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Le regole del gioco

Scritto da:  | 19 ottobre 2013 | 4 Commenti | Categoria: Libri

Le regole del gioco 0

Si tratta di un giallo ambientato nell’ affascinante Parigi dei primi del Novecento. Durante un torneo internazionale di scacchi, oltre ai maestri del nobile gioco, si fronteggiano l’esperto investigatore Auguste Dupin e l’inafferrabile “Fantasma”. Posta in gioco una preziosissima statua custodita nei locali dell’hotel Grand Cercle che ospita il grande torneo.

E’ davvero il caso di porsi la seguente domanda: da dove prende le mosse l’ultima fatica letteraria di Casazza?

Certamente da quel campione del genere giallo che fu Edgar Allan Poe. Per un triplice motivo: per l’indubbia maestria dell’americano di combinare fatti, indizi e supposizioni prima di sciogliere un enigma, per la primogenitura del detective Auguste Dupin, ma –the last, but not the least – per l’affermazione che il gioco della dama è superiore al gioco degli scacchi. Credo che questa presunta superiorità sostenuta da Poe nel racconto “I delitti della Rue Morge” abbia turbato non poco Casazza, appassionato giocatore di scacchi, perché va ad inficiare la profonda convinzione che qualunque scacchista ha di praticare il gioco più difficile, più raffinato, più coinvolgente che si conosca.

Prova ne è che proprio dalla diatriba dama – scacchi ospitata dal quotidiano “le Figaro” parte Le Regole del Gioco.

Chi argomenta a favore della prima è niente di meno che Auguste Dupin, “che non dovrebbe ingaggiare dispute con chicchessia, per il semplice motivo di esser morto ormai da un anno” con il cranio sfracellato per opera di una leggiadra signora. Un giallo nel giallo, come nelle migliori tradizioni.

Chi parteggia per i secondi è Emanuel Lasker, già campione del mondo all’epoca di svolgimento della storia e che primeggiò effettivamente fino al 1924, come mai nessun altro, in virtù dello straordinario agonismo. “La mossa vincente non è quella oggettivamente migliore, ma la più indigesta per la personalità dell’antagonista”sostiene Lasker, un genio nel ribaltare posizioni disperate. Particolarmente riuscite risultano le pagine in cui gli estimatori della dama vengono accostati a capitani di vascelli che bordeggiano sotto costa mentre noi scacchisti siamo destinati ad affrontare una navigazione oceanica, tra le insidie e le meraviglie che solo il mare aperto sa offrire.

Chi legge della disputa sul maggiore organo di stampa francese è tale Luc Valencienne. All’apparenza un ricco commerciante di Tolosa, in realtà il temibile trasformista conosciuto come il Fantasma. Sempre attorniato da belle donne nella cornice ovattata degli hotel di lusso della capitale francese, è a Parigi per mettere le mani su una statuetta dal valore inestimabile, il “Gran Visir”. Non lascerà nulla di intentato pur di impossessarsene, si calerà nella psicologia dei più abili maestri e ne emulerà le doti tecniche, non esiterà ad uccidere.

Le “Regole del gioco” è un’opera concepita con una scansione che rimanda ad una partita di scacchi: apertura, medio gioco, finale. Se vi ho svelato l’apertura, non voglio però privarvi del piacere nell’indovinare le combinazioni che seguono. Mi limiterò a informarvi delle figure sulla scacchiera.

Da una parte Dupin, il re degli investigatori, risorto o meglio mai defunto; un attore amico di Dupin, un autentico pezzo forte; due ispettori della Sureté, alfieri dell’ordine pubblico, uno dei quali classificabile come il classico alfiere cattivo per la sua scarsa utilità.

Dall’altra il Fantasma, il re dei malvagi, diabolico sulla scacchiera quanto nella scena criminale, che non esita a sacrificare la sua donna pur di sfuggire al matto, e due pedoni. Questi corrispondono a due dei giocatori del torneo: Marshall, l’americano dal gioco aggressivo, l’eroe dello scacchismo romantico; Burn, il solido british che Casazza manda in ritiro conventuale prima delle partite e che è soggiogato dalle provocazioni dello yankee.

Una partita determinante per la nostra finzione, la cui trascrizione troverete nel testo, è quella del 7° turno; nella realtà non venne mai giocata tra i due, che nel giallo appaiono proprio come pezzi di scarso valore mossi da un acuto delinquente amante delle 64 case (date le premesse, a voi la scelta tra dama e scacchi). Mentre è storia vera un’altra partita tra Marshall e Burn, anch’essa riportata nel testo, simpaticamente chiamata da Marshall “la partita della pipa” per la distrazione mostrata nelle prime fasi di gioco dallo sconfitto, tutto intento ad accendere il tabacco nello strumento del vizio.

Nessuna anticipazione sul finale, se non che prima dell’epilogo Dupin passa da una classica posizione di zugzwang ad un successivo stallo.

Spero di aver stuzzicato la vostra curiosità di valenti scacchisti e di attenti lettori di gialli. Nell’intrigante “Le regole del gioco” troverete motivi per soddisfare simultaneamente e gradevolmente entrambe le passioni, quella del gioco e quella della lettura.

Le regole del gioco

 

avatar Scritto da: Paolo Peparini (Qui gli altri suoi articoli)


4 Commenti a Le regole del gioco

  1. avatar
    Ivano E. Pollini 19 ottobre 2013 at 09:40

    Gentile Signor Paolo Peparini,

    nel mio caso,la sua speranza ha colto nel segno, attivando la mia curiosità. 💡

    Quanto lei scrive è molto interessante: scacchi e lettura ❗

    Il libro che presenta sembra essere una nuova e interessante variazione
    sul tema giallo-scacchi-letteratura, che troverà sicuramente il suo posto
    d’onore accanto agli altri classici della letteratura a sfondo scacchistico.

    Grazie per la segnalazione.

    IEP




    0
  2. avatar
    Mongo 19 ottobre 2013 at 13:35

    Caro Babbo Natale, ora sai quello che devi portarmi la notte del prossimo 25/12.
    Ricordati solo che il mio camino è stretto, in modo da evitare la figura da cioccolataio che hai fatto l’anno passato quando ci sei rimasto incastrato dentro.
    😉




    0
  3. avatar
    Zenone 19 ottobre 2013 at 13:39

    Interessante e non mancherò di leggero.
    Segnalo solo un pezzo su questo blog su Poe e il suo rapporto conflittuale con gli scacchi: http://soloscacchi.altervista.org/?p=10730
    Grazie




    0
  4. avatar
    Monti Luca 25 dicembre 2013 at 23:53

    Auguri ad ognuno.




    0

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