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A ruota libera bis

Scritto da:  | 20 maggio 2018 | 8 Commenti | Categoria: Attualità, Libri, Zibaldone

Gli scacchisti italiani ultracinquantenni sono davvero forti. Con Godena, Mariotti, Bellia, Bruno e Garcia Palermo hanno vinto tutti i match del Campionato d’Europa Senior 2018! Un grande esempio per i nostri giovani. Grazie ragazzi, anche se non siete più ragazzi!
Al Capablanca Memorial 2018 solo un Grande Maestro, ovvero Shankland Samuel L, vincitore del Campionato USA. L’ho trovato di una tristezza indicibile. Un Grandissimo trattato così, senza troppo rispetto. Tra l’altro diverse patte prima della ventesima mossa o poco più su.
Campionato del mondo femminile FIDE 2018 combattutissimo in Cina tra la sfidante Ju Wenjun e la campionessa in carica Tan Zhongyi. Alla fine vince la prima con un punto di vantaggio.

Ricordi…Sempre della V Coppa Latina, citata nel precedente articolo. Questa volta con il Bianco ed un bel sacrificio di pedone con compenso a lunga scadenza, per spostare il gioco sul lato di Donna (almeno così mi sembrò). Ricordando, ancora una volta, che non si usava il computer…

Al circolo
Due parole imprescindibili su Mario Leoncini, colonna portante, insieme a Alessandro Patelli, del nostro circolo di scacchi a Siena. Per chi non lo sapesse, intanto, ha vinto per ben sette volte il campionato italiano di scacchi progressivi! Maestro nazionale dal 1992, è stato vicepresidente della Federazione Scacchistica Italiana e ora presidente del Comitato Regionale Toscano. Grande studioso di storia degli scacchi ha scritto diversi libri sull’argomento e altri di varia natura fra cui quattro in collaborazione con il sottoscritto. Ma non è questo che mi interessa mettere in rilievo, bensì il suo encomiabile impegno nell’insegnamento del “nobil giuco” ai giovani e ai meno giovani, al circolo e in varie scuole della provincia. Sempre competente e in ottimi rapporti con tutti. Un modello da imitare.
P.S.Un po’ rompipalle quando gioco a blitz ma nessuno è perfetto.


Qualche spunto per gli amici scacchisti-giallisti
In Tutto bene, dottor Fell di John Dickson Carr, Mondadori 2010, si cita un tavolo di scacchi, un invito ad una partita da parte di Bob Crandall a Valerie Huret (che non sa giocare) e da parte di Maynard a Bob. Siccome Crandall perde sempre allora si mette a leggere Come vincere a scacchi, libro che sto cercando da una vita…
In Proiettili d’argento di Elmer Mendoza, la Nuova frontiera 2010, citata la poliziotta Gris Toledo che gioca a scacchi con il figlio Rodo.
In L’enigma della banderilla di Stuart Palmer, Mondadori 2010, citati gli scacchi pag. 34, quando due personaggi, Hansen e Rollo Lighton giocano in treno e a pag.52, quando il vicesindaco di New York arbitra un’altra partita sempre tra i due.
In La morte aveva i suoi occhi di Lucile Fletcher, Mondadori 2010, a pag. 38/39, a proposito del sig. Kahn A scacchi era abilissimo e altrettanto modesto. Diceva sempre “Magnifica mossa, Dave. Non vedo come posso evitare una sconfitta”. Ma vinceva sempre lui. E c’erano ben pochi problemi che sembrava incapace di risolvere.
In La forma dell’ombra di Jeffrey Ford, Piemme 2010, a pag. 272 Ha una scacchiera con tanto di pedine fatta nello stesso modo disse Curdmeyer. Il mezzo adoperato è il cerume degli orecchi… (mizzeca!)

Le prime letture del giovane Lotti
Ritorno su un argomento che suscitò qualche interesse nei lettori facendo rivivere anche le loro avventure libresche.
Le Lettere a Lucilio di Lucio Anneo Seneca non riuscii a finirle. Tutti quegli insegnamenti al povero Lucilio, e fai qui e fai là, e vai sotto e vai sopra, occhio a quello e a quell’altro, non agitarti, leggi solo pochi autori, vestiti così, evita la folla, evita la massa, evita i pochi, evita anche il singolo (ma allora cosa deve fare?). Una barba, una noia, una noia, una barba… (un saluto a Vianello e alla Mondaini). Umile perdono, in seguito, ad uomo che se la dovette vedere con un disgraziato come Nerone.
Mi piacque, invece, il Satyricon di Petronio che solleticava la mia natura goliardica. Soprattutto la parte della Cena Trimalchionis dove questo bischero, ergo Trimalcione, tra le altre cose, mette in scena il suo funerale costringendo gli invitati a comportarsi come se fossero ad un banchetto funebre. Da sghignazzata.
Sono sincero e un po’ sboccato. D’Annunzio mi stette subito sulle palle per la sua fortuna smaccata con le donne, quando il sottoscritto durava una fatica boia per ottenere solo qualche breve approccio. Dunque lessi con risentimento le sue prime opere che mi caddero sotto gli occhi con un discreto fastidio per quel volteggiare aulico fra le parole. Salvai a stento la nota Pioggia nel pineto che piaceva ad una mia compagna di classe che aveva due sporgenze così. Naturalmente in seguito mi sono lasciato trasportare dall’incanto di certa limpida ricercatezza. Senza però entrare in completa sintonia con il famoso trasvolatore.
Anche l’impatto con Eugenio Montale non fu troppo felice. Quel Meriggiare pallido e assorto dove tutta la natura, contornata da un aspro suono, sembrava ce l’avesse con l’umanità intera mi lasciò perplesso. Possibile che la vita fosse così tremenda, mi dicevo, guardando il sole che non abbagliava per niente ma splendeva beato fra le nuvolette. Oggi il Montalone me lo cullo e me lo accarezzo…
E, a proposito di sole, il fatto che per Salvatore Quasimodo trafigga ognuno di noi, mentre ce ne stiamo soli e tranquilli nel cuore della terra, mica mi sconfinferava tanto (non si fa così). E poi quella sera che arrivava in un batter d’occhio senza preavviso, mi metteva un’angoscia…Ma quale maledetto istinto spingeva i poeti ad essere così pessimisti?

