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Tata Steel Chess, Wimbledon degli scacchi

Scritto da:  | 28 gennaio 2017 | 172 Commenti | Categoria: Attualità, Internazionale, Tornei

tata-steel-chess-00Dopo i Mondiali Blitz e Rapid continuiamo il nostro appuntamento coi grandi eventi.
Ho da sempre una grande attrazione per i Paesi Bassi e quindi non potevo certo sottrarmi nel buttare giù due righe sul consueto evento che ospiteranno dal 13 al 29 Gennaio, considerato il “Wimbledon of Chess”.

tata-steel-chess-01Ladies and Gentlemen, ecco a voi il Tata Steel Chess 2017!!
Quest’anno si giocherà la 79 edizione, ci sono due principali gruppi di 14 giocatori: Tata Steel Masters e Tata Steel Challengers oltre a svariati tornei amatoriali aperti a giocatori di ogni livello per un totale di circa 2000 scacchisti!
Ci occuperemo principalmente del torneo più importante, il Tata Steel Masters, questi sono i partecipanti:

Tata Steel Masters 2017

Nome Nazione Elo Ranking
GM Carlsen, Magnus NOR 2840 1
GM So, Wesley USA 2794 5
GM Aronian, Levon ARM 2785 7
GM Karjakin, Sergey RUS 2785 6
GM Giri, Anish NED 2771 10
GM Harikrishna, Pentala IND 2770 11
GM Nepomniachtchi, Ian RUS 2767 13
GM Eljanov, Pavel UKR 2762 14
GM Wojtaszek, Radoslaw POL 2749 18
GM Andreikin, Dmitri RUS 2737 22
GM Rapport, Richard HUN 2717 30
GM Wei, Yi CHN 2707 38
GM Van Wely, Loek NED 2696 44
GM Adhiban, Baskaran IND 2666 86

 

Elo medio:  2753
Categoria Fide:  21

tata-steel-chess-04Questi sono invece coloro che prenderanno parte al Tata Steel Challengers:

Tata Steel Challengers 2017

Nome Nazione Elo
GM Ragger, Markus AUT 2689
GM Smirin, Ilia ISR 2669
GM Jones, Gawain ENG 2667
GM Xiong, Jeffery USA 2666
GM Grandelius, Nils SWE 2643
GM Lu, Shanglei CHN 2627
GM l’Ami, Erwin NED 2605
GM van Foreest, Jorden NED 2605
GM Hansen, Eric CAN 2603
GM Bok, Benjamin NED 2598
GM Tari, Aryan NOR 2584
GM Dobrov, Vladimir RUS 2499
WGM Tingjie, Lei CHN 2468
IM Guramishvili, Sopiko GEO 2370

 

Elo medio:  2592
Categoria Fide:  14

E come Elo Fide fa fede quello di Dicembre 2016

tata-steel-chess-02Il 13 Gennaio ci sarà la cerimonia d’apertura, il primo turno è previsto per il 14 Gennaio, l’ultimo il 29 gennaio e i giorni di riposo saranno il 18 e 23 Gennaio.

Tutte le partite saranno trasmesse in diretta alle 13,30 ora locale, il 5° e 10° turno alle ore 14,00 e l’ultimo turno alle ore 12,00.

Da tenere in considerazione che il 5° turno, quello del 19 Gennaio si giocherà al “De Kuip – Rotterdam” , mentre il 10° turno (25 Gennaio) si giocherà nella prestigiosa “De Philharmonie – Haarlem”.

Tutti gli altri turni saranno disputati al “De Moriaan – Wijk aan Zee”.

tata-steel-chess-03

Questo il programma del torneo:

Turno 1 – Sabato 14
Harikrishna, P. – Aronian, L.    
Adhiban, B. – Van Wely, L.    
Eljanov, P. – Rapport, R.    
Karjakin, S. – Giri, A.    
So, W. – Carlsen, M.    
Wojtaszek, R. – Nepomniachtchi, I.    
Andreikin, D. – Wei, Y.  

Turno 1 – Domenica 15
Aronian, L. – Wei, Y.    
Nepomniachtchi, I. – Andreikin, D.    
Carlsen, M. – Wojtaszek, R.    
Giri, A. – So, W.    
Rapport, R. – Karjakin, S.    
Van Wely, L. – Eljanov, P.    
Harikrishna, P. – Adhiban, B.    

Turno 3 – Lunedì 16
Adhiban, B. – Aronian, L.    
Eljanov, P. – Harikrishna, P.    
Karjakin, S. – Van Wely, L.    
So, W. – Rapport, R.    
Wojtaszek, R. – Giri, A.    
Andreikin, D. – Carlsen, M.    
Wei, Y. – Nepomniachtchi, I. 

Turno 4 – Martedì 17
Aronian, L. – Nepomniachtchi, I.    
Carlsen, M. – Wei, Y.    
Giri, A. – Andreikin, D.    
Rapport, R. – Wojtaszek, R.    
Van Wely, L. – So, W.    
Harikrishna, P. – Karjakin, S.    
Adhiban, B. – Eljanov, P.    

Mercoledì 18: relax ;)

tata-steel-chess-21Turno 5 – Giovedì 19
Eljanov, P. – Aronian, L.    
Karjakin, S. – Adhiban, B.    
So, W. – Harikrishna, P.    
Wojtaszek, R. – Van Wely, L.    
Andreikin, D. – Rapport, R.    
Wei, Y. – Giri, A.    
Nepomniachtchi, I. – Carlsen, M.  

Turno 6 – Venerdì 20
Aronian, L. – Carlsen, M.    
Giri, A. – Nepomniachtchi, I.    
Rapport, R. – Wei, Y.    
Van Wely, L. – Andreikin, D.    
Harikrishna, P. – Wojtaszek, R.    
Adhiban, B. – So, W.    
Eljanov, P. – Karjakin, S.  

Turno 7 – Sabato 21
Karjakin, S. – Aronian, L.    
So, W. – Eljanov, P.    
Wojtaszek, R. – Adhiban, B.    
Andreikin, D. – Harikrishna, P.    
Wei, Y. – Van Wely, L.    
Nepomniachtchi, I. – Rapport, R.    
Carlsen, M. – Giri, A.

Turno 8 – Domenica 22
Aronian, L. – Giri, A.    
Rapport, R. – Carlsen, M.    
Van Wely, L. – Nepomniachtchi, I.    
Harikrishna, P. – Wei, Y.    
Adhiban, B. – Andreikin, D.    
Eljanov, P. – Wojtaszek, R.    
Karjakin, S. – So, W.  

Lunedì 23: dormitina sul prato…

tata-steel-chess-20Turno 9 – Martedì 24
So, W. – Aronian, L.    
Wojtaszek, R. – Karjakin, S.    
Andreikin, D. – Eljanov, P.    
Wei, Y. – Adhiban, B.    
Nepomniachtchi, I. – Harikrishna, P.    
Carlsen, M. – Van Wely, L.    
Giri, A. – Rapport, R.  

Turno 10 – Mercoledì 25
Aronian, L. – Rapport, R.    
Van Wely, L. – Giri, A.    
Harikrishna, P. – Carlsen, M.    
Adhiban, B. – Nepomniachtchi, I.    
Eljanov, P. – Wei, Y.    
Karjakin, S. – Andreikin, D.    
So, W. – Wojtaszek, R.  

Giovedì 26 …siam proprio stanchi!

tata-steel-chess-18Turno 11 – Venerdì 27
Wojtaszek, R. – Aronian, L.    
Andreikin, D. – So, W.    
Wei, Y. – Karjakin, S.    
Nepomniachtchi, I. – Eljanov, P.    
Carlsen, M. – Adhiban, B.    
Giri, A. – Harikrishna, P.    
Rapport, R. – Van Wely, L.  

Turno 12 – Sabato 28
Aronian, L. – Van Wely, L.    
Harikrishna, P. – Rapport, R.    
Adhiban, B. – Giri, A.    
Eljanov, P. – Carlsen, M.    
Karjakin, S. – Nepomniachtchi, I.    
So, W. – Wei, Y.    
Wojtaszek, R. – Andreikin, D.  

Turno 13 Domenica 29
Andreikin, D. – Aronian, L.    
Wei, Y. – Wojtaszek, R.    
Nepomniachtchi, I. – So, W.    
Carlsen, M. – Karjakin, S.    
Giri, A. – Eljanov, P.    
Rapport, R. – Adhiban, B.    
Van Wely, L. – Harikrishna, P.   

separator4-150x32Abbiamo detto tutto o quasi (ah, prima di dimenticarci: questo il sito ufficiale. Qui le dirette)… gli “ingredienti” per un altro grande appuntamento di scacchi non mancano.

Buon divertimento!! :)

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avatar Scritto da: The dark side of the moon (Qui gli altri suoi articoli)


172 Commenti a Tata Steel Chess, Wimbledon degli scacchi

  1. avatar
    Chess 13 gennaio 2017 at 10:42

    Eh! speriamo che giochino a scacchi!




    0
  2. avatar
    fabrizio 13 gennaio 2017 at 14:38

    Giochiamo ai pronostici? Io, oltre al favorito d’obbligo e al suo sfidante recente, vedo bene So. Poi spero molto nelle buone prestazioni dei giovani: Nepomniachtchi, Andreikin, Rapport, Wei Yi.
    La sorpresa? Harikrishna!




    0
    • avatar
      Chess 13 gennaio 2017 at 14:59

      Rapport mi piace molto. Speriamo che cresca con il tempo.




      0
  3. avatar
    The dark side of the moon 13 gennaio 2017 at 15:17

    Stavolta Carlsen non potrà fallire, dopo aver visto sfumare i titoli rapid e blitz avrà molta più voglia di tornare a vincere un torneo prestigioso.
    So e Giri, seppur giocatori molto solidi hanno, secondo me, poche chances di vittoria finale.
    Aronian e Karjakin daranno sicuro molto fastidio al norvegese e non è detto che alla fine uno dei due possa portarsi a casa il Master.
    Tutti gli altri sono out siders.
    Tiferò Aronian ma sarei molto contento se Rapport o Wei stupissero tutti.
    Avranno molta attenzione e giocare in un torneo del genere è senz’altro una grande occasione per cercare di fare quel salto in avanti definitivo.
    Domani finalmente si inizia.




    0
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      paolo bagnoli 13 gennaio 2017 at 17:39

      Scusate la mia disinformazione, ma…. Caruana?




      0
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    The dark side of the moon 13 gennaio 2017 at 21:18

    Usciti i turni. abbiam aggiornato l’articolo!

    Da segnalare la presenza nel torneo Challengers della Guramishvili Sopiko, moglie di Giri che gioca nel Master.
    Inoltre, sempre nel Challengers, c’è una certa Tingjie Lei (WGM), cinese non ancora ventenne (Elo 2468!).
    Ora non manca proprio niente per iniziare, appuntamento domani alle 13:30.

    P.S. Paolo, penso che Caruana abbia rifiutato l’invito ma non ne sono sicuro.




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    fabrizio 13 gennaio 2017 at 22:09

    Forse le questioni economiche sono alla base della scelta di Caruana che, insieme a Nakamura, parteciperà al torneo master di Gibilterra, manifestazione open che ha rapidamente assunto dimensioni e fama di altissimo livello: basta guardare alla rosa dei principali partecipanti. Ecco i primi 10 in ordine di Elo
    1 Caruana, Fabiano 2823
    2 Vachier-Lagrave, Maxime 2811
    3 Nakamura, Hikaru 2779
    4 Topalov, Veselin 2760
    5 Adams, Michael 2744
    6 Ivanchuk, Vassily 2733
    7 Yu, Yangyi 2721
    8 Gelfand, Boris 2720
    9 Vitiugov, Nikita 2718
    10 Matlakov, Maxim 2691

    In pratica tutto il meglio dello scacchismo mondiale non presente al torneo olandese.




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    paolo bagnoli 14 gennaio 2017 at 11:44

    Parlare di “Wimbledon degli scacchi” fa inevitabilmente tornare alla memoria la figura di sir Thomas, ottimo scacchista ed altrettanto ottimo tennista.




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      Ramon 14 gennaio 2017 at 11:50

      Esatto! Guarda qui, Paolo :D




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    fabrizio 14 gennaio 2017 at 15:49

    Una prevedibile ma sin troppo rapida patta tra So e Carlsen. Speriamo che non ci siano troppi imitatori




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      Giancarlo Castiglioni 14 gennaio 2017 at 16:42

      Probabilmente a Carlsen una patta col nero contro il secondo favorito andava anche bene, ma non si può dire che non ci abbia provato.
      Ha pensato 1 20′ per 33 mosse e la posizione finale era assolutamente pari.
      Piuttosto So ha dato l’impressione di mirare alla patta fin dall’inizio.




