Viktor il Terribile

Scritto da:  | 15 Marzo 2022 | 5 Commenti | Categoria: C'era una volta, Personaggi, Stranieri

A fine giugno del 1976 arriva un dispaccio alle agenzie giornalistiche del seguente tenore:
“Il G.M. VIKTOR KORTCHNOI, recente vincitore del torneo di AMSTERDAM, ha chiesto asilo politico ai Paesi Bassi, trovando rifugio e protezione in un commissariato della città.”
Là riceve un sostegno morale gradito quanto inatteso: un dispaccio-telegramma di Fischer del seguente tenore: “Caro Viktor: felicitazioni per la vostra decisione e bonne chance per la vostra nuova vita”.
Per le persone bene informate, questa defezione di Kortchnoi peraltro, non fu che una mezza sorpresa.
Poco dopo la disfatta contro Karpov, infatti, Kortchnoi aveva concesso un’intervista all’agenzia Jugoslava Tanjug esprimendo critiche e valutazioni contrastanti con quelle di Karpov e dell’agenzia russa Pravda sulla qualità del gioco di Karpov che – a suo dire – non era affatto superiore a quella espressa dagli altri candidati al titolo da lui incontrati nelle eliminatorie.
L’intervista non fu gradita a Mosca dalle autorità e, qualche tempo dopo, comparve sulla Pravda un articolo attribuito a Petrossian che giudicava come antisportivo il comportamento di Kortchnoi.
Nel contempo dalla Federazione sovietica furono adottate a carico di quest’ultimo le seguenti sanzioni:

  • Esclusione dalla squadra nazionale sovietica per un anno,
  • divieto di uscire dall’URSS per partecipare a tornei all’estero
  • e …salario diminuito.

Kortchnoi si adegua e, dopo un anno, per il suo buon comportamento, gli furono tolte le sanzioni.
La sua decisione, presa ad Amsterdam risveglia di bel nuovo l’odio delle Autorità Sovietiche nei suoi confronti che decidono di proporre alla maggioranza dei Grandi Maestri internazionali dei Paesi aderenti alla Federazione Mondiale, di firmare una lettera aperta di denuncia del tradimento di Korchnoi nei confronti del suo Paese e la proposta di escluderlo dalle prossime eliminazioni per il campionato del mondo, ma la richiesta viene respinta dalle Federazioni internazionali e da Euwe in particolare.

L’estrazione a sorte per gli accoppiamenti – come per una beffa – propone al primo turno il match Petrossian – Korchnoi
Il primo è membro autorevole della Federazione scacchistica URSS, il secondo è il fuoriuscito che tutti sappiamo.
Una piccola villa della Toscana ospita questo match che dura un mese, durante il quale i due antagonisti non si rivolgono mai la parola.
Per proporre la patta fanno ricorso all’intermediazione dell’arbitro, senza mai darsi uno sguardo.

Incidenti tragicomici non mancano.
D’improvviso una mattina Kortchnoi, per creare una scenata, chiede a gran voce una guardia del corpo perché – asserisce – il KGB intende… rapirlo.
A metà del match, Petrossian accusa “il traditore” di comunicare per… telepatia con il suo staff in sala e quindi sua moglie, Rona, si… installa nella sala in modo da… intercettare e neutralizzare i segnali destinati a Kortchnoi!
Di rimando quest’ultimo chiede che l’avversario si tolga l’auricolare che giudica non un semplice apparecchio acustico per sordità ma un marchingegno studiato a Mosca per trasmettere e captare comunicazioni e suggerimenti…
Nel contesto di tale ambiente il gioco espresso dai due contendenti non fu di alta qualità.
Al momento di iniziare l’ottava partita i due erano alla pari: tre punti e mezzo ciascuno.
Petrossian ha il bianco: l’apertura avviene in tranquillità e l’armeno sembra cumulare piccoli vantaggi posizionali conservando l’iniziativa.
Dopo aver giocato la trentatreesima mossa, fa per alzarsi e, nel dare un’ultima occhiata alla scacchiera non crede ai suoi occhi: si accorge con terrore di aver lasciato in presa una… torre.

