Fratelli coltelli

Scritto da:  | 13 Gennaio 2022 | 12 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

Nato nel 1921 a Mosca, Vassili Smislov iniziò a giocare a scacchi all’età di sei anni su insegnamento del padre.
A 14 anni è già giocatore da tornei importanti. A 17 anni vince il torneo URSS dei giovani studenti sovietici.
Diventa presto campione di Mosca davanti a giocatori del calibro di Lilienthal, Yudovitch, Panov.

Come altri giovani talenti Smislov è frattanto ospite della casa dei pionieri ove subisce un trattamento intensivo e severo per migliorare e affinare l’innato talento posseduto, in parallelo con i suoi studi.
Conferma ben presto le speranze in lui riposte arrivando secondo al Campionato URSS a soli 20 anni di età. Torneo che aveva la fama di essere, a quei tempi, di difficoltà maggiore che quello… per il titolo mondiale.
Già nel 1948 è considerato tra i primi cinque giocatori al mondo.
Il secondo posto al Campionato URSS dietro Botwinnik gli darebbe il diritto morale di incontrare quest’ultimo per il titolo, ma nel 1950, a Budapest arriva terzo al torneo dei candidati ed è quindi Bronstein lo sfidante designato.
Sono i tempi in cui matura in lui un’altra grande passione: diventare cantante d’opera. In effetti ha una rimarchevole voce da baritono e… il fisico adatto al ruolo.
Ama viaggiare e questa passione può soddisfarla più frequentemente giocando a scacchi per cui opta di partecipare al torneo dei candidati di Zurigo anziche a un tour teatrale…
Lo stile di gioco di Smislov è difficile da definire. E’ un giocatore completo e conferma la sua maestrìa in tutte le fasi di gioco.
Euwe è convinto che Smislov ami di preferenza creare sulla scacchiera una posizione iniziale solida, a partire dalla quale prendere, a gradi, piccoli vantaggi grazie a piccole combinazioni: un po’ alla maniera di Capablanca…
E’ considerato un giocatore completo e forte in tutte e tre le fasi di gioco.
Contro Botwinnik – suo fratello-coltello a scacchi – avrà giocato non meno di un centinaio di partite in tornei importanti.
Stratega per eccellenza, cerca di indurre l’avversario su un terreno tattico anche a prezzo di qualche rischio e per quanto attiene le aperture Smislov è stato, dal 1954 un giocatore di stile moderno, con preferenza per le posizioni asimmetriche.
Ama molto lottare – alla maniera degli ipermoderni – contro un centro di pedoni avversari e ciò facendo perfeziona e mette a punto la difesa Gruenfeld facendone il suo cavallo di battaglia.
Botwinnik, dopo il mach giocato contro Bronstein, ha partecipato al 19° Campionato URSS e al Memorial Maroczy in Ungheria. In entrambe le occasioni il suo score non fu brillante e fu criticato dalla stampa specializzata che lo giudicò troppo timoroso.
Nella primavera del 1954 inizia il tanto atteso match Botwinnik – Smislov per il titolo mondiale.
Il bianco a Botwinnik che spinge il pedone di Re di due passi.
Risponde Smislov spingendo di un solo passo il proprio pedone di Re. E’ la Difesa Francese.

Il risultato della prima partita evolve a favore di Botvinik, così pure le due seguenti.
Sorpresa alla quarta partita che era avviata alla nullità e invece Botvinnik …sbaglia e… perde.
Dopo altre tre partite, in testa si ritrova …lo sfidante!

Dopo una tale debacle ci si aspettava una vigorosa reazione da parte del campione del mondo, ma succede il contrario: è lo sfidante a vincere altre tre partite….
e all’11° partita la situazione e di 4 vittorie a tre per lo sfidante e 4 patte.
La dodicesima partita è appannaggio del campione che pareggia il punteggio.

Ci si aspettava un momento di tregua e quindi delle patte e invece Botwinnik convinto di avere il vento a favore prova a rischiare per indurre l’avversario all’errore e difatti quest’ultimo non trova una soluzione a una complicatissima situazione e… perde, con ciò cedendo un prezioso punto che porta in vantaggio l’avversario.

