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Io sto con gli ippopotami

Scritto da:  | 8 Ottobre 2019 | 7 Commenti | Categoria: Aperture, Mediogioco, Partite commentate, Teoria e Studio

– Cosa c’era dentro?
– Una miseria…

Prendo spunto da una mia partita giocata di recente al torneo di Flims per trattare un sistema di gioco che nella letteratura scacchistica ha attratto, e continua ad attrarre, giocatori di qualsiasi fascia di punteggio: la variante “Ippopotamo“. Nonostante questa sia l’arma principale di alcuni top players unicamente a cadenza “bullet” online – il cui massimo esponente è indubbiamente Hikaru Nakamura – è spesso utilizzata da tutti quei giocatori che preferiscono evitare duelli teorici e che si affidano ad una struttura
solida ed uno sviluppo pressochè indisturbato, come il nostro MF Alessio De Santis che la impiega regolarmente a tavolino. Si può affermare, infatti, che questo sistema sia assolutamente “universale“: può, ovvero, essere giocato con entrambi colori, senza tener conto di particolari ordini di mosse ed, infine, indipendentemente da cosa fa l’avversario! La flessibilità di questo sistema, tuttavia, deve scontare il prezzo provocato dalle violazioni di alcuni principi classici fondamentali del gioco degli scacchi. Vediamoli insieme:

  1. Conquista del centro;
  2. Sviluppo dei pezzi nelle migliori case;
  3. Arrocco;
  4. Coordinamento e comunicazione dei pezzi;
  5. Struttura pedonale.

Quando si è toccati a fronteggiare questa apertura, sorge spesso spontanea una domanda: quale è il migliore set-up per mettere in difficoltà il mio avversario? Proverò, attraverso questa mia partita, ad illustrare idee chiave che possano rispondere in maniera efficace ed esaustiva a quest’ultimo dilemma.

Bernd Reinhardt (2185) vs Giuseppe Lettieri (2439) 0-1
Flims Open, 6 ottobre 2019

1.g3 e5 2.Ag2 d5

Posizione dopo 2…d5

Tenendo fede al principio classico di base si procede alla conquista del centro, il quale viene ceduto in maniera gratuita.

3.d3 Cf6 4.Cd2 Ad6 5.e3?!

E’ ancora possibile deviare dal sistema Ippopotamo preferendo 5.Cgf3 0–0 6.e4 c6 rientrando nell’Attacco indiano che indubbiamente gode di una migliore reputazione teorica.

5…0–0 6.Ce2 Ae6!

Soltanto dopo Ce2 è opportuno sviluppare l’alfiere in e6. Viceversa il bianco potrebbe ancora preferire Cgf3 ed il Nero sarebbe costretto a spendere un tempo – h6 – per prevenire Cg5.

7.h3

La prima idea chiave per mettere in crisi questo sistema è – indipendentemente dal colore con cui si gioca – provocare il cambio dell’alfiere che difende l’arrocco avversario. Ciò, infatti, comporterebbe un forte indebolimento dell’arrocco, in tal senso esposto ad attacchi micidiali. A colori invertiti, il medesimo schema è riproducibile con la batteria Ae3–Dd2 e idea Ah6. Infatti se 7.0–0 Dd7! La minaccia di cambiare l’alfiere campochiaro è parabile ad esempio con 8.Te1?! che tuttavia non risolve i problemi del Bianco dopo 8…Ah3 9.Ah1 c6 10.b3 il bianco non riesce a completare lo sviluppo in tempo in quanto dopo 10…Cg4 11.Ab2 Df5 l’attacco è già irresistibile.

7…Dd7!

Posizione dopo 7…Dd7!

Condannando il Re al centro in quanto l’arrocco risulterà impossibile da questo momento in poi, salvo indebolire ulteriormente il lato di re con h4 o g4.

8.b3 c5 9.Ab2 Cc6 10.a3

Posizione dopo 10.a3

Il bianco raggiunge finalmente lo sviluppo di tutti i suoi pezzi e della sua solida struttura pedonale. Come ho evidenziato sin dall’inizio, queste prime 10 mosse del giocatore dell’ “ippopotamo” sono standard e non possono essere evitate, salvo reazioni centrali che però giudico premature. Ad ogni modo mettendo a paragone i due schieramenti possiamo già fare alcune riflessioni: dal punto di vista pedonale il Nero è preferibile in quanto controlla efficacemente il centro grazie a e5–d5–c5; in merito allo sviluppo, i pezzi del bianco sono in fase di “guardia”, a differenza di quelli Neri che occupano le case migliori deputate al controllo ed al supporto del centro; Il nero ha già arroccato e sviluppato la Donna mettendo in coordinazione le due torri, viceversa il bianco è legato sulla prima linea senza grandi prospettive di sblocco.

10…b5

Avanzando con ulteriori mire espansionistiche.

11.c4

Posizione dopo 11.c4

Finalmente la prima reazione da parte del Bianco che non accetta più di stare a guardare. Il Nero tuttavia è molto meglio posizionato per fronteggiare rotture centrali e strizza l’occhio in maniera favorevole.

11…Tab8

La minaccia è sempre più forte dell’esecuzione – Tarrasch. Il primo giocatore ora si trova di fronte ad un bivio: proteggere l’alfiere indirettamente minacciato con Dc2 o Tb1 oppure favorire il dinamismo dei pezzi del nero.