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        Jas Fasola 14 gennaio 2017 at 20:11

        Carlsen ha pensato per 36 minuti : 20 (da 1h 40 a 1 h 20) + 33 mosse x30 secondi. Domani la vedo dura per Radek Wojtaszek con Carlsen




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          Giancarlo Castiglioni 14 gennaio 2017 at 21:33

          Avevo confuso il tempo pensato col tempo rimanente!
          Anche questa volta Carlsen era in vantaggio di tempo sull’avversario.




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          fabrizio 14 gennaio 2017 at 23:18

          Se gli orologi di Chessbomb sono attendibili (ma probabilmente c’è qualche piccolo errore di sincronizzazione con quelli reali) e se i miei calcoli sono giusti, Carlsen ha pensato poco più di 34 minuti e So circa 75 minuti per l’intera partita. Carlsen ha pensato poco più di tre minuti per le prime 10 mosse; per la seconda decina di mosse Carlsen ha pensato circa 28 minuti; per concludere la partita alla sua 32°mossa, Carlsen ha impiegato circa 3 minuti ulteriori. In sostanza Carlsen ha giocato apertura e finale quasi lampo: cosa può significare tutto ciò? Assoluta sicurezza o presunzione? Ottimo stato di forma o scarsa voglia di impegnarsi? Il seguito ce lo chiarirà.




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            Jas Fasola 15 gennaio 2017 at 10:59

            Basta guardare le varianti di Chessbomb per avere una risposta… tutte mosse uniche dall’ottava al cambio di donne.




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    Luca Monti 14 gennaio 2017 at 16:22

    Sbaglio quando affermo che sino a qualche anno indietro Linares era chiamata la WIMBLEDON degli scacchi?




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    Chess 14 gennaio 2017 at 20:04

    Incominciato l’ennesimo festival pattaiolo con Carlsen in prima fila.




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    Massimiliano 15 gennaio 2017 at 11:20

    Curiosità tecnica per chi ne capisce: secondo voi la racchetta di Boris Becker nella foto in copertina è ancora una di quelle in legno che si usavano una volta oppure è già di quelle della generazione successiva?
    Complimenti per il bel sito.
    Massimiliano




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      Mongo 15 gennaio 2017 at 12:59

      Dalla biforcazione ad ‘Y’ della stecca, sembra una racchetta proprio della generazione successiva. =))




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      Ramon 15 gennaio 2017 at 20:40

      Spostiamo qui la foto in modo da non perderla aggiornando la copertina, ok? :p

      Boris Becker in azione a Wimbledon




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    Mongo 15 gennaio 2017 at 12:42

    Nell’ open B punterei qualcosina su Gawain Jones! :)




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    The dark side of the moon 15 gennaio 2017 at 13:33

    Per dovere di cronaca, prima che inizia il secondo turno: ieri tutte patte nel Master tranne la vittoria di Eljanov su Rapport.
    Riguardo il Challengers sono d’accordo con Mongo, anch’io punterei su Gawain Jones, anche se i primi cinque se la possono giocare con le stesse possibilità teoricamente.
    X Luca:
    Non so di Linares, forse qualcuno dei più esperti può toglierti il dubbio?




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  13. avatar
    Mongo 15 gennaio 2017 at 16:00

    Scusa The dark, siamo in diretta:

    Carlsen-Wojtaszek; il Bianco sta per giocare la sua 21esima mossa: Rf1.
    Ed ecco il più bel matto del II turno:
    Harikrishna – Adhiban Muove il bianco e…

    41. Tg6+!, Rxh4; 42. Th1+, Ah3; 43. Tg3, …; 44. Thxh3#




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    Daniele Marione 15 gennaio 2017 at 17:52

    Si era Linares a essere conosciuta come la Wimbledon degli scacchi. Il terzetto d’oro dei tornei è stato per molti anni Linares, Wijk aan Zee e Dortumd. Da quasi 10 anni il primo è sparito e gli altri 2 ci sono ancora anche se in formato ridotto.




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  15. avatar
    Chess 15 gennaio 2017 at 17:59

    Il problema è proprio questo: l’estrema teoria portata allo spasmo dal computer abbinata ad una generazione scacchista priva di ogni coraggio creativo. Nel 2005 a Copenaghen si giocò una partita di Nakamura nella quale il GM Statunitense gioco’ alla seconda mossa col bianco, su e5 del nero, Dh5 o qualcosa di simile. Fischer analizzò la partita e disse: “sono talmente vecchi e computerizzati gli scacchi classici che poi per disperazione bisogna fare queste cose” . È questo il punto: bisogna chiederci se ad un certo livello gli scacchi hanno ancora qualcosa da dire fuori dal computer. Se si ama questo gioco questa è l’unica domanda da porsi.




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  16. avatar
    The dark side of the moon 15 gennaio 2017 at 18:21

    A proposito di matti….
    Notevole pure quello preso dalla Guramishvili contro Jones.

    33. Ta8+, Axa8??; 34. Db8+, Re7; 35. De8#

    Comunque nel Master le partite sono tutte finite, 4/7 le patte: non male.

    Turno 2:
    Aronian, Levon Wei, Yi ½-½
    Carlsen, Magnus Wojtaszek, Radoslaw 1-0
    Giri, Anish So, Wesley ½-½
    Harikrishna, P. Adhiban, B. 1-0
    Nepomniachtchi, Ian Andreikin, Dmitry ½-½
    Rapport, Richard Karjakin, Sergey ½-½
    Van Wely, Loek Eljanov, Pavel 0-1

    Classifica:
    1 Eljanov, Pavel 2
    2 Carlsen, Magnus 1.5
    Harikrishna, P. 1.5
    4 Aronian, Levon 1
    So, Wesley 1
    Andreikin, Dmitry 1
    Giri, Anish 1
    Wei, Yi 1
    Karjakin, Sergey 1
    Nepomniachtchi, Ian 1
    11 Rapport, Richard 0.5
    Wojtaszek, Radoslaw 0.5
    Adhiban, B. 0.5
    Van Wely, Loek 0.5

    X Chess: penso che gli scacchi avranno sempre qualcosa da dire nonstante i pc, però la discussione che apri con il tuo intervento è molto interessante.




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      Chess 15 gennaio 2017 at 19:23

      Dark, spero tu abbia ragione e che gli scacchi abbiano sempre qualcosa da dire ma è innegabile che il computer stia appiattendo ogni stile creativo. Qualcosa bisognerà pur fare prima o poi




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        Giancarlo Castiglioni 15 gennaio 2017 at 21:09

        Mi sembrano gli stessi discorsi che si facevano anni fa per il tennis; si era proposto di aumentare il diametro delle palline, perché i giocatori non riuscivano a rispondere a servizi oltre 200 km/ora.
        Adesso di giocatori che battono a quella velocità ce ne sono molti di più, ma gli avversari hanno imparato a rispondere.
        In campo scacchistico abbiamo già avuto la proposta di Capablanca di raddoppiare la scacchiera e quella di Fisher dei random chess.
        Morale, quando di pensava di aver raggiunto i limiti si è migliorato il livello di gioco e si è andati oltre.
        Francamente non vedo un appiattimento dello stile creativo.
        O meglio non capisco cosa intendete per “stile creativo”.
        Per favore spiegatemelo.
        E non capisco neanche che colpa avrebbe il computer.
        Serve per la preparazione delle aperture, dopo in partita non influisce.




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          Chess 15 gennaio 2017 at 21:38

          Giancarlo a me sembra così facile il significato di ” ogni stile creativo” che faccio persino fatica a spiegarlo a parole, lo si capisce meglio guardando i nove decimi delle partite di oggi: tutti o quasi tutti giocano a memoria computer senza quasi mai inventare qualcosa sulla scacchiera. E non è vero che i computer influiscono solo sulle aperture ma vanno molto più in la’: ci sono linee di partite che fino al mediogioco inoltrato sono pura teoria. A me, parere personale, questa piega non mi piace, sarò un romantico vecchio stampo scacchistico, ma preferisco ancora analizzare un Fischer o un Tal piuttosto di una partita di oggi al Tata. In ultimo per farti capire cosa intendo per scacchi: Rapport Caruana e Shirov di qualche anno fa, sono gli unici che salvo dal grigiore modesto degli scacchi di oggi per altro globalizzati ad una forma di consumismo come molti altri sport. Ripeto: parere e gusto personale.




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            fabrizio 15 gennaio 2017 at 23:47

            Scusate se mi intrometto: non vorrei fare la figura del mediatore, ma a me sembra che entrambe le posizioni espresse colgano aspetti significativi ma, a mio giudizio, soltanto parziali.
            Sono d’accordo con Giancarlo Castiglioni sul fatto che non mi sembra il caso di fare eccessive lamentazioni e profezie negative sul gioco attuale e futuro: ce ne sono state molte anche in passato e sono sempre state smentite dagli sviluppi successivi.
            Sull’altro aspetto, ovvero il cosiddetto gioco “creativo” (in effetti di non facile definizione), mi ritrovo di più con la posizione di Chess; tento però una angolazione diversa e, credo, molto meno opinabile: oggigiorno la maggior parte del “pubblico” ritiene il livello generale di gioco “meno spettacolare, divertente e coinvolgente” rispetto al passato.
            Questo credo dipenda in buona parte dalla maggiore “competenza” necessaria per gustare al meglio le partite dei grandi giocatori di oggi, in parte dall’approccio più utilitaristico e meno propenso al rischio della maggior parte dei giocatori: si gioca più per i risultati (ovviamente importanti, specie in termini economici!) e meno per lo spettacolo e “la gloria” (che non sono però da sottovalutare!). E secondo me è soprattutto su questo secondo aspetto che bisogna ragionare a fondo per trovare le eventuali contromisure.




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              Giancarlo Castiglioni 16 gennaio 2017 at 08:51

              Per il “creativo” credo ci sia alla base un equivoco.
              Tutti sono abituati a vedere le partite pubblicate su riviste o libri, che ovviamente sono partite selezionate per qualche ragione particolare, tra l’altro evidenziata dal commento.
              Per un confronto oggettivo si dovrebbero confrontare tutte le partite di un torneo giocato 10, 20 o 30 anni fa con tutte le partite di un torneo di oggi.
              Credo si verificherebbe che nella media non è cambiato nulla.
              Sono d’accordo che per capire più che apprezzare le partite dei grandi giocatori attuali ci voglia un certo approfondimento.
              Un giocatore di qualsiasi livello che vede 6.a3 di Carlsen nella partita di ieri, giustamente non capisce.
              Non è certamente la mossa migliore e Carlsen lo sa benissimo.
              La gioca perché non è cattiva, permette di uscire dopo poche mosse dalla teoria facendo pensare l’avversario e di portarlo in una posizione di proprio gradimento.
              Per l’ultimo punto, quando mai si è giocato per lo spettacolo?
              Tutti giocano per il risultato, a qualsiasi livello.
              Se arriva lo spettacolo tanto meglio, sicuramente si sceglie la via più elegante in posizione vinta, ma non è l’essenziale.




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                fabrizio 16 gennaio 2017 at 14:36

                Mi pare che il tuo approccio (che, come ho detto, in parte condivido) sia forse un po’ troppo pragmatico e utilitaristico; per te il risultato immediato giustifica tutto ed è la sola cosa importante. Mi sembra che tu trascuri gli effetti a lunga distanza dell’assenza di “spettacolo” e di “generosità” nei confronti degli appassionati. Io credo che “non di solo pane vive l’uomo”: ricordiamo Anderssen non certo per i tornei da lui vinti, ma per la sua “immortale”; Poulidor non ha mai vinto il Tour de France, ma è stato per tanti anni il più amato dagli appassionati di ciclismo francesi; Borg è stato grandissimo tennista, ma quasi tutti preferivano McEnroe; e di esempi del genere se ne possono fare moltissimi. Tu dici che i giocatori fanno bene a fare i loro interessi puntando ai risultati immediati; io penso che se questo diventasse norma per tutti, lo “spettacolo” e il coinvolgimento degli appassionati diminuirebbe drasticamente e le influenze negative, anche economiche, non tarderebbero a presentarsi (assenza di “pubblico pagante”, carenza di sponsor, ecc.). E forse gli scacchisti si ridurrebbero ad una setta ristretta, poco capita e poco seguita dal resto dell’umanità.
                Però io non credo che questo succederà mai: per fortuna nasceranno sempre, almeno ogni tanto, i Tal, Bronstein, Fischer, Kasparov, che con il loro approccio più “spettacolare” e meno utilitaristico (nell’immediato!) rinnoveranno le memorabili sfide con i Botvinnik, Petrosian, Karpov del momento (dando anche a questi ultimi maggiore gloria!).




