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Siamo mica in crisi?!?

Scritto da:  | 6 Maggio 2020 | 17 Commenti | Categoria: Zibaldone

Stavo appunto pensando che i tornei di scacchi, più che pericolosi, sono eventi capaci di provocare una crisi di nervi a qualsiasi operatore della protezione civile.
Analizziamo la posizione.

  1. Devo stare per delle ore davanti a un tizio imbalsamato a meno di un metro di distanza. Mi è capitato di giocare con delle persone così alte da rischiare una capocciata ogniqualvolta allungavano la testa sulla scacchiera.
  2. Anche ammesso che sostituiscano la stretta di mano con il saluto romano o l’alzata del pugno chiuso o il gesto dell’ombrello, devo toccare gli stessi oggetti che tocca a lui. A meno che non decida di non catturare neanche un pedone e di puntare alla patta per la regola delle 50 mosse.
  3. Devo giocare (spesso) in locali popolati da decine se non centinaia di persone dove (talvolta) c’è a malapena lo spazio per muoversi. Mi è capitato di sollazzarmi nel retrobottega di un bar, in un garage temporaneamente sgomberato dalle auto, in una palestra, nella sala convegni di un hotel a 4 stelle e non importa quanto fossero grandi: c’era sempre folla.
  4. Anche senza volerlo, devo convivere con l’assembramento di persone che, sovente, si forma intorno alla mia scacchiera quando sto per abbandonare o per prendere matto (cosa che mi capita sempre più spesso).
  5. Varie ed eventuali che appartengono all’esperienza di tutti noi.

Qualsiasi livello abbia deciso il Politecnico del capoluogo piemontese (1, 2, 4, 178) e qualsiasi procedura abbia seguito per arrivare al risultato, la realtà è questa.
Sulla carta sono possibili un sacco di soluzioni: tornei a numero chiuso (nel senso che dopo una certa soglia di iscrizioni, arriva lo stop), preiscrizione obbligatoria con bonifico per evitare di vedere file di gente con le banconote in mano cinque minuti prima dell’annuncio “Il Bianco in moto!”, percorsi guidati, cordoni intorno alle scacchiere, mascherine, guanti, termoscanner, divieto di accesso al pubblico, divieto di cazzeggio dopo la partita, divieto assoluto di scaccolarsi, divieto di firmare il formulario altrui o di prenderlo in mano per capire come mai a lui risultano 36 mosse e a me 35, divieto di accalcarsi alla parete a inizio turno per scoprire in quale scacchiera si gioca e con chi, divieto di avvicinarsi a meno di 2 metri dal tavolo arbitrale per segnalare, bisbigliando, che l’avversario si è scaccolato prima di acconciare i pezzi (con il rischio che se bisbiglio non mi sentono e se parlo ad alta voce mi ammoniscono).
Non so però quanto sono praticabili e, soprattutto, invoglianti.
Insomma, io la vedevo dura anche senza Politecnico.
Quanto al calcio, mi importa poco o nulla.

avatar Scritto da: Bracciolento (Qui gli altri suoi articoli)


17 Commenti a Siamo mica in crisi?!?

  1. avatar
    lordste 6 Maggio 2020 at 17:27

    Articolo volutamente ironico, immagino. Le soluzioni a quasi tutti i problemi posti in realtà sono (più o meno) percorribili
    1) mascherina e guanti d’obbligo (e qui non ci piove).
    2) nessun problema a toccare gli stessi pezzi dell’avversario per catture o acconcio: l’importante è poi NON mettersi le dita in bocca / nel naso. Sta al “Buon senso” di ognuno.
    2 bis) amuchina per ogni scacchiera sempre disponibile
    3) niente pubblico (compresi i giocatori che han terminato la partita! subito fuori, a debita distanza!)
    4) sale di gioco adeguate al numero di giocatori (dovrebbe essere SEMPRE così virus o non virus), eventualmente con tornei a numero chiuso (così evitiamo anche i ritardatari non preiscritti)

    Non mi pare sia così impossibile… (e poi il Politecnico di Torino mi spiegherà come a fatto a non rendersi conto dell’illogicità della sua ricerca)

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      Hugo 6 Maggio 2020 at 17:42

      Forse, sulla carta almeno, sarà anche possibile ma, mi chiedo: e i costi? Se per un torneo omologato di 5 scalcinate partite ti chiedono 45 euro, per una cosa come prospetti tu quanto andrai a pagare? Io sono allora favorevole agli scacchi online, almeno per ridurre costi e oneri.

