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Adieu Patrick

Scritto da:  | 21 Aprile 2019 | 15 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

avatar Scritto da: Ramón (Qui gli altri suoi articoli)


15 Commenti a Adieu Patrick

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    Icilio Zoppas 22 Aprile 2019 at 19:32

    Patrick Sercu: forte su strada e su pista. RIP

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    Fabio Lotti 22 Aprile 2019 at 21:55

    Quanti ricordi!…

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    Filologo 23 Aprile 2019 at 00:24

    Seigiornista formidabile! Che bello quel ciclismo

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    alfredo 23 Aprile 2019 at 15:32

    Il piu’ grande pistard di tutti i tempi . Ricordo di averlo visto lanciarsi in volata portando la testa a 1 cm dal tubulare anteriore . Cosa che provai anch’io con l’ettetto di dare una craniata fantozziana al tubulare . Ricordo il suo grande DS Franco Cribriori che ha la erre moscia che lo chiamava ” pautuic Sevcu” con effetto esilarante 🙂

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      fabrizio 23 Aprile 2019 at 17:38

      Un grande! Lo ricordo ancora in epiche sfide ai campionati mondiali di velocità degli anni ’60, contro il nostro Beghetto. Che bel ciclismo su pista c’era allora!

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    The dark side of the moon 25 Aprile 2019 at 11:28

    Buona Festa di LIBERAZIONE!
    Sembra che si sia persa la memoria storica e la cultura, e allora questo 25 Aprile è più importante che mai per rigettare ancora una volta quei rigurgiti fascisti nell’immondizia della storia.
    La nostra Repubblica è nata dai valori della RESISTENZA, dalla lotta di liberazione dal nazifascismo: non dimentichiamolo mai!

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      alfredo 29 Aprile 2019 at 16:12

      non hanno fatto neppure piu’ il magnificco GP della Lierazione a Roma . Una corsa per dilettanti storica.

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      Giancarlo Castiglioni 29 Aprile 2019 at 20:31

      Si è persa la memoria storica, infatti la tua Festa della Liberazione non commemora quanto ci racconta la Storia.
      Tutti saremmo più contenti se dal ’43 al ’45 gli italiani si fossero risollevati dalla disastrosa sconfitta subita ed avessero liberato l’Italia dai tedeschi con le proprie forze, ma purtroppo non è quello che è successo.
      In Italia c’è stata una guerra tra tedeschi ed alleati (Inglesi, Statunitensi, Francesi, Marocchini, Indiani, Polacchi, Brasiliani, Ebrei) ed hanno vinto gli alleati.
      L’apporto dei partigiani è stato del tutto secondario.
      Puoi dire legittimamente che combattendo i partigiani hanno salvato l’Onore dell’Italia, ma questo è quanto dicevano anche gli italiani che combattevano dall’altra parte.
      Per farlo intanto si sparavano addosso tra di loro.
      Per l’Onore ne valeva la pena?

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        The dark side of the moon 30 Aprile 2019 at 14:28

        Non mischiare la merda con la cioccolata.
        Su questo argomento non transigo più, soprattutto ora che c’è in atto un revisionismo storico vomitevole.
        Se i nostalgici del fascismo (che è una ideologia CRIMINALE) non accettano ancora che la Repubblica attuale è stata fondata sui valori della RESISTENZA, se ne andassero a fanculo!

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          Giancarlo Castiglioni 30 Aprile 2019 at 15:36

          I nostalgici del fascismo non esistono più, c’erano negli anni ’50, ormai sono morti tutti.
          Io vedo il fascismo in una prospettiva storica e non mi sembra molto più criminale dei governi contemporanei.
          Anche per le “democratiche” Francia e Inghilterra si deve ricordare come si comportavano nei loro imperi coloniali.
          Al di sotto delle apparenze, io vedo una sostanziale continuità tra l’Italia dei primi anni del secolo, l’Italia fascista e quella postbellica degli anni ’50.
          Infatti l’apparato statale, polizia, magistratura, prefetti era sempre lo stesso.
          In Italia ci sono stati due tentativi rivoluzionari entrambi falliti, il biennio rosso del ’20 e la resistenza ’43-’45.
          La contemporanea lotta contro i tedeschi era meno importante.
          Se vuoi commemorare la resistenza come generoso tentativo rivoluzionario fallito ne hai pieno diritto.
          Ma commemorarla come lotta vittoriosa contro i tedeschi è un falso storico.