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                  Giancarlo Castiglioni 16 gennaio 2017 at 14:55

                  Io non approvo ne disapprovo l’approccio utilitaristico.
                  Verifico solo che è tutti i giocatori, professionisti e dilettanti, si comportano così e non vedo come potrebbe essere diverso.




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                  Chess 16 gennaio 2017 at 15:31

                  Fabrizio ma io non credo che un giocatore possa scegliere il proprio approccio sulla scacchiera a seconda di cosa mai voglia raggiungere come risultato o come spettacolo. Non credo nemmeno che un giocatore a fini meramente utlitaristici decida di rinunciare alla fantasia, alla creatività, o al coraggio. Fischer giocava SEMPRE per vincere, non accettava mai patta fosse solo per principio, eppure nonostante questi intenti molto spesso dava spettacolo sulla scacchiera. La verità è una soltanto: i giocatori da te citati avevano quel talento innato che giocatori come Carlsen e compagnia manco sanno cosa sia.




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    Giancarlo Castiglioni 15 gennaio 2017 at 18:48

    La risposta è nella partita che ha giocato oggi Carlsen.
    Una apertura non teorica, un po’ di pezzi cambiati e di linee aperte.
    Posizione sostanzialmente pari, apparentemente semplice, ma in realtà difficile da giocare perché fuori dai soliti schemi.
    A questo punto basta giocare meglio dell’avversario e si vince.




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      Jas Fasola 15 gennaio 2017 at 19:10

      Questo sito dovrebbe mettere il “mi piace” :)




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        Ramon 15 gennaio 2017 at 20:50

        Fatto! Grazie, Jas :)




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    The dark side of the moon 15 gennaio 2017 at 21:29

    Fantastico!
    Mancava solo questo, non a caso questo è “il blog di scacchi più bello d’Italia”! :(




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      The dark side of the moon 15 gennaio 2017 at 22:20

      Visto che ci siamo… si potrebbe dare la possibilità agli utenti di correggere i propri post?
      A volte rileggendo quello che si scrive ci si accorge di aver commesso degli errori grammaticali ma non solo.
      Se fosse possibile penso sarebbe utile anche per unire due messaggi, esempio: potrei unire il mio messaggio sopra a questo eliminando la ripetizione della parola “stesso” dal primo messaggio?




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        Martin 15 gennaio 2017 at 22:39

        Ciao Dark, capisco quello che suggerisci. In realtà lo puoi già fare perché fai parte degli Autori del sito (magari ti spiego per e-mail come si procede); di contro quello che proponi va a costituire un aspetto delicato in termini di sicurezza, perché metti che qualche pazzo offenda qualcosa o qualcuno: se si potesse correggere da solo non rimarrebbe traccia della cosa, viceversa -anche se più oneroso per gli amministratori del sito- rappresenta uno strumento di sicurezza per tutelare i diritti di tutti.
        Di fatto in Redazione ci alterniamo a correggere a turno i piccoli refusi che normalmente si commettono scrivendo, non è un problema… :p




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    Luca Monti 16 gennaio 2017 at 16:59

    Buonasera a tutti. A proposito di tradizioni gloriose vorrei chiedere se nello scorso 2016, sia stata ripresa la organizzazione del torneo di Capodanno che fu di Enrico Paoli. Io non ho sentito
    nulla in merito però, nemmeno in SoloScacchi.




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      Jas Fasola 16 gennaio 2017 at 17:08

      No, ma mi sembra che Montebelluna sia sulla buona strada




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      Chichibio 16 gennaio 2017 at 22:49

      Per circa mezzo secolo di ottima salute godette, poscia l’arrivo dei due migliori organizzatori italici registrò.




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    The dark side of the moon 16 gennaio 2017 at 21:31

    Riguardo i giovanissimi nel Master, molto meglio Wei che Rapport.
    Al di là dei risultati mi sembra che il cinese sia molto più maturo del bulgaro.
    Guardate le partite di oggi…
    Eljanov comunque per ora in testa con 2.5/3.
    Curioso il fatto che nel Challengers invece ci sia stata solo una patta su sette partite!
    Notevole sino ad ora Ragger che è a 3/3.
    I risultati andate a leggerli da soli, se interessa…. :p




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    Chess 16 gennaio 2017 at 21:44

    Dark, mi sembra che Rapport sia ungherese ma sulla sua maturità hai ragione: deve ancora crescere. Comunque sia, oggi mi sono rifatto la sua partita e l’ho trovata notevolissima nonostante la sconfitta. Il ragazzo, se non si perderà per strada, promette molto bene.




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    paolo bagnoli 16 gennaio 2017 at 22:14

    Il post odierno di Fabrizio (14 e rotti) mi fa ricacciare dentro alcuni concetti che da tempo tento di rafforzare. Il cosiddetto “approccio utilitaristico” non va criticato, ciò che importa è stare ai vertici della classifica, di qualunque classifica si tratti; perdere non piace a nessuno, vincere piace molto di più e vincere attuando una piacevole combinazione è meglio ancora, ed è proprio qui che casca l’asino.
    Visti i nomi citati da Fabrizio invito tutti gli “smemorati” ad andare a rivedere le partite degli incontri mondiali del dopoguerra, con Iron Mike che risultava inaffondabile o quasi, risorgendo velocemente dalle proprie ceneri negli incontri di rivincita. Esaminando VERAMENTE A FONDO queste partite e fermo restando che si parla di massimi livelli mondiali, è proprio vero che “erano altri tempi”?




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      fabrizio 17 gennaio 2017 at 00:14

      Nei discorsi fatti finora io non ho criticato di per sé l’approccio utilitaristico: ne ho criticato eventualmente taluni eccessi (quello che in altri termini ho definito “mancanza di generosità” nei confronti degli “spettatori”, o “scarsa combattività” ) o talune applicazioni miopi, che fanno scegliere piccoli vantaggi immediati al posto di possibili maggiori vantaggi futuri.
      Ma poi (volendo filosofeggiare a fondo perduto) il concetto di “utile” mi sembra molto sfuggente e difficilmente definibile: “l’utile” è quello egoistico personale o quello del gruppo sociale a cui si appartiene? Quale unità di misura utilizziamo per valutarlo? E’ solo il denaro il metro (come sembrano sottindere alcuni) o esistono altre grandezze?
      Penso proprio che tutto il discorso sull’utilitarismo sia altamente opinabile, fortemente dipendente dai gusti e dai valori e concezioni personali.




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        Chess 17 gennaio 2017 at 10:59

        Fabrizio dell’utilitarismo si puo’ scrivere di tutto e di piu’, in ogni epoca si e’ filosofato su questo aspetto dell’animo umano ed ogni volta ci si e’ chiesto se l’utile (il denaro) sia la cosa piu’ importante o no. Chi lo sa? ognuno dovra’ scegliere per se stesso. Per venire pero’ agli scacchi a me sembra che la questione sia chiara: se passa il principio di “consumismo scacchistico” (tornei sempre piu’ frequenti ed uguali uno all’altro, sponsor, pubblicita’, diritti online, circuiti chiusi ecc.ecc,) siamo destinati inesorabilmente ad assistere al tramonto degli scacchi stessi, un po’ come e’ avvenuto in molti altri sport. Con le debite proporzioni ovviamente, vi sembra che il calcio attuale sia ancora quello sport che incarni la passione dei ragazzini mentre corrono dietro ad un pallone in un prato? Senza volere rimanere legati a concezioni anacronisticamente romantiche c’e’ pero’ da dire che l’ultra professionalita’ di uno sport, se gestita a soli fini utilitaristici, nasconde in realta’ un’altra cosa: la globalizzazione consumistica di quello che non sara’ piu’ uno sport ma un’impresa commerciale che produce un prodotto di consumo da consumare sempre piu velocemente, quasi immediatamente. Vedere un circo di manichini pieni di griffes – tra un po’ anche sulle orecchie – atteggiarsi quasi a modelli davanti ad una scacchiera per timbrare il cartellino d’ingaggio del torneo per poi pattare magari alla 26esima mossa in una posizione ancora tutta da scoprire senza il benche’ minimo sforzo per trovare un’idea (che fatica! bisogna pensare!)e’ uno spettacolo deprimente checche’ se ne possa dire in contrario. Giocatori che sottostanno ad ogni esigenza commerciale, ridotti ad oggetti d’esposizione che poi addirittura si offendono e fanno smorfie quando non vincono, sono l’emblema perfetto dell’offerta commerciale in una societa’ liquida come la nostra che non mira al possesso di oggetti del desiderio con cui definitivamente appagarsi o che possano rimanere nel tempo( vale anche per le partite giocate) ma che al contrario li rende subito vecchi, facendo si’ che un individuo passi da un consumo all’altro in una specie di bulimia senza senzo, cosi’ come un giocatore di scacchi e e la sua partita da considerarsi vecchia persino nel momento stesso che la gioca (patta veloce) per potere giocarne immediatamente un’altra da consumare a sua volta. Tutto questo lo chimano utilitarismo.




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          fabrizio 17 gennaio 2017 at 11:52

          Forse c’è troppo pessimismo nelle tue considerazioni (che però sostanzialmente condivido). Io voglio sperare che esistano antidoti e reazioni valide al quadro fosco che tu fai: ad esempio il calcio che tu citi, che fu una mia passione giovanile insieme a tutti gli sport, è stato felicemente abolito dalla mia vita; se molti facessero altrettanto, l’approccio affaristico e mercantilistico crollerebbe inevitabilmente, permettendo forse una rinascita su basi più corrette.
          Per chiudere il discorso “utilitarismo”, io penso che questo fallisca miseramente e possa produrre danni enormi quando si riduce al puro utilitarismo economico/monetario e non prende in considerazione i tanti altri valori umani.




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      Giancarlo Castiglioni 17 gennaio 2017 at 12:24

      Erano altri tempi, ma non nel senso che fossero migliori di adesso.
      È impietoso e ingiusto osservare che il livello tecnico era senza dubbio inferiore dell’attuale.
      Era tutto diverso. Basta pensare che per analizzare accuratamente una propria partita ci voleva almeno un’ora con l’aiuto di un forte giocatore e magari scappava ancora qualcosa.
      Adesso bastano pochi minuti e un PC.
      Quando chiedemmo a Canal la sua opinione sui giocatori degli anni ’30 ci rispose che ognuno gioca con i mezzi che ha a disposizione; se rivivesse Napoleone sarebbe un grande generale anche con carri armati ed aerei.




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      fabrizio 18 gennaio 2017 at 01:14

      Incuriosito dal consiglio di Paolo Bagnoli, sono andato a fare qualche statistica (puramente quantitativa e non qualitativa) sugli incontri mondiali di Botvinnik con Bronstein (1951), Smyslov (1954, 1957,1958), Tal (1960,1961 ). Ecco i risultati (tratti dal database di Chessgames.com)

      Match Botvinnik-Bronstein 1951
      Vittorie di Botvinnik : 5 Vittorie di Bronstein: 5
      Patte: 14 (di cui 0 con meno di 20 mosse, 1 con meno di 30 mosse)

      Match Botvinnik-Smyslov 1954
      Vittorie di Botvinnik: 7 Vittorie di Smislov: 7
      Patte: 10 (di cui solo una con meno di 30 mosse)

      Match Botvinnik- Smyslov 1957
      Vittorie di Botvinnik: 3 Vittorie di Smyslov: 6
      Patte : 13 (di cui 3 con meno di 20 mosse, 2 con meno di 30)

      Match Botvinnik-Smyslov 1958
      Vittorie di Botvinnik: 7 Vittorie di Smyslov: 4
      Patte: 11 ( di cui 1 con meno di 20 mosse, 1 con meno di 30 )

      Match Botvinnik-Tal 1960
      Vittorie di Tal: 6 Vittorie di Botvinnik: 2
      Patte: 13 (di cui 2 con meno di 20 mosse, 2 con meno di 30 mosse)

      Match Botvinnik-Tal 1961
      Vittorie di Tal: 5 Vittorie di Botvinnik: 10
      Patte: 6 ( di cui 1 con meno di 30 mosse, 3 con oltre 70 mosse)

      Complessivamente: partite vinte 67, partite patte 67 (percentuale di patte: 50%)

      Per un confronto (non so quanto significativo) con tempi più recenti, prendiamo i tre match mondiali di Carlsen.