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        lordste 6 Maggio 2020 at 17:44

        Vediamo.. che costi extra vedi? Mascherine e guanti? dovrebbero averli i singoli giocatori. Amuchina? forse (ma è una spesa una tantum e penso che nei prossimi mesi i prezzi si abbasseranno e la disponibilità tornerà). Altro?

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          Hugo 6 Maggio 2020 at 17:46

          Sì: la sala “adeguata”

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            Bayes 6 Maggio 2020 at 18:08

            Concordo: lordste parla di tornei “a numero chiuso”, questo significa un inevitabile minor numero di iscritti e quindi un costo di iscrizione per giocatore inevitabilmente aumentato. Come la mettiamo? 45 euro per 5 partite sono attualmente 9 euro a partita. Quanto andremo a pagarne? 15? 20??
            Ma, abbiate pazienza: online viceversa i costi scenderanno in maniera inversamente proporzionale e con quei 60 e passa euro che mi costerà giocare un qualunque torneo “weekend” mi ci pago l’iscrizione per tutto l’anno al sito più costoso e lussurioso (!) attualmente esistente.
            Non è forse la legge del libero mercato? La “bicicletta” di cui parlava Paysandu in un post che nessuno si è filato di striscio qualche giorno fa? Pedaliamo allora! :o

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              Patrizia 6 Maggio 2020 at 18:23

              I tornei “costano” anche perchè la FSI,se non sbaglio,si prende 9 euro a partecipante, poi c’è da pagare l’arbitro, le spese per la sede(pulizie ad esempio,affitto in qualche caso,bollette ecc ecc).Sono sacrifici,ragazzi!

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                Lettore interessato 6 Maggio 2020 at 18:29

                9 euro dici bene cara Patrizia. Non ricordo dove ma mi pare di aver letto che in tutto il resto d’Europa il costo di registrazione per giocatore è circa 2-3 euro. Sarebbe interessante capire perché da noi invece il costo è così alto.

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              lordste 8 Maggio 2020 at 11:34

              il “numero chiuso” NON implica diminuzione degli iscritti per forza… credo che il 99% dei tornei in Italia non abbia mai raggiunto la “capienza massima” e comunque non vedo perchè il numero chiuso debba per forza tradursi in un aumento delle quote di iscrizione

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                Hugo 8 Maggio 2020 at 14:43

                lordste, vedo che proprio non ce la fai o non vuoi capire. Allora ti faccio un esempio: ti ricordi quando una volta negli stadi non c’erano i posti numerati? Poi un bel giorno li hanno messi: la capienza è rimasta la stessa, è aumentata o dimimuita?
                Nel caso in cui tu ammetta (tutto da verificare) che è diminuita: il prezzo del biglietto è rimasto lo stesso??

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    Patrizia 6 Maggio 2020 at 18:58

    Organizzare i tornei è faticoso e richiede molto lavoro “volontario”.
    per il nostro circolo noi paghiamo un forte affitto e per contro i soci sono pochi perchè a molti basta fare solo i tornei,con i quali si riesce a coprire le spese.
    Ripeto: tutto questo è stato possibile solo grazie al lavoro NON RETRIBUITO di alcuni appassionatissimi soci.
    La nostra è una malattia compatiteci: vogliamo guardarci in faccia,chiacchierare ,anche sfotterci un po’,siamo una combriccola di FISSATI.

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      Doroteo Arango 6 Maggio 2020 at 19:06

      Meno male! Perché, a quanto pare, George Bernard Shaw sostiene che gli scacchisti sono sì una combriccola, ma di SFESSATI! ;)

  3. avatar
    Luca Monti 6 Maggio 2020 at 20:09

    Un saluto al Mongo non lo nego mai.Ciao grande Ricki! Luca Monti , Vallio Terme – BS-

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      Mongo 6 Maggio 2020 at 22:07

      Ricambio con affetto, carissimo Luca.

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    The dark side of the moon 7 Maggio 2020 at 11:25

    In situazioni eccezionali ben venga il gioco on line.
    Per “eccezionali” intendo anche i casi in cui non si abbia la possibilità economica di pagarsi i tornei a tavolino.
    E nel prossimo futuro ce ne saranno tantissimi.

