ultimo. I fatti: Reshewsky è in tournée in Europa tenendo simultanee ben retribuite e, tra un’esibizione e l’altra, viene invitato a giocare una partita “semi-ufficiale” contro Muffang. Dopo qualche esitazione l’impresario accetta, ponendo tuttavia una clausola: il testo della partita sarà pubblicabile soltanto in caso di vittoria del suo protetto. L’incontro, giocato a Pasqua di quell’anno, termina con una brillante vittoria di Muffang, e si deve alle ricerche di uno storico francese il fatto che, dopo una sessantina d’anni, sia stato reso pubblico il testo.

I primi Anni Venti lo vedono attivo sul piano scacchistico, ma André Muffang mette al primo posto la professione; è entrato nel Genio Civile e passerà trent’anni in ruoli dirigenziali, per poi iniziare un’attività di consulente privato di alto livello.
Nel 1923 è secondo al Quadrangolare di Parigi, a febbraio gioca, perdendo, un breve match contro Alekhine (tra i due nascerà una cordiale amicizia) e si sposta poi a Margate dove si classifica 2°-5° in compagnia di Michell, Alekhine e Bogoljubov (4,5/7) dopo il vincitore Gruenfeld. Al termine del torneo gli organizzatori hanno previsto un torneo blitz, e Muffang lo vincerà lasciando ad Alekhine la piazza d’onore. Questi risultati sono indicativi delle potenzialità di André Muffang, il quale nel 1924 è quarto a Strasburgo.

Poi la professione avrà il sopravvento, anche se Muffang verrà reclutato dalla Federazione in occasione di alcune Olimpiadi. A Londra 1927 giocherà in seconda scacchiera (+3 =9 -3), l’anno seguente all’Aia sarà in prima scacchiera dove vincerà la medaglia d’argento individuale con il ragguardevole risultato di +9 =7 -0, e nel 1935 a Varsavia, in terza scacchiera, chiuderà con +4 =9 -4. Nel 1931 ha vinto, a Lilla, il Campionato nazionale.
Quattro dei partecipanti al primo campionato francese, nel 1923. Da sinistra: Michel, Renaud, Muffang e Bertrand
Continua ad accumulare testi scacchistici in diverse lingue, una biblioteca che verrà venduta all’asta nel 1991. Gioca nel dopoguerra gli incontri a squadre contro la Svizzera, la Cecoslovacchia, l’Unione Sovietica e la Romania, poi viene schierato, a quasi sessant’anni, in prima scacchiera all’Olimpiade di Mosca dove, il 6 settembre gioca una partita stupenda contro Robatsch.
Nel 1951 la FIDE gli ha doverosamente conferito il titolo di Maestro Internazionale e negli Anni Sessanta sarà in più occasioni delegato della Federazione francese ai congressi. Continuerà a seguire con interesse gli scacchi pur estraniandosi totalmente dall’agonismo e subirà un progressivo ed inarrestabile indebolimento della vista.
Vivrà gli ultimi anni in una casa di riposo dotata di assistenza medica a Parigi e, quasi completamente cieco, si spegnerà il primo marzo del 1989.
Muffang, l’ultimo seduto a destra, in una fotografia del 1924 insieme ad Alekhine ed altri membri del Circolo del Palais Royal
avatar Scritto da: Paolo Bagnoli (Qui gli altri suoi articoli)


4 Commenti a Eroi semidimenticati: André Léon René Muffang

  1. avatar
    Fabio Lotti 5 dicembre 2018 at 21:40

    Grazie ancora, Paolo!

    1
  2. avatar
    fabrizio 7 dicembre 2018 at 21:10

    Ancora un piccolo gioiello da Paolo!

  3. avatar
    Martin 8 dicembre 2018 at 17:45

    Un grandissimo ringraziamento a Paolo per il supporto, l’affetto e la dedizione dedicata al nostro sito in tutti questi anni! ;) ;) ;)

    4
    • avatar
      paolo bagnoli 9 dicembre 2018 at 21:17

      Niente confronto al tuo, Martin !

      2

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