      Carlsen-Anand 2013
      vittorie di Carlsen: 3 , vittorie di Anand: 0
      Patte: 7 ( di cui 1 con meno di 20 mosse, 1 con meno di 30)

      Carlsen-Anand 2014
      vittorie di Carlsen: 3 , vittorie di Anand: 1
      Patte: 7 ( di cui 1 con 20 mosse)

      Carlsen-Karjakin 2016
      vittorie di Carlsen: 1, vittorie di Karjakin: 1
      Patte: 10

      Complessivamente: partite vinte 9, partite patte 24 (percentuale di patte: 73%)

      Quello che si può ragionevolmente affermare è che la percentuale di patte nei match mondiali, da Botvinnik ai giorni nostri, è diventata più alta. Ma probabilmente questo è un fenomeno abbastanza logico, con il miglioramento generalizzato della tecnica scacchistica. Ci vorrebbe una analisi statistica molto più completa, estesa a periodi di tempo più lunghi e considerando magari anche altri parametri per poter fare valutazioni più significative.




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        Chess 18 gennaio 2017 at 09:49

        Ottimo lavoro Fabrizio, quasi quasi vi invidio che trovate il tempo per fare queste ricerche statistiche. Cosa dire a riguardo? Una volta stabilita una percentuale di patte piu’ alta in un’epoca piuttosto che in un’altra senza per altro dire che una sia migliore dell’altra solo per questo, credo che sia difficile stabilirne un unico motivo perche’ verosimilmente vi saranno piu’ cause a determinare l’incremento delle patte. A me comunque rimane il sospetto che piu’ che il miglioramento della tecnica scacchistica ( comunque determinante) sia proprio un aspetto caratteriale e non solo a determinare un incremento o un decremento del numero delle partite pareggiate. Pattare dopo 22 mosse di pura teoria, ad esempio, non ha altra spiegazione. Io, per finire, non credo che uno dei nomi da te citati avrebbe oggi dei seri problemi a sedersi in scacchiera ( a parita’ di picco di rendimento) con uno dei Top 10, anzi credo il contrario: sarebbe un top 10 di oggi , tranne alcuni, ad avere problemi seri con gente che non molla piu’ in scacchiera finche’ c’e’ una remotissima possibilita’ non solo di vincere ma addirittura di causare una lieve debolezza nello schieramento avversario. Si chiederebbero: ma come? questo qui non sa che oggi giorno va di moda pattare teoricamente?




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        Giancarlo Castiglioni 18 gennaio 2017 at 09:51

        La percentuale di patte è un dato interessante che naturalmente si presta a diverse interpretazioni.
        Ho esteso la statistica agli anni tra le due guerre.

        Lasker – Capablanca 10/14
        Capablanca – Aliekin 25/34
        Aliechin – Bogoljubov 9/25
        Aliechin – Bogoljubov 15/26
        Aliechin – Euwe 13/30
        Euwe – Aliechin 11/25
        In totale 83 patte su 154 partite cioè 54% arrivando al 72% nei due match di Capablanca

        Pensavo di trovare un dato più alto, invece siamo molto vicini al 50% del dopoguerra fino agli anni ’60.
        Condivido che la diminuzione attuale si dovuta al miglioramento del livello tecnico, ma considerando il 72% di Capablanca molto vicino al 73% attuale, credo che influisca molto la scelta delle aperture.
        Impossibile dire quale dei due fattori sia più importante.
        Per il livello tecnico mi pare sia stata fatta una valutazione comparando le partite dei mondiali con lo stesso programma.
        Sarebbe interessante recuperarla.




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    fabrizio 16 gennaio 2017 at 23:37

    x Chess: nemmeno io credo che un giocatore possa decidere a priori il suo atteggiamento alla scacchiera, indipendentemente dalla posizione, dall’avversario, dalle condizioni di forma, ecc. ecc. Quello che forse (e dico forse, non essendo facile dimostrare l’assunto) accade oggi e che produce le lamentele di tanti appassionati (te compreso, mi pare) è che molti giocatori tendono a non rischiare, ovvero rinunciano alla combattività (che, ovviamente, non garantisce di per sé correttezza e livello elevato di gioco) e alla conseguente possibilità di “spettacolo”( anche se non proprio adeguato, continuo ad usare questo termine dal punto di vista dell’appassionato medio).
    L’esempio di Fischer che tu porti è del tutto calzante riguardo la combattività.




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    The dark side of the moon 17 gennaio 2017 at 08:37

    X Chess
    Hai ragione, Rapport è ungherese.
    E’ stata colpa di Orbàn se non ho nominato l’Ungheria :p
    Riguardo le partite di Rapport sono divertenti, creative ma ieri dopo 32…Tg2
    So - Rapport, Tata Steel Chess 2017, 1-0
    la maggior parte dei giocatori del suo livello avrebbe vinto.
    Addirittura i motori gli davano circa 5 punti di vantaggio.
    Spero anch’io che cresca, un giocatore come lui fa bene a tutto il movimento.
    Magari a fine torneo avrà un bilancio positivo…




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      Chess 17 gennaio 2017 at 09:35

      La penso come te Dark, deve crescere e deve fare esperienza ma giocatori cosi’ sono necessari per un movimento scacchistico che ormai ristagna nel solito paludoso circuito mondiale atto piu’ a produrre sponsor e soldi che bel gioco, passioni, ed interesse generale. Ieri comunque dopo 32…Tg2 era decisamente in vantaggio avendo la partita in mano ma con 35…Tf2 ci si deve chiedere cosa abbia mai visto. Ottima impressione mi ha fatto anche il cinese Wei Yi – di certo non lo si scopre adesso – ma per il quale faccio ancora fatica inquadrare lo stile di gioco che lo caratterizza. Tu cosa ne pensi di di questo giocatore?




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    The dark side of the moon 17 gennaio 2017 at 10:18

    Non ho una idea precisa su Wei, però “ad occhio” mi sembra un giocatore più completo rispetto a Rapport.
    Rapport gioca sempre alla stessa maniera, a volte da l’impressione di non saper gestire il proprio gioco.
    Wei invece, come detto, sembra decisamente più maturo da questo punto di vista, il suo stile è più completo: forse per questo si fa fatica ad inquadrarlo (stilisticamente parlando).
    Qualche patta “cercata” in un torneo a 13 turni è “fisiologica”, Wei rispetto a Richard ne è consapevole ed ha la capacità di prendersela..
    Comunque sono due giovani molto interessanti.




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    Giancarlo Castiglioni 17 gennaio 2017 at 14:10

    Chess in precedenza ha scritto “i computer (non) influiscono solo sulle aperture ma vanno molto più in là: ci sono linee di partite che fino al mediogioco inoltrato sono pura teoria.”
    Indubbiamente è vero, ma mi sono posto la domanda: è vero anche in questo torneo?
    Per darmi una risposta oggettiva ho preso a campione le partite del secondo turno confrontandole con le partite su 365chess.
    Ho considerato uscita dalla teoria la mossa dopo la quale non risulta altra partita presente nel data base.
    In 5 partite questo accade dalla 9ª alla 11ª mossa, in una alla 13ª (la sequenza termina con 4 mosse forzate) ed in una alla 18ª (una Spagnola).
    In molte partite le possibilità di variare erano talmente numerose da far presumere che i giocatori abbiano cominciato a pensare con la propria testa anche prima.
    Concludo che in questo torneo tutti cercano di evitare per quanto possibile seguiti teorizzati e che più che contare sulla propria preparazione cerchino di evitare quella dell’avversario.
    Esattamente il contrario di quanto ci si aspetterebbe da professionisti che cercano di giocare riducendo al minimo la fatica.




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    paolo bagnoli 17 gennaio 2017 at 20:50

    Ribadisco quanto detto in precedenza: riguardatevi, CON ATTENZIONE, le partite dei match mondiali degli anni Sessanta e spiegatemi, senza ricorrere a “erano altri tempi”, quale era la differenza tra le partite odierne, sia “mondiali” che di “tornei mondiali”. Attendo chiarimenti.




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      Giancarlo Castiglioni 18 gennaio 2017 at 00:24

      Proponi un programma impegnativo!
      Per risponderti dovrei disseppellire vecchie riviste e recuperare vecchi libri.
      Le partite ci sono su 365chess, ma senza note. Si dovrebbero esaminare con un programma e vedere cosa ne viene fuori.
      Aiuterebbe sapere cosa ne pensa Kasparov nei suoi libri “I miei grandi predecessori”.
      Non ho capito qual’è la tua tesi.
      Che erano anche loro grandi giocatori?
      Siamo d’accordo.
      Che non è cambiato niente?
      Qui non sono d’accordo.
      Mi hai detto anni sessanta e sono andato a vedere senza PC a campione le prime tre partite del primo match Tal -Botvinnik: una francese Winaver, una Benoni e una caro-kann, in cui Tal si rovina volontariamente l’arrocco nelle prime mosse.
      Tutte aperture che nessuno ai massimi livelli giocherebbe più.
      Non credo sia una moda, sono troppo analizzate e troppo pericolose.
      Credo che queste aperture contro un top player di oggi non possano reggere.




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      Chess 18 gennaio 2017 at 10:09

      Paolo di differenze forse ce ne sono tante, forse non ce n’e’ nessuna, e’ un quesito troppo lungo da sviscerare ma prendo spunto per dire che mi sembra di avere visto una tua foto bellissima con Bobby Fischer scattata molti anni fa(potresti raccontarmi qualche anedotto di quell’incontro fortunatissimo!).Ecco in quella foto c’e’ una mostruosa differenza: Fischer ha in mano degli Informatori iugoslavi, all’epoca materiale fondamentale di studio oltre a riviste e libri attesi per posta per mesi e mesi da ogni angolo del mondo. Oggi invece? oggi clic! e il database in un secondo ti mette a disposizione milioni di partite, milioni di novita’ teoriche, milioni di varianti facendoti risparmiare una fatica immane. Ecco, nella tua foto, ci sono altri tempi migliori per certi versi, peggiori per altri.




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    Chess 17 gennaio 2017 at 21:20

    Oggi Rapport si è salvato in una partita più difficile del previsto. Aronian , invece, conferma di non essere più il giocatore stabilmente sopra i 2800 elo.




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      The dark side of the moon 18 gennaio 2017 at 09:56

      D’accordo, eppoi vogliamo parlare di Giri?
      Riesce a pattarle tutte, anche quelle dove sarebbe difficile non vincere (vedi partita di ieri).
      E’ un ragazzo ancora giovane e francamente non capisco il suo atteggiamento.




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        Chess 18 gennaio 2017 at 10:21

        Giri non l’ho mai seguito tanto, troppo pattaiolo e noioso nel suo gioco, forse qualcuno dovrebbe spiegargli che l’intento e’ vincere e non pattare. Fuori dall’ironia, di Giri non saprei cosa dire se non che anch’io, francamente, non riesco a comprendere quale giocatore sara’ mai in futuro.




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    Giancarlo Castiglioni 17 gennaio 2017 at 21:28

    Visto che domani c’è il riposo facciamo il punto della situazione:

    +3 Eljanov, Pavel
    +2 Carlsen, Magnus
    +2 So, Wesley
    +1 Harikrishna, P.
    +1 Karjakin, Sergey
    = Wei, Yi
    = Aronian, Levon
    = Andreikin, Dmitry
    = Giri, Anish
    -1 Nepomniachtchi, Ian
    -1 Wojtaszek, Radoslaw
    -2 Adhiban, B.
    -2 Rapport, Richard
    -3 Van Wely, Loek

    Notevole il +3 di Eljanov, ma bisogna considerare che ha vinto con gli ultimi 3 in classifica e 3 dei 4 elo più bassi.
    Dopo di lui i favoriti stanno rispettando il pronostico.




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      The dark side of the moon 18 gennaio 2017 at 09:53

      Che classifica hai fatto?
      Se parti dal presupposto che il 50% dei punti equivale a 0, non riesco ad interpretarla.
      Da notare che ieri nel Challengers non ci sono state patte, fatto abbastanza anomalo per giocatori di quel livello.
      Riguardo la discussione di sopra sono sostanzialmente d’accordo con Giancarlo, oggi le partite sono diverse rispetto a quelle di 50 anni fa, di conseguenza bisogna analizzarle con metodi e criteri attuali.
      L’evoluzione del gioco parte dal continuo sviluppo tecnologico e non solo che si è verificato in tutti gli sport.
      Lo sport in generale è profondamente cambiato e cambierà ancora.
      Semmai è interessante prospettare fino a quale livello si possa arrivare.