Alla 12° partita si assiste a un capolavoro di Botvinnik e ci si aspettano altre vittorie, ma alla 13° ìl campione va in difficoltà dopo un sacrificio discutibile (un alfiere per tre pedoni incolonnati sulla medesima colonna) e deve accontentarsi di una patta.
Altro sacrificio di donna per una torre e due alfieri dello sfidante nella 14° partita e questa volta con successo.

E la situazione a questo punto, cioè alla 14° partita è di perfetta parità.
Seguono due vittorie per il campione in carica, e altre due patte.
Quando resta da giocare una sola partita – la 24ma – lo sfidante è indietro di un punto per cui in caso di sua vittoria il titolo resta comunque al campione in carica come da regolamento per cui Smislov dopo un ‘ora di gioco propone la patta subito accettata da Botwinnik.
Mikhail Botwinnik resta campione del mondo ancora per tre anni.
Ebbe a dire, a proposito dei suoi avversari incontrati per il titolo di considerarsi “il primo tra eguali” con ciò riconoscendone i meriti.

avatar Scritto da: Antonio Pipitone (Qui gli altri suoi articoli)


12 Commenti a Fratelli coltelli

  1. avatar
    Gino Colombo 13 Gennaio 2022 at 20:26

    Sempre molto interessante, Maestro.
    Auspico che la serie continui ancora con tante puntate e che, un giorno, lei ci voglia raccontare qualcosa della sua pluriennale esperienza scacchistica.

    • avatar
      Antonio Pipitone 15 Gennaio 2022 at 11:11

      Ringrazio per i complimenti.
      Contraccambio cordiali saluti

  2. avatar
    Uomo delle valli 13 Gennaio 2022 at 21:00

    mi associo
    davvero notevole

    • avatar
      Antonio Pipitone 15 Gennaio 2022 at 11:13

      Grazie anche a Lei

  3. avatar
    Fabio Lotti 13 Gennaio 2022 at 22:09

    Che scontri! Bello ricordarli.

  4. avatar
    Filologo 14 Gennaio 2022 at 00:14

    Botvinnik dedicò un libro al match del 1954, riedito dal nipote nel 2003 insieme con quello sul match del 1958 e con commenti di varia origine sul match del 1957, tradotti in inglese e pubblicati da New in Chess nel 2009. Di grande interesse sono i taccuini con gli appunti di analisi di Botvinnik per i match del 1957 e 1958, che il nipote ha voluto inserire nella pubblicazione. Vengono fuori armi segrete che il Patriarca non ebbe mai modo di usare.

    Mi piace 2
  5. avatar
    Fabio Lotti 14 Gennaio 2022 at 09:30

    Un appello. Chi può dia una mano a Martin, in qualsiasi modo, per andare avanti altrimenti non c’è futuro per il blog.

    Mi piace 1
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      Antonio Pipitone 15 Gennaio 2022 at 11:16

      Mi associo all’appello di Fabio. Dobbiamo riconoscenza a Martin e a chi altri attualmente lo aiuta.

      Mi piace 5
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      Patrizia 19 Gennaio 2022 at 23:59

      No,no Fabio,una mano no.Penso che il povero Martin sia davvero stanco di tante belle strette di mano.

      Mi piace 2
  6. avatar
    Ugo Russo 15 Gennaio 2022 at 12:19

    Superlativo, non ci sono altri aggettivi! ;)

  7. avatar
    luca monti 15 Gennaio 2022 at 16:27

    Antonio Pipitone buonasera.Le chiedo se,il primo mondiale del quale Lei ha memoria, per averlo “seguito” coi mezzi del tempo,sia quello del 1948.Così, è solo una mia curiosità.

    • avatar
      Antonio Pipitone 16 Gennaio 2022 at 11:17

      Quel mondiale non mi vedeva interessato semplicemente perchè ancora non giocavo agonisticamente e neppure in amichevole se vogliamo.
      Mi Mancavano l’informazione e l’approccio necessario.
      Cordialità

      Mi piace 1

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