Kortchnoi ne approfitta e… il match termina praticamente qui perché le restanti partite finiscono tutte pari.
E’ quindi lui, Korthnoi, a qualificarsi per il successivo match.
Petrossian in questo match aveva troppe responsabilità addossategli dalla Federazione Sovietica.
Gli era stato detto, senza mezzi termini, dai dirigenti che era là per una missione di ordine nazionale. Non doveva solamente battere un giocatore qualsiasi, ma servire il proprio Paese e eliminare un traditore dalla sua corsa verso Karpov, detentore del titolo.

A Lucerna Polougaievski mostra segni di inquietudine nell’apprendere la vittoria del dissidente.
Sul punto di battere Mecking, infatti, toccherà a lui adesso incontrare in semifinale il dissidente.
Il che avviene in Francia, al Grand Hotel di Evian.
Kortchnoi si presenta accompagnato da due nuovi secondi, gli inglesi Raymond Keene e Michael Stean e dichiara che vincerà certamente il match e non concederà requie all’avversario.
Polugaievski preferisce non replicare per non avvelenare l’atmosfera in vista dell’inizio del match.
Kortchnoi conferma le sue previsioni e… vince le prime tre partite di seguito. Il match non ha più storia e termina con il punteggio di 8,5 a 4,5.
Ora sarà Spassky a vedersela con Kortchnoi.
Al momento di scegliere la sede di gioco, Spassky cortesemente chiede all’avversario quale sede desidera per il match. Kortchnoi indica Belgrado e lui accetta subito.
Duemila spettatori trovano posto per assistere alla prima partita tra i due in un grande cinema-teatro di Belgrado.
Come contro Polougaievski la volontà di vincere di Kortchnoi subito si manifesta e sembra un miracolo che Spassky riesca a resistere a tanta furia.
La partita seguente vede Spassky compiere una imprecisione in apertura e Kortchnoi ne approfitta.
Ciò che impressiona è la qualità e l’efficacia di gioco che dimostra in questo frangente.
L’incubo per Spassky dura fino alla decima partita.
Aveva cinque punti di ritardo.
Poi, come per incanto, vince le quattro seguenti partite e rilancia l’interesse del mondo scacchistico.
Kortchnoi a sua volta protesta con la giuria perché – a suo dire – Spassky anziché riflettere sulla scacchiera di gioco, lo fa sulla scacchiera murale destinata agli spettatori presenti in sala.
Spassky diventa nervoso e minaccia di abbandonare il match.
Il gioco riprende e… la diciassettesima e diciottesima partita sono appannaggio dell’apolide Kortchnoi che si qualifica così sfidante ufficiale per il titolo mondiale.



avatar Scritto da: Antonio Pipitone (Qui gli altri suoi articoli)


5 Commenti a Viktor il Terribile

  1. avatar
    Nagni Marco 15 Marzo 2022 at 09:35

    Sempre un piacere seguirla nei suoi “racconti” buona giornata

    Mi piace 1
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    Fabio Lotti 15 Marzo 2022 at 09:47

    Che bella lettura!

    Mi piace 1
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    Paolo Landi 15 Marzo 2022 at 11:16

    Bell’articolo, davvero interessante! Korchnoi è stato un grande campione, la sua carriera scacchistica è stata molto longeva e sempre ad alti livelli. Avrebbe meritato di diventare campione del mondo, ma talvolta è stato vittima di veri e propri black out e poi sulla sua strada ha trovato una serie di avversari dalla forza straordinaria ed all’apice della carriera. Il suo gioco tagliente, tatticamente micidiale si rifletteva anche nei commenti alle sue partite, sempre diretti e pungenti, senza compromessi.

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      luca Monti 17 Marzo 2022 at 10:33

      Come per altri,non ebbe bisogno di diventare campione del mondo per essere egualmente stimato e ricordato. Un saluto all’autore.

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    LE DUE TORRI - Claudio Selleri 26 Maggio 2022 at 18:14

    Complimenti Antonio per questa bellissima sintesi storica, ricordo che qualche partita del match del Ciocco si vedeva addirittura in TV (una delle prime TV locali di cui non ricordo il nome e che arrivava fino a Bologna) e che insieme ad un amico lo seguimmo in questo modo con gran goduria! Grazie per averlo ricordato con tutta l’ambientazione!

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