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        Giancarlo Castiglioni 18 gennaio 2017 at 12:41

        Non mi sembra difficile interpretare la classifica.
        Il 50% è 0 oppure =, i numeri in + o – sono la differenza tra vittorie e sconfitte.
        Questo sistema da una visione più immediata della situazione e rende più comodo l’aggiornamento da un turno al successivo.




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    paolo bagnoli 18 gennaio 2017 at 17:21

    Per Giancarlo e Chess:
    Non ho una “tesi”, ma l’esperimento di Giancarlo è interessante: Tal trascina Botvinnik fuori dalla teoria dell’epoca, mettendolo in difficoltà (Iron Mike non ci ricascherà nel match di rivincita) ed oggigiorno parecchi abbandonano linee collaudate allo stesso scopo. Interessante, visto che il computer sorregge le linee d’apertura per parecchio, ma altrettanto interessante notare che negli Anni Sessanta certe linee della Najdorf o della Spagnola erano analizzate fino alla 20° o giù di lì.
    Ergo, la zona cappella (leggi: medio gioco) rimane invariata, semplicemente spostata. La mia curiosità, che resterà evidentemente inappagata, sarebbe quella di vedere all’opera NEL MEDIO GIOCO un Carlsen contro un Botvinnik, entrambi ovviamente al massimo della forma, e valutare le loro possibilità di “strangolatori” e la loro visione strategica, corredata dalle inevitabili scelte tattiche.
    Forse mi sto esprimendo male o poco chiaramente.




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    Giancarlo Castiglioni 18 gennaio 2017 at 21:59

    Non è proprio vero che dopo una apertura teorica di 20 mosse l’area di medio gioco è semplicemente spostata più avanti.
    Può darsi che la variante si concluda con semplificazioni tali da ridurre molto il medio gioco.
    Sopratutto la partita è generalmente indirizzata su un tema strategico ben definito e preparato in anticipo.
    I top players attuali hanno un repertorio di aperture vastissimo per cui lo sviluppo della partita al momento di sedersi alla scacchiera è imprevedibile.
    La preparazione casalinga come facevano in passato è praticamente impossibile.
    Esistono ancora varianti “di moda” come una volta, per esempio la berlinese, ma sono l’eccezione mentre allora erano la regola.
    Su un ipotetico confronto in medio gioco tra Botwinnik Carlsen non ho dubbi.
    Pensa solo che il massimo della forma per Borwinnik è stato tra i 40 e i 50 anni,
    Per Carlsen tra i 20 e i 30.




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      paolo bagnoli 19 gennaio 2017 at 21:48

      Giancarlo, l’età anagrafica ha una importanza abbastanza irrilevante, a meno che non vogliamo attribuire grande importanza alla differenza di età tra – mettiamo – Tal e Borvinnik, oppure tra – mettiamo – Lasker e Steinitz.
      Può darsi (e qui ammetto la mia ignoranza in merito) che la “comodità” odierna di avere un computer a disposizione per scartare o elaborare aperture senza pecche evidenti costituisca un fattore determinante; prima dell’era dei computer i giocatori erano costretti alla ricerca individuale (al massimo con l’assistenza di qualche “secondo”;), cioè tempo e fatica, mentre oggi…..
      Non voglio sostenere qualche tesi, ma rimango nella curiosità inappagabile della quale ho già parlato fermo restando che Carlsen è una dei più formidabili strangolatori di tutta la storia degli scacchi.




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        Giancarlo Castiglioni 19 gennaio 2017 at 22:39

        Adesso l’età è più importante di allora, quando si giocavano due partite alla settimana, si sospendeva dopo 5 ore riprendendo il giorno successivo e ogni giocatore disponeva di altri due giorni di riposo se non si sentiva bene.
        Nell’ultimo mondiale si è giocata una partita al giorno con uno o due giorni di riposo in tutto e la partita può durare anche 7 ore filate.
        Un giocatore oltre i 50 anni non può reggere questo ritmo.
        Non per niente Kasparov si è ritirato prima dei 40 anni.
        Con il computer la preparazione delle aperture è molto cambiata; adesso si cercano posizioni buone per il computer che in realtà non lo sono e per evitare le varianti principali si è molto allargato il campo ad alternative secondarie.
        Alla fine la mole di lavoro è sempre enorme, non credo sia diminuita.




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          Jas Fasola 20 gennaio 2017 at 09:53

          a quel livello non è diminuita, a un livello molto più basso utilizzando bene le database è abbastanza facile trovare varianti buone ma poco giocate con cui sorprendere anche GM. Prima si provavano idee dubbie con risultati prevedibili.




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    Giancarlo Castiglioni 19 gennaio 2017 at 21:05

    Oggi addirittura più vittorie che patte, chi voleva la combattività sarà contento.
    Anche Carlsen ha sacrificato un pedone per un compenso piuttosto nebuloso, ma non è andato oltre la pari.
    Cambio della guardia in testa, salgono So e Aronian, scendono Eljanov e Karjakin.

    +3 So, Wesley
    +2 Eljanov, Pavel
    +2 Carlsen, Magnus
    +1 Aronian, Levon
    = Harikrishna, P.
    = Karjakin, Sergey
    = Wei, Yi
    = Andreikin, Dmitry
    = Giri, Anish
    = Wojtaszek, Radoslaw
    -1 Nepomniachtchi, Ian
    -1 Adhiban, B.
    -2 Rapport, Richard
    -4 Van Wely, Loek

    La classifica si sta allungando e segue sempre più da vicino il punteggio elo dei concorrenti.




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    Chess 19 gennaio 2017 at 21:51

    Eh! Meno male che qualcosa si muove. Ho visto la partita di Carlsen scialba come al solito, ho visto un Aronian un pochino più vivace, ho visto un So in palla. Rapport, invece, come ha giocato?




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    Chess 19 gennaio 2017 at 21:55

    Ah, dimenticavo: ma Karjakin cosa ha bevuto stamani?




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    The dark side of the moon 20 gennaio 2017 at 09:09

    Io invece apro un sondaggio.
    Riuscirà Giri a pattare tutte le partite?
    Non sarebbe la prima volta e mi sembra sulla buona strada.
    Perchè (ora la domanda è seria) un ragazzo ancora molto giovane continua a giocare in quel modo?
    Dà l’impressione che quando potrebbe vincere riesce a trovare la mossa che azzera la posizione.
    A proposito di libri (così mi riallaccio all’articolo di Lotti), sembra per indole, un personaggio della “Tavola fiamminga”, tale Munoz: ottimo scacchista odiato dal circolo “Capablanca” per non voler vincere mai, in posizioni vinte trovava sempre la mossa per pattare.
    Poi conclusa la partita dimostrava all’avversario che se avesse giocato la mossa “x” avrebbe dato matto in 4-5 mosse.
    Chissà se anche nell’analisi post mortem delle partite, il nostro Giri ha lo stesso atteggiamento di Munoz…. =))




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      Chess 20 gennaio 2017 at 09:41

      Per curiosita’ sono andato a vedere la partita di ieri di Giri : forse l’ho guardata velocissimamente ma a me e’ sembrata scandalosa, quasi un accordo tra i due giocatori. Non escludo che stretta cerchia dei Top questo capiti spesso e volentieri un po’ come ai tempi di Fischer i russi tra loro.




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      Chess 20 gennaio 2017 at 16:45

      Giri non e’ riuscito a pattarle tutte, sara’ per la prossima volta. Piuttosto guardati la partita di Rapport che comunque finisca e’ una partita alla Rapport.




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        Giancarlo Castiglioni 20 gennaio 2017 at 21:14

        Partita divertente, ma non tutte le ciambelle riescono col buco.
        Il gioco di Rapport piace al pubblico, ma sopratutto ai suoi avversari che con lui fanno il punto.




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          Chess 20 gennaio 2017 at 21:58

          Hai ragione, non tutte le ciambelle vengono con il buco ma almeno ci tenta. Di certo il ragazzo deve crescere parecchio se si vuole confermare ai vertici mondiali. Manca di esperienza, vuole strafare, gioca molto aggressivo e cerca l’effetto speciale, Questi sono limiti per uno scacchista tranne il caso che hai un talento creativo infinito. Comunque spero sempre che questi giovani possano dire la loro un domani.




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    Jas Fasola 20 gennaio 2017 at 10:12

    Chess, come fai a scrivere di partita scialba di Carlsen? Perchè ha scritto così Megalovic su Scacchierando?




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      Chess 20 gennaio 2017 at 10:48

      Senti Fasola non e’ la prima volta che insinui che io abbia due nick ma mi dispiace deluderti: ne ho solo uno, punto e a capo. Tale Megalovic scrive in altro sito che la partita di Carlsen di ieri e’ stata scialba? Ha ragione, perfettamente ragione.




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        Jas Fasola 20 gennaio 2017 at 10:58

        Devi avere la coda di paglia, perchè adesso non ho insinuato che hai due nick. Per quanto riguarda la partita di Carlsen, scrivo qui quello che ho scritto là.
        Scialba per lui, ma per chi vuole imparare qualcosa interessantissima. Mostra come valutare una posizione con tanti pezzi e un pedone in meno. Senza apparente compenso e con gli alfieri dello stesso colore. Immenso.




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          Giancarlo Castiglioni 20 gennaio 2017 at 21:03

          Perfettamente d’accordo.
          Una partita di alto livello, difficile da giocare e difficile da capire.




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            paolo bagnoli 20 gennaio 2017 at 21:26

            Completamente d’accordo




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            fabrizio 20 gennaio 2017 at 22:51

            Evidentemente, vista la discussione qui sopra, c’è qualcosa (o forse molto!) che non capisco della partita in questione; a me sembra che Carlsen non ricavi niente dalla fase di apertura (sacrificio, come probabile, o perdita di pedone?) e si venga anzi a trovare in una posizione leggermente inferiore (stando alle valutazioni di Chessbomb: +0,37 per Nepo alla 12°). Che poi Carlsen riesca a gestire abbastanza bene la situazione non c’è dubbio, ma il leggero vantaggio dell’avversario si mantiene, anzi aumenta leggermente(alla 22° mossa) a +0,44. Dopo la serie di mosse pressoché forzate che portano al cambio di regine e alla semplificazione, la valutazione di Chessbomb alla 27 mossa è di +0,53 per la variante migliore (che porta ad un finale di torri, con un pedone di vantaggio per Nepo: probabilmente vantaggio difficilmente sufficiente a vincere, ma sempre preferibile). Nepo gioca invece Kf1 e il vantaggio sfuma: patta d’accordo immediata.
            Secondo me una partita complessivamente onesta da parte di entrambi, ma certamente non tra quelle da ricordare per un campione mondiale del livello tecnico di Carlsen.
            Sarei ben lieto di avere interpretazioni diverse e più approfondite delle mie banali considerazioni, soprattutto vista la grande opinabilità sulle valutazioni dei computer.




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              Chess 20 gennaio 2017 at 23:06

              Sono d’accordo con te. Una partita da non ricordare tranne il caso di volere vedere a tutti i costi quello che non c’è.




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              Giancarlo Castiglioni 21 gennaio 2017 at 00:30

              Certamente Carlsen non ha ottenuto niente dall’apertura; non ha la bacchetta magica, col nero se l’altro gioca bene stare un po’ peggio è normale.
              Alla 12ª mossa ha la prospettiva di dare la coppia degli alfieri rimanendo col pedone “d” isolato, una posizione inferiore senza contro gioco, probabilmente destinata a peggiorare.
              Preferisce dare un pedone valutando che sia compensato dalla maggiore attività dei pezzi e nel seguito riesce a dimostrare che è effettivamente così.
              Per i giocatori al suo livello probabilmente è ordinaria amministrazione, ma io quando vedo queste mosse capisco che ho qualcosa da imparare.




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                Jas Fasola 21 gennaio 2017 at 10:36

                D’accordissimo, aggiungo solo che il finale anche con una mossa diversa da Rf1 era facilmente patto (anche la variante di Chessbomb lo mostra chiaramente). Non ha nessuna importanza passare da 0,27 a 0,53 quando lo si fa da una posizione con tutti i pezzi a una ormai con solo torri e pedoni evidentemente pari. Poi è ovvio che il sacrificio vada fatto a maggioranza pedonale del bianco sull’ala di re e non di donna, altrimenti lo avremmo visto nel match Karpov-Kortschnoi di Bagujo (francese Tarrasch).