    Devo ora però aprire una parentesi che riguarda il mio ultimo post nell’articolo “il futuro degli scacchi”?
    Lo faccio per mettere ordine ad alcune situazioni che ultimamente si sono create.
    Ma lo faccio soprattutto perché sono abituato a prendermi la responsabilità di quello che faccio e che dico.
    Caro Giancarlo, non ho nulla di personale nei tuoi confronti, eppoi manco ci conosciamo di persona.
    Anzi apprezzo la tua franchezza anche se abbiamo una visione totalmente antitetica della società in cui viviamo.
    Ho fatto nel mio ultimo post una semplice costatazione che forse nei tuoi confronti è stata eccessiva, forse la classica “goccia che ha fatto traboccare il vaso” visto che seguiva commenti che definirei generici, superficiali, bigotti e anche razzisti.
    Non ho simpatia verso gli scacchisti in generale ma non mi sognerei mai di etichettarli come spilorci, sozzoni e psicopatici.
    Questo vale per qualsiasi comunità di persone, altrimenti si chiama razzismo!
    Non devo poi certo difendere io chi fa tornei a tavolino essendomi appassionato a questo gioco solo da una decina di anni.
    Non penso sia utile riproporre certe sciocchezze scritte al riguardo.
    Con tutto il beneficio del dubbio e con tutta la comprensione possibile, mi sembra evidente che certe persone abbiano dei pregiudizi.
    Gli ottimi (e pacati) commenti di Fabrizio sull’argomento, tanto per citare un esempio, mi sembrano una testimonianza di cultura basata sul rispetto di tutti.
    Conosco tanta brava gente indipendentemente dal lavoro che fa, non conosco tanti “delinquenti, drogati, criminali, spacciatori etc.”; però se questo può compensare certe “altolocate conoscenze” di qualche ben pensante, rivendico pure questo!
    Verso i commenti letti e citati, rivendico e confermo tutto.
    Riguardo te, Giancarlo, mi fa piacere che (come hai poi detto) non hai nessun tipo di problema.
    In questo la pensiamo uguale.
    So che sei uno che non se la prende e con te sono abituato a parlare in maniera schietta, quindi in tutta onestà ritiro ciò di cui ti ho accusato e se nel caso (ma sono sicuro di no) ti fossi offeso, sono pronto a scusarmi.

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    • avatar
      Ramon 7 Maggio 2020 at 11:35

      Grande Dark! Ammiro e sottoscrivo!! e ci aggiungo anche tanti applausi sinceri!!
      ;) ;) ;) ;) ;)

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      il matematico generale 7 Maggio 2020 at 13:36

      The dark side of the moon, sai che -magari inconsapevolmente- ma hai appena espresso un interessante paradosso?

      Tu affermi che odi i razzisti, giusto? E per razzista, in senso lato, intendi tutti coloro che generalizzano un giudizio relativo a una categoria, mi segui? Gli scacchisti, gli zozzoni… ooops, separiamoli, altrimenti è un attimo venir fraintesi! Riavvolgiamo allora: gli scacchisti, i commercialisti, i politici, gli zozzoni (inserito qui in mezzo va bene? ;) ), gli aristocratici, gli ignoranti, e via dicendo, no?

      Continui a seguirmi, vero? Bene, odi chi generalizza, ma se rifletti meglio stai generalizzando anche tu (non tu in quanto The dark side of the moon ovviamente, ma il ragionamento che hai espresso preso in termini logici), perché stai dicendo che odi tutti tutti quelli che generalizzano, ma se li odi tutti in toto stai generalizzando anche tu e quindi cadi in contraddizione. Se viceversa non li odi tutti (per non contraddirti) vuol dire che c’è qualcuno che generalizza che allora tu non odi, o meglio che si comporta correttamente secondo i tuoi parametri. Se allora questo qualcuno in particolare (da te escluso dalla categoria dei generalizzatori col ragionamento appena espresso) si comporta correttamente vuol dire che questo qualcuno fa bene a generalizzare e quindi se tu non lo odi sei dalla sua parte, ovvero stai generalizzando anche tu.

      Un paradosso, vero? ;)

      Bene, sofismi e paradossi a parte la penso come te (come te, occhio! non come quelli come te ;) guai a generalizzare!)

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        Uomo delle valli 7 Maggio 2020 at 13:47

        Geniale! …ma il mio articolo?

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