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            The dark side of the moon 30 Aprile 2019 at 17:01

            Qualche nostalgico fascista c’è ancora ma quello che preoccupa di più sono le nuove generazioni che oggi hanno un atteggiamento di totale superficialità e ignoranza riguardo quel periodo storico.
            Diversi gruppi di persone arrivano a definirsi “fascisti” avendo una idea totalmente distorta di cosa è stato il fascismo.
            Il fascismo è l’ideologia criminale per eccellenza che racchiude tutte le nefandezze umane, paragonarlo a governi pseudo democratici di allora e di oggi non sminuisce l’abominio di tale ideologia.
            In ogni rivoluzione inizialmente c’è una sorta di “continuità” apparente coi vecchi regimi non potendo di colpo azzerare le istituzioni dello Stato.
            Nelle rivoluzioni vere però questa “continuità” si dissolve attraverso l’evolversi della rivoluzione stessa.
            Commemoro la resistenza come generoso tentativo rivoluzionario che non è fallito come affermi ma ha portato il suo prezioso contributo alla liberazione (non solo materiale) di un popolo allo sbando.

            • avatar
              Giancarlo Castiglioni 30 Aprile 2019 at 22:31

              Concordo sull’ignoranza e superficialità dei giovani neofascisti di oggi.
              Il motivo principale che li spinge a definirsi “fascisti” è che questo ormai è l’unica modo di scandalizzare i benpensanti.
              Credo che tu sopravvaluti il fascismo.
              Voleva essere una rivoluzione, ma non ci è riuscito, anche se è durato venti anni ha inciso poco.
              In fondo tutte le rivoluzioni si possono considerare fallite; dopo pochi anni per la rivoluzione francese o dopo 70 come per la russa, il vecchio Stato riemerge.
              Naturalmente la Storia va avanti, non è che tutto torni come prima.

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                Mongo 30 Aprile 2019 at 23:12

                Aspettiamo Godot, l’Utopia Rossa alla fine trionferà ed avremo un mondo nuovo: senza confini, dove ognuno è fratello e Compagno del proprio prossimo, senza sfruttati e senza sfruttatori, sotto la dittatura della libertà.

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                The dark side of the moon 1 Maggio 2019 at 13:12

                Il fascismo non è rivoluzione ma il suo contrario.
                Non sopravvaluto il fascismo, in 20 anni di dittatura, Mussolini ha causato una catastrofe immane; ha deportato, torturato ed ucciso migliaia di italiani, ha sterminato 1 milione di africani con le guerre coloniali, ha mandato a morire migliaia di soldati in Spagna ma soprattutto in Russia, si è alleato con i nazisti scrivendo una delle più vergognose pagine della storia umana: più di 6 milioni di persone uccise nei campi di concentramento e guerre varie.
                Il nazifascismo è la negazione di tutto ciò che riguarda la natura in generale e in particola modo quella umana.

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                  Doroteo Arango 1 Maggio 2019 at 15:55

                  Sì, esatto.
                  Ma purtroppo il fascismo non è solo questo.
                  Il fascismo è tristemente un modo di pensare, di comportarsi. E’ prepotenza, prevaricazione, sfruttamento dei deboli, dei diversi e degli umili. E’ violenza, ingiustizia, negazione della democrazia e dei diritti.
                  Non dimentichiamoci di tutto questo.
                  Oggi ha nuovi nomi e nuove forme, ma è questo il fascismo.

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