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    paolo bagnoli 20 gennaio 2017 at 21:14

    Guardo la partita di Giri contro Nepoeccetera. Senza voler fare facile polemica, e visto che non occorre essere Michelangelo per valutare un’opera di Crippa o Fontana, qualcuno è in grado di spiegarmi come può un giocatore come il conduttore dei Neri commettere errori come quelli? Si tratta di cappelle (magari! sono soltanto erroracci) che potreste trovare nel testo di qualche partita semilampo giocata a Roccacannuccia.
    Vodka? Whisky? Fiumi di birra? Oppure….. No, non voglio crederci.




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      Giancarlo Castiglioni 20 gennaio 2017 at 23:08

      A prima vista anche a me è sembrato che Napomniachtchi alla 16ª mossa abbia perso un pedone non vedendo una banale combinazione di due mosse, ma le cose non sono così semplici.
      Per il programma di chessbomb non è successo niente: il bianco stava un po’ meglio prima ed aumenta in modo minimo il vantaggio dopo.
      Stessa valutazione dal mio Fritz.
      Evidentemente i due programmi considerano un compenso adeguato per il pedone in meno la doppiatura in c3 di qualche mossa dopo.
      Può darsi che Napomniachtchi fosse scontento della posizione e preferisse portare la partita in finale.
      Non sono molto convinto, un pedone è sempre un pedone, ma se lo dicono loro…




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    paolo bagnoli 20 gennaio 2017 at 21:25

    Vedo anche la partita di Rapport contro il cinese. Volendo definirla in qualche modo, sceglierei “vivailparroco” oppure “pallaavantiepedalare”. Questa è una partita “alla Rapport”? Bene, se la filosofia di questo giocatore è la presente siamo messi male; anche in questo caso c’è da chiedersi come abbia fatto a scalare le classifiche, e se qualcuno si azzarda a paragonare il suo “stile” a quello di un Tal o Ljubojevic o – peggio ancora – Bronstejn, onta e bisonta!




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    The dark side of the moon 20 gennaio 2017 at 22:06

    Nepo ha sbagliato il finale, dopo 32…,Rf8? la partita è finita; fino a quel punto Giri ha semplicemente giocato meglio costringendo il russo ad un finale difficilissimo.
    Evidentemente Anish ha letto il mio commento di stamattina… ;)
    Rapport anche oggi ha dimostrato nello scontro diretto con l’altro giovanissimo che è troppo immaturo a questi livelli.
    Prima non ha visto 19. Nxg4! che lo avrebbe portato in vantaggio, poi con 20.Axb7+? ha perso definitivamente la bussola.
    Nel Challengers la Guramishvili è in grave crisi, oggi ha subito una miniatura col bianco da parte di Bok che forse non la farà dormine stanotte…
    Infine, oggi si è rivisto il gambetto di Re nella partita Adhiban–So (finita patta)!




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      Chess 20 gennaio 2017 at 22:22

      Su Rapport d’accordo con te. Su Giri…,mah! Avrà letto il tuo commento di ieri!!!




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    Daniele Marione 20 gennaio 2017 at 23:47

    Rapport a questi livelli è una “barzelletta”. Giri rappresenta tutto ciò che non si dovrebbe vedere, una totale mancanza di combattività e cattiveria francamente fastidiose; le 14 patte ai candidati ne sono l’emblema, roba che manco i Leko, gli Andersson o i Ribli degli anni d’oro. Su uso di aperture “strane” sottolineo il giovane Xiong, talento emergente americano, vincitore qualche giorno fa con la Scandinava, mentre oggi ha perso provando la Alekhine.




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    Giancarlo Castiglioni 20 gennaio 2017 at 23:53

    Gambetto di Re Adhiban – So!!
    Minimo progresso di Carlsen che ha pareggiato col nero con Aronian n°3 del torneo.
    La classifica aggiornata (è cambiato poco).

    +3 So, Wesley
    +2 Eljanov, Pavel
    +2 Carlsen, Magnus
    +1 Aronian, Levon
    +1 Wei, Yi
    +1 Giri, Anish
    = Harikrishna, P.
    = Karjakin, Sergey
    = Andreikin, Dmitry
    = Wojtaszek, Radoslaw
    -1 Adhiban, B.
    -2 Nepomniachtchi, Ian
    -3 Rapport, Richard
    -4 Van Wely, Loek




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      Chess 21 gennaio 2017 at 09:41

      Sempre utili le tue classifiche aggiornate, grazie. Chi vince? Uno dei due favoriti tranne rivoluzioni improbabili finanche da prevedere.




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  42. avatar
    Chess 21 gennaio 2017 at 20:49

    Rapport prudente, Aronian deludente, bella partita tra Carlsen e Giri.




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  43. avatar
    Daniele Marione 21 gennaio 2017 at 21:09

    Carlsen oggi non ha visto un matto in 3, e poi un’altra continuazione (più difficile comunque) che lo avrebbe portato a vincere e ad agganciare So in testa.




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    Giancarlo Castiglioni 21 gennaio 2017 at 21:22

    Carlsen in positivo e in negativo è il protagonista del giorno!
    Come suo solito riesce magicamente a trasformare una posizione pari in una posizione vinta senza che l’avversario faccia errori evidenti. A quel punto sospetto che avesse diversi modi relativamente semplici per vincere, fatto sta che si lancia in una bella combinazione che lo porta ad un matto forzato in 3 mosse.
    Incredibilmente con oltre mezz’ora di tempo non lo vede, sbaglia e finisce patta alla 123ª mossa.

    La classifica aggiornata.

    +3 So, Wesley
    +2 Carlsen, Magnus
    +2 Eljanov, Pavel
    +2 Wei, Yi
    +1 Karjakin, Sergey
    +1 Giri, Anish
    = Aronian, Levon
    = Harikrishna, P.
    = Andreikin, Dmitry
    = Adhiban, B.
    -1 Wojtaszek, Radoslaw
    -2 Nepomniachtchi, Ian
    -3 Rapport, Richard
    -5 Van Wely, Loek

    Il mio pronostico è molto convenzionale: uno tra Carlsen e So o i due a pari punti.




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    fabrizio 21 gennaio 2017 at 22:46

    Le ultime mosse della partita Carlsen-Giri erano uno scherzo o era stizza?? Se sono vere le dichiarazioni di Giri (Giri: “The most embarassing moment in Carlsen’s career” #TataSteelChess ; “What does this mean for your relationship with Carlsen?” Giri: “Already married, so I don’t need any relations with him” #TataSteelChess) non corre proprio buon sangue tra i due.




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      The dark side of the moon 21 gennaio 2017 at 23:09

      Avere un campione del mondo simile mette un po di tristezza.
      Ve lo immaginate un Fischer, per esempio, giocare 20 mosse inutili di un finale che patterebbe anche un NC?
      Per quanto riguarda la partita lasciamo perdere che è meglio, giri starà ancora ridendo…
      Ah già è vero, però Carlsen dal “nulla” era riuscito ad ottener una posizione vinta…, ma per favore!
      A proposito di stranezze: oggi Andreikin ha aperto con la “Saragozza” 1.c3 , alla fine ha pure pattato.
      Questi GM non sanno più cosa inventarsi :D




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        Chess 21 gennaio 2017 at 23:12

        Dark, Fischer era unico, imparagonabile con chiunque. Fischer era Fischer.




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        Giancarlo Castiglioni 22 gennaio 2017 at 00:39

        Carlsen aveva ottenuto una posizione vinta, questo è un dato di fatto.
        Quanto a 1c3 ho già spiegato che a giocare c3 e poi d4 o prima d4 e poi c3 si arriva alla stessa posizione.
        1c3 è una bizzarria, una provocazione, ma non limita le possibilità del bianco.




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          fabrizio 22 gennaio 2017 at 10:32

          Carlsen non ha visto un matto in tre in questa posizione

          e non è riuscito a concretizzare un netto vantaggio: anche questo è un dato di fatto. E con questo non voglio certo dire che Carlsen sia un brocco, ma che è un essere umano che può sbagliare anche lui, non una divinità scacchistica intoccabile.
          Allargando il discorso: ho la netta sensazione che si stiano formando due schieramenti di “tifosi” (e, come tutti i tifosi, non obiettivi), uno a favore l’altro contro Carlsen.
          Per quanto mi riguarda non discuto minimamente il valore scacchistico del campione mondiale, che reputo fortissimo in assoluto; le mie critiche eventuali si appuntano piuttosto su quello che a me appare il suo comportamento come persona ( o, meglio, forse dovrei dire come personaggio pubblico ).




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            Giancarlo Castiglioni 22 gennaio 2017 at 11:47

            Non mi considero un tifoso di Carlsen o di altri giocatori che non conosco personalmente.
            In fondo non mi piace neanche il modo come gioca, sono stupito e ammirato dei suoi risultati.
            Naturalmente può sbagliare e sbaglia come tutti, questo é normale.
            Non è normale che riesca a trasformare posizioni pari in posizioni vinte. Non è il solo a giocare così, ma altri giocatori ci riescono solo ogni tanto.
            Caruana ci è riuscito nel famoso torneo 2 anni fa quando ottenne 7 vittorie consecutive; sembrava che gli avversari non facessero errori e venivano travolti. Incredibile.




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            Joe Dawson 22 gennaio 2017 at 12:03

            Direi che neanche Giri si era accorto del matto in tre… :D




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      Giancarlo Castiglioni 22 gennaio 2017 at 00:46

      Non vedo cosa ci sia di strano nel fatto che Carlsen abbia continuato il finale fino alla patta teorica; dopo tutto era teoricamente in vantaggio.
      Non vedo neanche cosa ci sia di strano a definire “imbarazzante” il fatto che Carlsen non abbia visto un facile matto in 3 mosse.




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        fabrizio 22 gennaio 2017 at 10:54

        Scusa Giancarlo, ma la sicura patta teorica si è prodotta alla 115° mossa con il cambio di Donna con Torre

        (finale di R+A+P di torre contro R che solo i dilettanti estremi proseguirebbero in buona fede). Dato che Carlsen ha continuato a giocare fino allo stallo (123°mossa), mi chiedevo: scherzava o era stizza per il mezzo punto perso? Viste le dichiarazioni di Giri, temo si debba propendere per la seconda ipotesi ( e qui si tornerebbe alle ovvie considerazioni sul carattere del personaggio Carlsen ).




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          Giancarlo Castiglioni 22 gennaio 2017 at 11:22

          Non avevo capito che ti riferivi alle ultime mosse dopo il cambio.
          ma che differenza fa? Le avranno giocate in trenta secondi, non è una scorrettezza come ho visto certi giocatori fare in passato tenendo l’avversario alla scacchiera per un sacco di tempo con finali assolutamente patti.
          Segnalo la bella battuta di un commentatore su chessbomb:
          Giri metterà questa partita nel libro “Le mie 60 memorabili patte”!




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            fabrizio 22 gennaio 2017 at 12:09

            Se gli orologi di Chessbomb sono veritieri e se non sbaglio a fare i conti, le ultime 8 mosse sono state effettuate in circa mezzo minuto da Giri e circa un minuto e mezzo da Carlsen ( tempo relativamente lungo per giocarle lampo, anche con le mosse da scrivere). Premesso che non c’è nulla contro le regole delle partite a scacchi e che Carlsen avesse tutto il diritto di proseguire, ribadisco la mia domanda (ovviamento dò per scontato che Carlsen sapesse che il finale era patto teoricamente, al pari del suo avversario ): si trattava di un atteggiamento scherzoso o no? Se sì, no problem, altrimenti…




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          paolo bagnoli 22 gennaio 2017 at 12:19

          Propendo anch’io per la seconda ipotesi, equivalente allo spite check non infrequente da parte del giocatore disperato, ma si parla di giocatori di basso livello e facilmente irritabili; da parte di Carlsen… be’….




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    Daniele Marione 22 gennaio 2017 at 11:01

    Le dichiarazioni di Giri sul momento più imbarazzante della carriera di Carlsen si riferiscono al fatto che non abbia visto il matto in 3 (cosa di cui comunque neanche l’olandese si è accorto) e non all’aver proseguito fino allo stallo, infatti dopo i 2 hanno analizzato la partita senza problemi. Il fatto che in generale non si amino è cosa nota, e capita anche tra altri scacchisti, non credo debbano essere tutti amici. Direi che si sta facendo un po’ di polemica all’italiana sul nulla.




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    Daniele Marione 22 gennaio 2017 at 12:30

    L’arrivare allo stallo è una “pratica” che si è vista anche in molte altre partite, come rimanere coi soli re sulla scacchiera, il tutto ovviamente in pochi minuti di gioco.
    Comunque a fine partita tensione alle stelle tra i 2 giocatori.




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    fabrizio 22 gennaio 2017 at 13:50

    In effetti è del tutto evidente, dalla foto, che si può escludere a priori che si tratti di sorrisi ironici e di circostanza.
    D’altra parte le successive dichiarazioni di Giri lo confermano.