Con Giuseppe Ungaretti un afflato spontaneo. Eppure, lui soldato, aveva cantato la morte, argomento certo non gradito all’imberbe Lotti. Aveva espresso la sua solitudine, la sua disperazione, ma anche il suo attaccamento alla vita, il desiderio di riaffermare i valori dell’uomo (fratelli, Parola tremante nella notte). Insomma l’Ungaretti uomo di pena, che tuttavia si illumina d’immenso e si ubriaca d’universo non dico che mi entusiasmasse ma non mi dispiaceva, mi dava perfino coraggio. E lo sentivo lì, vicino a me, forse per quella bella, stupenda, struggente poesia sulla mamma che avevo perso da ragazzo…
Per non cadere in una patetica, senile malinconia termino con un paio di battute.

In chiesa
M’illumino d’incenso

Liberazione
Ognuno sta solo sul cuor della tazza,
trafitto da uno spasmo nel retto:
ed è subito getto

Tentativi di poesia che suscitarono diversi commenti qui.
Alla prossima… la strada è tutta in salita! ;)

avatar Scritto da: Fabio Lotti (Qui gli altri suoi articoli)


8 Commenti a A ruota libera bis

  1. avatar
    paolo bagnoli 20 maggio 2018 at 23:07

    Caro Fabio, la seconda è davvero notevole e mi ha fatto ricordare una mia cazzata attuata quando i miei figli andavano a scuola. In “San Martino”, che TUTTI i miei figli dovettero imparare a memoria, storpiai il quarto verso in “urla e scorreggia il mare” ed IMPOSI a quelle povere creature di recitarla in quel modo, se interrogati. Capitò A TUTTI E QUATTRO e l’unica che non ci cascò fu l’ultima, Diana, mentre il secondo, Stefano, dovendo subire una severa reprimenda da parte della maestra (era in quarta, se ben ricordo) che era notevolmente “all’antica”, scoppiò a piangere mormorando: “Me l’ha detto il mio papà”. Venni prontamente convocato e, dopo le mie doverose scuse alla maestra, uscii dalla scuola con la soddisfazione di aver visto aleggiare sulle labbra della docente l’ombra di un sorriso. Mia moglie non mi rivolse la parola per un paio di giorni…

    5
    • avatar
      Mariateresa 21 maggio 2018 at 23:55

      Grande! :( l

  2. avatar
    paolo bagnoli 20 maggio 2018 at 23:17

    Per quanto riguarda le cose scacchistiche, anch’io ho seguito il “Capablanca” e concordo col tuo giudizio. Il Campionato Mondiale femminile, poi, è stato zeppo di errori e di livello decisamente basso, soprattutto nelle partite iniziali.

    1
  3. avatar
    Fabio Lotti 20 maggio 2018 at 23:18

    Guarda, solo questo commento esilarante mi ripaga alla grande di quello che ho scritto.

    1
  4. avatar
    Antonio Pipitone 21 maggio 2018 at 18:37

    La V Coppa Latina l’ho giocata anch’io, in prima scacchiera.
    Fu un bel successo direi. Complimenti per il pezzo. Sei forte!
    Antonio

    1
  5. avatar
    Luca Monti 24 maggio 2018 at 14:36

    Chiedo: nelle estati degli anni passati, stante la minore disponibilità di tempo dell’impaginatore, fu buona abitudine riproporre alcuni articoli pubblicati in precedenza. Mi sembra che quella iniziativa portasse il nome di A VOLTE TORNANO. Sarà così anche in questa stagione? Ogni bene. Luca Monti.

    • avatar
      Ramon 24 maggio 2018 at 21:50

      Sì, Luca, ci stiamo pensando, grazie per l’idea!

      • avatar
        Luca Monti 25 maggio 2018 at 17:24

        Bravi, così potremmo rileggere fino a settembre una summa del meglio di SoloScacchi ;)

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