12.cxd5

12.Dc2 bxc4 13.bxc4 (13.dxc4 Af5 14.Dd1 d4 con vantaggio decisivo.) 13…d4! 14.e4 Tb6 murando entrambi gli alfieri e conquistando la colonna b con un raddoppio delle torri.; 12.Tb1 proseguirebbe in maniera analoga 12…bxc4 13.bxc4 d4 14.e4 Tb6 con iniziativa.

12…Cxd5 13.Ce4 f5

Più prudente 13…Ae7 14.Tc1 c4! 15.dxc4 bxc4 16.b4 (16.Txc4? Cxe3) 16…a5! sfruttando l’inchiodatura.

14.Cg5 f4!?

Posizione dopo 14…f4!?

L’inizio di innumerevoli complicazioni. La rottura f5–f4, specularmente f4–f5 di bianco, è tematica per lo sfondamento dell’ala di re avversario.

15.gxf4

Se 15.Cc3 Cxc3 16.Axc3 fxe3 17.fxe3 Ce7 ed il Re bianco sarà tagliato al centro della scacchiera dove non potrà ricevere grande riparo dalle isole pedonali.; L’unica alternativa interessante è 15.Cxe6 f3 (15…Dxe6 16.Cxf4! Cxf4 (16…exf4?? 17.Dg4+–) 17.gxf4 i due alfieri ora splendono di luce propria ed il vantaggio del bianco è netto.) 16.Axf3 Txf3 17.Cc3 Tf6 18.Cxd5 Txe6 19.0–0 Th6 20.h4 Dh3 con compenso, intendendo proseguire l’attacco con Tf8 o g5.; 15.exf4 exf4 16.0–0 f3! 17.Axf3 (17.Cxf3 Axh3) 17…Txf3 18.Cxf3 Tf8 19.Cg5 Axh3 20.Cxh3 Dxh3 21.Dd2 Tf5 con attacco decisivo.

15…exf4 16.Cxe6

16.e4 f3! 17.Axf3 (17.Cxf3 Cf4 18.Cxf4 Axf4 19.Tg1 Tbd8 20.Af1 g6 con compenso decisivo.) 17…Cf4 18.Cxf4 Axf4 19.Cxe6 Dxe6 20.Ag4 Df7 con vantaggio netto del Nero grazie al dominio sulle case scure.

16…Dxe6 17.Axd5?

Posizione dopo 17.Axd5?

L’errore decisivo che provoca disfatta immediata.

Se 17.exf4 Cd4! 18.Axd4 Cxf4 19.Ae4 cxd4 20.Cxf4 Txf4 21.De2 Dh6 e le debolezze sulle case scure decidono in favore del Nero.

17…Dxd5 18.Tg1 Ae5 19.Cc3

19.Tg5? fxe3 20.fxe3 Ac3+–+; 19.e4 De6 20.Dc2 f3 21.Cg3 Cd4 22.Axd4 cxd4 sfruttando la colonna c per chiudere la partita.

19…Df7 20.Rd2

20.e4 Tbd8‚; 20.Dc2 fxe3 21.fxe3 b4 22.Ce4 bxa3 23.Txa3 Cb4–+; 20.De2 Dxb3–+

20…Ca5

20…Ca5 e il Bianco abbandona

E la posizione del Bianco è destinata inevitabilmente al collasso. Vorrei in conclusione specificare che questa mia partita non si vuole elevare a confutazione della difesa Ippopotamo – che resta giocabile grazie alle sue intrinseche potenzialità creative – bensì l’intento è unicamente quello di offrire spunti ed illustrare idee a voi lettori che potrebbero risultare utili per fronteggiare al meglio questa difesa.

0–1

avatar Scritto da: FM Giuseppe Lettieri (Qui gli altri suoi articoli)


7 Commenti a Io sto con gli ippopotami

  1. avatar
    Uomo delle valli 8 Ottobre 2019 at 00:03

    Ancora una volta interessantissimo. Grazie!
    Mi capita spesso di fronteggiare questo impianto nelle partite rapid o blitz, correggetemi se sbaglio ma credo che l’intento sia anche quello di poter giocare velocemente le prime mosse e lasciar pensare l’avversario, giusto? =))

    1
  2. avatar
    Alessandro 8 Ottobre 2019 at 00:18

    Sempre più vicino a quota due mila e mezzo! ;)

    1
  3. avatar
    Mongo 8 Ottobre 2019 at 09:52

    la giocavo spesso di nero, poi ritenendola troppo passiva sono passato ad altro. :)

    1
  4. avatar
    Vince 8 Ottobre 2019 at 10:06

    Ottimi i commenti, non troppo densi di varianti e variantine, proprio come piacciono a me. :)

    2
  5. avatar
    Antonio Cerina Dini 8 Ottobre 2019 at 14:07

    Bravo Giuseppe.Ed un saluto affettuoso a Mongo.

    3
  6. avatar
    Fabio Lotti 9 Ottobre 2019 at 09:48

    L’ippopotamo, comunque, è sempre una brutta bestia…

  7. avatar
    Martin 10 Ottobre 2019 at 20:56

    Grazie, Giuseppe, per quest’altra bella partita in un torneo il cui reportage non è sfuggito a Chessbase (cfr. qui). ;)

    1

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