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      Jas Fasola 22 gennaio 2017 at 13:58

      Che cosa ha detto Giri?




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        fabrizio 22 gennaio 2017 at 14:33

        Giri: “The most embarassing moment in Carlsen’s career” #TataSteelChess ; “What does this mean for your relationship with Carlsen?” Giri: “Already married, so I don’t need any relations with him” #TataSteelChess




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          Jas Fasola 22 gennaio 2017 at 20:36

          Quindi niente di male. A una domanda come “What does this mean for your relationship with Carlsen?” ha risposto spiritosamente.




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    Chess 22 gennaio 2017 at 14:02

    Solo loro due sapranno come stanno le cose sulla partita di ieri. Di certo Carlsen è giocatore facilmente irritabile. Si pensi e si vedano parecchio suoi video su You tube dopo una sconfitta.




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    Chess 22 gennaio 2017 at 17:18

    Un buon Rapport, un incomprensibile Carlsen: non ho proprio capito 26…Te8

    come prima mi aveva lasciato lì 24…Tc8

    ma forse perché ho scorso la partita velocemente. La riguarderò.




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      Giancarlo Castiglioni 22 gennaio 2017 at 17:59

      Per me l’errore vero è 22…d3;

      dopo poteva giocare meglio, ma la partita era già messa male.




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        Chess 22 gennaio 2017 at 18:28

        Dici che sia stata la spinta d3? Dopo riguardo con calma ma comunque sia mi ha dato l’impressione di essere molto sottotono.




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          paolo bagnoli 22 gennaio 2017 at 20:37

          Sicuramente Carlsen era un po’… mah? Fatto sta che ha regalato a Rapport una situazione nella quale quest’ultimo ha la capacità di sguazzare a piacimento (ma il mio giudizio precedente rimane… ). In conclusione, mi ripugna l’idea di credere che Rapport possa essere annoverato tra i probabili futuri pretendenti al titolo mondiale; l’unico caso precedente fu il successo di Tal contro Botvinnik, ma il secondo rimise le cose a posto nella rivincita, e non riesco ad accettare un paragone tra il grandissimo Mischa ed il (?) Rapport.




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            Chess 22 gennaio 2017 at 21:09

            Paolo, per me Tal è stato uno dei più grandi di sempre perche’ adoro giocatori con questo stile e quindi mi guardo bene dal fare irriverenti, per ora, paragoni. Rapport? A me piace ma non so dire quale sarà la sua ascesa futura, non lo so. Posso dire che aspetto con ansia scacchistica un giocatore in grado di emozionarmi almeno per quello che sono i mie gusti in scacchiera. Un Fischer (come ti invidio!) sarebbe il massimo.




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      chess 24 gennaio 2017 at 21:12

      Un grazie a chi aggiunge la posizione in scacchiera: io non ne sono capace.




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        Ramon 24 gennaio 2017 at 22:11

        Grazie a te, Chess. A queste piccole incombenze pensano i ragazzi della redazione :o




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    Daniele Marione 22 gennaio 2017 at 17:22

    I fantasmi come ai mondiali, dopo una mancata vittoria la voglia di strafare. Ora Caruana a solo -8, per quanto possa valere.




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    The dark side of the moon 22 gennaio 2017 at 18:38

    GRANDE vittoria di Rapport!
    Lo si è criticato giustamente nei turni scorsi per il suo gioco “immaturo” a questi livelli, oggi invece l’ungherese si prende una gran bella soddisfazione battendo Carlsen.
    Secondo voi ha giocato troppo bene Rapport o troppo male Carlsen?
    Certo Carlsen non ha giocato bene ma spesso quando succede è soprattutto per merito dell’avversario, quindi bravo Richard!
    Spero che questa vittoria gli dia quella dimensione di crescita che lo possa portare, insieme ad altri giovanissimi (Wei in primis), a giocarsi l’elite mondiale tra qualche anno.




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      Giancarlo Castiglioni 22 gennaio 2017 at 18:48

      Per me Rapport non ha fatto niente di più che il suo lavoro.
      Non ha giocato “alla Rapport”, anzi ha prudentemente cambiato i pedoni sul lato di donna per dare meno possibilità all’avversario.
      Su Carlsen ha pesato molto la partita di ieri, voleva recuperare e ha forzato una posizione pari invece di cincischiare come è sua specialità.
      Comunque per Rapport è una gran bella soddisfazione.




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        The dark side of the moon 22 gennaio 2017 at 19:01

        Forse non è un caso che anche Giri oggi ha perso, evidentemente i due ieri hanno consumato parecchie energie nervose.
        La partita di Aronian però mi è piaciuta tantissimo, con la Catalana ha schiacciato posizionalmente l’olandese sacrificando la qualità quasi subito.
        A proposito, non mi sembra teorica la linea che ha giocato.
        Comunque, contento per lui e piccola soddisfazione per me che sono da sempre un suo stimatore.




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        Chess 22 gennaio 2017 at 19:05

        Rapport avrà soddisfazione quando troverà continuità e costanza evitando di intervallare partite buone con partite furiose. Questo ragazzo ha l’ossessione dei fuochi d’artificio e come dicevi in altro post, non tutte le ciambelle vengono col buco. Per ora si può dire che è un ottimo prospetto. Vediamo un po’, non sarebbe ne il primo ne l’ultimo ad apparire come un promesso fenomeno per poi sparire nel dimenticatoio.




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        Chichibio 22 gennaio 2017 at 19:05

        ‘cincischiare’
        Ecco, finalmente la definizione giusta e più calzante circa lo stile di gioco di questo ‘campione del mondo’ =))




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          fabrizio 22 gennaio 2017 at 21:40

          Visto che non credo di correre il rischio di passare per un “tifoso” di Carlsen, mi permetto di osservare che non mi sembra proprio il caso di dileggiare il tipo di gioco del campione mondiale: questo stile potrà anche non piacere, ma è dimostrato oltre ogni dubbio come sia tremendamente efficace nelle sue mani, avendogli dato moltissime vittorie e avendolo portato ai massimi livelli scacchistici.




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            Alessio 22 gennaio 2017 at 22:40

            La tecnica di gioco del norvegese è assolutamente fuori discussione, è di gran lunga il più forte sul pianeta in quanto a visione strategica e padronanza dei finali. Evidentemente deve ancora maturare (e molto) sotto il profilo psicologico, partite impostate (male) come quelle di oggi e l’atteggiamento con cui ha giocato con Karjakin si devono ascrivere, a mio modestissimo parere, proprio a questa sua immaturità come atleta e agonista professionista. Se saprà superare con successo queste difficoltà non ce ne sarà per nessuno, mi sembra ovvio, Dipende tutto da lui.
            Si prospetta quanto mai interessante un confronto mondiale in questo momento con Caruana, che dite?




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              Marco 23 gennaio 2017 at 21:49

              A me pare invece che il grande divario fra Carlsen e gli altri sia dipeso finora principalmente dalla sua enorme forza agonistica, cioè dalla tenuta psicofisica. I problemi attuali derivano secondo me dal match mondiale con Karjakin, che ha scosso la sua fiducia in se stesso: può anche essere, a giudicare dalle reazioni alle recenti sconfitte, che Carlsen non abbia, scacchisticamente parlando, una corretta immagine di sé. Quando “provi a fare qualcosa” anziché aspettare soltanto l’errore dell’avversario, può succedere che arrivi una tua imprecisione, è nell’ordine delle cose; ma allora non puoi più sentirti imbattibile. Per cui, a quanto pare, l’alta considerazione di sé è andata a farsi benedire, almeno per ora. C’è gente tecnicamente superiore a Carlsen, per esempio Caruana.




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    Chess 22 gennaio 2017 at 18:58

    The Dark, come avrai capito, seguo molto volentieri giocatori simili con uno stile di gioco spumeggiante e creativo e Rapport e’ uno di questi. Sicuramente una rondine non fa primavera e oltretutto Carlsen, a mio parere, oggi ha giocato davvero male, ma detto questo, c’e’ da augurarsi che emergano giovani talenti che diano un po’ di aria frizzante ad un movimento scacchistico che ai vertici mi sembra un po’ stantio, fermo, paludoso. Dopo Fischer, dopo i due K, e dopo un po’ di anni di carosello fino al regno di Anand, ora esclusi i pochissimi che si contendono il primato Elo, mi sembra che il mondo scacchi stia proprio attraversando un lungo periodo di anonimato e stasi.Sarebbe ora che qualche giovinastro arrivi a scuotere un po’ tutti sia alla scacchiera, sia fuori scacchiera, perché diciamolo francamente, alcune interviste sono ancora più’ noiose delle partite giocate.




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    Giancarlo Castiglioni 22 gennaio 2017 at 19:21

    Carlsen fa tutto da solo e perde malamente con Rapport.
    Rapida patta tra So e Karjakin per strategia di classifica.
    Riscossa degli ultimi: oltre a Rapport hanno vinto anche Adhiban risalito al 4-7° posto e Van Wely è andato vicino alla vittoria.

    +3 So, Wesley
    +2 Eljanov, Pavel
    +2 Wei, Yi
    +1 Carlsen, Magnus
    +1 Karjakin, Sergey
    +1 Aronian, Levon
    +1 Adhiban, B.
    = Giri, Anish
    = Harikrishna, P.
    -1 Andreikin, Dmitry
    -1 Wojtaszek, Radoslaw
    -2 Nepomniachtchi, Ian
    -2 Rapport, Richard
    -5 Van Wely, Loek




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    paolo bagnoli 22 gennaio 2017 at 20:44

    Per l’esito della partita Carlsen-Giri vedere alcuni esempi di “spite following” di Fischer (l’immenso Fischer) degli anni Cinquanta e Sessanta. Il “vantaggio materiale” di Carlsen nel finale, dopo il cambio DxT,

    è ridicolo, a meno che il campione mondiale non sperasse in un vagabondaggio del Re avversario verso – che so? – b5, oppure c8…
    In un semilampo giocato a Vattelapesca i due avrebbero concordato la patta dopo DxT senza ridicolaggini ulteriori.




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    Giancarlo Castiglioni 24 gennaio 2017 at 20:43

    Classifica quasi invariata; vince solo Carlsen con Van Wely.

    +3 So, Wesley
    +2 Eljanov, Pavel
    +2 Wei, Yi
    +2 Carlsen, Magnus
    +1 Karjakin, Sergey
    +1 Aronian, Levon
    +1 Adhiban, B.
    = Giri, Anish
    = Harikrishna, P.
    -1 Andreikin, Dmitry
    -1 Wojtaszek, Radoslaw
    -2 Nepomniachtchi, Ian
    -2 Rapport, Richard
    -5 Van Wely, Loek




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    The dark side of the moon 25 gennaio 2017 at 16:33

    Che partita Aronian! :p
    Impressionante il modo in cui ha annientato il povero Rapport.
    A mio modesto avviso una delle migliori partite della sua carriera con un attacco micidiale, spettacolare!
    Che bello vedere queste partite.
    Che ne pensate, ho esagerato nelle lodi?
    Sono tifoso di Levon e spero che torni ai livelli di 2-3 anni fa per giocarsi un possibilità mondiale.
    Altimenti So e lo stesso Caruana rimarranno le alternative al norvegese.




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      Chess 25 gennaio 2017 at 17:09

      Dark, anch’io ho seguito la partita di Aronian: molto bella e Rapport più di tanto non ha potuto. Su Aronian e le sue possibilità di risalita sono però scettico: ho l’impressione che il meglio lo abbia già dato (e ne ha dato parecchio) anche se non e’ bastato per giocarsi il titolo mondiale. Ora credo che si assesterà nei primi 10 per un bel po’ ma senza picchi verso l’alto perché mi dà l’impressione che non ci creda più tanto. Rimane, comunque, un signor giocatore.




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    paolo bagnoli 25 gennaio 2017 at 20:16

    Alla luce di quanto è accaduto fino ad ora vedo, a meno di clamorose cadute, il buon So (unico imbattuto) al primo posto, mentre per il secondo posto Aronian sembra avere il miglior calendario. Notevole lo stritolamento di Rapport da parte del buon “vecchio” Levon.




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      Luigi O. 25 gennaio 2017 at 20:26

      Paolo, a quando un altro dei tuoi stupendi profili di giocatori, più o meno noti, del passato?




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        paolo bagnoli 25 gennaio 2017 at 22:10

        Grazie dell’apprezzamento, ma sono reduce da un paio di interventi ed incomincio a sentire gli anni. Però ci proverò…




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  59. avatar
    The dark side of the moon 25 gennaio 2017 at 21:36

    X Chess:
    Purtroppo penso che potresti avere ragione.
    Il torneo dei Candidati giocato da Aronian 2 anni fa, dove tra l’altro partiva favorito, sembra che abbia minato le sue convinzioni verso la scalata mondiale.
    Levon ha 34 anni e quindi è ancora relativamente giovane, però se penso che Caruana ne ha 24 e So 23….
    Vabbè, mi consolo quando gioca queste partite, eppoi ci spero sempre, non si sa mai.
    Spero nel frattempo che cresca Wei come alternativa ai due “quasi americani” citati sopra che non mi sono simpaticissimi, anche se onestamente sono due grandi giocatori.




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      Chess 26 gennaio 2017 at 00:03

      Per Dark: difficile prevedere chi sia il prossimo aspirante al mondiale. Credo possa essere Caruana perché anche la logica è dalla sua parte oppure qualche giovane come Wei. A me è simpatico Rapport per il suo stile ma lo stile, lo sappiamo, non basta per la scalata mondiale. Aronian? Mi piacerebbe vederlo in finale ma è una possibilità molto remota, ho questa sensazione.Spero di sbagliarmi.




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    Giancarlo Castiglioni 26 gennaio 2017 at 10:08

    La nuova classifica:

    +4 So, Wesley
    +2 Eljanov, Pavel
    +2 Wei, Yi
    +2 Carlsen, Magnus
    +2 Karjakin, Sergey
    +2 Aronian, Levon
    +1 Adhiban, B.
    = Giri, Anish
    = Harikrishna, P.
    -2 Andreikin, Dmitry
    -2 Wojtaszek, Radoslaw
    -2 Nepomniachtchi, Ian
    -3 Rapport, Richard
    -5 Van Wely, Loek

    So sembra ormai difficilmente raggiungibile
    Carlsen in una 4 Cavalli gioca Ad6 con il pedone ancora in d7!

    Una cosa che vedo fare ai bambini e ovviamente critico aspramente.
    Ho scoperto che esistono diverse partite con questa mossa, che non è neanche particolarmente cattiva.
    Non sanno più cosa inventarsi pur di uscire di teoria.




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      Dino 26 gennaio 2017 at 10:29

      Giancarlo, grazie per questi quotidiani aggiornamenti sia tecnici che di cronaca. Ho apprezzato moltissimo come hai seguito le ultime edizioni del Campionato Italiano e trovo i tuoi approfondimenti davvero utili. ;)




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      fabrizio 26 gennaio 2017 at 14:52

      Debbo confessare che qualche anno fa, in un torneo sociale, contro un avversario di discreto livello e con buona preparazione teorica, mi trovai a giocare la stessa mossa (Ad6) in una posizione del tutto analoga. La mossa mi parve sufficientemente corretta e solida per uscire dai sentieri battuti ed ebbe una buona riuscita in quella partita.
      Purtroppo, però, io non ero e non sono nemmeno diventato campione mondiale! :)




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  61. avatar
    paolo bagnoli 26 gennaio 2017 at 20:16

    Con tre patte negli ultimi tre turni So potrebbe facilmente risultare vincitore. Qualcuno del gruppetto degli inseguitori dovrebbe inanellare tre vittorie, cosa che mi pare abbastanza fantascientifica (oppure 2 vittorie e una patta, mah… ). Ormai si gioca per il secondo e terzo posto.




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    Chess 26 gennaio 2017 at 21:23

    Non saprei ma Ad6 a me sembra persino anti estetica. Cosa non si fa per uscire dalla teoria!




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    The dark side of the moon 27 gennaio 2017 at 15:33

    La prima patta di So è arriva subito praticamente senza giocare….
    Ma come poterlo criticare?




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      Chess 27 gennaio 2017 at 17:32

      Anche se nella logica delle cose (?), potrebbero premiarlo subito, fin da stasera, così ci risparmierebbero le ultime farse. Ma questo principio varrebbe per tutti, non solo per So.




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    paolo bagnoli 27 gennaio 2017 at 20:47

    Be’, definire una “farsa” il torneo di So mi pare eccessivo. Il giovanotto mi è sembrato ben attrezzato per sostenere una prova di questo livello, ed anche il suo essere imbattuto dice qualcosa. O no?
    P.S. Il cinese è l’unico che potrebbe… anche in vista dello scontro diretto. Mah…




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      The dark side of the moon 27 gennaio 2017 at 21:20

      ….e infatti attenti a Wei!
      Domani c’è lo scontro diretto col cinese che però giocherà col nero.
      Vediamo se ci proverà dato che nell’ultimo turno penso ci saranno quasi tutte patte.
      Comunque vada gran torneo di Wei a naturalmente anche di So che sembra ormai maturo per giocarsi qualcosa di importante.
      Avete visto la partita di Rapport oggi?
      Gli ho dato un’occhiata: ha aperto con la Larsen arroccando lungo… non so se ci sono precedenti ma sembra comunque strano.
      Poi, prima del finale con posizione pari l’ungherese spara un sacrificio di torre perdente; buon per lui che aveva di fronte Van Wely (che partecipa solo perché è olandese… ) che gli restituisce il favore e la partita termina patta.
      Adhiban invece gioca la scandinava contro Carlsen e patta facilmente, o quasi.




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    Giancarlo Castiglioni 27 gennaio 2017 at 23:35

    La classifica aggiornata, anche oggi è cambiato poco:

    +4 So, Wesley
    +3 Wei, Yi
    +2 Eljanov, Pavel
    +2 Carlsen, Magnus
    +2 Aronian, Levon
    +1 Karjakin, Sergey
    +1 Adhiban, B.
    = Giri, Anish
    = Harikrishna, P.
    -2 Andreikin, Dmitry
    -2 Wojtaszek, Radoslaw
    -2 Nepomniachtchi, Ian
    -3 Rapport, Richard
    -5 Van Wely, Loek

    Effettivamente domani c’è lo scontro diretto tra i primi due, potrebbe esserci un colpo di scena, ma mi sembra più probabile un pari non troppo combattuto.
    Anche oggi Carlsen sembra abbia rinunciato a qualsiasi tentativo di prendere vantaggio in apertura anche contro la Scandinava dell’avversario.
    Mi lascia perplesso.




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    Giancarlo Castiglioni 28 gennaio 2017 at 19:22

    I giochi non sono ancora fatti: gli inseguitori più accreditati, Carlsen e Aronian si sono fatti sotto e sono a solo a mezzo punto da So.
    Credo che ci proveranno, anche se una serie di patte è l’esito più probabile.

    +4 So, Wesley
    +3 Wei, Yi
    +3 Carlsen, Magnus
    +3 Aronian, Levon
    +1 Eljanov, Pavel
    +1 Karjakin, Sergey
    +1 Adhiban, B.
    = Giri, Anish
    = Harikrishna, P.
    -2 Andreikin, Dmitry
    -2 Wojtaszek, Radoslaw
    -2 Nepomniachtchi, Ian
    -3 Rapport, Richard
    -6 Van Wely, Loek




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    The dark side of the moon 28 gennaio 2017 at 20:56

    Questa è la classifica dei i primi quattro:

    So 8/12
    Carlsen 7,5/12
    Aronian 7,5/12
    Wei 7,5/12

    Domani affronteranno nell’ordine:

    Nepomniachtchi – So
    Carlsen – Karjakin
    Andreikin – Aronian
    Wei – Wojtaszek

    Non ci sono scontri diretti, se dovessero arrivare due o più giocatori primi a pari merito il regolamento dice:
    “In case two or more players share first place, there will be a play-off after the last round, during the closing ceremony (on Sunday 29. January 2017). The time control depends on the number of shared winners and will be determined by the chief arbiter (Blitz or rapid, in both cases with increment). The money prizes will be shared, just like all other prizes (see the attached letter with prize fund details).”
    Giocheranno delle partite rapid o blitz a seconda del numero dei giocatori che vi prenderanno parte e secondo il parere del capo arbitri, i premi verranno divisi.
    Mi sembra un poco incasinata la situazione visto che teoricamente possono arrivare primi a pari merito 4 giocatori.
    Sarebbe ora divertente fare pronostici; saranno tutte patte e amen oppure qualcuno ci proverà?
    Ricordatevi che domani, l’ultimo turno inizia alle ore 12,00.

    PS.Oggi Carlsen ha vinto giocando l’Olandese Stonewall…., ma la partita più bella è stata ancora quella di Aronian che nelle complicazioni ha avuto la meglio su Van Wely.
    Fa bene agli scacchi vedere Levon giocare cosi ;)




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    Chess 28 gennaio 2017 at 23:17

    Oggi mi sono sposato e non ho seguito una mazza di niente: che ha combinato Rapport?




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      Martin 29 gennaio 2017 at 20:25

      Felicitazioni vivissime da tutti gli amici di SoloScacchi :)




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        fabrizio 29 gennaio 2017 at 20:55

        Mi associo. Tanti auguri a te e consorte. ;) ;)




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        Chess 29 gennaio 2017 at 21:15

        Grazie davvero!




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        Chess 29 gennaio 2017 at 21:17

        È stata la mia partita di scacchi più lunga: 10 anni ed è finita patta. Sono peggio di Carlsen, ormai, un pattaiolo!




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    Enrico Cecchelli 29 gennaio 2017 at 01:18

    Congratulazioni ! La migliore mossa che tu potessi fare in quella posizione!




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      Chess 29 gennaio 2017 at 09:30

      È’ vero, ci ho riflettuto anni!




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    Daniele Marione 29 gennaio 2017 at 20:21

    Congratulazioni a So per la vittoria, 3 vittorie in supertornei in pochi mesi dimostrano una qualità fuori dal comune. Carlsen, nonostante il non perfetto stato di forma, piazza un +3 e secondo posto in solitario.




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    The dark side of the moon 29 gennaio 2017 at 21:26

    Innanzi tutto congratulazioni all’amico Chess che si è deciso a fare il grande passo…
    Io programmai tutto in 2 mesi, decidemmo con la mia futura moglie a Luglio e ci sposammo a Settembre…. prima che uno dei due ci ripensasse :D
    Fino all’ultimo giorno gli amici pensavano fosse uno scherzo.
    Tornando agli scacchi, grandissimo torneo di So che si aggiudica il 79º Tata con 1 punto di vantaggio sul secondo e senza subire sconfitte.
    Veramente notevole considerato il fatto che questo è l’ennesimo supertorneo che mette in bacheca nel giro di pochissimo tempo.




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      Chess 29 gennaio 2017 at 22:48

      Dark, tu sei un tattico del matrimonio: combinazione e partita finita in due mesi, complimenti!




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    Giancarlo Castiglioni 29 gennaio 2017 at 21:43

    Ultimo turno: ci hanno provato tutti!
    Solo che invece di andare avanti gli inseguitori sono andati indietro.
    So si è messo subito al sicuro vincendo con Nepomniachtchi che ha giocato malissimo andando in posizione persa già alla fine dell’apertura.
    Carlsen ha sacrificato un pezzo alla ottava mossa senza mai andare in reale vantaggio, ma è bastato per arrivare secondo da solo perché Aronian e Wei hanno perso.
    Quindi bella vittoria per distacco di So.

    +5 So, Wesley
    +3 Carlsen, Magnus
    +2 Wei, Yi
    +2 Aronian, Levon
    +2 Adhiban, B.
    +1 Eljanov, Pavel
    +1 Karjakin, Sergey
    = Giri, Anish
    = Harikrishna, P.
    -1 Andreikin, Dmitry
    -1 Wojtaszek, Radoslaw
    -3 Nepomniachtchi, Ian
    -4 Rapport, Richard
    -6 Van Wely, Loek




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  73. avatar
    The dark side of the moon 31 gennaio 2017 at 08:50

    Giusto per chiudere l’argomento e soprattutto per dovere di cronaca: nel Challengers questi sono i primi 3 classificati:
    Gawain Jones 9/13
    Ragger 9/13
    Xiong 8.5/13
    Vince Gawain per spareggio tecnico, per lui la possibilità il prossimo anno di disputare il 2018!
    Disastro della Guramishvili che chiude un torneo da incubo con 1,5/13 :p




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      The dark side of the moon 31 gennaio 2017 at 08:53

      Gawain Jones si è aggiudicato il pass per disputare il Master del 2018, avendo vinto il Challenger.
      M’era scappata la parola “Master” nel post sopra…




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      Daniele Marione 31 gennaio 2017 at 18:06

      Con tutto il rispetto per la Guramishvili, hanno capito tutti perché è stata invitata.




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